| Interventi |
| "Castello della Saffarona: monumento nazionale o futura discarica a cielo aperto?" IMBESI Serena (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201605177/002, presentata in data 15 novembre 2016, avente per oggetto: "Castello della Saffarona: monumento nazionale o futura discarica a cielo aperto?" IMBESI Serena (Vicepresidente) La parola, per la risposta, all'Assessora Giannuzzi. GIANNUZZI Stefania (Assessora) È necessaria una premessa. Il rilascio di autorizzazione all'attività di Italconcimi Srl, oggetto dell'interpellanza, ditta specializzata nella produzione di terricci e fertilizzanti organici e nella pianificazione e gestione dei servizi ambientali, rientra nelle competenze della ex Provincia, ora Città Metropolitana. Al termine della discussione, consegnerò al Consigliere Magliano copia della seguente documentazione fornitami dalla Città Metropolitana: determina di autorizzazione decennale 2015-2025 del Dirigente del Servizio Pianificazione e Gestione Rifiuti, Bonifiche, Sostenibilità Ambientale, e determina del Dirigente del Servizio Pianificazione e Gestione Rifiuti, Bonifiche, Sostenibilità Ambientale di modifica ed integrazione dell'autorizzazione suddetta. La ditta oggetto dell'interpellanza si occupa della produzione di compost partendo dai rifiuti quali sfalci e ramaglie, che successivamente possono essere mescolate in percentuali diverse con torba e terriccio per realizzare il prodotto finito. Si occupa, inoltre, del ritiro di rifiuti costituiti da legnami, quali porte ed infissi, per il successivo recupero in altri impianti. Per la realizzazione del compost, il rifiuto necessita di una fermentazione aerobica e pertanto viene periodicamente rivoltato per ossigenare la massa. Specie nelle prime fasi della maturazione la temperatura si innalza ed è pertanto facile riscontrare una certa fumosità dei cumuli. Inoltre, è possibile che nelle fasi di rivoltamento si sprigioni un odore dovuto alle caratteristiche del materiale trattato. Attualmente, la ditta risulta essere in possesso di due autorizzazioni, una ex articolo 208, autorizzazione unica per i nuovi impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, e l'altra ex articolo 216, operazioni di recupero del Decreto Legislativo 152/2006, norme in materia ambientale. La direzione di ARPA Piemonte Nordovest ci ha informati che la ditta suddetta è in possesso dell'autorizzazione a stoccare materiale all'esterno. Numerose sono state le verifiche effettuate negli anni dall'ARPA, anche a seguito delle segnalazioni pervenute, alcune da parte dei vicini residenti nel Castello ed altre da parte di residenti in via Pietro Cossa. Nel 2009 l'impianto è stato sequestrato, in quanto un cumulo presente è risultato non conforme sui quantitativi a la qualità del compost. Ulteriori sopralluoghi sono stati effettuati negli anni 2010, 2011, 2012 e da ultimo 2015, che non ha evidenziato problematiche. Come per tutte le attività eseguite dai gestori rifiuti, ARPA conferma che continuerà nell'esercizio delle verifiche rientranti nei suoi compiti. Per quanto riguarda le azioni effettuate dalla Città, che ricordo come competenza è solo marginalmente coinvolta, la Direzione Polizia Municipale, tramite il Nucleo di Polizia Amministrativa, riferisce di un controllo effettuato il 21 dicembre 2012 a seguito del quale è stata effettuata una denuncia a piede libero del legale rappresentante della Italconcimi Srl, per violazione dell'articolo 674, per aver provocato emissione di vapori in luogo pubblico atti a molestare le persone, causati dal compostaggio e dal trattamento del materiale organico. La risposta che ho dato al Consigliere Magliano si basa sugli elementi informativi che mi sono stati forniti da ARPA e Città metropolitana, ovvero i due enti competenti. Qualora il Consigliere Magliano non li ritenga sufficientemente dettagliati, ritengo