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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 24 Settembre 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 21
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-05043
DECENTRAMENTO DELLE FUNZIONI CATASTALI AI COMUNI AI SENSI DEL DPCM DEL 14 GIUGNO 2007. ESERCIZIO DELLE FUNZIONI CATASTALI DA PARTE DEL COMUNE E CONVENZIONAMENTO CON L`AGENZIA DEL TERRITORIO. APPROVAZIONE.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200705043/67, presentata in data 24 luglio 2007, avente per oggetto:
"Decentramento delle funzioni catastali ai Comuni, ai sensi del DPCM del 14 giugno 2007, esercizio delle funzioni catastali da parte del Comune e convenzionamento con l'Agenzia del territorio. Approvazione".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Comunico che in data 19/09/2007 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula.
E' stato presentato il seguente emendamento dall'Assessore Passoni:

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola all'Assessore Passoni, per l'illustrazione.

PASSONI Gianguido (Assessore)
La proposta di deliberazione ha una certa rilevanza, proprio perché la Città, dopo la chiusura degli anni '90 (nella quale vi era stata la prima discussione sul tema del decentramento catastale), opera, adesso, una scelta definitiva.
Riassumo rapidamente due o tre passaggi: la Finanziaria del 2007, confermando un orientamento normativo, in vigore da parecchi anni, fissava nel 1 novembre 2007 la data del passaggio delle competenze dall'Agenzia del Territorio ai Comuni.
Un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, elaborato nella primavera e approvato verso il mese di maggio, ha definito, nel corso del tempo, le modalità pratiche secondo le quali questo passaggio doveva avvenire. Ne ha definite tre: il livello A, il livello B e il livello C.
La Città, che è forte dell'esperienza maturata in precedenza (anche per merito del lavoro della Divisione Servizi Tributari e cito, perché è opportuno farlo, anche del Collega Bonino, che oggi siede nei banchi del Consiglio Comunale), ha da tempo stipulato una convenzione con l'Agenzia del Territorio per espletare funzioni di cosiddetto "sportello avanzato", in modo da poter già assumere le funzioni di due modalità legate ai livelli A e B.
La convenzione non soltanto è uno strumento attualmente utile per l'esercizio di funzioni come la stampa gratuita delle visure catastali, l'elaborazione di procedure Docfa e di presentazione di pratiche catastali varie, ma è anche di sussidio alle politiche tributarie della Città, laddove, ovviamente, i controlli dell'Amministrazione si articolano mediante l'acquisizione di informazioni di tipo catastale, come, ad esempio, sulla banca dati ICI.
Anche se la Città in precedenza si era già pronunciata per un'adozione estesa delle funzioni catastali, il DPCM stabiliva che entro 90 giorni ci si dovesse ripronunciare e pertanto, oggi, il Consiglio, in tempo utile per la scadenza di legge (che è ai primi di ottobre), si trova a discutere di questo argomento.
Volevo anche fare un accenno di natura generale ma molto importante: questa disciplina attiene alle modalità di gestione del servizio catastale e non alle modalità di determinazione dei valori catastali. Questo distinguo (mi scuseranno i Consiglieri che naturalmente ne sono al corrente) serve solo a ricordare come in Parlamento esistessero due filoni evolutivi: uno legato alle funzioni gestionali (quindi, il passaggio del Catasto ai Comuni), l'altro legato alla riforma degli estimi.
Questo secondo punto (il cui disegno di legge, oggi, è ancora in Parlamento) non è assolutamente toccato dalla deliberazione che, oggi, discutiamo e che ha come obiettivo l'esercizio delle funzioni oggi regolate con leggi datate (ma sicuramente consolidate) e che, un domani, magari potranno avere una trasformazione pesante del loro stesso funzionamento.
Questo, per capirci, non fa modificare il comportamento della Città sull'accertamento tributario, perché si tratta di funzione catastale e non di base imponibile modificata.
Questa discussione sulla base imponibile (della quale, peraltro, con alcuni Consiglieri più volte abbiamo disquisito) è sul tavolo del Parlamento e non può che essere in quella sede, perché è materia di legislazione rigorosamente nazionale.
Questa deliberazione, invece, va, secondo me, annoverata nel capitolo del decentramento delle funzioni, pertanto in una attuazione di un funzionamento federale delle funzioni dei Comuni in materia tributaria, che, in qualche modo, corrisponde all'attuazione del Titolo V della Costituzione e non tanto ad una rivisitazione nazionale di parametri che, invece, non attengono a questo merito.
L'ultima connotazione che vorrei precisare è, naturalmente, l'emendamento della Giunta. L'emendamento non è altro che il riporto dei pareri delle Circoscrizioni, così come annunciate in sede di I Commissione. Tutti i quartieri hanno espresso parere favorevole; la Circoscrizione 10 (ad onor del vero) ha modificato il proprio parere, rispetto alla discussione poi intervenuta nella loro Commissione, esprimendo parere favorevole alle opzioni A e B e, invece, un parere dubbioso sulla versione dell'adozione del protocollo C.
I Comuni che non scelgono l'opzione A, B o C, o che ne scelgono una diversa, hanno una finestra aperta per modificare il loro comportamento nel 2009. Questo permetterà alla Città, spero, di utilizzare il bagaglio informativo che si è manifestato nel corso di questi anni, di poter magari esercitare le funzioni catastali non in funzione di Città sola ma di polo catastale (così come succede in provincia di Milano), ma naturalmente questo potrà accadere soltanto se i Comuni della cintura elaboreranno autonomamente e in modo organizzato una loro competenza (che in alcuni casi c'è, in altri c'è in modo minore) sulla materia catastale, in modo da rendere il servizio in via di area metropolitana e non soltanto cittadina.
