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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Dicembre 2016 ore 14,00
Paragrafo n. 34
MOZIONE 2016-05736
(MOZIONE N. 94/2016) "NUOVA LINEA FERROVIARIA TORINO-LIONE - ESPRESSIONE DELLA CONTRARIET? DELLA CITT? DI TORINO E ATTO DI INDIRIZZO ALL'AMMINISTRAZIONE" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI MALANCA ED ALTRI IN DATA 1 DICEMBRE 2016.
Interventi
"Nuova Linea ferroviaria Torino-Lione - Espressione della contrarietà della Città di
Torino e atto di indirizzo all'Amministrazione"

VERSACI Fabio (Presidente)
Riprendiamo l'esame della proposta di mozione n. mecc. 201605736/002, presentata dai
Consiglieri Malanca, Paoli, Ferrero, Unia, Giacosa, Versaci, Imbesi, Carretto, Curatella,
Iaria, Albano, Amore, Azzarà, Buccolo, Chessa, Giovara, Fornari, Gosetto, Sganga,
Mensio, Montalbano, Russi, Sicari e Tevere in data 1° dicembre 2016, avente per
oggetto:

"Nuova Linea ferroviaria Torino-Lione - Espressione della contrarietà della Città di
Torino e atto di indirizzo all'Amministrazione".

VERSACI Fabio (Presidente)
Ci sono ancora altri interventi. Chiedo a tutti di fare silenzio in Aula mentre gli altri
parlano.
La parola alla Consigliera Albano. Ne ha facoltà per tre minuti.

ALBANO Daniela
Innanzitutto vorrei aprire il mio intervento consigliando al Consigliere Lo Russo di
andare a vedere quello che è successo al Mugello, visto che voleva delle evidenze
scientifiche sulle conseguenze ambientali di certe opere.
Oggi voglio intervenire spiegando le motivazioni per cui noi aderiamo al movimento
No Tav, ma non voglio parlare di marce, di fiaccolate, di campeggi e neanche
dell'esperienza della Libera Repubblica della Maddalena o della splendida accoglienza
che la Valle sempre ci riserva.
Voglio fare il mio intervento parlando di democrazia, quella democrazia che ieri
abbiamo visto trionfare attraverso una partecipazione straordinaria alla consultazione
referendaria, perché evidentemente i cittadini hanno il desiderio di essere parte attiva
nelle decisioni che li riguardano. Una democrazia che il movimento No Tav ha saputo
interpretare nelle sue caratteristiche migliori, definendo decisioni e scelte sempre
attraverso percorsi di condivisione.
Il movimento No Tav cresce negli anni, rafforzandosi, perché è uno straordinario
laboratorio di democrazia partecipata, presa ad esempio e studiato in tutto il mondo. Il
principio alla base della partecipazione è che il consenso si costruisce attraverso la
conoscenza e la consapevolezza, ed è per questo che il primo approccio del movimento
No Tav è lo studio e la diffusione dei contenuti tecnici.
La partecipazione nasce attraverso la condivisione di contenuti e di conoscenze che
permettono ai cittadini di intraprendere un percorso di presa di coscienza, che rafforza le
scelte e favorisce la definizione condivisa del bene comune. I cittadini informati
chiedono di scegliere, di intervenire nelle decisioni che li riguardano. L'esperienza della
Valsusa è sinergia tra mobilitazione e partecipazione, un luogo in cui politica e società
trovano una connessione forte e la democrazia partecipativa ha trovato prassi vere e
radicate. Dunque, una pratica da esportare, non da reprimere.
Pertanto anche per questo ribadiamo il nostro no a un'opera tanto dannosa quanto
inutile, presentando questa proposta di mozione con cui chiediamo alla Città di Torino
di uscire dall'Osservatorio e di riaffermare l'alto valore democratico della partecipazione
e del coinvolgimento dei cittadini, come impegno determinato, continuativo,
responsabile e non violento.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Morano. Ne ha facoltà per 5 minuti.

