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| "Nuova Linea ferroviaria Torino-Lione - Espressione della contrarietà della Città di Torino e atto di indirizzo all'Amministrazione" VERSACI Fabio (Presidente) Riprendiamo l'esame della proposta di mozione n. mecc. 201605736/002, presentata dai Consiglieri Malanca, Paoli, Ferrero, Unia, Giacosa, Versaci, Imbesi, Carretto, Curatella, Iaria, Albano, Amore, Azzarà, Buccolo, Chessa, Giovara, Fornari, Gosetto, Sganga, Mensio, Montalbano, Russi, Sicari e Tevere in data 1° dicembre 2016, avente per oggetto: "Nuova Linea ferroviaria Torino-Lione - Espressione della contrarietà della Città di Torino e atto di indirizzo all'Amministrazione". VERSACI Fabio (Presidente) Ci sono ancora altri interventi. Chiedo a tutti di fare silenzio in Aula mentre gli altri parlano. La parola alla Consigliera Albano. Ne ha facoltà per tre minuti. ALBANO Daniela Innanzitutto vorrei aprire il mio intervento consigliando al Consigliere Lo Russo di andare a vedere quello che è successo al Mugello, visto che voleva delle evidenze scientifiche sulle conseguenze ambientali di certe opere. Oggi voglio intervenire spiegando le motivazioni per cui noi aderiamo al movimento No Tav, ma non voglio parlare di marce, di fiaccolate, di campeggi e neanche dell'esperienza della Libera Repubblica della Maddalena o della splendida accoglienza che la Valle sempre ci riserva. Voglio fare il mio intervento parlando di democrazia, quella democrazia che ieri abbiamo visto trionfare attraverso una partecipazione straordinaria alla consultazione referendaria, perché evidentemente i cittadini hanno il desiderio di essere parte attiva nelle decisioni che li riguardano. Una democrazia che il movimento No Tav ha saputo interpretare nelle sue caratteristiche migliori, definendo decisioni e scelte sempre attraverso percorsi di condivisione. Il movimento No Tav cresce negli anni, rafforzandosi, perché è uno straordinario laboratorio di democrazia partecipata, presa ad esempio e studiato in tutto il mondo. Il principio alla base della partecipazione è che il consenso si costruisce attraverso la conoscenza e la consapevolezza, ed è per questo che il primo approccio del movimento No Tav è lo studio e la diffusione dei contenuti tecnici. La partecipazione nasce attraverso la condivisione di contenuti e di conoscenze che permettono ai cittadini di intraprendere un percorso di presa di coscienza, che rafforza le scelte e favorisce la definizione condivisa del bene comune. I cittadini informati chiedono di scegliere, di intervenire nelle decisioni che li riguardano. L'esperienza della Valsusa è sinergia tra mobilitazione e partecipazione, un luogo in cui politica e società trovano una connessione forte e la democrazia partecipativa ha trovato prassi vere e radicate. Dunque, una pratica da esportare, non da reprimere. Pertanto anche per questo ribadiamo il nostro no a un'opera tanto dannosa quanto inutile, presentando questa proposta di mozione con cui chiediamo alla Città di Torino di uscire dall'Osservatorio e di riaffermare l'alto valore democratico della partecipazione e del coinvolgimento dei cittadini, come impegno determinato, continuativo, responsabile e non violento. VERSACI Fabio (Presidente) La parola al Consigliere Morano. Ne ha facoltà per 5 minuti. MORANO Alberto Parto dall'affermazione, che ritengo grave e seria, e non fa sorridere per nulla, sulla solidarietà politica data dalla Consigliera Tevere, e confermata dal Capogruppo Unia, ai delinquenti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Delinquenti, perché chi viene condannato è purtroppo un delinquente, piaccia o non piaccia. Io sono cristiano, la solidarietà umana non si nega a nessuno, si dà ai malati, agli ubriachi, ai drogati, ai poveri, si dà a chiunque ne abbia bisogno, ma si parla della solidarietà umana. La solidarietà politica non si può dare a 29 persone che sono state condannate a esito di un processo. La solidarietà politica è un atto grave, perché significa disconoscere l'attività di un'autorità dello Stato e credo che questo Consiglio Comunale, questi Consiglieri Comunali tutto ciò non se lo debbano e possano permettere. Mi stupisce, onestamente, che il Presidente non abbia colto la differenza che c'è tra la voce alzata, un po' fuori tono, del Consigliere Rosso o le urla del Consigliere Napoli. Questi sono errori, sicuramente, ma è diverso che dare solidarietà politica a persone che sono state condannate dalla giustizia ad esito di un processo. Prima annotazione. Seconda annotazione. In questa proposta di mozione si dice che la città è contraria. Io, più modestamente, direi che questa Amministrazione della città è contraria, perché fino a prova contraria, voi, sì, rappresentate la