Ultima citazione ad un problema di cui auspichiamo la soluzione: naturalmente le funzioni catastali saranno svolte con personale già in carico alla Città, nuovo personale della Città e personale dell'Agenzia del Territorio, la cui modalità sarà probabilmente il distacco. Quest'ultimo riguarda, ovviamente, una difficile gestione di passaggio di personale tra l'Agenzia e la Città; questa fase non attiene, ovviamente, alla Città come ruolo attivo, ma ad una discussione che riguarda l'Agenzia del Territorio, i Sindacati e tutto quanto è l'organizzazione del servizio in quella sede. Auspichiamo (ovviamente, a livello del tutto astratto, perché concretamente non abbiamo possibilità) che la modalità di passaggio sia quella del distacco, che permette pertanto il mantenimento delle qualifiche originarie dei funzionari eventualmente transitati, e, soprattutto, che la vicenda accompagni il processo di decentramento senza strascichi, ma invece con una condivisione che attraversi sia la classe politica, sia ovviamente l'utenza (che avrà il beneficio di avere un'articolazione territoriale del servizio decisamente migliore), sia anche, devo dire, i lavoratori, nella necessaria condivisione di un processo che chiede, credo, la scommessa e la condivisione di tutti i livelli coinvolti in questa fase.
Ciò detto, ovviamente la Giunta consegna al Consiglio un atto (uso una parola grossa) "storico", perché è, effettivamente, uno dei primi atti di decentramento veri, di funzioni nuove, che i Comuni esercitano contrariamente al loro bagaglio tradizionale. Naturalmente, siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti, qualora ve ne fosse necessità.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Intervengo solamente per un chiarimento riguardo all'emendamento che recita: "...si dà atto delle osservazioni espresse dalla Circoscrizione 10 e si ritiene opportuno rimandare ad eventuali provvedimenti successivi, la valutazione circa l'opportunità e la concreta possibilità di installare postazioni telematiche...", eccetera.
Se era possibile, volevo capire un po' meglio, perché (mi permetto di dire senza nessuna critica) vuol dire tutto e il contrario di tutto. Vorrei capire un po' meglio per poter decidere su come votare.
E, poi, mi riserverei eventualmente di fare un ulteriore intervento.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Lei si riferisce all'emendamento n. 1 alla proposta di deliberazione; questo era il dibattito generale. Ci sarà l'illustrazione dell'emendamento dell'Assessore a breve, per cui eventualmente lei potrà intervenire nuovamente sull'illustrazione dell'emendamento.
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Intervengo per supportare ulteriormente quanto detto dall'Assessore Passoni in merito alla valenza storica di questo provvedimento, che, per la prima volta, consentirà direttamente alla Città di Torino (come tutte le altre città che seguiranno la stessa strada) di controllare e di gestire meglio il territorio e le proprietà immobiliari che su di esso insistono.
In particolare, a me sta particolarmente a cuore il fatto che, attraverso questo strumento, si possano mettere effettivamente tutti i cittadini sullo stesso piano, Assessore. Tutti i cittadini sullo stesso piano vuol dire che attraverso questo strumento, se utilizzato bene (come spero l'Amministrazione Comunale vorrà fare e sono sicuro di questo), tutti i cittadini potranno ricevere lo stesso trattamento in materia di imposizione fiscale, per quanto riguarda la propria proprietà immobiliare, nello stesso modo.
La raccomandazione è che si possa procedere in tempi brevi e anche in maniera funzionale a raggiungere questo obiettivo e si possano mettere in rete le informazioni raccolte attraverso questo strumento, anche per debellare quella che è, purtroppo, in Italia una piaga sociale: l'abusivismo edilizio.
Questo è uno strumento, quindi, importante e potentissimo in mano alle Amministrazioni e l'aspetto che, ribadisco, si può perseguire (e spero l'Amministrazione voglia condividere questa mia impostazione) è quello della equità fiscale per tutti i cittadini della città di Torino, perché non è giusto che ci siano cittadini che pagano l'ICI e altri che non la pagano o che la pagano in misura minore a quella dovuta.
Al di là di quella che è la considerazione personale e generale sull'imposta comunale sulla proprietà immobiliare (che in questo momento non è in discussione), è sull'uso che, invece, si fa di questo strumento che, attraverso l'arma che viene data in mano all'Amministrazione Comunale con questo provvedimento di portata storica, può essere utile o no a raggiungere un'equità fiscale che spero sia raggiunta nel più breve tempo possibile.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Ringrazio l'Assessore per gli ulteriori chiarimenti che ha fornito dopo aver discusso comunque in Commissione di questo importante processo di trasformazione.
Tuttavia, volevo sapere qual è stato il parere contrario all'acquisizione del modulo C della Circoscrizione 10, perché mi pare che il modulo C si riferisca alle prestazioni ad opera anche di personale del Comune. Quindi, dato che il parere è espresso in sintesi, volevo capire la motivazione per la quale nove Circoscrizioni si sono manifestate tutte a favore, mentre la Circoscrizione 10 ha espresso un parere negativo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gianluigi
Intervengo brevemente per fare i complimenti all'Assessore, perché si è proseguito su una strada iniziata alcuni anni fa e che è importantissima non solo per la Città di Torino, ma anche per tutti i Comuni che l'adotteranno in futuro.
Effettivamente è uno di quegli strumenti che magari suscitano poco interesse nell'opinione pubblica o nei mass media, in modo particolare, però è di estrema importanza per lo sviluppo corretto e democratico di una città, soprattutto per quanto riguarda l'edilizia e l'informazione più puntuale a favore dei cittadini e, inoltre, per quanto riguarda anche una maggiore attenzione sull'abusivismo da parte delle Amministrazioni.