MORANO Alberto
Parto dall'affermazione, che ritengo grave e seria, e non fa sorridere per nulla, sulla
solidarietà politica data dalla Consigliera Tevere, e confermata dal Capogruppo Unia, ai
delinquenti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Delinquenti, perché chi viene
condannato è purtroppo un delinquente, piaccia o non piaccia.
Io sono cristiano, la solidarietà umana non si nega a nessuno, si dà ai malati, agli
ubriachi, ai drogati, ai poveri, si dà a chiunque ne abbia bisogno, ma si parla della
solidarietà umana. La solidarietà politica non si può dare a 29 persone che sono state
condannate a esito di un processo. La solidarietà politica è un atto grave, perché
significa disconoscere l'attività di un'autorità dello Stato e credo che questo Consiglio
Comunale, questi Consiglieri Comunali tutto ciò non se lo debbano e possano
permettere.
Mi stupisce, onestamente, che il Presidente non abbia colto la differenza che c'è tra la
voce alzata, un po' fuori tono, del Consigliere Rosso o le urla del Consigliere Napoli.
Questi sono errori, sicuramente, ma è diverso che dare solidarietà politica a persone che
sono state condannate dalla giustizia ad esito di un processo. Prima annotazione.
Seconda annotazione. In questa proposta di mozione si dice che la città è contraria. Io,
più modestamente, direi che questa Amministrazione della città è contraria, perché fino
a prova contraria, voi, sì, rappresentate la città, ma rappresentate il 29% o 30% della
popolazione di questa città. Per cui, dire che tutta la città è contraria, senza avere
consultato la città, è un atto di arroganza.
Non volete le opere, ma forse volete solo i compensativi, forse sperate che vi arrivi
qualcosa. Volete uscire da un Osservatorio, dite che non serve a nulla far parte di questo
Osservatorio, ma è l'unico posto in cui potreste monitorare questa opera nell'interesse
della città. Quindi non so se fate o non fate l'interesse della città uscendo
dall'Osservatorio.
Inoltre, questo dibattito è realmente stucchevole, perché qui stiamo assistendo a una
passerella di tutti Consiglieri del Movimento 5 Stelle, che in questo modo pagano pegno
a chi li ha eletti e a chi gli ha portato voti, ma di sostanza non si parla di nulla, perché
quest'opera non viene decisa in questo Consiglio, questo Consiglio non ha il potere di
bloccarla. E mi sorprende e mi diverte anche che oggi il Sindaco Appendino abbia
trovato il tempo di partecipare a tutto il dibattito, mentre quando si discute di Bilancio
raramente ha tempo di essere presente.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Curatella. Ne ha facoltà per tre minuti.

CURATELLA Cataldo
TAV, Treno Alta Velocità. Nel paese in cui sono cresciuto, in Puglia, il treno ha sempre
rappresentato la speranza, il punto di collegamento con il resto del mondo. Appunto per
questo, nel 2008, quando ho sentito parlare per la prima volta di TAV, in Val di Susa,
mi sono chiesto perché qualcuno dovrebbe mai opporsi a un collegamento ferroviario
che riduca le distanze con il resto dell'Europa, il famoso Corridoio 5, da Lisbona fino a
Kiev.
Prima di trarre qualunque giudizio, ho cercato informazioni sullo stato dei collegamenti
ferroviari nella zona e sui dati di traffico verso la Francia. Esiste una Linea ferroviaria di
superficie con doppio binario, che è stata recentemente rimodernata e messa in
sicurezza nel 2010, 6 anni fa, che tutt'oggi è utilizzata molto al di sotto delle sue reali
potenzialità di trasporto, con trend di traffico in costante riduzione.
D'altronde su quella Linea viaggia soltanto il TGV che Collega Milano-Torino con
Lione e Parigi, nulla di che. E si vuole puntare su una nuova Linea dedicata solo al
trasporto merci, non c'è menzione di trasporto passeggeri, che, se andrà bene, sarà
pronta tra 60/80 anni, con vicissitudini che a me ad oggi fanno ricordare la Salerno-
Reggio Calabria, sia come tempistiche, sia come inchiesta antimafia, come è emerso nel
recente procedimento di San Michele, ancora in corso.
Si dedicano risorse ingenti per trasportare rapidamente merci che non ci sono,
militarizzando un'intera valle a discapito delle persone di quella valle. Si dedicano
risorse per il Corridoio 5 - Lisbona-Kiev, ma dal 2012 non c'è più il Lisbona, manca il
punto di partenza, perché il Portogallo ha deciso di abbandonarlo per ragioni
economiche.
Risorse che potrebbero essere usate diversamente e sicuramente meglio, ad esempio,
rendendo più efficienti e frequenti i collegamenti ferroviari di Torino con il resto
d'Italia. Circa il 60% degli studenti universitari, del Politecnico o dell' Università degli
Studi, arrivano fuori dal Piemonte (dati recuperati stamattina in un incontro con il
Politecnico), viaggiando su treni che, quando esistono ancora, spesso sono carenti delle
minimi misure di sicurezza e senza confort.
Risorse che potrebbero essere dedicate alla sicurezza dei trasporti locali, per evitare che
si ripetano tragedie come quella che è venuta questa estate in Puglia, dove due treni, tra
Corato e Andria, sono andati l'uno contro l'altro, causando 23 morti e più di 50 feriti.
Si evita ogni confronto tecnico e si è persa un'occasione importante a causa del PD, che
ha volutamente impedito che venisse organizzato un Consiglio aperto, in cui sarebbe
stato finalmente possibile avere un confronto tecnico basato sui dati; un incontro in cui
il Capogruppo Napoli non era presente, quindi avrebbe potuto votare e fare in modo che
ci potesse essere un confronto aperto.
Ho un dubbio: forse l'utilità del Tav è quella di far arrivare rapidamente a Kiev una
bagna càuda ancora bollente? Con questi presupposti non si può essere a favore del
TAV, a nessun livello.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Mensio. Ne ha facoltà per 3 minuti.

