| Interventi |
| "Inizio lavori accesso al Forte Pastiss di via Papacino" IMBESI Serena (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201605160/002, presentata in data 14 novembre 2016, avente per oggetto: "Inizio lavori accesso al Forte Pastiss di via Papacino" IMBESI Serena (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessora Lapietra. LAPIETRA Maria (Assessora) Innanzitutto vorrei ringraziare, a nome della Città, l'Associazione Amici del Museo Pietro Micca e il Museo Pietro Micca, che da 40 anni si occupano del recupero di un patrimonio così importante per la città. Con comunicazione in data 17 aprile 2015 la Direzione di Viabilità, Infrastrutture e Trasporti comunicava alla Soprintendenza Belle Arti ed Archeologia che il concessionario, nell'ambito di realizzazione del parcheggio interrato, avrebbe realizzato un collegamento con il Pastiss, attraverso la galleria che prosegue sotto il controviale di corso Galileo Ferraris ed uno spazio espositivo a servizio del Museo Pietro Micca, in corrispondenza dell'accesso alla galleria. Comunicava inoltre che, al fine di valorizzare il complesso del Pastiss, il concessionario era disponibile ad intervenire in merito alla realizzazione delle opere atte a garantire l'accesso alla fortificazione interrata del Pastiss da via Papacino, attraverso la costruzione di una scala e di un ascensore. Si allegava una possibile soluzione progettuale, da approfondire in termini qualitativi e quantitativi, per la realizzazione di tale accesso, studiata dall'Architetto Nivolo per conto dell'Associazione Amici del Museo Pietro Micca. In data 19 maggio 2016 si teneva una riunione presso gli Uffici delle Soprintendenze, presenti, oltre al rappresentante della Città, anche il concessionario, il Generale Ponso e il professor Mario Reviglio, Presidente dell'Associazione Amici del Museo Pietro Micca. Nel corso della riunione il professor Reviglio faceva presente che l'Associazione Amici del Museo Pietro Micca non sarebbe stata in grado di far realizzare il lavoro di accesso in qualità di stazione appaltante, non avendo la struttura per gestire tale situazione. Il concessionario proponeva di eseguire direttamente i lavori per realizzare l'accesso al Pastiss nell'ambito della concessione per la costruzione del parcheggio. Tale soluzione avrebbe consentito di renderne molto più rapida l'esecuzione, prescindendo da una gara di appalto a cui dovrebbe necessariamente ricorrere la Città nel caso avesse fatto da stazione appaltante. L'ingegner Bertasio chiedeva al concessionario di studiare delle soluzioni alternative al progetto dell'Architetto Nivolo, che garantissero comunque l'accesso al pubblico attraverso una scala ed un ascensore, tenendo debitamente conto anche delle eventuali interferenze con i sottoservizi, le cui mappe saranno richieste agli Enti della Città, e delle problematiche relative alla gestione, manutenibilità e sicurezza, eccetera. A seguito del rinvenimento dei resti di una porzione della Mezzaluna o Rivellino degli Invalidi, durante gli scavi e i rilievi archeologici nella zona nord del cantiere per la realizzazione del parcheggio di corso Galileo Ferraris, su richiesta della Soprintendenza Archeologica del Piemonte del 9 giugno 2015 sono state elaborate alcune ipotesi datate 15 giugno 2016 di conservazione dei resti rinvenuti. L'Amministrazione Comunale ha illustrato questa ipotesi in un incontro, in data 26 giugno 2015, alle Soprintendenze e al Direttore Generale per l'Archeologia del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, dottor Gino Famiglietti, per una prima valutazione e definizione degli interventi di conservazione e valorizzazione dei reperti. Nel corso dell'incontro sono stati illustrati anche gli interventi già concordati: realizzazione di una zona espositiva al primo piano interrato del parcheggio e di un vano di accesso ai due rami di gallerie di contromina rinvenuti, che dalle carte storiche risultano condurre entrambe al Pastiss. Le due gallerie, ora interrotte, saranno oggetto di scavi per verificarne stato e consistenza e, se possibile, ripristinare il collegamento con il Pastiss; realizzazione di un nuovo accesso da via Papacino al Pastiss. Sono seguiti ulteriori incontri tra le Soprintendenze, la Direzione Generale Archeologica del MiBACT, l'Amministrazione Comunale ed il concessionario, al fine di giungere alla definizione del progetto