Quindi da parte mia un plauso alla continuazione del lavoro che è stato fatto in maniera, mi pare, ottima.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cuntrò.

CUNTRO' Gioacchino
All'Assessore Passoni, poc'anzi, pareva azzardato dichiarare che si tratta di un atto storico per la città; io, invece, ritengo giusto confermare questa affermazione, perché deriva da un fatto certo.
Mi pare che risulti che in Italia le due città che, a seguito del Decreto Legge e delle modifiche successive che prima richiamava l'Assessore, siano oggi in grado di poter attuare, attraverso una deliberazione, la concretizzazione del decentramento delle funzioni catastali, fino a poche settimane fa, fossero Milano e Torino. Non so a che punto sia Milano rispetto all'attuazione, attraverso la deliberazione del Consiglio Comunale, ma so di certo che oggi siamo qui chiamati a sancire un fatto di particolare importanza per i cittadini torinesi, perché attraverso questo strumento, oltre ad omogeneizzare il trattamento, come diceva il Consigliere Lonero, per la prima volta le funzioni del catasto sono decentrate; questa è una delle prime azioni di decentramento vere sul territorio da parte dello Stato.
Questo consentirà ai Comuni di avere una fotografia reale del dato catastale, consentirà ai cittadini di avere in tempi brevi e in tempi reali la possibilità di aggiornare la propria situazione e consentirà anche ai tributi della Città di avere una certezza rispetto al pagamento dell'ICI.
Penso che questo, al di là di quello che può essere l'imposizione dell'ICI, sia un atto che storicamente (per la maggioranza di questo Consiglio Comunale, ma anche per l'opposizione) qualifichi in positivo l'azione della Città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Nel merito non aggiungo nulla alle considerazioni svolte or ora dal Presidente Cuntrò. Sarei molto grato alla Giunta e, in particolare, all'Assessore Passoni se, in sede di replica agli interventi del Consiglio, volesse, oltre che ribadire con chiarezza i benefici di questo provvedimento anche in termini di competenza del Consiglio Comunale (perché attraverso questa misura il Consiglio Comunale sarà posto nella condizione di conoscere meglio le conseguenze delle proprie determinazioni in ordine all'ammontare dell'ICI, per esempio e, più in generale, in ordine alle determinazioni che attengono a proprietà immobiliare e all'edilizia), oltre a chiarire, quindi, quali saranno le positive ricadute sulle competenze del Consiglio Comunale e sul loro migliore esercizio, anche sottolineare come un provvedimento di questa importanza e di questa natura sarebbe suo interesse portarlo all'attenzione del Consiglio Comunale nelle sue diverse fasi di attuazione.
Siccome questa è una misura che verrà attuata nel corso del tempo (poiché è una deliberazione che presuppone un'attività pratica da parte della Giunta), credo che sarebbe molto interessante per il Consiglio essere messo a parte delle diverse fasi che vedranno realizzato questo intendimento politico.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Salinas.

SALINAS Francesco
Anch'io mi associo, nella brevità del mio intervento, a quanto detto dal Consigliere Giorgis da ultimo e mi unisco al plauso per il lavoro dell'Assessore e degli Uffici per un intervento veramente di riforma; è una riforma che va nel senso di un'ottimizzazione delle procedure dell'Amministrazione comunale, ma che prosegue anche quel lavoro, già avviato fin dall'inizio di questa Amministrazione da parte della Città di Torino, non soltanto per una maggiore razionalità nell'imposizione e nell'esame della situazione immobiliare della città, ma, diremmo noi, in ultima istanza, anche per una maggiore giustizia sociale, come ogni riforma seria fa.
In questo caso, in particolare, lo strumento che viene offerto ai cittadini non soltanto avvicina dei servizi, secondo una tendenza che riteniamo determinante anche per superare quelli che sono spesso i limiti della politica nei confronti dei cittadini e delle cittadine di Torino, ma, più in generale, di tutti quelli che si interfacciano con le Istituzioni; insomma, in questo caso è anche molto utile perché ci consente di rivendicare un percorso che va nella direzione di una maggiore giustizia sociale e di una maggiore equità dell'attività amministrativa che con questa deliberazione ha un momento importante.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Alla fine di un lungo applauso credo non guasti un caveat per l'Assessore Passoni.
Abbiamo tutti sottolineato l'opportunità e l'utilità ai fini dei valori della Pubblica Amministrazione, soprattutto in un quadro di coerenza operativa e di unica responsabilità. Questo però conduce anche a un possibile problema; cioè, non avendo più comunque una fonte indipendente, un secondo pilastro, si direbbe che l'Amministrazione Comunale potrebbe anche cedere alla tentazione di impostare le proprie politiche su esigenze di carattere non troppo istituzionale o, addirittura, su esigenze di cassa.
Per essere più chiari, vediamo anche la possibilità che le impostazioni dell'Amministrazione in questa nuova modalità operativa siano forse troppo penalizzanti per alcuni settori (al di là di un valore corretto e anche di recupero di storture e di illegalità che purtroppo è diffuso in questo settore), ma siano operazioni spesso dettate (o, eventualmente, dettate) da esigenze puramente di cassa, anche se spesso ammantate da grandi discorsi e grandi concetti di rispetto della legalità e di equità sociale, quando addirittura qualcuno di voi non si lascia sfuggire il piede sulla frizione della redistribuzione del reddito.
In questo caso, non chiediamo all'Assessore Passoni di applicare una politica di carattere liberale: sarebbe chiedere troppo (soltanto l'ex Vicesindaco Peveraro ogni tanto si vantava di essere liberale - non so se fosse più o meno amico dell'Assessore Passoni -, che adesso sperimenterà il suo liberalismo in Regione con la Presidente Bresso), ma almeno di applicare politiche ragionate, perché vorrei che fosse chiaro all'Assessore che saremo molto attenti a rilevare qualsiasi indizio che le politiche dell'Amministrazione siano fondate non su una riconduzione a ragionevolezza, correttezza ed equità, ma su spinte e esigenze di diversa natura.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa, per una precisazione.

CAROSSA Mario
Attendo le comunicazioni dell'Assessore sull'emendamento.
Per quanto riguarda la deliberazione, devo dire che il Consigliere Ventriglia, in parte, mi ha preceduto: sono anch'io d'accordo sul decentramento, ma a patto che non si trasformi in un ulteriore strumento vessatorio nei confronti dei cittadini torinesi.
Non vorrei, infatti, che accadesse un fatto simile a quello, denunciato sulla stampa, riguardante una macchina in borghese dei Vigili Urbani (si tratta, forse, di un parallelismo azzardato, ma, di fatto, è quello che succede), che non si sa da chi sia stata mandata, fatto che ha provocato una dichiarazione del Comandante Famigli, secondo cui chi ha sbagliato, dovrà pagare. Non penso che gli agenti della Polizia Municipale, abbiano deciso, di propria iniziativa, di utilizzare un'auto in borghese per fermare i cittadini che parcheggiassero la loro automobile in sosta vietata in Piazza Vittorio.
Non vorrei, quindi, che questo Catasto decentrato, approvato e lodato da tutti (o da quasi tutti) con belle parole, si trasformasse in un ulteriore strumento vessatorio per i cittadini.
Un altro aspetto (di cui si è dibattuto in Commissione e che, correttamente, è stato accennato dall'Assessore alla fine del suo intervento) che mi lascia molto perplesso è il rapporto con il personale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Consigliere Carossa, mi scusi un attimo.
Consiglieri, Assessore Passoni, vi chiedo di prestare attenzione.

CAROSSA Mario
L'Assessore sta ascoltando, devo darne atto.
Voglio dire ai Consiglieri di maggioranza e di minoranza che oggi, 24 settembre, stiamo per approvare una deliberazione che dovrebbe entrare in vigore il 1° novembre, ma non dimentichiamo che vi sono alcune decine di dipendenti del Catasto che sono in "stand-by", nel senso che, ad un mese e mezzo dall'entrata in vigore della deliberazione (sempre che, oggi, sia approvata), non sanno che fine saranno. Non voglio esagerare con i termini, ma queste persone davvero non sanno che fine faranno: non sanno se saranno assorbite dal Comune di Torino o se, con altre mansioni, continueranno ad essere dipendenti del Ministero.
Voglio far presente questo aspetto, che mi lascia alquanto perplesso: è vero ciò che ha riferito l'Assessore, cioè che questa situazione non dipende da noi, tuttavia, poiché credo che, prima di predisporre la deliberazione, ci siano stati contatti stretti con il Ministero, penso che si sarebbe dovuti arrivare a prospettare una situazione molto più chiara per questi dipendenti.
Naturalmente, la mia dichiarazione di voto sarà formulata anche in base alla risposta dell'Assessore sull'emendamento, anche se non so che cosa voterò dopo, perché la situazione del personale mi lascia perplesso.
Non possiamo sempre dire che non c'entriamo nulla, perché non è vero: se non c'entriamo direttamente, c'entriamo indirettamente, perché noi adesso assumiamo funzioni che, fino ad oggi, hanno svolto altri. Ci saranno dipendenti comunali che interverranno, ma non dimentichiamo che ci sono altri dipendenti, attualmente in servizio per il Ministero al Catasto, che non sanno che cosa faranno.
Questo fatto, quindi, mi lascia molto titubante.
Vorrei tornare, poi, sulla questione, di cui abbiamo parlato anche in Commissione, che riguarda la necessità che il decentramento non si trasformi in un ulteriore strumento vessatorio.
Per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco, voglio precisare che, quando uso le parole "ulteriore strumento vessatorio", non voglio dire che sono favorevole alla perpetrazione di determinate evasioni fiscali di ICI o quant'altro. Ciò che voglio dire (e l'Assessore lo sa perfettamente, sia per il suo ruolo di Assessore, sia per la professione che ha sempre svolto) è che la maggior parte degli errori, soprattutto quei piccoli errori commessi dai cittadini riguardanti catasto, ICI ed altre imposte, sono errori non voluti, che i cittadini non sanno nemmeno di aver commesso.
Personalmente chiedo (e continuo e continuerò a chiedere) che l'Amministrazione agisca come agirebbe il buon padre di famiglia, cercando di capire il motivo di determinati errori.
Credo che qualsiasi addetto ai lavori possa confermare che la maggior parte degli errori sono errori non voluti e non conosciuti dai proprietari, soprattutto quando ci troviamo di fronte a proprietari anziani o che non hanno la capacità o l'istruzione per riuscire a seguire determinati aspetti.
Questo è l'appello che rivolgo.
Rimanendo in attesa delle risposte che mi saranno fornite dall'Assessore, mi riservo di fare la dichiarazione di voto in un momento successivo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Sarò brevissimo.
Con onestà intellettuale, dobbiamo dire che, effettivamente, reputiamo storico il provvedimento, ma, con un accenno polemico, diciamo anche che è un peccato che, quando è l'avversa parte politica a presentare proposte di decentramento e di riforme costituzionali, ci si attivi sempre per bocciarle.
Siamo d'accordo sul decentramento, in questo caso; ma anche noi, come i colleghi dell'opposizione, ribadiamo di porre attenzione sull'equità fiscale e, quindi, sull'utilizzo di questo strumento, che per noi è fondamentale, facendo attenzione affinché non diventi un aggravio per i cittadini.