città, ma rappresentate il 29% o 30% della popolazione di questa città. Per cui, dire che tutta la città è contraria, senza avere consultato la città, è un atto di arroganza. Non volete le opere, ma forse volete solo i compensativi, forse sperate che vi arrivi qualcosa. Volete uscire da un Osservatorio, dite che non serve a nulla far parte di questo Osservatorio, ma è l'unico posto in cui potreste monitorare questa opera nell'interesse della città. Quindi non so se fate o non fate l'interesse della città uscendo dall'Osservatorio. Inoltre, questo dibattito è realmente stucchevole, perché qui stiamo assistendo a una passerella di tutti Consiglieri del Movimento 5 Stelle, che in questo modo pagano pegno a chi li ha eletti e a chi gli ha portato voti, ma di sostanza non si parla di nulla, perché quest'opera non viene decisa in questo Consiglio, questo Consiglio non ha il potere di bloccarla. E mi sorprende e mi diverte anche che oggi il Sindaco Appendino abbia trovato il tempo di partecipare a tutto il dibattito, mentre quando si discute di Bilancio raramente ha tempo di essere presente. VERSACI Fabio (Presidente) La parola al Consigliere Curatella. Ne ha facoltà per tre minuti. CURATELLA Cataldo TAV, Treno Alta Velocità. Nel paese in cui sono cresciuto, in Puglia, il treno ha sempre rappresentato la speranza, il punto di collegamento con il resto del mondo. Appunto per questo, nel 2008, quando ho sentito parlare per la prima volta di TAV, in Val di Susa, mi sono chiesto perché qualcuno dovrebbe mai opporsi a un collegamento ferroviario che riduca le distanze con il resto dell'Europa, il famoso Corridoio 5, da Lisbona fino a Kiev. Prima di trarre qualunque giudizio, ho cercato informazioni sullo stato dei collegamenti ferroviari nella zona e sui dati di traffico verso la Francia. Esiste una Linea ferroviaria di superficie con doppio binario, che è stata recentemente rimodernata e messa in sicurezza nel 2010, 6 anni fa, che tutt'oggi è utilizzata molto al di sotto delle sue reali potenzialità di trasporto, con trend di traffico in costante riduzione. D'altronde su quella Linea viaggia soltanto il TGV che Collega Milano-Torino con Lione e Parigi, nulla di che. E si vuole puntare su una nuova Linea dedicata solo al trasporto merci, non c'è menzione di trasporto passeggeri, che, se andrà bene, sarà pronta tra 60/80 anni, con vicissitudini che a me ad oggi fanno ricordare la Salerno- Reggio Calabria, sia come tempistiche, sia come inchiesta antimafia, come è emerso nel recente procedimento di San Michele, ancora in corso. Si dedicano risorse ingenti per trasportare rapidamente merci che non ci sono, militarizzando un'intera valle a discapito delle persone di quella valle. Si dedicano risorse per il Corridoio 5 - Lisbona-Kiev, ma dal 2012 non c'è più il Lisbona, manca il punto di partenza, perché il Portogallo ha deciso di abbandonarlo per ragioni economiche. Risorse che potrebbero essere usate diversamente e sicuramente meglio, ad esempio, rendendo più efficienti e frequenti i collegamenti ferroviari di Torino con il resto d'Italia. Circa il 60% degli studenti universitari, del Politecnico o dell' Università degli Studi, arrivano fuori dal Piemonte (dati recuperati stamattina in un incontro con il Politecnico), viaggiando su treni che, quando esistono ancora, spesso sono carenti delle minimi misure di sicurezza e senza confort. Risorse che potrebbero essere dedicate alla sicurezza dei trasporti locali, per evitare che si ripetano tragedie come quella che è venuta questa estate in Puglia, dove due treni, tra Corato e Andria, sono andati l'uno contro l'altro, causando 23 morti e più di 50 feriti. Si evita ogni confronto tecnico e si è persa un'occasione importante a causa del PD, che ha volutamente impedito che venisse organizzato un Consiglio aperto, in cui sarebbe stato finalmente possibile avere un confronto tecnico basato sui dati; un incontro in cui il Capogruppo Napoli non era presente, quindi avrebbe potuto votare e fare in modo che ci potesse essere un confronto aperto. Ho un dubbio: forse l'utilità del Tav è quella di far arrivare rapidamente a Kiev una bagna càuda ancora bollente? Con questi presupposti non si può essere a favore del TAV, a nessun livello. VERSACI Fabio (Presidente) La parola al Consigliere Mensio. Ne ha facoltà per 3 minuti. MENSIO Federico Quando si parla di grandi opere, spesso, per non dire sempre, ci si dimentica di esplicitare l'impatto complessivo sull'ambiente che quell'opera ha o potrà avere. E così, sovente, si tende a dettagliare l'impatto economico che l'opera avrebbe se costruita oppure gli effetti nel caso non fosse realizzata. In compenso, però, si tendono a sottovalutare, o meglio, a non esplicitare, in modo chiaro e netto, gli