definitivo di Variante al parcheggio interrato, comprendente anche tutti gli interventi sopra elencati. Il progetto è stato quindi trasmesso alle competenti Soprintendenze dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. La Commissione Regionale per il patrimonio culturale, raccolti i pareri delle due Soprintendenze ha autorizzato, in data 7 ottobre 2015, quanto previsto dal progetto di Variante archeologica, comprendente anche l'accesso pedonale al Pastiss. Successivamente è stato quindi approvato il progetto definitivo, deliberazione di Consiglio Comunale del 14 marzo 2016, relativo alle Varianti del parcheggio, alla realizzazione del vano archeologico e all'accesso al Pastiss. Il progetto di accesso al Pastiss prevede la realizzazione di un vano scala intorno al vano ascensore. Le dimensioni e la forma della scala e dell'ascensore sono tali da garantire un accesso agevole, ma, nello stesso tempo, ridurre il più possibile l'impatto sull'esterno, visto che il manufatto è molto vicino ai fabbricati adiacenti, e le interferenze con i numerosi sottoservizi che transitano nel sottosuolo di via Papacino. Il concessionario sta ora redigendo il progetto esecutivo dell'accesso pedonale, nel quale dovrà tener conto dei risultati dei rilievi e dei sondaggi tuttora in corso, nonché degli approfondimenti messi in atto con gli altri gestori dei sottoservizi, che interferiscono con il manufatto, SMAT, Italgas e Telecom. Per tale motivo, in data 26 ottobre è stata richiesta una copia delle chiavi di accesso alla botola; in data 2 novembre, il Generale Ponso ha risposto che, fino a quando non saranno comunicate decisioni riguardo alle modalità di gestione delle strutture sotterranee di difesa della Cittadella, mai regolarizzate finora, per il sopralluogo al Pastiss avrebbero potuto provvedere all'apertura con personale dell'Associazione, su richiesta, con un minimo di anticipo. La Direzione scrivente ha pertanto trasmesso formalmente, con nota dell'8 novembre, copia del progetto dell'accesso all'Associazione Amici del Museo Pietro Micca, spiegando che, per realizzare successivamente l'accesso pedonale, la Città dovrà avere disponibilità del manufatto, in modo che il concessionario possa eseguire i lavori. Spiegava, inoltre, che è necessario poter accedere liberamente alla struttura interrata, anche previa una formale consegna del manufatto alla Città, che sgravi da eventuali responsabilità amministrative e penali l'Associazione Amici del Museo. In merito alla proprietà delle gallerie della Cittadella, si evidenzia che l'Agenzia del Demanio ha dichiarato che le stesse non sono di proprietà statale, ma il sottosuolo e le gallerie seguono la proprietà del sedime sotto la quale sono collocate. Aderendo a tale interpretazione, anche il Pastiss, almeno nelle parti sotto il sedime stradale, risulterebbe di proprietà della Città. È stato comunque istituito un Tavolo Tecnico tra le Città, la Soprintendenza e l'Agenzia del Demanio per approfondirne tali aspetti. IMBESI Serena (Vicepresidente) La parola al Consigliere Rosso. ROSSO Roberto Sono lieto che l'Assessora abbia voluto, innanzitutto, riconoscere il merito di un'Associazione che da 40 anni si cura di qualcosa che il Comune ha in parte cercato di distruggere, cioè i sotterranei della Città, che sono un patrimonio unico in Europa per il valore culturale che potrebbero avere. In passato questa realtà è stata tutta difesa da questa Associazioni privata e dalla Direzione del Museo Pietro Micca, che è resa a titolo pienamente gratuito. Però, se li si ringrazia, bisognerebbe essere anche coerenti e cercare di coinvolgere le persone che qui si ringraziano per fare il loro mestiere. In passato, addirittura, già una parte dei lavori del Pastiss furono ottenuti grazie a una cosiddetta "Legge Mancia", che, in sede di bilancio nazionale, una deputata della Lega Nord, Elena Maccanti, riuscì a far attribuire al Museo Pietro Micca. In questa interpellanza io ho fatto osservare che il Museo Pietro Micca in più occasioni ha cercato di far valere quello che la Soprintendenza da un lato e il Comune dall'altro gli avevano riconosciuto, cioè un'interfaccia rispetto al lavoro che si andava a realizzare. Questo Comune non è un Comune così scevro da responsabilità sulla materia, è un Comune che ha distrutto una parte di questo patrimonio. Ci sono funzionari di questo Comune che hanno contribuito a distruggere una