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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 12 Dicembre 2016 ore 14,00
Paragrafo n. 25
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2016-05374
CAMBIO DI DESTINAZIONE D'USO DI IMMOBILE SITO IN VIA BISCARRA N. 12/10 DA POLIAMBULATORIO MEDICO PUBBLICO (SERVIZIO) A POLIAMBULATORIO MEDICO PRIVATO (TERZIARIO). PERMESSO DI COSTRUIRE IN DEROGA EX ARTICOLO 14 D.P.R. 380/2001 ED ARTICOLO 5 COMMI 9-14 LEGGE 106/2011. APPROVAZIONE INTERVENTO IN DEROGA.
Interventi
"Cambio di destinazione d'uso di immobile sito in via Biscarra n. 12/10 da
Poliambulatorio medico pubblico (servizio) a Poliambulatorio medico privato
(terziario). Permesso di costruire in deroga ex articolo 14 D.P.R. 380/2001 ed
articolo 5 commi 9-14 Legge 106/2011. Approvazione intervento in deroga"

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201605374/020,
presentata dalla Giunta Comunale in data 29 novembre 2016, avente per oggetto:

"Cambio di destinazione d'uso di immobile sito in via Biscarra n. 12/10 da
Poliambulatorio medico pubblico (servizio) a Poliambulatorio medico privato
(terziario). Permesso di costruire in deroga ex articolo 14 D.P.R. 380/2001 ed
articolo 5 commi 9-14 Legge 106/2011. Approvazione intervento in deroga".

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Comunico che in data 07/12/2016 la competente Commissione ha rimesso il
provvedimento in Aula.
La parola al Vicesindaco Montanari.

MONTANARI Guido (Vicesindaca)
Anche questo provvedimento è stato ampiamente discusso in Commissione, è un
cambiamento di destinazione d'uso che richiede una Variante di Piano Regolatore,
perché si passa da un servizio pubblico, Poliambulatorio medico pubblico, a un
Poliambulatorio di iniziativa privata. In pratica, da un punto di vista della
formulazione del Piano Regolatore, si passa da un servizio a un terziario.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
La parola alla Consigliera Artesio.

ARTESIO Eleonora
La discussione in Commissione è avvenuta in un contesto attento a valutare le
compatibilità di carattere urbanistico e le coerenze con la legislazione della
programmazione urbanistico-territoriale. Misure come queste, però, non possono
soltanto essere lette alla luce delle compatibilità urbanistiche, devono essere lette
anche alla luce della programmazione sociosanitaria.
Quindi, questa proposta di deliberazione, prima di essere portata all'approvazione del
Consiglio Comunale, avrebbe dovuto o dovrà - dipenderà da come si comporterà
l'Amministrazione - acquisire il parere da parte della Regione Piemonte, Assessorato
alla Tutela della Salute e Sanità, di compatibilità di questo intervento con la
programmazione sociosanitaria in essere.
Esistono fulgidi esempi, in città di Torino probabilmente non recenti, nella prima
cintura molto recenti, in cui soggetti privati, titolari di professionalità in ambito
sanitario o imprenditori volti ad ampliare il mercato dell'offerta sanitaria privata, si
sono rivolti alle Amministrazioni Pubbliche Comunali, nei territori in cui
intendevano insediare nuove attività e, o attraverso varianti urbanistiche o attraverso
concessioni di ampliamento in deroga, hanno ottenuto la possibilità di edificare
attività ambulatoriali, presidi sanitari. Una volta acquisita l'autorizzazione a
costruire, si sono presentati alla Regione Piemonte per chiedere l'autorizzazione
all'esercizio dell'attività sanitaria e alcuni, successivamente, l'accreditamento e,
successivamente ancora, il riconoscimento delle prestazioni in convenzione con
rimborso del servizio sociosanitario.
La normativa in ambito sociosanitario è chiara: ancorché il privato che intende
svolgere un'attività sanitaria si impegni a non richiedere rimborsi da parte del
servizio pubblico, poi l'impegno avviene in ogni forma di giuramento possibile e
immaginale, mediamente dopo un tot di anni viene serenamente contraddetto, ma
anche volendo ammettere la continuità dell'intenzione inziale, la legislazione ricorda
che, anche laddove il privato svolga esercizio in ambito totalmente privatistico e
quindi con un rapporto diretto con la propria clientela, in funzione del tema generale
di tutela della salute pubblica riconosciuta dal Ministero della Sanità, decentrata alle
Regioni in virtù del Titolo V, la programmazione sociosanitaria deve esprimere il
proprio giudizio di compatibilità.
Essendo che qui si dice che il privato che si ricollocherà in questo edificio svolgerà
sostanzialmente le funzioni già svolte dal Servizio Sanitario, vale a dire
poliambulatorio, attività di riabilitazione individuale, attività di riabilitazione di
gruppo, mi sembra che ci troviamo nella fattispecie, nella specialistica convenzionata
ambulatoriale e dei trattamenti di fisioterapia e di riabilitazione, che sono due
funzioni normate nella programmazione della Regione Piemonte con accordi quadro
con i soggetti erogatori privati e, per quello che riguarda la riabilitazione, a seconda
che sia di primo o di secondo livello, quindi di complessità tecnica per le patologie di
cui i pazienti possono essere portatori, normata in un quadro ancor più complesso
che non le convenzioni economiche con i soggetti privati.
Quindi, io credo che questa proposta di deliberazione difetti del nullaosta da parte
della programmazione regionale sociosanitaria.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Non ho altri Consiglieri che hanno chiesto la parola.
La parola al Vicesindaco Montanari.

MONTANARI Guido (Vicesindaca)
Solo due parole. Non ho contezza di questa situazione, nel senso che, se questa
verifica va fatta, credo che sia opportuno farla. I nostri Uffici non ci hanno segnalato
un problema del genere, dunque, se quanto detto dalla Consigliera Artesio ha
fondamento, forse potremmo rimandare anche questa proposta di deliberazione alla
prossima settimana e verificare in questa settimana eventuali dati. Suggerirei, quindi,
di non metterla in approvazione questa sera.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Quindi, su richiesta del Vicesindaco Montanari, la proposta è di tenere la proposta di
deliberazione sospesa in Aula.
La parola alla Consigliera Artesio.

ARTESIO Eleonora
Intervengo soltanto per chiarire ulteriormente: la procedura di compatibilità alla
quale io mi riferisco è quella dell'8 ter, prevista, se non mi sbaglio, dalla Legge
502/92, cosiddetta "Riforma Bindi"; sulla data della Legge posso sbagliare, ma
universalmente la procedura è riconosciuta come 8 ter, a cui seguono poi 8 quater,
quando si passa dall'autorizzazione a costruire a quella dell'accreditamento e della
convenzione.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Abbiamo anche le conferme della Consigliera Tisi.
La parola alla Consigliera Tisi.

TISI Elide
Io concordo sulla necessità di fare un ulteriormente approfondimento, perché
certamente i temi della programmazione sanitaria non discendono soltanto da un
cambio di destinazione legata ad una tipologia di attività, ma anche a una
programmazione basata su dati epidemiologici di fabbisogno di un certo territorio.
Quindi, credo che l'incrocio di questi due aspetti sia fondamentale e, soprattutto,
credo che, con qualche giorno di tempo davanti, si possa fare utilmente questa
verifica.

LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario)
Quindi, questa proposta di deliberazione rimane sospesa in Aula.
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