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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200704902/02, presentata in data 18 luglio 2007, avente per oggetto: "Anime morte alla 'Cavallerizza Reale'" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Per quanto riguarda, in particolare, la situazione di coloro che, a vario titolo, occupano locali, unità immobiliari, della "Cavallerizza Reale", mi sembra che, assieme ai tempi prevedibili per l'avvio del Piano di riqualificazione, si debba partire dall'ultima nota dell'Agenzia del Demanio, in risposta alla richiesta della Città di avere ultimi ragguagli, ma anche documentazione di supporto relativamente allo stato di occupazione dell'immobile. In data 19 ottobre 2005 - cito alcuni passaggi che mi sembrano significativi - l'Agenzia del Demanio, filiale del Piemonte e Valle d'Aosta, a firma del Direttore di filiale, dottor Alemanno, riferiva: "Con riferimento alla nota dell'Amministrazione, visto l'elenco degli occupanti, già inoltrato con nota - una prima trasmissione era avvenuta nell'aprile 2004 - e a seguito di sopralluoghi congiunti con agenti di Polizia Municipale, si trasmette la documentazione reperita presso i nostri archivi, relativa agli occupanti individuati nel citato elenco. Si precisa che presso codesta filiale non risultano contratti di concessione, o locazione, ancora validi, a favore di qualsivoglia utilizzatore e che, nel corso degli anni, sono stati rilasciati esclusivamente contratti di concessione ormai da tempo definitivamente scaduti e mai più rinnovati, vista, oltretutto, la dichiarata inagibilità di taluni locali. Si comunica, altresì, che, successivamente alla nota dell'Agenzia del Demanio - quella del 2004 - sono stati stipulati contratti di concessione, ad oggi, tutti definitivamente risolti e scaduti solo ed esclusivamente a favore di attività inerenti riprese cinematografiche di breve durata - in sostanza, non si tratta di contratti di breve e medio periodo. Si trasmette, infine, copia delle perizie estimative". Come peraltro richiamato nell'interpellanza, abbiamo, infine, concluso la trattativa per quel che concerne sia gli aspetti economici, che l'organizzazione, nel tempo, alle condizioni, ai vincoli, agli impegni reciproci, legati, appunto, al trasferimento complessivo dell'immobile, del compendio, nella titolarità dell'Amministrazione. In merito alla questione dei tempi, abbiamo assunto questa deliberazione. Entro l'anno, certamente, dovremo giungere ad una formalizzazione di stipula dei contratti di acquisizione - intanto stiamo esplorando le modalità più opportune per attivare con risorse possibilmente terze. Ricercheremo, ovviamente, partner privati di varia sorte e natura (chiaramente, si sono fatte avanti anche le Fondazioni bancarie), nel senso che si tratta di un'operazione di carattere culturale, oltre che urbanistico, storico e architettonico, di notevole rilievo. Noi stiamo individuando le modalità di evidenza pubblica con le quali ricercare ed acquisire rapporti di partnership con questi operatori, al fine di finanziare le operazioni di recupero, finalizzate, essenzialmente, alla riconversione d'uso verso utilizzi in larga misura privati, e residenziali e terziari, ricettivi, per una parte, qualora, in questo senso, ci sia domanda. Il tutto è stato consegnato. Si tratta, comunque, di una variante urbanistica che, nei prossimi mesi, sarà sottoposta al Consiglio Comunale. Sarebbe, poi, significativo destinare ad uso pubblico, i piani bassi, quelli che si affacciano direttamente sullo spazio pubblico, accanto alle parti più storiche in senso stretto. Si tratta di usi pubblici di carattere culturale, legati, in senso lato e formativo, ad un rapporto con l'Università, la quale prevede di realizzare, nel compendio, la nuova Aula Magna. I tempi non sono brevissimi per le ragioni legate, da un lato, alla costituzione di questo soggetto misto, partecipato, ovviamente, dall'Amministrazione in maniera significativa, anche in relazione agli usi finali e alle garanzie da offrire alla Sovrintendenza e da soggetti privati), e, dall'altro, alle procedure di gara fatalmente riconducibili alla legislazione sulle Opere Pubbliche. Nel 2008 si compiranno queste operazioni in modo che nella primavera del 2009 si potranno, ragionevolmente, avviare i lavori. Per quanto riguarda la situazione alloggiativa in senso lato, ossia il grado di occupazione dell'immobile, faccio riferimento ad una nota, predisposta dalla Divisione Edilizia Residenziale Pubblica, Settore Bandi e Assegnazioni, al quale, come Settore Patrimonio, abbiamo richiesto di condurre una prima ricognizione sulle caratteristiche socioeconomiche degli attuali occupanti, naturalmente da condurre su base non di interlocuzione diretta, ma documentale, attraverso l'accesso alle banche dati disponibili, a partire dall'Anagrafe. L'esito di questa ricognizione (di cui riferisce il Dirigente del Settore, dottoressa Giulietta Gagliardi e sul quale mi sembra importante soffermarsi), è il seguente: "Sulla base delle verifiche anagrafiche, a suo tempo effettuate ed aggiornate alla data del 28 agosto - e, quindi, aggiornatissime - c.a., sono ancora residenti, nel complesso di Via Verdi indicato in oggetto, 28 famiglie delle 39 segnalate originariamente, atteso che le restanti 11 risultano trasferite ad altri indirizzi o estinte, come da elenco allegato. Per quanto riguarda la possibilità di sistemazione in case popolari almeno di parte dei residenti, in possesso dei requisiti, data la necessità di liberare l'intero stabile, sono stati svolti i primi controlli attraverso la consultazione di banche dati fiscali, collegate con gli Uffici di questo Settore ed è stato constatato che ben 19 famiglie sarebbero in condizioni reddituali e patrimoniali rispondenti ai limiti prescritti per l'accesso all'ERP. Di tali nominativi viene riportato il citato elenco, e, con la presente, si trasmette anche il numero dei rispettivi componenti". L'Amministrazione intende offrire alla generalità degli attuali occupanti una sistemazione alloggiativa nel Patrimonio di Edilizia Pubblica in senso lato, ossia, in parte, in alloggi patrimoniali (per quelle famiglie che non hanno i requisiti di reddito e non possono accedere all'Edilizia Pubblica) e, in parte, in alloggi dell'Edilizia Pubblica. In generale, quindi, ci si riconduce alle prassi consuete utilizzate dall'Amministrazione per rapportarsi alle famiglie che risiedono in immobili di proprietà della Città di Torino. Questi occupanti, diventando titolari, vengono assimilati alle analoghe situazioni che si registrano negli immobili della Città di Torino, anche da lungo tempo, ove, appunto, operiamo in questo modo. Questo è l'orientamento generale in questa fase. Via via che il processo procederà, potremo fornire ulteriori ragguagli. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Ringrazio l'Assessore per la ricostruzione che ha fatto e per aver riassunto i passaggi dell'operazione "Cavallerizza Reale", della quale si legge molto, forse troppo, sui giornali, al punto che, a volte, è difficile orientarsi. In base a questa sua ricostruzione, il percorso appare certamente più chiaro. Credo che l'Assessore abbia reso un buon servigio anche a quest'Aula nell'aver fatto alcune precisazioni, che fanno giustizia di semplificazioni e confusioni apparse sulla stampa, in relazione, in particolare, al problema delle famiglie ivi residenti. Tuttavia, c'è un punto che ancora non vedo risolto in questa operazione che intende compiere il Comune; ovvero coloro che rientrano in certe caratteristiche (indice ISEE, eccetera), accedono alla disponibilità di alloggi ERP; coloro che non vi rientrano vengono instradati al libero mercato. Dico questo perché, in realtà, la Legge n. 410 del 2001 e un successivo Decreto di integrazione del 2003 riconoscono agli occupanti, a vario titolo (e anche con contratti scaduti, peraltro), una serie di diritti soggettivi che, ove fossero fatti valere in sede, per esempio, alla giustizia amministrativa, potrebbero creare consistenti rallentamenti e problemi all'intera operazione. Lo spirito di questa Legge era quello di impedire ai Comuni di fare operazioni di cassa: tentazione alla quale molte Amministrazioni sono esposte a Torino, ma molto di più nel Centro-Sud, dove queste realtà di alloggi o fabbricati storici, che sono numerosi e che possono presentare un valore particolarmente significativo se adeguatamente riqualificati, essendo residuo di patrimonio ATC, sono ancora occupati da famiglie in cosiddetto equo canone. Questa Legge del 2001 è stata approvata con lo spirito di evitare che i Comuni, un po' leggermente, per fare cassa, potessero risolvere bruscamente, in maniera un po' "musclé" e con scorciatoie, il problema dell'emergenza abitativa. Questa Legge, in particolare il Decreto del 2003, riconosce tutta una serie di diritti soggettivi (adesso non ce l'ho sottomano e l'Aula non sarebbe il luogo adatto per affrontare una discussione di carattere giuridico), tra i quali un obbligo per l'Amministrazione di riconoscere a queste famiglie un diritto di prelazione. Ovviamente, questa situazione non si può risolvere con una telefonata o con contatti informali, in quanto sarebbero i locatari, anche qualora fossero abbondantemente scaduti i loro contratti, a dover rinunciare ad un diritto di prelazione riconosciuto dalla Legge. Potrebbe anche non succedere alcunché; tuttavia, nell'ipotesi - peraltro, non del tutto irrealistica - che una sola di queste famiglie decidesse - non ne vedo molto il motivo, perché, se la situazione economica è effettivamente quella, il percorso indicato dall'Assessore è ragionevole - di avvalersi di tale diritto o ne chiedesse il riconoscimento, chiaramente, diventerebbe più difficile, per il Comune, suggerire una strada per lo sgombero da parte delle famiglie di quel fabbricato, quindi, da ciò potrebbe derivare tutta una serie di problemi, rallentamenti, eccetera. Perciò, nel ringraziare l'Assessore, se il Presidente è d'accordo, suggerirei di rinviare l'interpellanza in Commissione per quest'approfondimento di carattere tecnico-giuridico. Se l'Assessore è d'accordo, credo che la Presidenza possa pure inviare una raccomandazione al Presidente ed alla Commissione, sovrana ed autonoma, circa il fatto che potrebbe anche non costituire necessariamente l'unico oggetto di una Commissione. Ritengo, infatti, che possa essere abbondantemente aggiunto ad un ordine del giorno, in quanto penso che basti un parere del nostro Ufficio Legale su questa legge e, da quel punto di vista, il problema sarebbe chiarito; invece, se rimane in bilico quest'aspetto, temo che ci troveremo di fronte ad imprevisti e rallentamenti, che potrebbero ingenerare un effetto negativo anche rispetto all'interesse di eventuali privati ed alle conseguenze della mancata fruibilità dell'area per usi pubblici. COPPOLA Michele (Vicepresidente) L'Assessore ha chiesto di poter aggiungere qualche considerazione, benché il Regolamento gli assegni un tempo ristrettissimo per le risposte da dare ai Consiglieri. La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Non intendo affatto evitare di discuterne in Commissione, tuttavia, siccome ci siamo già occupati della questione della prelazione, in termini generali (ma credo che valga, mutatis mutandis, anche per l'applicazione di questa norma), a proposito delle dismissioni patrimoniali, il diritto di prelazione degli occupanti a qualsiasi titolo può essere esercitato nel momento in cui si dà corso ad una cessione separata di unità immobiliare. Pertanto, finché le operazioni riguardano l'intero immobile, non si può rivendicare l'applicazione del diritto di prelazione, quindi, non dovrebbe condurre a problemi particolari nella costruzione del soggetto che mette in atto la ristrutturazione. Naturalmente, nel momento in cui questo soggetto dia corso alla liberazione, ove sia già subentrata l'Amministrazione Comunale (infatti, ad un certo punto, costruiremo il percorso di "uscita morbida", per così dire, per ragioni puramente sociali e non giuridiche, poiché, non ritenendo sensato concedere altri contributi ad una situazione abitativa già in generale non facilissima, si cercherà di offrire soluzioni), però, qualora si dovesse dar corso ad un'operazione in qualche misura forzosa (per obiezione, opposizione o quant'altro), chiaramente, qualora questo soggetto proceda a cessioni frazionate (perché non intenderà detenere integralmente quel patrimonio, probabilmente, prevedrà di cedere, in maniera frazionata, almeno parti significative delle unità immobiliari costituenti), in quella fase, potrà essere esercitato il diritto di prelazione, che dev'essere riconosciuto nel momento in cui si richiede lo sgombero. Invece, adesso, nella fase di costruzione del soggetto societario, non può rappresentare un elemento di rallentamento, in quanto non può essere esercitato, con riferimento ad operazioni che non scorporano le singole unità immobiliari. Se vogliamo approfondire la questione in sede di Commissione, comunque, suggerirei d'invitare direttamente i legali, in modo che diano lettura e conto delle normative giuridiche specifiche che presiedono a tutto ciò. Per quanto mi riguarda, sono abbastanza tranquillo, ma, chiaramente, il Consigliere può avere l'esigenza di un approfondimento puntuale. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Quindi, sarà cura della Presidenza inviare al Presidente di Commissione competente la richiesta di calendarizzare, appunto, in Commissione, gli approfondimenti richiesti. L'interpellanza è discussa. |