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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Dicembre 2016 ore 14,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2016-04618
"REGOLAMENTAZIONE DELLA COMUNICAZIONE POLITICA IN REGIME DI 'PAR CONDICIO'" PRESENTATA DALLA CONSIGLIERA FOGLIETTA IN DATA 14 OTTOBRE 2016.
Interventi
"Regolamentazione della comunicazione politica in regime di 'par condicio'"

VERSACI Fabio (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201604618/002, presentata in data
14 ottobre 2016, avente per oggetto:

"Regolamentazione della comunicazione politica in regime di 'par condicio'"

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola, per la risposta, alla Sindaca Appendino.

SINDACA
Questa interpellanza è stata presentata il 14 ottobre e ha per oggetto la
"Regolamentazione della comunicazione politica in regime di 'par condicio'", in vista
della chiamata alle urne, peraltro di ieri. Quella dell'Amministrazione Comunale è
un'attività che non è qualificabile come propaganda politica, ma si distingue in due
ambiti: la comunicazione come promozione della Città, ciò che comunemente viene
definito "marketing", e la comunicazione istituzionale, derivante dalla trasparenza sulle
scelte che incidono sulla vita collettiva, dai trasporti, alla scuola, insomma, tutto quello
che riguarda la vita di un'Amministrazione Comunale e il dovere che ha, nei confronti
dei suoi cittadini, di informare su che cosa accade.
Le comunicazioni istituzionali di servizio diramate nei giorni scorsi hanno riguardato
l'attività amministrativa locale e temi concreti della vita della Città, senza alcun
richiamo, né diretto, né indiretto e neppure subliminale, alla consultazione referendaria
che si è conclusa ieri.
È vero quanto dispone il comma 1 dell'articolo 9 della Legge n. 28 del 22 febbraio
2000, "Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le
campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica", pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 43 del 22 febbraio 2000, che, appunto, disciplina la comunicazione
istituzionale. L'articolato è stato modificato nel 2003 con la Legge n. 313, "Disposizioni
per l'attuazione del principio del pluralismo nella programmazione delle emittenti
radiofoniche e televisive locali", che è stata pubblicata il 18 novembre del 2003.
La norma sottolinea che "Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla
chiusura delle operazioni di voto - come, peraltro, è scritto anche all'interno
dell'interpellanza - è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere
attività di comunicazione, ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed
indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni".
Quindi, l'Amministrazione Comunale, dopo aver consultato il Segretario Generale
nell'ambito della normativa, peraltro abbastanza complessa, ritiene di essere in sintonia
con quanto precisato dalle circolari ministeriali e prefettizie in materia e si è adeguata,
pertanto, al comma 1 dell'articolo 9 della Legge 28 del 22 febbraio 2000.

VERSACI Fabio (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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