sarebbe meglio approfondire l'interpellanza in VI Commissione, convocando i rappresentanti delle due autorità preposte ai controlli che potrebbero fornire maggiori chiarimenti. IMBESI Serena (Vicepresidente) La parola al Consigliere Magliano. MAGLIANO Silvio Ringrazio l'Assessora, che fa anche il mio compito, quello di rimandare l'interpellanza in Commissione, per cui, al di là delle battute, la ringrazio. Acquisirò la documentazione con piacere, anche perché quello che emerge è un po' strano, non da quello che ha detto l'Assessora, ma, per dare il quadro alla Presidenza e all'Assessora, il "Castello della Saffarona e Parco" è, di fatto, riconosciuto come monumento nazionale, quindi è una struttura stupenda; di fianco, se uno la supera di qualche metro, invece, si trova questa azienda, che ormai da tempo, da numerosi anni, fa questa tipologia di attività. C'è un'unica cosa che vorrei capire fino in fondo. La delega è di altri Enti, ma i nostri Vigili sono andati lì e non hanno rilevato poca cosa, tant'è vero che hanno fatto un atto di un certo tipo, però risale al 2012. Devo dire con molta chiarezza che questa interpellanza nasce dalla segnalazione di una famiglia che aveva intenzione di andare a vivere dentro al Castello. Dentro al Castello c'è una serie di strutture, che una forse volta erano il maneggio del Castello: lì ci sono delle case e queste possono essere ristrutturate. Visto che questa Amministrazione, secondo quello che le compete, ha chiesto quasi 42.000 Euro di oneri per fare gli interventi all'interno, questa famiglia si è fatta una domanda, ovvero, dal momento che sta spendendo tutti questi soldi per ristrutturare questa struttura, non vorrebbe che i propri figli, però, crescessero a pane ed odori nocivi per la propria salute. Quindi, io ringrazio l'Assessora della possibilità di andare in Commissione. Nel caso in cui fosse necessario comunque un sopralluogo dei nostri Vigili, per capire se le condizioni che c'erano nel 2012 ci sono ancora, io lo farei. Alla luce di un'interpellanza del genere, sarà poi una scelta dell'Amministrazione quella di far fare un sopralluogo o meno, perché è vero che la procedura che lei ha illustrato in Aula è quella che viene applicata, sulla carta, ma io vorrei essere tranquillo per chi vive lì: dal momento che si tratta di un po' di famiglie, vorrei capire se questa procedura sia sempre rispettata, se abbia un senso che quella struttura che rimanga lì, se la zona di compostaggio rispetti i metri quadri per cui ha l'autorizzazione o se si sia allargata, se vi saranno poi dei danni o meno rispetto al terreno sotto. Quindi, da questo punto di vista, io ringrazio l'Assessora per la disponibilità, andiamo pure in Commissione, ma io comunque vorrei poter dare una tranquillità a dei cittadini che magari sono i primi - lì ci vive già qualcuno -, ma magari altri vorranno andare a vivere in quel luogo e vi assicuro che l'immagine che uno vede non è delle più edificanti: c'è questa struttura molto bella, di fatto è un reperto storico, e di fianco c'è questo tipo di lavorazione. Io, forse, alla luce di questo alert, io farei fare almeno un controllo da parte dei Vigili, affinché almeno i regolamenti che ci competono siano rispettati. Quindi, da questo punto di vista, chiederei all'Assessora di fare una segnalazione all'Assessore competente, dopodiché mi auguro di andare in Commissione, perché sarà anche una possibilità per noi e soprattutto per dare una tranquillità a quei cittadini che lì vogliono andare a vivere e, ancora di più, per andarci, stanno affrontando delle spese non banali per ristrutturare una parte che mi pare sia della corte, quindi non del Castello, ma di fianco. Acquisisco i dati e ci vediamo in Commissione quanto prima, con questa segnalazione per i Vigili. IMBESI Serena (Vicepresidente) Questa interpellanza viene rimandata all'attenzione della VI Commissione. |