impatti che si vengono a creare sull'ambiente durante l'intero arco di realizzazione dell'opera. Questo è un livello di analisi più approfondito, che sovente nelle discussioni in sede di decisioni e di scelta politica e poi in quelle di discussioni pubbliche sull'opera, viene o trascurato o messo in secondo piano. Ed è un errore, perché non ci sono solo gli effetti finali, quelli macro, ma anche aspetti meno evidenti, ma non meno rilevanti. Ad esempio, si tratterebbe di esplicitare quali e quanti mezzi si utilizzeranno e, quindi, quanta CO2 verrà prodotta durante tutto il tempo di costruzione del tunnel di base. Inoltre, quante energie il sistema consumerà, sia in fase di realizzazione, sia di esercizio? Per non parlare del materiale di scavo del tunnel di base, lo smarino, stimato in 15 milioni di metri cubi. Diamoci un'idea, magari porsi il problema del materiale di scavo vorrà dire trovare lo spazio per quasi sei piramidi di Cheope. In tutto questo possiamo aggiungere che è conclamata la presenza di uranio e amianto in quelle rocce, anche se al momento è quasi impossibile stabilire la quantità e quali effetti potrebbero causare in merito a inquinamento di acqua ed aria. Infine, ma ancor più rilevante, c'è il serio rischio di intaccare le falde acquifere sotterranee. Si stima che il drenaggio delle acque sotterranee sia tutt'altro che trascurabile: si parla di un volume tra i 60 e i 120 milioni di metri cubi l'anno, una quantità comparabile alla fornitura di acqua necessaria a una città come Torino, con assai probabili ripercussioni in qualche componente del ciclo idrologico. Ad esempio, si ipotizza che si possa verificare il prosciugamento di fonti e torrenti a monte degli scavi, con conseguente alimentazione idrica di paesi e città, danni all'agricoltura e flussi minimi dei fiumi. Documento della Commissione Europea, analisi degli studi condotti da LTF, in merito al Progetto Torino-Lione, capitolo 441, pagina 47 e 48. Non è quindi possibile immaginare e presentare una grande opera decantandone solo gli effetti positivi, senza invece pensare alle ferite che si infliggeranno all'ambiente. Quasi sempre le grandi opere si pianificano pensando a questo futuro vicino, con il miraggio della crescita della velocità, ma si dimentica che la natura ha i sui tempi ben più lunghi, un tempo trascorso il quale molti di noi, con ogni probabilità, non ci saranno più. Quindi che cosa lasceremo alle future generazioni? Durante i confronti ho spesso sentito parlare della bontà della Torino-Lione in merito alla capacità di trasportare persone e merci più velocemente, e questo anche nell'Osservatorio, ma poche volte, forse troppo poche, mi è invece capitato di sentire parlare di quanto sia importante l'ambiente, non solo per noi, ma anche per chi verrà dopo di noi. La politica che guarda l'interesse di tutti richiede uno sguardo di più lungo respiro, un tempo più ampio, che non è quello che ci separa dalla prossima tornata elettorale. Concludo citando Alexander Langer: "Dalla faticosa lotta degli uomini contro la natura siamo passati ad una situazione in cui la natura quasi non ce la fa più a difendersi dall'uomo". Quindi, Presidente, anche alla luce di quanto detto sinora, credo e crediamo che sia imprescindibile l'uscita dall'Osservatorio tecnico del TAV. VERSACI Fabio (Presidente) La parola al Consigliere Lubatti. Ne ha facoltà per 3 minuti. LUBATTI Claudio Io riporto all'attenzione di tutto il Consiglio, in particolare all'attenzione della Sindaca, una riflessione che deriva anche, come succede a ognuno di noi, dall'esperienza dei singoli. Ognuno di noi è portatore di un vissuto e di un'esperienza politica, per chi ha avuto la fortuna di farla, di un'esperienza associativa, territoriale, ognuno di noi riporta in questa sede i propri valori e rappresenta un po' un pezzo della nostra città. Nel 2006, quando si è iniziato a ragionare sull'Osservatorio, e poi è nato l'Osservatorio, in quel momento ero Consigliere Provinciale e mi onoro di aver votato una mozione di indirizzo che impegnava l'allora Presidente della Provincia, Saitta, a costruire le condizioni con le Amministrazioni interessate dall'opera di un Tavolo di concertazione e di confronto sostanzialmente su 4 punti, che vado qui a ricordare, perché sono riuscito a recuperare quel documento: la capacità della Linea storica, elemento che è stato citato in più di un intervento, la domanda del traffico intero sull'arco alpino, sul tema delle merci, il nodo di Torino e le alternative eventuali al tracciato. Non entro nel merito delle singole posizioni, ho avuto la fortuna di fare per otto anni il Consigliere Provinciale e in quegli otto anni ho frequentato moltissimo la Valsusa, pur avendo una posizione Sì Tav fin dall'inizio, ho