MENSIO Federico
Quando si parla di grandi opere, spesso, per non dire sempre, ci si dimentica di
esplicitare l'impatto complessivo sull'ambiente che quell'opera ha o potrà avere. E così,
sovente, si tende a dettagliare l'impatto economico che l'opera avrebbe se costruita
oppure gli effetti nel caso non fosse realizzata. In compenso, però, si tendono a
sottovalutare, o meglio, a non esplicitare, in modo chiaro e netto, gli impatti che si
vengono a creare sull'ambiente durante l'intero arco di realizzazione dell'opera.
Questo è un livello di analisi più approfondito, che sovente nelle discussioni in sede di
decisioni e di scelta politica e poi in quelle di discussioni pubbliche sull'opera, viene o
trascurato o messo in secondo piano. Ed è un errore, perché non ci sono solo gli effetti
finali, quelli macro, ma anche aspetti meno evidenti, ma non meno rilevanti.
Ad esempio, si tratterebbe di esplicitare quali e quanti mezzi si utilizzeranno e, quindi,
quanta CO2 verrà prodotta durante tutto il tempo di costruzione del tunnel di base.
Inoltre, quante energie il sistema consumerà, sia in fase di realizzazione, sia di
esercizio? Per non parlare del materiale di scavo del tunnel di base, lo smarino, stimato
in 15 milioni di metri cubi.
Diamoci un'idea, magari porsi il problema del materiale di scavo vorrà dire trovare lo
spazio per quasi sei piramidi di Cheope. In tutto questo possiamo aggiungere che è
conclamata la presenza di uranio e amianto in quelle rocce, anche se al momento è quasi
impossibile stabilire la quantità e quali effetti potrebbero causare in merito a
inquinamento di acqua ed aria.
Infine, ma ancor più rilevante, c'è il serio rischio di intaccare le falde acquifere
sotterranee. Si stima che il drenaggio delle acque sotterranee sia tutt'altro che
trascurabile: si parla di un volume tra i 60 e i 120 milioni di metri cubi l'anno, una
quantità comparabile alla fornitura di acqua necessaria a una città come Torino, con
assai probabili ripercussioni in qualche componente del ciclo idrologico.
Ad esempio, si ipotizza che si possa verificare il prosciugamento di fonti e torrenti a
monte degli scavi, con conseguente alimentazione idrica di paesi e città, danni
all'agricoltura e flussi minimi dei fiumi. Documento della Commissione Europea,
analisi degli studi condotti da LTF, in merito al Progetto Torino-Lione, capitolo 441,
pagina 47 e 48.
Non è quindi possibile immaginare e presentare una grande opera decantandone solo
gli effetti positivi, senza invece pensare alle ferite che si infliggeranno all'ambiente.
Quasi sempre le grandi opere si pianificano pensando a questo futuro vicino, con il
miraggio della crescita della velocità, ma si dimentica che la natura ha i sui tempi ben
più lunghi, un tempo trascorso il quale molti di noi, con ogni probabilità, non ci saranno
più. Quindi che cosa lasceremo alle future generazioni?
Durante i confronti ho spesso sentito parlare della bontà della Torino-Lione in merito
alla capacità di trasportare persone e merci più velocemente, e questo anche
nell'Osservatorio, ma poche volte, forse troppo poche, mi è invece capitato di sentire
parlare di quanto sia importante l'ambiente, non solo per noi, ma anche per chi verrà
dopo di noi. La politica che guarda l'interesse di tutti richiede uno sguardo di più lungo
respiro, un tempo più ampio, che non è quello che ci separa dalla prossima tornata
elettorale.
Concludo citando Alexander Langer: "Dalla faticosa lotta degli uomini contro la natura
siamo passati ad una situazione in cui la natura quasi non ce la fa più a difendersi
dall'uomo". Quindi, Presidente, anche alla luce di quanto detto sinora, credo e crediamo
che sia imprescindibile l'uscita dall'Osservatorio tecnico del TAV.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Lubatti. Ne ha facoltà per 3 minuti.

