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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200705205/02, presentata dai Consiglieri Cugusi, Cerutti, Salinas e Grimaldi in data 27 luglio 2007, avente per oggetto: "Situazione stabile Via Belfiore 49" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) La vicenda che riguarda lo stabile di Via Belfiore è annosa. L'episodio citato dagli interpellanti, ovvero l'incendio del 20 giugno che ha dato luogo all'ordinanza di sgombero e quindi alla collocazione provvisoria in albergo ed, in seguito, all'assegnazione provvisoria (per quanto, naturalmente, da protrarre fino a quando non sarà possibile la ricollocazione delle famiglie sgomberate nell'immobile) nell'Edilizia Residenziale Pubblica, è solo il culmine di una vicenda, per la quale, peraltro, erano stati numerosi gli interventi dell'Amministrazione, volti a sollecitare operazioni di manutenzione straordinaria e messa in sicurezza, in primo luogo per gli occupanti, ma, non in misura minore e meno rilevante, anche per coloro che fruiscono della via pubblica su cui affaccia l'immobile. Gli interventi più risoluti ed importanti si riferiscono al periodo 2005-2007. Gli Uffici hanno preparato una cronistoria puntuale ed analitica, ricostruita come fascicolo di raccordo di tutte le iniziative assunte in proposito, che posso far avere agli interpellanti per i riscontri di dettaglio. La situazione è sintetizzabile in questi termini: la proprietà è assolutamente e protervamente inadempiente; in particolare, per quanto riguarda le opere di messa in sicurezza, all'inizio del 2007 ha eseguito o ha fatto eseguire alcuni interventi (volti ad assicurare le condizioni di sicurezza sullo spazio pubblico frontistante) che sono stati ritenuti non idonei e con riferimento ai quali è stato richiesto un adeguamento, previa o supportata da una perizia di tecnico abilitato che ne attesti l'idoneità. Vi è un'assoluta e reiterata inadempienza, alla quale hanno fatto capo innumerevoli ordinanze e sanzioni, spesso non pagate (quindi, con gli interessi di mora e quant'altro, infatti la situazione creditoria del Comune, per quanto riguarda le sanzioni, è assai elevata). In ultimo, con riferimento alle responsabilità di carattere penale, i Vigili Urbani della Sezione Territoriale VIII, in data 2 maggio u.s., hanno accertato, a carico della proprietà dello stabile, l'omissione di lavori in edifici che minacciano rovina; in relazione a ciò è stato operato il sequestro amministrativo, finalizzato alla confisca dell'intero stabile. In data 22 giugno, sono stati fatti intervenire i Vigili del Fuoco per la rimozione di alcune parti pericolanti, ponendo in essere le delimitazioni di fortuna, dopodiché è stata segnalata all'Ufficio Tecnico la necessità di misure non provvisorie di tutela della pubblica incolumità (che, però, non fanno altro che inserirsi nell'infinita serie di ordinanze). Per quanto riguarda le azioni messe in campo dalla proprietà (quando, in seguito al sequestro amministrativo, si è creato un certo allarme), in data 27 giugno è pervenuto un ricorso, a firma dell'avvocato Diarra Ibrahim Khalil per conto del proprietario, signor Ghirardi, volto all'"annullamento del verbale di sequestro amministrativo ed ogni altro atto presupposto". Nel contempo, la proprietà, a seguito delle ulteriori ordinanze, ha affidato ad un tecnico abilitato - un ingegnere - "l'incarico professionale per lo svolgimento delle pratiche edilizie volte al rifacimento della facciata". L'ingegnere ha presentato la pratica della DIA nel luglio scorso: questi interventi, però, riguardano il rifacimento delle facciate, interventi sicuramente non opportuni ma necessari, che sono altro rispetto alla messa in sicurezza, ovvero alla realizzazione di quelle opere provvisionali necessarie alla tutela della pubblica incolumità. In conclusione, devo dire che, da parte mia, c'è stata la sollecitazione, rivolta agli Uffici Tecnici (anche grazie all'occasione offerta da questa interpellanza), di verificare con l'Avvocatura le condizioni giuridiche e normative per sostituirsi anche nel