avuto la possibilità di arricchire la mia posizione grazie in particolare al confronto con tanti Amministratori che sono attualmente Amministratori della Valle di Susa, che il normale rigenerarsi delle Amministrazioni ha portato qualcuno all'opposizione, chi era in maggioranza, e viceversa, ma ho passato tante ore con gli Amministratori No Tav. Devo dire che alcune delle osservazioni che facevano gli Amministratori in quegli anni sono poi diventate patrimonio dell'Osservatorio e patrimonio dell'allora Consiglio Provinciale. Nel nostro piccolo abbiamo aiutato affinché quel primo tracciato, che era nato da alcune idee, diciamo più forti, soltanto di tecnici progettuali, raccogliesse le osservazioni che erano nate. Ho pochissimo tempo per ragionare, anzi, l'ho quasi finito; quindi, molte delle cose che mi ero segnato non riuscirò a dirle. Vorrei soltanto consegnare - non posso farlo con una mozione perché non l'ho preparata, non c'erano le condizioni politiche per presentarla, forse neanche per farla approvare - una riflessione alla Sindaca, forse in maniera un po' difforme dal Gruppo, non me ne voglia il mio Capogruppo. Uscire dall'Osservatorio è un atto puramente politico, questo credo che lo sappia prima di tutto chi ha sottoscritto la proposta di mozione. In questo momento il percorso approvativo del progetto Tav... qualcuno ha detto che non è ancora approvato il progetto preliminare; su questo, perdonatemi, andate a vedere i documenti, il progetto definitivo è stato approvato nel 2015, quindi ci sono degli atti ufficiali che sono andati avanti. Ma l'atto politico, in questo momento, ci sta da parte della maggioranza della Città, ma è evidente che non può vedere la condivisione da parte né del sottoscritto, né del Gruppo in cui milito, ma da questo punto di vista ci sta. La cosa che non si può fare, e che chiedo al Sindaco di valutare attentamente, è quello di disinnescare un meccanismo di sviluppo di grandi assi territoriali nei quali siamo inseriti. Abbiamo la possibilità di fare una valutazione complessiva, vogliamo fare un Consiglio aperto su questo? Sono io a proporvelo, non sul tema Tav, ma sul tema dei corridoi ferroviari. Non so quanti di voi sappiano che noi siamo sede di un grande osservatorio, molto più grande dell'Osservatorio in oggetto, un osservatorio sul trasporto ferroviario che tiene insieme 10.000 chilometri di ferrovie e la sede è stata decisa di farla a Torino... VERSACI Fabio (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Lubatti. LUBATTI Claudio ...è nato nel 2015, il Sindaco di Torino oggi è impegnato con tanti altri Sindaci a fare quello sviluppo sul tema della via della seta ferroviaria. Allora usciamo anche di lì? Facciamo un ragionamento da questo punto di vista? Noi stiamo ragionando su una galleria di 57 o 52 chilometri, a seconda di come si vede il progetto, lì stiamo parlando di un asse che riguarda 10.000 chilometri di ferrovia. Allora, su questo, e sul tema del ruolo di Torino dentro un arco di sviluppo territoriale molto più ampio, a me piacerebbe davvero poter avere occasione di un confronto. Invito il Sindaco a prendersi in carico questo mandato, cioè di fare una riflessione su come posizioniamo Torino nello sviluppo di un territorio più ampio che non sia semplicemente quello del Tav. VERSACI Fabio (Presidente) La parola alla Consigliera Giacosa. Ne ha facoltà per 3 minuti. GIACOSA Chiara Faccio seguito alle parole dei miei Colleghi che sono intervenuti finora, con i quali condivido il vero e profondo rispetto per l'ambiente, per dichiarare che sono contraria al Tav, perché le conseguenze delle trasformazioni del territorio sono e saranno molto pesanti anche per la fauna locale. Vorrei rassicurare i Consiglieri delle minoranze che sono intervenuti finora, dicendo che questa proposta di mozione non è uno specchietto per le allodole, anzi, so che può far sorridere, ma può essere uno dei pochi atti amministrativi che le allodole le vuole salvare. L'imprevidenza e la limitatezza degli umani nel non considerare o sminuire le conseguenze di questa opera su tutti gli esseri viventi, sono un macigno per chi come noi e come molti faunisti, molti biologi e molti scienziati che hanno studiato le conseguenze dei lavori per il Tav sulla fauna, ben sa che la terra è un ambiente unico e l'ecosistema locale contribuisce al benessere degli stessi esseri umani, di tutti noi. Una pesante variazione dell'ecosistema ne mina la biodiversità e genera danni anche per gli umani. Gli effetti negativi di quest'opera sono molteplici, alcuni di essi faranno sentire i loro esiti direttamente a tutti gli animali, soprattutto a quelli liberi. Proprio gli animali liberi sono quelli che soffriranno di più le criticità delle modificazioni