LUBATTI Claudio
Io riporto all'attenzione di tutto il Consiglio, in particolare all'attenzione della Sindaca,
una riflessione che deriva anche, come succede a ognuno di noi, dall'esperienza dei
singoli. Ognuno di noi è portatore di un vissuto e di un'esperienza politica, per chi ha
avuto la fortuna di farla, di un'esperienza associativa, territoriale, ognuno di noi riporta
in questa sede i propri valori e rappresenta un po' un pezzo della nostra città.
Nel 2006, quando si è iniziato a ragionare sull'Osservatorio, e poi è nato l'Osservatorio,
in quel momento ero Consigliere Provinciale e mi onoro di aver votato una mozione di
indirizzo che impegnava l'allora Presidente della Provincia, Saitta, a costruire le
condizioni con le Amministrazioni interessate dall'opera di un Tavolo di concertazione e
di confronto sostanzialmente su 4 punti, che vado qui a ricordare, perché sono riuscito a
recuperare quel documento: la capacità della Linea storica, elemento che è stato citato in
più di un intervento, la domanda del traffico intero sull'arco alpino, sul tema delle merci,
il nodo di Torino e le alternative eventuali al tracciato.
Non entro nel merito delle singole posizioni, ho avuto la fortuna di fare per otto anni il
Consigliere Provinciale e in quegli otto anni ho frequentato moltissimo la Valsusa, pur
avendo una posizione Sì Tav fin dall'inizio, ho avuto la possibilità di arricchire la mia
posizione grazie in particolare al confronto con tanti Amministratori che sono
attualmente Amministratori della Valle di Susa, che il normale rigenerarsi delle
Amministrazioni ha portato qualcuno all'opposizione, chi era in maggioranza, e
viceversa, ma ho passato tante ore con gli Amministratori No Tav.
Devo dire che alcune delle osservazioni che facevano gli Amministratori in quegli anni
sono poi diventate patrimonio dell'Osservatorio e patrimonio dell'allora Consiglio
Provinciale. Nel nostro piccolo abbiamo aiutato affinché quel primo tracciato, che era
nato da alcune idee, diciamo più forti, soltanto di tecnici progettuali, raccogliesse le
osservazioni che erano nate. Ho pochissimo tempo per ragionare, anzi, l'ho quasi finito;
quindi, molte delle cose che mi ero segnato non riuscirò a dirle.
Vorrei soltanto consegnare - non posso farlo con una mozione perché non l'ho
preparata, non c'erano le condizioni politiche per presentarla, forse neanche per farla
approvare - una riflessione alla Sindaca, forse in maniera un po' difforme dal Gruppo,
non me ne voglia il mio Capogruppo.
Uscire dall'Osservatorio è un atto puramente politico, questo credo che lo sappia prima
di tutto chi ha sottoscritto la proposta di mozione. In questo momento il percorso
approvativo del progetto Tav... qualcuno ha detto che non è ancora approvato il progetto
preliminare; su questo, perdonatemi, andate a vedere i documenti, il progetto definitivo
è stato approvato nel 2015, quindi ci sono degli atti ufficiali che sono andati avanti.
Ma l'atto politico, in questo momento, ci sta da parte della maggioranza della Città, ma
è evidente che non può vedere la condivisione da parte né del sottoscritto, né del
Gruppo in cui milito, ma da questo punto di vista ci sta. La cosa che non si può fare, e
che chiedo al Sindaco di valutare attentamente, è quello di disinnescare un meccanismo
di sviluppo di grandi assi territoriali nei quali siamo inseriti.
Abbiamo la possibilità di fare una valutazione complessiva, vogliamo fare un Consiglio
aperto su questo? Sono io a proporvelo, non sul tema Tav, ma sul tema dei corridoi
ferroviari. Non so quanti di voi sappiano che noi siamo sede di un grande osservatorio,
molto più grande dell'Osservatorio in oggetto, un osservatorio sul trasporto ferroviario
che tiene insieme 10.000 chilometri di ferrovie e la sede è stata decisa di farla a
Torino...