parte di questo patrimonio culturale. Ebbene, il merito della cosa è che oggi, per evitare che un domani qualcuno possa ancora denunciare queste porcherie, come hanno fatto, per fortuna di tutti, il Museo Pietro Micca e l'Associazione Amici del Museo Pietro Micca, si toglie l'ingombro, cioè si fa in modo che per il futuro il Comune possa parlare direttamente con il concessionario e con la Soprintendenza, che hanno contribuito in passato; la persona che era Sovrintendente al Comune di Torino, che io sto denunciando adesso in Procura della Repubblica - entro gennaio sarà pronta la denuncia - e i funzionari del Comune, che hanno contribuito a questo scempio, si mettono d'accordo tra di loro ad escludere l'unico che ha cercato di fermare questo processo. Io chiedo all'Assessora Lapietra, se è in buona fede - credo che lo sia, su questa materia -, di fermare un attimo il lavoro degli Uffici di questo Comune. Siccome già in passato si sono dimostrati così ampiamente non all'altezza del loro mestiere, che almeno si faccia in modo che per il futuro qualcosa di meglio si possa fare. Non è possibile. Torno a ripetere, lì si parla di traccia del Rivellino, è evidente che, quando sono andati a fare il parcheggio in corso Galileo Ferraris, hanno trovato il Rivellino nella sua integrità, le gallerie nelle loro integrità, hanno distrutto tutto e hanno realizzato il parcheggio. Siccome questo è stato fatto, io sono stato, con la Consigliera Ferrero e altri Consiglieri presenti in quest'Aula, al rilievo che fu fatto dalla Commissione, non ricordo quale fosse forse, la VI o la V, presso il parcheggio di corso Galileo Ferraris, ed è venuto fuori che il funzionario del Comune ha detto in faccia a tutti noi l'esatto contrario di quello che tutti sostengono. Cioè, tutti sostengono, a ragion veduta, con le carte in mano, che là c'erano le gallerie e il funzionario ha avuto la faccia tosta - è un funzionario di questo Comune - di dire che non c'era nessuna galleria e che niente è stato distrutto. Ora, rispetto a questo io spero che l'Assessora voglia prendere in mano la questione, perché lasciarla impunemente nelle mani di questo funzionario è pericoloso. Per questa ragione io chiedo che l'Assessore faccia una riunione con i rappresentanti dell'Associazione Amici del Museo Pietro Micca, con la Direzione del Museo Pietro Micca, con i funzionari del Comune, con le Soprintendenze e si coordinino le cose insieme, per evitare che nuovi sbagli possano essere realizzati per il futuro. Io me lo auguro davvero. È ragionevole e in linea con quanto almeno alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, che fanno parte di questa maggioranza, hanno dichiarato ai cittadini di quel territorio, pertanto mi auguro che questa questione possa essere risolta una volta per tutte. È ormai da qualche anno che si può arrivare a definire la nuova struttura che porta ai piani inferiori del Pastiss. Anche la Soprintendenza ha detto che il Museo Pietro Micca avrebbe dovuto essere parte attiva nel determinare la soluzione, per evitare di commettere qualche porcheria nel futuro, non soltanto nel passato. Mi auguro che l'Assessore voglia riunire Museo... perché è evidente che funzionari di questo Comune non vogliono interferenze da parte del Museo Pietro Micca; consci delle schifezze che hanno già fatto in passato, non vogliono che altre schifezze possano essere censurate. Mi auguro che l'Assessore voglia intervenire a questo riguardo. IMBESI Serena (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessora Lapietra. LAPIETRA Maria (Assessora) Perfettamente d'accordo con il Consigliere Rosso, difatti durante una delle prime giornate di presenza di questa Giunta in questo Comune, sia io che l'Assessore Montanari siamo andati, insieme all'Associazione Amici del Museo Pietro Micca, a vedere i reperti. Sono sicura che da oggi quello che è successo in passato non succederà più, anzi, l'Assessore Montanari e molto attento a questa tematica. Quindi ci teniamo molto a dire che verrà posta molta cura. Abbiamo visto i progetti del collegamento, che sono più che accettabili, anzi, sono doverosi, proprio per riuscire a restituire anche al pubblico questo patrimonio veramente importante per la città di Torino. A breve ci impegniamo a riunire le associazioni per vedere insieme quale potrebbe essere la soluzione migliore. IMBESI Serena (Vicepresidente) L'interpellanza è discussa. |