Riteniamo molto importanti queste due variabili, che, peraltro, sono state già messe in evidenza dagli altri Consiglieri di opposizione.
Ci riserviamo di fare la dichiarazione di voto in un momento successivo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
Al di là di quanto è già stato detto sull'importanza di questo innovativo provvedimento, che ci vede impegnati in un nuovo fronte e in una nuova attività che, in qualche modo, dovremo essere in grado di ereditare (capaci di farlo) dagli Uffici attualmente demandati (Agenzia del Territorio ed altri), credo che dovremo anche essere in grado, in qualche modo, di valutare le varie competenze.
Il provvedimento è molto complesso.
Da un certo punto di vista, permetterà alla Città di esplorare campi importanti che, in qualche modo, le consentiranno di tutelarsi e di accrescere il proprio patrimonio non solo di competenze, ma di informazioni. E' necessario, però, fare un'attività di formazione e di organizzazione interna, tale che non crei disagio all'utente, soprattutto nelle prime fasi; dopodiché, come chiedeva il Consigliere Giorgis (e mi sembra lo avesse chiesto anche il Consigliere Salinas), sarebbe opportuno, in sede di Commissione o in sede di Consiglio Comunale, avere informazioni sulla funzionalità di questa attività (si potrebbe anche pensare ad apportare implementazioni e ritocchi alle funzioni, non alla deliberazione).
Mi complimento con questa scelta che, da un certo punto di vista, è coraggiosa.
D'altro canto, però, colgo la perplessità di alcuni Consiglieri dell'opposizione sul rischio di modificare rendite ed estimi in negativo, così come da loro sottolineato.
Personalmente, credo che una corretta attività di rivalutazione complessiva di tutto il patrimonio immobiliare cittadino porti a valutare, nella fattispecie, anche eventuali ritocchi in negativo, ma non sempre gli estimi devono essere aumentati.
Per questo motivo, mi auguro che l'Assessore Passoni e gli altri Assessorati che ne saranno coinvolti (Edilizia) procedano con un lavoro certosino nei confronti dei futuri addetti a questi compiti.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Non avendo altre richieste di intervento, passiamo all'analisi degli emendamenti.
E' stato presentato il seguente emendamento dall'Assessore Passoni:

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Passoni, per l'illustrazione.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Sull'emendamento, la Circoscrizione 10, l'unica che ha espresso un emendamento articolato, non ha indicato più dei tre punti che sono riportati nel parere. Per quale motivo? La Circoscrizione 10 ha portato in Consiglio Circoscrizionale un parere favorevole all'opzione c) che, messo in votazione separatamente, ha visto respingere quella sezione dell'emendamento. Il Consiglio, dunque, non ha articolato, nel testo del parere, il motivo della bocciatura dell'opzione c) e sono rimaste valide le opzioni a) e b). Quindi, per differenza, diamo atto che, in sostanza, l'approvazione riguarda l'opzione a) e b).
Rispetto alla valutazione emersa in Commissione, esprimiamo una valutazione di difficoltà, in particolare sul tema del personale dell'Agenzia del Territorio, che rappresenta il tema più discusso in quella sede e che ha visto un voto trasversale tra le forze politiche.
Per il resto, l'emendamento è lo specchio succinto dei pareri che, in realtà, non hanno articolato molto.
L'ultimo dettaglio che voglio riprendere sull'emendamento riguarda gli sportelli avanzati. Quello dell'emendamento non è un giudizio, perché non sta all'emendamento rispondere all'esigenza di articolare questo servizio.
Come detto in Commissione, l'emendamento introduce la possibilità (ma, sostanzialmente, la procedura e la volontà) di articolare un decentramento di alcune funzioni anche tramite gli sportelli già esistenti (ad esempio, quelli anagrafici delle Circoscrizioni). Si tratta di una possibilità confermata dalla Giunta di questa Amministrazione.
Rispondendo alle osservazioni portate nell'ampio dibattito del Consiglio Comunale, è necessario evidenziare che la funzione della gestione del servizio catastale non è necessariamente sovrapposta a quella della verifica.
Dico questo perché, di fatto, l'Amministrazione, sin dal 2002, prima con una fase di sanatoria, poi con una fase di verifica successiva all'anno di sanatoria, ha articolato quei controlli e quelle verifiche, che gli sono stati conferiti per legge dai commi 335 e 336 della Finanziaria del 2005.
Quella modalità ha permesso di accertare le varie differenze inerenti l'articolazione delle modifiche edilizie rispetto all'accatastamento dell'immobile. Ne è derivata un'intensa attività di incrocio tra le banche dati edilizie e catastali, da cui è nato un filone d'iniziativa che ancora oggi sta producendo notifiche di nuove rendite e dibattimenti sulle opportunità e sulla giustezza di questi classamenti.
Ad esempio, dopo l'approvazione di questa deliberazione e a partire dal 1° novembre, se fosse operato un classamento nuovo, la Città avrebbe in ogni caso il compito della notifica, così come avviene oggi.
La revisione, cioè la dimostrazione di quella rendita, compete all'Amministrazione: naturalmente, questo non sottrae nessun diritto e nessun livello al dibattimento conseguente alla riduzione dell'eventuale contenzioso, al diritto di impugnativa del cittadino rispetto ad una nuova rendita, che, naturalmente, resta nel possesso dei diritti del contribuente (che sono sacrosanti).
L'aspetto che, invece, è stato più volte tema di discussione e su cui credo l'Amministrazione non si debba sottrarre, riguarda i cosiddetti declassamenti massivi, cioè quei casi in cui, oggi, nelle barriere nord/sud/est/ovest, classamenti più recenti di immobili di minor valore hanno una rendita catastale inferiore a classamenti più antichi di immobili di maggior valore in aree più di pregio della città.
La sfida del riclassamento massivo, che corrisponde (per usare le parole del Consigliere Lonero) ad una sorta di ridistribuzione, di un disegno di equità fiscale, ovviamente è soggetta ad un'iniziativa dell'Amministrazione e dell'Agenzia del Territorio ed è soggetta a tutte quelle verifiche che sono legalmente riconosciute: la dimostrazione della variazione di valore, i tempi di impugnativa, i livelli di giudizio dei contenziosi e quant'altro.
Posso assicurare che l'Amministrazione interviene in questi riclassamenti, laddove sia riconosciuto e palese un differenziale particolarmente significativo tra valore catastale e valore di mercato della zona dell'immobile.
Secondo la deliberazione che promuoveva in città il riclassamento mediante sanatoria si stimavano in circa 50 mila le unità immobiliari che non hanno un classamento corretto.
Sempre nell'ambito delle questioni sollevate dal dibattito, mi pare corretto relazionare al Consiglio Comunale sullo stato di attuazione di questo provvedimento, dunque non soltanto nelle sedi opportune (cioè i luoghi laddove emergano orientamenti e discussioni di questa natura), ma anche in questa sede, tramite una calendarizzazione (che sarebbe ben voluta anche dalla Giunta) in Commissione competente, prevedendo una relazione periodica sullo stato di attuazione del percorso di decentramento, perché una cosa è la relazione del funzionamento del servizio decentrato, altra cosa è la relazione sul recupero di equità fiscale, con l'inserimento di nuove rendite, che determinano per la Città la possibilità di articolare politiche tributarie e fiscali più eque, anche in conseguenza dell'aggiornamento delle rendite catastali.
In attuazione di questa decisione, la Città ha istituito (con delibera di Giunta e, quindi, con obiettivi del tutto pubblici) un progetto, denominato Progetto Diana, che prevede un'integrazione delle banche dati di accertamento, con finalità esplicitate in un atto di Giunta (perché si tratta di una competenza di Giunta facilmente acquisibile dai Consiglieri). Dunque anche per quanto riguarda l'attività accertativa, non gestionale, ben vengano un'audizione o una convocazione in sede di Commissione.
Per quanto riguarda, invece, la discussione sulla minore o maggiore indipendenza che la gestione comunale determinerebbe rispetto ai valori, premetto quanto segue: innanzitutto, l'Agenzia del Territorio non è totalmente preclusa da quell'attività, perché rimane un organismo nazionale, che esegue il monitoraggio sia delle gestioni che opera in regime di convenzione per quei Comuni che non attuano servizio catastale diretto, sia, in termini di monitoraggio e coordinamento, per quei Comuni che scelgono l'opzione a), b) o c).
L'Agenzia del Territorio rimane, quindi, una sorta di authority di controllo sull'operato delle Amministrazioni.
Peraltro, l'attività di revisione è un'attività soggetta al controllo giuridico dei livelli di contenzioso e, pertanto, non può assolutamente diventare un'attività in cui si violino i diritti di tutela del contribuente.
Sulla vicenda, invece, del rapporto tra dipendenti, va da sé che, oggi, l'Agenzia espleta questo servizio su tutta la provincia di Torino.
Soltanto dopo che il quadro delle scelte operate all'interno dei Comuni chiamati a pronunciarsi sarà perfetto, quando la fotografia dirà che "n" Comuni hanno scelto l'opzione c), "n" quella b), "n" quella a), "n" si sono convenzionati per tutti i servizi con l'Agenzia, soltanto in quel momento, l'Agenzia deciderà, congiuntamente con un decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la ripartizione delle risorse umane.
Questo è il modello previsto.
E' ovvio che, se tutti i Comuni della provincia decidessero di articolare l'opzione c), l'Agenzia sopravviverebbe come elemento di controllo. Se, invece, Torino fosse un'eccezione sulla gestione diretta, soltanto Torino beneficerebbe del distacco dei dipendenti: opzione, quella del distacco, che - ricordo - garantisce comunque gli inquadramenti e le posizioni del dipendente secondo l'Ente di provenienza e non secondo l'Ente di destinazione.
Ultima annotazione: è possibile che questo venga gestito dalla Città.
Non ho problemi a dire che la Città ha molto insistito per essere parte attiva nei tavoli tecnici e politici di attuazione della riforma; il tavolo è ancora aperto, noi avremo parte attiva - spero - nell'ambito della consultazione del Ministero e non mancheremo di segnalare anche quanto emerso dal dibattito odierno, cioè una volontà forte rispetto al tema del personale e dell'indipendenza del controllo e della riclassificazione.
Ultima annotazione. É vero, Consigliere Carossa, il Catasto è anche fatto di errori di caricamento, di segnalazioni e di rettifiche, di informatizzazione di pratiche cartacee che nella trasposizione possono contenere errori.
Va da sé che la gestione dell'Amministrazione Comunale ha anche lo scopo, naturalmente, di rioperare un riallineamento.
Quest'anno abbiamo reso disponibili, a tutti i CAAF che espletano servizio fiscale, l'accesso gratuito al corretto classamento degli immobili inerenti le dichiarazioni del 730.
Questo permette automaticamente la segnalazione di discrasie ed errori, perché, bonariamente, si può dichiarare una rendita in A3 e scoprire, poi, che il Catasto, per qualche ragione, ha classato diversamente l'immobile, magari, per una mancata notifica, o semplicemente per il caricamento di una vecchia dichiarazione di successione.
Già da anni, è possibile, mediante l'identificazione dell'utente (per evitare, ovviamente, ogni forma di abuso) porre sul sito del Comune quesiti sulla propria posizione individuale, nonché quella condominiale.
