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| "Cambio di destinazione d'uso di immobile sito in via Biscarra n. 12/10 da Poliambulatorio medico pubblico (servizio) a Poliambulatorio medico privato (terziario). Permesso di costruire in deroga ex articolo 14 D.P.R. 380/2001 ed articolo 5 commi 9-14 Legge 106/2011. Approvazione intervento in deroga" LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 201605374/020, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 novembre 2016, avente per oggetto: "Cambio di destinazione d'uso di immobile sito in via Biscarra n. 12/10 da Poliambulatorio medico pubblico (servizio) a Poliambulatorio medico privato (terziario). Permesso di costruire in deroga ex articolo 14 D.P.R. 380/2001 ed articolo 5 commi 9-14 Legge 106/2011. Approvazione intervento in deroga". LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Comunico che in data 07/12/2016 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. La parola al Vicesindaco Montanari. MONTANARI Guido (Vicesindaca) Anche questo provvedimento è stato ampiamente discusso in Commissione, è un cambiamento di destinazione d'uso che richiede una Variante di Piano Regolatore, perché si passa da un servizio pubblico, Poliambulatorio medico pubblico, a un Poliambulatorio di iniziativa privata. In pratica, da un punto di vista della formulazione del Piano Regolatore, si passa da un servizio a un terziario. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) La parola alla Consigliera Artesio. ARTESIO Eleonora La discussione in Commissione è avvenuta in un contesto attento a valutare le compatibilità di carattere urbanistico e le coerenze con la legislazione della programmazione urbanistico-territoriale. Misure come queste, però, non possono soltanto essere lette alla luce delle compatibilità urbanistiche, devono essere lette anche alla luce della programmazione sociosanitaria. Quindi, questa proposta di deliberazione, prima di essere portata all'approvazione del Consiglio Comunale, avrebbe dovuto o dovrà - dipenderà da come si comporterà l'Amministrazione - acquisire il parere da parte della Regione Piemonte, Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità, di compatibilità di questo intervento con la programmazione sociosanitaria in essere. Esistono fulgidi esempi, in città di Torino probabilmente non recenti, nella prima cintura molto recenti, in cui soggetti privati, titolari di professionalità in ambito sanitario o imprenditori volti ad ampliare il mercato dell'offerta sanitaria privata, si sono rivolti alle Amministrazioni Pubbliche Comunali, nei territori in cui intendevano insediare nuove attività e, o attraverso varianti urbanistiche o attraverso concessioni di ampliamento in deroga, hanno ottenuto la possibilità di edificare attività ambulatoriali, presidi sanitari. Una volta acquisita l'autorizzazione a costruire, si sono presentati alla Regione Piemonte per chiedere l'autorizzazione all'esercizio dell'attività sanitaria e alcuni, successivamente, l'accreditamento e, successivamente ancora, il riconoscimento delle prestazioni in convenzione con rimborso del servizio sociosanitario. La normativa in ambito sociosanitario è chiara: ancorché il privato che intende svolgere un'attività sanitaria si impegni a non richiedere rimborsi da parte del servizio pubblico, poi l'impegno avviene in ogni forma di giuramento possibile e immaginale, mediamente dopo un tot di anni viene serenamente contraddetto, ma anche volendo ammettere la continuità dell'intenzione inziale, la legislazione ricorda che, anche laddove il privato svolga esercizio in ambito totalmente privatistico e quindi con un rapporto diretto con la propria clientela, in funzione del tema generale di tutela della salute pubblica riconosciuta dal Ministero della Sanità, decentrata alle Regioni in virtù del Titolo V, la programmazione sociosanitaria deve esprimere il proprio giudizio di compatibilità. Essendo che qui si dice che il privato che si ricollocherà in questo edificio svolgerà sostanzialmente le funzioni già svolte dal Servizio Sanitario, vale a dire poliambulatorio, attività di riabilitazione individuale, attività di riabilitazione di gruppo, mi sembra che ci troviamo nella fattispecie, nella specialistica convenzionata ambulatoriale e dei trattamenti di fisioterapia e di riabilitazione, che sono due funzioni normate nella programmazione della Regione Piemonte con accordi quadro con i soggetti erogatori privati e, per quello che riguarda la riabilitazione, a seconda che sia di primo o di secondo livello, quindi di complessità tecnica per le patologie di cui i pazienti possono essere portatori, normata in un quadro ancor più complesso che non le convenzioni economiche con i soggetti privati. Quindi, io credo che questa proposta di deliberazione difetti del nullaosta da parte della programmazione regionale sociosanitaria. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Non ho altri Consiglieri che hanno chiesto la parola. La parola al Vicesindaco Montanari. MONTANARI Guido (Vicesindaca) Solo due parole. Non ho contezza di questa situazione, nel senso che, se questa verifica va fatta, credo che sia opportuno farla. I nostri Uffici non ci hanno segnalato un problema del genere, dunque, se quanto detto dalla Consigliera Artesio ha fondamento, forse potremmo rimandare anche questa proposta di deliberazione alla prossima settimana e verificare in questa settimana eventuali dati. Suggerirei, quindi, di non metterla in approvazione questa sera. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Quindi, su richiesta del Vicesindaco Montanari, la proposta è di tenere la proposta di deliberazione sospesa in Aula. La parola alla Consigliera Artesio. ARTESIO Eleonora Intervengo soltanto per chiarire ulteriormente: la procedura di compatibilità alla quale io mi riferisco è quella dell'8 ter, prevista, se non mi sbaglio, dalla Legge 502/92, cosiddetta "Riforma Bindi"; sulla data della Legge posso sbagliare, ma universalmente la procedura è riconosciuta come 8 ter, a cui seguono poi 8 quater, quando si passa dall'autorizzazione a costruire a quella dell'accreditamento e della convenzione. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Abbiamo anche le conferme della Consigliera Tisi. La parola alla Consigliera Tisi. TISI Elide Io concordo sulla necessità di fare un ulteriormente approfondimento, perché certamente i temi della programmazione sanitaria non discendono soltanto da un cambio di destinazione legata ad una tipologia di attività, ma anche a una programmazione basata su dati epidemiologici di fabbisogno di un certo territorio. Quindi, credo che l'incrocio di questi due aspetti sia fondamentale e, soprattutto, credo che, con qualche giorno di tempo davanti, si possa fare utilmente questa verifica. LAVOLTA Enzo (Vicepresidente Vicario) Quindi, questa proposta di deliberazione rimane sospesa in Aula. |