sull'ambiente. Parliamo di rumore, di occupazione del suolo, di stravolgimento di sorgenti e corsi d'acqua, di interruzione di corridoi ecologici e di distruzione assoluta degli habitat. Ma noi siamo umani, ci crediamo più intelligenti, più potenti degli animali e della natura in genere. Fino a che non avremo chiaro che danneggiando la natura e sfruttando gli animali, noi grandi umani non saremo nessuno. Danneggiare l'ambiente significa danneggiare noi stessi. Come dice il Capitano Paul Watson, la natura tende a eliminare i problemi e se noi siamo il problema, la natura ci eliminerà. Essere ambientalisti e animalisti, aggiungo io, è anche una questione di autodifesa, dobbiamo garantirci la sopravvivenza, perché la Terra sopravvivrà, ma se noi non siamo in grado di vivere in armonia con l'ecosistema ci estingueremo. Pensare che questa devastazione viene perpetrata con il solo scopo di soddisfare gli appetiti di pochi, utilizzando le risorse di tutti e giocando anche sulla pelle degli animali, non può che farci essere ancora più fermi e determinati, affermando orgogliosamente che anche per questo usciremo dall'Osservatorio. VERSACI Fabio (Presidente) La parola alla Consigliera Azzarà. Ne ha facoltà per 3 minuti. AZZARÀ Barbara Anche io come i miei Colleghi voglio uscire dall'Osservatorio, perché in questo modo posso esprimere con forza il mio dissenso alla realizzazione dell'opera. Ogni Euro speso per il TAV è un Euro sottratto a qualcosa di utile, per tutto e per tutti. Nel 2012 la Corte dei Conti francese, in un documento che gettava ombre pesanti sul progetto, stimava un costo per la Torino-Lione di 26,1 miliardi di Euro. È stato calcolato il costo della tratta transfrontaliera utilizzando le stime cautelative dei proponenti che scrivono che in totale la stima del budget dell'operazione ammonta a 8.844 milioni di Euro, il valore del 1° gennaio 2012. Utilizzando lo stesso indice di rivalutazione dei proponenti sono 9.063 milioni di Euro, al 1° gennaio 2014. A questo bisogna aggiungere 1.611 milioni di Euro per i lavori preliminari, cifra confermata dall'audizione dei vertici delle Ferrovie dello Stato in Senato. La cifra prudenziale, che non tiene conto degli oneri finanziari e degli aumenti dei costi in corso d'opera, è di 10.674 milioni di Euro. Il costo spropositato lo si comprende meglio calcolando quanto costa una porzione più piccola di Tav. Poiché la lunghezza complessiva della tratta è pari a 67.254 metri, si hanno circa 160.000 Euro al metro. Ebbene, rinunciando a soli 20 metri di Tav, potremmo acquistare libri scolastici per un anno a tutti gli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Torino. Rinunciando a 35 metri di Tav potremmo estendere la gratuità ai mezzi di trasporto per tutti i giovani studenti torinesi che ad oggi entrano nel dodicesimo anno di età, fino a loro assolvimento dell'obbligo scolastico. Rinunciando a poco meno di 200 metri di Tav potremmo rendere gratuito, per un anno intero, il pasto nelle mense scolastiche di tutti gli allievi che frequentano le scuole primarie di Torino. Anche per questo voglio uscire dall'Osservatorio. VERSACI Fabio (Presidente) La parola al Consigliere Giovara. Ne ha facoltà per 3 minuti. GIOVARA Massimo In Italia la doppia morale continua ad andare avanti alla grande e ci si trova anche di fronte a una forza politica che si scandalizza di fronte a un'affermazione di solidarietà, magari di pancia, ma magari anche di affetto, perché magari ha visto un documentario che si chiama "Archiviato", cosa che credo che chi si scandalizza per questo non abbia visto. Chi si scandalizza per questo appartiene a una forza politica il cui leader è stato condannato diverse volte, a cui è stata espressa spesso solidarietà. Un leader che è stato condannato, anche lui è un leader criminale, anche se ha pagato; un leader che ha parlato di Magistratura eversiva. Ma adesso non ci sentiamo da questo orecchio, a quanto pare, ma non importa. Noi usciamo dall'Osservatorio, perché siamo sempre stati contro la decisione di realizzare una grande opera con i soldi dei cittadini, con tanti soldi dei cittadini, in un momento di crisi prolungata, senza sapere se questa grande opera è a vantaggio di tutti o solo di pochi. Noi la nostra idea ce l'abbiamo, è semplice, per capirla era necessario un confronto serio, basato su dati scientifici che riguardano una seria analisi costi-benefici. Tutto questo doveva essere fatto in un contesto imparziale, in cui si ascoltano con attenzione le motivazioni di centinaia di migliaia di cittadini, studiosi, tecnici, in un contesto in cui si giudicano nello stesso modo le violenze subite e le violenze fatte dai cittadini. Un contesto in cui il taglio di una recinzione non è paragonabile a una manganellata in faccia, per esempio. Purtroppo non è stato così, purtroppo l'Osservatorio vero era da un'altra parte, sui mezzi di informazione, per esempio, dove raramente si è parlato dei rischi veri connessi alla realizzazione del Tav in Valsusa, raramente si è parlato di obsolescenza del progetto rispetto ai flussi reali, raramente si è parlato del rischio idrogeologico, che è grande, raramente si è parlato del rischio di infiltrazioni mafiose in appalti e subappalti. Ma ci siamo abituati all'informazione addomesticata, abbiamo gli anticorpi. Il concetto di grande opera è un concetto vecchio, potente, immaginifico, colpisce per la sua semplicità, tanta roba, tanta roba per tutti, tutti più veloci, tutti più ricchi, tante ricadute. L'export Italia-Francia, Italia-Spagna avrà un nuovo impulso signori, ci sarà un notevole abbattimento delle emissioni, l'Italia non può restare isolata, l'Italia non sarà più isolata. Sento un eco in queste parole. Meno trasporto su gomma, tutti più felici, è un concetto potente, interessante, bisogna assolutamente farla la Tav signori, tanto gli altri la fanno lo stesso. Se non la facciamo noi, la fanno gli altri. Tanto uscire dall'Osservatorio, cara Chiara Appendino, non serve a niente. Ieri ho sentito le parole di due anziani davanti al Mauriziano, ma potevano avere anche 20 anni; sono stati convinti, erano lì che dicevano che adesso la Appendino esce dalla Tav, ma tanto non serve a niente. Non era difficile, li hanno convinti, come con le piramidi, 1000 anni fa, le grandi dighe, tipo il Vajont, il Canale di Panama, l'Expo, più recente, un grande successo, il Villaggio Olimpico di Torino, un altro grande successo, la pista di bob. Ce ne sono un sacco. Sono stati colpiti e affondati. Noi non siamo gli unici a considerare la Tav un'opera inutile. Sentite queste parole: "Rischia di essere un investimento fuori scala e fuori tempo". Lo diceva il candidato alla Segreteria del Pd, poi al governo, poi ieri dimesso, dopo la sua fulminante parabola di 1.017 giorni. Quanta strada ha fatto, quanta strada abbiamo fatto. Ebbene, lui aveva cambiato idea, noi no. VERSACI Fabio (Presidente) La parola al Consigliere Russi. Ne ha facoltà per 3 minuti. RUSSI Andrea Io sono un operatore sanitario, dunque mi soffermerò sull'impatto che questa opera avrà sulla salute, prendendo anche libero spunto dalle 150 ragioni contro il Tav Torino- Lione. Sono 312 i medici che si erano già espressi con un appello, in cui si dice che, dall'esame del progetto della nuova Torino-Lione, emergono numerose problematiche sanitarie legate agli aspetti e alle ricadute sulla salute pubblica. Primo, le polveri sottili. I cantieri danneggiano gravemente la salute degli abitanti. Lo stesso studio di valutazione dell'impatto ambientale presentato per il tratto internazionale, afferma che gli incrementi di Pm10 giustificano ipotesi di impatto sulla salute pubblica di significativa rilevanza, soprattutto per le fasce di popolazione iper suscettibili a patologie cardiocircolatorie e respiratorie, che indicano incrementi patologici del 10%. In base alle statistiche attuali, questo momento, per la zona interessata al progetto di LTF, è stato calcolato in 20 morti in più all'anno, un numero che è quasi una piccola epidemia. Per la zona del cantiere di Rivoli è stato calcolato in 3 morti all'anno. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in uno studio del 2006, gli effetti a lungo termine della concentrazione di Pm10 superiore ai 20 microgrammi su metro cubo equivalgono al 9% nella mortalità degli over 30, per tutte le cause. Secondo, gli inquinanti di cantiere. I lavori autostradali della Valle di Susa hanno mostrato la vastità del problema degli sversamenti accidentali e degli additivi liquidi del cemento, che sono mortali per la fauna ittica. La polvere di cemento è un'importante causa di inquinamento da piombo e si calcola che nell'arco di una ventina di anni i volumi di cemento che entreranno nei cantieri del TAV per essere lavorati saranno 6 milioni di metri cubi, che sono più o meno quanto sei delle vecchie Torri Gemelle di New York, anche queste sono cifre enormi. Terzo, l'amianto. Le fibre di amianto sono come aghi microscopici del diametro di un cinquantesimo di capello che penetrano in profondità negli alveoli polmonari, si impiantano nelle pareti delle cellule e determinano condizione di infiammazioni che possono degenerare in malattie praticamente irreversibili, tra cui quelle oncologiche. Non è nota la soglia al di sotto della quale possono essere innocue, il rischio è sempre stato minimizzato, ma per il tratto comune che comprende il tunnel di base e quello dell'Orsiera, la presenza di amianto è ammessa sicuramente per i primi 420 metri all'inizio del tunnel di base, per gli altri è ancora sconosciuto. Per la parte nazionale di competenza di RFI, il problema è ancora più grave, perché i primi dati forniti dagli studi di valutazione di impatto ambientale di RFI mostrano che la collina morenica è costituita per il 42% da pietre verdi e il 45% di esse contiene qualche formazione di amianto. Quarto, l'uranio e il radon, che riguardano anche le mie conoscenze personali. La presenza di mineralizzazione di uranio nell'area del tracciato del tunnel di base è una presenza che era stata segnalata già nel 1998 dalle Sezioni ambientaliste. La particolare pericolosità di questi ossidi di uranio è dovuta al fatto che emettono raggi alfa e beta, che sono radiazioni ad altissima energia. Il radon, inoltre, un elemento radioattivo sotto forma di gas inodore ed incolore che si genera nel decadimento naturale dell'uranio. La sua pericolosità è legata al fatto che, essendo in forma gassosa, ha facilità di arrivare in profondità negli alveoli polmonari, dunque potrebbe essere molto pericoloso per chi lavora in cantiere. Quinto, l'inquinamento acustico, anche questo non è da sottovalutare, causato dal rumore e dalle vibrazioni, sia in fase di cantiere sia di esercizio. Queste sono soltanto alcune delle ragioni per cui continuiamo a essere contrari a questa opera. VERSACI Fabio (Presidente) La parola al Consigliere Fornari. Ne ha facoltà per 3 minuti. FORNARI Antonio C'è qualcuno in quest'Aula che oggi ha cercato di sminuire questa proposta di mozione, perché ha ribadito come l'uscita del Comune di Torino sia ininfluente ai fini della costruzione dell'opera. Io non capisco perché ci sia questo accanimento, da una parte, nel difendere l'Osservatorio, forse probabilmente perché l'incarico di Vicepresidenza è così importante e dà così lustro, quindi c'è bisogno che qualcuno difenda una poltrona. Sinceramente è abbastanza umiliante dover difendere una poltrona di un Osservatorio che dopo questa votazione - perché dopo che ci sarà questa votazione favorevole il Comune di Torino ufficializzerà l'uscita - non avrà più senso. Cioè questo Osservatorio è da chiudere, perché su una Linea che si chiama Torino- Lione, se il Comune di Torino decide di uscire dall'Osservatorio, allora l'Osservatorio non ha più ragione di esserci. Quindi è da chiudere, ripartendo da capo, perché, uno, siamo ancora all'inizio, perché nonostante qualcuno dica che oramai i lavori sono iniziati, non è iniziato un bel niente, è iniziato qualche cunicolo esplorativo, qualche operetta qua e là, ma il tunnel veramente di 57 chilometri ancora non è iniziato. L'accordo tra Italia e Francia deve essere, tra l'altro, ratificato in Parlamento nelle prossime settimane. Direi che dopo questa mozione votata dal Comune di Torino, il Parlamento non potrà più votare una ratifica di un accordo del genere. Cioè con quale valenza può votare una ratifica, dopo che il Comune di Torino, che è il Comune principale della Linea, si oppone alla costruzione di un'opera. È un qualcosa che va contro tutti i principi democratici di partecipazione, perché, sia chiaro, il voto del 19 giugno qui a Torino e il voto di ieri, cosa dimostrano principalmente? Che i cittadini vogliono partecipare, vogliono poter decidere sul loro futuro e su quali sono le opere principali che riguardano il territorio dove abitano e dove risiedono. Vi faccio alcuni esempi. Noi abbiamo iscritto nel Patto per Torino, di cui si parlava prima, alcune opere fondamentali che riguardano la nostra città e l'ammodernamento delle Linee metropolitane, ne parlava anche qualcuno precedentemente. Abbiamo da finire le fermate Dora e Zappata, dobbiamo costruire la Linea 2 della Metropolitana, c'è da costruire il Parco della Salute, c'è da rilanciare la Cavallerizza, c'è l'ex Moi, c'è via Germagnano. Queste sono tutte opere che il Comune di Torino da solo non ce la può fare a realizzare, ha bisogno di interventi e di risorse extra che devono arrivare dallo Stato. Ma le risorse sono quelle, quindi non possiamo investire tutte le risorse disponibili su un'opera inutile, di cui non si sa bene quale sia l'utilizzo. Qualcuno dice che deve portare merci, persone, non si è ancora ben capito; un giorno deve portare merci, il giorno dopo deve portare persone, l'anno dopo si cambia di nuovo. Qui stiamo costruendo un'opera che avrà una ricaduta nel 2070, forse, mentre ci sono delle opere fondamentali per il territorio che servono ora, che i cittadini chiedono ora e vogliono partecipare alle decisioni su quello che effettivamente vale per questa città. VERSACI Fabio (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Fornari. FORNARI Antonio L'invito che rivolgo è di prendere l'insegnamento che è venuto dal 19 giugno, con la elezione del Movimento 5 Stelle, che