Il nuovo sportello catastale centrale è sito in Via Vigone 80, ma esiste un'articolazione burocratica che contempla il decentramento degli Uffici; questa modalità prevede la possibilità di espletare facilmente e gratuitamente visure anche nei distaccamenti delle varie Circoscrizioni. Questo modello può, inoltre, prevedere anche una fase di pubblicità forte in modo che i contribuenti, in autotutela (ovvero, senza comportamenti di natura omissiva, ma dimostrando l'errore materiale, non quello sostanziale), possano fruire del riallineamento dei dati (peraltro, già effettuata dall'Agenzia del Territorio di Via Guicciardini), eliminando gli errori più frequenti, ovvero, un'errata trascrizione, una voltura non inserita, o un aggiornamento catastale non ottimizzato.
Naturalmente, tutto ciò ha il chiaro senso di ottenere non un gettito fiscale superiore, ma di detenere una base catastale ICI che si sovrapponga in modo perfetto con la banca ICI comunale. Il principio, in positivo, è quello di una redistribuzione di equità fiscale da parte del Catasto; maggiore è l'attività di controllo della Città verso gli evasori, più attenta sarà l'attività di tutela verso i contribuenti in regola.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Abbiamo condotto la trattazione dell'emendamento presentato, in maniera un po' atipica, ma penso sia stata utile per comprendere meglio, anche a fronte delle considerazioni espresse da alcuni Colleghi in sede di illustrazione della proposta di deliberazione.
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1:
(Presenti 39 Astenuti 11 Favorevoli 28 Contrari Nessuno)

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero, per dichiarazione di voto.

LONERO Giuseppe
Intervengo per annunciare il voto favorevole del Gruppo de La Destra a questo provvedimento, ma la Giunta lo consideri come un'apertura di credito, perché noi riteniamo che il modo migliore per utilizzare questo provvedimento sia quello di fare emergere l'evasione ICI, di eliminare l'elusione ICI e, in buona sostanza, fare in modo che tutti paghino questa tassa, affinché tutti paghino meno.
L'obiettivo che La Destra vorrebbe si raggiungesse con questo provvedimento è proprio questo: fare in modo che tutti paghino l'ICI, perché tutti paghino meno. Ci aspettiamo, quindi, che questa Amministrazione mantenga inalterato, nei prossimi Bilanci, il gettito fiscale, non perché l'ICI è stata ridotta, o è rimasta invariata, ma perché sia aumentata la base di contribuzione. Questo, a parità di gettito, può comportare (e ci aspettiamo che questo comporti) una riduzione dell'aliquota.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Non è facile dire che mi asterrò dal voto, perché l'Assessore non mi ha convinto. Non lo è perché, sicuramente, è molto più facile e, forse, da un certo punto di vista, più giusto, dire la frase famosa già pronunciata dal Consigliere che mi ha preceduto e che hanno detto, a grandi linee, tutti i Consiglieri di maggioranza: "Pagare tutti, per pagare meno". É facile da dire, ma io non credo nella realizzazione di questo intento, perché il Comune di Torino ha 3.300 Euro di debito per abitante e non credo che recuperare una parte di evasione ICI (che, peraltro, è da recuperare, ma veniva già recuperata adesso), permetta di abbassare l'aliquota della tassa.
Non siamo ancora in un Regime e quindi il cittadino, se lo ritiene (ci mancherebbe!), può ancora fare ricorso. La mia maggior preoccupazione (lei, Assessore, in quanto commercialista, lo sa) è che nel momento in cui viene eseguito un classamento, vi sia un aumento di 1 o 2 classi. Mi chiedo, a questo punto, che cosa capiti al cittadino (è proprio questo il punto fondamentale)! Mi permetto di dire che non ho una gran fiducia. Spero di essere smentito nei prossimi anni, in questa Amministrazione, per poter tranquillamente votare a favore di una proposta di deliberazione che temo vada a penalizzare molto e indistintamente quasi tutti i cittadini.
Altra cosa che mi fa decidere per l'astensione dal voto è che non riesco a votare favorevolmente una proposta di deliberazione nella quale tutto è regolare, legittimo. Naturalmente, non ha detto una parola che non fosse nell'alveo della Legge, però non apprezzo, forse perché sono un po' retrò, che dipendenti, o lavoratori che dir si voglia (voi vi siete dimenticati di chiamarli così), vengano definiti Risorse Umane. È una definizione bruttissima.
In ultimo, quando si sarà visto tutto quanto, allora verrà deciso che cosa fare delle Risorse Umane. Non ci sto a questo. Ripeto, sarò un po' datato, ma io a questo non ci sto. Non riesco a dare il mio voto ad un provvedimento che dichiari questo. Ultimissima ragione per la quale la Lega Nord si asterrà dal voto, riguarda il discorso sulle fasce deboli e sugli anziani.
Lei, giustamente, parla, ad esempio, dell'accesso a internet. Ci sono persone (e lei lo sa benissimo) che, magari, hanno operato qualche modifica nella propria abitazione e non sanno nemmeno (dovrebbero saperlo tutti) che deve essere fatta la variazione catastale. Possiamo avere tutti gli accessi a internet che vogliamo! Non cambieranno le cose!
Temo veramente che il tutto non si trasformi in uno strumento utile per poter dire: "Paghiamo tutti, perché paghiamo meno", piuttosto, per dire: "Quei pochi che pagano, paghino un po' di più, così riusciamo a ripianare un pò i debiti che avete creato negli anni, in questa città".