campo delle opere provvisionali di messa in sicurezza: sono, infatti, soprattutto quelle che preoccupano, ovvero la tutela dell'incolumità dei cittadini ordinari (indipendentemente dall'accesso ai locali e dall'utilizzo) che, percorrendo i marciapiedi, possono essere coinvolti in crolli, distacchi, eccetera. In questo senso, è stato costituito un gruppo di lavoro composto da Vigili, Ufficio Tecnico ed Avvocatura, per costruire - mi auguro bene - le condizioni giuridiche inappellabili per procedere con risorse e, quindi, in sostituzione dell'Amministrazione, salvo diritto di rivalsa. Bisogna, poi, precisare che tutto l'onere legato alla ricollocazione degli inquilini è da porre a carico della proprietà. Occorre, dunque, agire concretamente nei confronti del proprietario palesemente e colpevolmente inerte ed inadempiente, perché altrimenti è chiaro che, alla fine, non si fa altro che accumulare carte, producendo, in concreto, molto poco. Da questo punto di vista, ho colto l'occasione per una sollecitazione molto pressante. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cugusi. CUGUSI Vincenzo L'Assessore ha già risposto ad alcune domande che mi proponevo di sottoporgli: ad esempio, se sia in atto in atto il sequestro amministrativo dell'immobile. Oggi, il dato di fatto (che evidenzia il problema del censimento delle unità abitative a San Salvario, soprattutto, ma anche a Porta Palazzo) è che la proprietà sovraffolla illegittimamente gli immobili, soprattutto i sottotetti. Nel caso in oggetto, poi, si è verificato che, per volontà di qualcuno (di cui si ignorano le generalità), le masserizie, provenienti da uno sgombero di soffitte ed accatastate nel cortile, siano state incendiate ed i fumi abbiano invaso gli altri locali. Ne deriva che, oggi, quest'immobile (che ha una metratura di circa 7.000 metri quadri) è libero e pronto per essere utilizzato: lo è, anche grazie all'intervento di emergenza effettuato dal Comune. Per questo motivo siamo in allarme, perché potrebbe verificarsi un fenomeno di speculazione tout court, essendo il proprietario persona nota, che affitta soffitte e scantinati ad extracomunitari. L'interpellanza ha voluto porre l'accento su questo problema. Personalmente, sono soddisfatto della risposta fornitami, ma invito a proseguire il censimento delle unità abitative, per evitare che problemi del genere si ripetano; in quella zona, infatti, ora c'è un'area libera, dove il proprietario può intervenire, senza aver problemi di sgombero (anche la zona commerciale è stata abbandonata, vi è rimasto soltanto un falegname). A questo punto, se non ci fosse il sequestro amministrativo, si potrebbe chiedere un permesso a costruire o una DIA (non so esattamente quale sia lo strumento giuridico urbanistico opportuno per poter agire). Questo era, in sintesi, l'allarme posto dalla mia interpellanza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Viano, per una breve replica. VIANO Mario (Assessore) Forse non ho sottolineato un aspetto importante, dunque è bene che lo faccia adesso. In realtà, nel momento in cui è stato sgomberato, al di là del porre a carico della proprietà l'onere e le spese vive sostenute, il vincolo (non mi si chieda, ora, esattamente attraverso quali forme, ma, in ogni caso, garantisco sull'esistenza di questo vincolo) posto in capo alla proprietà è di rialloggiare le famiglie sgomberate, una volta che le operazioni di ripristino, di messa in sicurezza e di adeguamento igienico-sanitario siano state completate. Tenuto conto del fatto che si tratta, spesso, di famiglie in condizioni economiche difficili (che, probabilmente, apprezzano la sistemazione in edilizia residenziale pubblica) ed evitando che questo diventi un modo surrettizio per liberare un immobile e rimetterlo sul libero mercato, senza avere l'onere e il peso di sistemare occupanti a vario titolo, spesso anche contrattualizzati (non erano occupanti abusivi, ma avevano un titolo giuridico), si tratta, naturalmente, di una questione su cui sono d'accordo si debba vigilare attentamente. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |