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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Dicembre 2016 ore 14,00
Paragrafo n. 7
INTERPELLANZA 2016-05693
"CHE SENSO HA?" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA ARTESIO IN DATA 30 NOVEMBRE 2016.
Interventi
"Che senso ha?"

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201605693/002, presentata in data
30 novembre 2016, avente per oggetto:

"Che senso ha?"

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
La parola, per la risposta, all'Assessora Schellino.

SCHELLINO Sonia (Assessora)
La domanda si riferisce al convegno che è stato organizzato dai Servizi il 14 di questo
mese. In quell'occasione c'era una presentazione di un libro e il tema del convegno era
quello delle assistenti familiari e dei caregiver, e di come queste persone siano inserite
in processi di cura domiciliare che in buona parte sono sostenuti e finanziati dalla
Regione Piemonte.
La Consigliera Artesio ci chiede in particolare perché in quella occasione fosse presente
al Tavolo, come saluti, solo l'Assessore Ferrari, Assessore alle Politiche Sociali,
insieme al Direttore Alberti, della ASL, e non anche l'Assessore Saitta.
Il convegno era molto centrato su questa figura di assistenti familiari e sulla loro
professionalità, anche in funzione del fatto che le leggi che sono attualmente in
discussione parlano di professionalizzazione delle persone che prestano cure
domiciliari. Visto che questa domanda era arrivata precedentemente al giorno del
convegno, in quella occasione abbiamo sollevato l'importanza che le cure domiciliari
all'interno dei LEA siano garantite dal settore sanitario e non dal settore assistenziale
dei contributi.
Non so se la Consigliera era presente, perché non ci siamo incrociate; se era presente, le
chiedo se le cose che hanno dichiarato, facendosi portavoce anche dell'Assessore alla
Sanità, Ferrari, e del Direttore Alberti, sono state chiarificatrici e hanno portato un
contributo, secondo lei, a confermare, o perlomeno a dare una disponibilità da parte
della Regione a confermare che si tratta di cure sanitarie. In questo ambito, noi abbiamo
chiesto fortemente che vengano confermate, e non ci è stato detto di no.
Inoltre abbiamo dato anche spazio alle associazioni delle famiglie e anche loro hanno
sottolineato l'importanza di trattare questi temi all'interno delle problematiche sanitarie
e non assistenziali.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
La parola alla Consigliera Artesio.

ARTESIO Eleonora
È evidente che l'interpellanza poneva un problema contingente e puntuale, quindi non
posso che prendere atto della risposta altrettanto contingente e puntuale. La
preoccupazione tuttavia rimane, nel senso che il Consiglio Comunale, con addirittura
una mozione e un ordine del giorno, ha all'unanimità sottolineato la preoccupazione
relativamente al disimpegno dell'Assessorato Regionale alla Sanità rispetto al
riconoscimento delle cure domiciliari come responsabilità del settore sanitario e non del
settore socio assistenziale, se non per la compartecipazione che i Comuni garantiscono
relativamente alle persone incapienti.
Era evidente che un convegno sulle cure domiciliari non potesse prescindere da questa
preoccupazione, quindi era abbastanza paradossale che alcuno degli elementi trattati
all'interno del convegno facesse riferimento a questa assunzione di responsabilità, in un
momento contemporaneamente critico quale quello dei Livelli Essenziali di Assistenza,
che come abbiamo ripetutamente detto fanno riferimento alle cure domiciliari
professionali, ma non alle cure domiciliari prestate all'interno dei piani terapeutici
individuali, o dei familiari o da persone assunte autonomamente, ma con consenso
rispetto alla necessità della loro assistenza tutelare e sanitaria, dal diretto interessato o
dal nucleo familiare.
Mi fa piacere che la preoccupazione espressa nell'interpellanza sia stata raccolta nel
convegno, in particolare negli interventi introduttivi del convegno, ma devo anche dire
che le modalità apparentemente rassicuranti che sono state adottate dalla Regione
Piemonte, in realtà inquietano ancora, perché se la nuova organizzazione del Tavolo
sulle cure domiciliari sarà in capo, come è stato, all'Assessore Regionale all'Assistenza,
cioè alle Politiche Sociali, ovviamente non posso immaginare che l'Assessore alla
Sanità non vi si affacci, magari per un saluto di circostanza, ma mi preoccupa molto il
fatto che non sia il titolare della conduzione di quel Tavolo, perché ancora una volta si
ribadisce, anche nella forma, che la materia continua a essere rappresentata nelle
politiche regionali come una materia di tutela socio-assistenziale e non di cura socio-
sanitaria.
Dato che la questione è cruciale per gli interessati, ma lo è anche per l'Amministrazione
Comunale, evidentemente per il concorso alle spese di questo tipo di assistenza
domiciliare, mi sembra che non si debba mai perdere l'occasione di ribadire questi
principi.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
L'interpellanza è discussa.
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