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Il mio intervento sarà breve e vorrei dire che, a differenza del Consigliere Lonero, non diamo deleghe in bianco e, al contrario, attendiamo le verifiche di quanto ci apprestiamo a svolgere. Potremmo sintetizzare la nostra posizione con un "no" ad uno Stato di polizia nella città di Torino e, invece, un "sì" ad un severo controllo dell'evasione.
Quando parlo di Stato di polizia, intendo un controllo di tutto su tutti e su questo siamo contrari. Siamo, invece, favorevoli al fatto che tutti paghino equamente l'ICI, perché, in questo modo, tutti i cittadini riusciranno a pagarla un po' meno, stanando quindi l'evasione.
In questo senso, ci asterremo nel corso della votazione su questa proposta di deliberazione e controlleremo i successivi atti deliberativi che l'Assessore porterà in Consiglio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Il Consigliere Lonero è in carica da poco tempo e può ancora permettersi aperture di credito, rispetto a noi che, negli anni, siamo stati delusi e attendiamo ancora il credito, il capitale e gli interessi composti.
Rispetto a quanto dicevamo prima, alcune delle osservazioni dell'Assessore, in particolare sullo scorporo tra le due funzioni (quella di gestione e quella di controllo e verifica), non sono sufficienti a farci rivedere il giudizio sugli anni di questa Amministrazione in coerenza, laddove l'Amministrazione ha questo genere di poteri.
Vorrei fare alcuni esempi molto semplici: le entrate extratributarie da multe sono soggette ad un andamento neanche sinuoso, ma totalmente schizofrenico; sembra che gli automobilisti torinesi, un anno (che magari, casualmente, è quello di maggiore difficoltà finanziaria per il Bilancio del Comune), siano tutti dei pazzi pirati della strada, mentre, l'anno successivo, si siano tutti pentiti, diventando scrupolosi osservanti del Codice. La TARSU aumenta, ma non in base ad una dinamica dovuta anche alla tecnologia, ai diversi sistemi, all'adesione o meno alla raccolta differenziata, bensì aumenta in base alle esigenze di pareggio di Bilancio dell'Amministrazione. Lo stesso discorso si potrebbe fare per le tariffe delle mense scolastiche e così via.
L'Amministrazione ha funzioni di governo e controllo con potere di verifica e vigilanza sul rispetto delle regole e, quindi, ha anche un potere sanzionatorio, che, però, negli anni non abbiamo visto; l'ha fatto l'Assessore Passoni ed i suoi predecessori, l'ha fatto il Sindaco Chiamparino ed il Sindaco Castellani per quanto riguarda i torinesi (poi, autosanzionarsi al TOROC è un altro discorso, ma magari, un giorno, se qualcuno vorrà andare a controllare, potremo riparlarne, perché, a proposito di caste, esiste anche una bella "casta olimpica" - che non è quella degli atleti -, sulla quale è necessario studiare).
La storia di questa Amministrazione è una storia di leva tributaria e fiscale e - vorrei anche aggiungere - di modalità delle funzioni di controllo e di vigilanza motivata quasi esclusivamente dalla necessità di copertura degli equilibri di Bilancio. Di fronte a questo, le aperture di credito ci risultano un po' difficili.
Tuttavia, anche se la nostra posizione è "Timeo Danaos et dona ferentes", non possiamo opporci ad un provvedimento che è, in linea di puro principio, equo, corretto, intelligente e razionale, per cui il nostro voto sarà di astensione.
Ribadisco, però, che saremo vigili sull'atteggiamento che assumerà l'Amministrazione e sulle modalità con cui vorrà esercitare questi nuovi poteri rispetto ad una partita così importante.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Tronzano.

TRONZANO Andrea
Confermiamo l'apprezzamento per il decentramento attuato da questo provvedimento, ma, al tempo stesso (pur sperando di essere smentiti, nel tempo, dai fatti), crediamo che questo sia l'inizio dell'aumento degli estimi catastali, che è l'indice sul quale si calcola l'ICI. Per questo motivo, nella speranza di essere smentiti, ci asterremo in attesa di successive valutazioni.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Voteremo a favore di questo provvedimento, per le ragioni che abbiamo illustrato in precedenza e che attengono, soprattutto, al merito e alla politica che, attraverso questa misura, sarà possibile realizzare, più che all'aspetto legato al decentramento.
Siamo convinti, come veniva ricordato nei precedenti interventi e anche dallo stesso Assessore, che, attraverso questo provvedimento, la nostra Città saprà realizzare misure ancora più eque, in quanto ancora più coerenti con la reale situazione dell'immobile individuato come oggetto di attenzione fiscale.
Per quanto riguarda le considerazioni che ho sentito svolgere prima, vorrei sottolineare - per gli eventuali spettatori di questo dibattito - che il dato sulle entrate provenienti da multe, fornito anche dagli organi di stampa, deve essere preso in esame in maniera adeguata. Infatti, non è possibile raffrontare l'ammontare percepito dall'Amministrazione per violazione del Codice Stradale nell'anno precedente con il dato relativo al semestre. Paradossalmente, se si confrontano questi dati, ci si accorge che, purtroppo, c'è una tendenza a ripetere le violazioni stradali. Il dato relativo al primo semestre è corrispondente alla metà circa del dato annuale dell'anno precedente.
Questa Amministrazione, quindi, non ha affatto un andamento schizofrenico, ma deve constatare che, nonostante le norme pubblicizzate più volte sui nuovi limiti all'accesso alla zona centrale, i cittadini continuano, con una certa insistenza, a violarle ed a ignorare i meccanismi di controllo, quali, ad esempio, le telecamere.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione così emendata:
Presenti 38, astenuti 8, favorevoli 30.
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
Presenti 38, astenuti 8, favorevoli 30.
L'immediata eseguibilità è concessa.
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