sceglie nel metodo della partecipazione e della condivisione il suo metodo politico, e allo stesso tempo dal risultato di ieri, come un modo di cambiare, di decidere le opere pubbliche in maniera condivisa con tutti, senza un'imposizione dall'alto, un processo democratico e di partecipazione. VERSACI Fabio (Presidente) La parola al Consigliere Malanca. MALANCA Roberto Diventa un po' difficile intervenire per ultimo, perché i temi che sono stati trattati sono tantissimi ed effettivamente è difficile toccare questo argomento senza riprendere qualcuno dei temi che sono stati già discussi dagli altri Consiglieri. Io mi considero una persona dotata di media capacità di giudizio, che approfondisce gli argomenti di cui parla e cerca di parlare di cose che conosce, dotato anche di un po' di onestà intellettuale e di buona fede. Io ritengo che non sia facile per una persona dotata di buona fede, di onestà intellettuale e anche un pochino di conoscenza di questo progetto, essere a favore di questo progetto. Signor Presidente, la Sindaca più volte ha ricordato che lei ha una posizione che non è ideologica, ma è una posizione che entra nel merito della questione. Ora, al di là del fatto che io non vedo nulla di brutto nella parola ideologico, è comunque un modo di affrontare l'argomento, secondo me, dalla parte contraria. Noi non dovremmo essere qui a spiegare le ragioni del no a questa opera, noi avremmo voluto avere un Consiglio aperto in cui qualcuno ci avesse spiegato le ragioni del sì, perché il problema grosso è che quest'opera non si giustifica in nessun altro modo se non con gli interessi privati, se vogliamo, ma non è utile alla popolazione. Credo, quindi, che sia una posizione ideologica e preconcetta quella di coloro che continuano caparbiamente e ciecamente a insistere e a non voler considerare per nulla il contesto storico, sociale, economico, finanziario, trasportistico, commerciale, industriale, qualunque tipo di contesto, in cui quest'opera si va a calare. È un contesto in cui quest'opera pare come un vero e proprio insulto all'intelligenza, un'opera fuori dal contesto storico, nata come idea 30 anni fa, oggi assolutamente insostenibile, un'opera che sembra una nave nel deserto, uno sperpero di risorse pubbliche senza ritorno. Da imprenditore, mi chiedo perché mai, come ha detto un nostro Consigliere, nessun privato ha mai pensato di investire 1 Euro in questa opera, perché devono essere soldi completamente pubblici? C'è forse una qualche ragione, perché quando uno fa un investimento, normalmente, deve fare un minimo di analisi costi-benefici. Ebbene, è stata fatta un'analisi costi-benefici, pubblicata dall'Osservatorio, che molto intelligentemente è stato chiamato Osservatorio e non Decisorio, e in questa analisi costi-benefici ci sono delle cose veramente imbarazzanti. È un'analisi che prima di tutto non è terza, cioè è stata affidata alla stessa azienda che deve fare i lavori; quindi, ovviamente, non può essere un'analisi assolutamente imparziale, visto che chi realizzerà i lavori ha l'interesse di dimostrare che quest'opera conviene... VERSACI Fabio (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Malanca. MALANCA Roberto ...Non ha prudenza, perché in queste opere c'è sempre normalmente un errore del 50%. E, soprattutto, non considera alcuna alternativa tecnica di infrastruttura ferroviaria- stradale a questa opera. Questo è il problema grosso, cioè non si parla mai dell'alternativa zero; cioè questa opera ha un'alternativa vera e propria che è quella di non essere realizzata. Abbiamo speso milioni di Euro per adeguare il tunnel ferroviario esistente, che viene utilizzato per un quinto della sua capacità trasportistica, ma questo non basta per poter dire che è sufficiente a trasportare un trasporto merci che si è ridotto di 20 volte negli ultimi 20 anni. VERSACI Fabio (Presidente) La invito a concludere, Consigliere Malanca. MALANCA Roberto Sì, concludo. Io avrei delle risposte anche per il Consigliere Napoli, che ha fatto delle domande alla Sindaca, e avrei delle risposte punto per punto su quelle che lui chiama compensazioni. Ma mi astengo dal farlo, perché questo sarebbe stato giusto l'oggetto di un Consiglio aperto, dove si può parlare tecnicamente ed entrare nel dettaglio. È ovvio che, dall'altra parte, non c'è stata la volontà di un Consiglio aperto, perché abbiamo un esponente dell'Osservatorio, che è il Vicepresidente dell'Osservatorio già dal 2013... VERSACI Fabio (Presidente) Consigliere Malanca, devo toglierle la parola, perché aveva a disposizione solo tre minuti. MALANCA Roberto ...che è un geologo che lavora per questo. Grazie a tutti i Colleghi che sono intervenuti per spiegare nel merito il perché non siamo favorevoli a quest'opera. |