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Lubatti.

LUBATTI Claudio
...è nato nel 2015, il Sindaco di Torino oggi è impegnato con tanti altri Sindaci a fare
quello sviluppo sul tema della via della seta ferroviaria. Allora usciamo anche di lì?
Facciamo un ragionamento da questo punto di vista? Noi stiamo ragionando su una
galleria di 57 o 52 chilometri, a seconda di come si vede il progetto, lì stiamo parlando
di un asse che riguarda 10.000 chilometri di ferrovia.
Allora, su questo, e sul tema del ruolo di Torino dentro un arco di sviluppo territoriale
molto più ampio, a me piacerebbe davvero poter avere occasione di un confronto. Invito
il Sindaco a prendersi in carico questo mandato, cioè di fare una riflessione su come
posizioniamo Torino nello sviluppo di un territorio più ampio che non sia
semplicemente quello del Tav.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola alla Consigliera Giacosa. Ne ha facoltà per 3 minuti.

GIACOSA Chiara
Faccio seguito alle parole dei miei Colleghi che sono intervenuti finora, con i quali
condivido il vero e profondo rispetto per l'ambiente, per dichiarare che sono contraria al
Tav, perché le conseguenze delle trasformazioni del territorio sono e saranno molto
pesanti anche per la fauna locale.
Vorrei rassicurare i Consiglieri delle minoranze che sono intervenuti finora, dicendo che
questa proposta di mozione non è uno specchietto per le allodole, anzi, so che può far
sorridere, ma può essere uno dei pochi atti amministrativi che le allodole le vuole
salvare.
L'imprevidenza e la limitatezza degli umani nel non considerare o sminuire le
conseguenze di questa opera su tutti gli esseri viventi, sono un macigno per chi come
noi e come molti faunisti, molti biologi e molti scienziati che hanno studiato le
conseguenze dei lavori per il Tav sulla fauna, ben sa che la terra è un ambiente unico e
l'ecosistema locale contribuisce al benessere degli stessi esseri umani, di tutti noi.
Una pesante variazione dell'ecosistema ne mina la biodiversità e genera danni anche per
gli umani. Gli effetti negativi di quest'opera sono molteplici, alcuni di essi faranno
sentire i loro esiti direttamente a tutti gli animali, soprattutto a quelli liberi. Proprio gli
animali liberi sono quelli che soffriranno di più le criticità delle modificazioni
sull'ambiente.
Parliamo di rumore, di occupazione del suolo, di stravolgimento di sorgenti e corsi
d'acqua, di interruzione di corridoi ecologici e di distruzione assoluta degli habitat. Ma
noi siamo umani, ci crediamo più intelligenti, più potenti degli animali e della natura in
genere. Fino a che non avremo chiaro che danneggiando la natura e sfruttando gli
animali, noi grandi umani non saremo nessuno. Danneggiare l'ambiente significa
danneggiare noi stessi. Come dice il Capitano Paul Watson, la natura tende a eliminare i
problemi e se noi siamo il problema, la natura ci eliminerà.
Essere ambientalisti e animalisti, aggiungo io, è anche una questione di autodifesa,
dobbiamo garantirci la sopravvivenza, perché la Terra sopravvivrà, ma se noi non siamo
in grado di vivere in armonia con l'ecosistema ci estingueremo. Pensare che questa
devastazione viene perpetrata con il solo scopo di soddisfare gli appetiti di pochi,
utilizzando le risorse di tutti e giocando anche sulla pelle degli animali, non può che
farci essere ancora più fermi e determinati, affermando orgogliosamente che anche per
questo usciremo dall'Osservatorio.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola alla Consigliera Azzarà. Ne ha facoltà per 3 minuti.

AZZARÀ Barbara
Anche io come i miei Colleghi voglio uscire dall'Osservatorio, perché in questo modo
posso esprimere con forza il mio dissenso alla realizzazione dell'opera. Ogni Euro speso
per il TAV è un Euro sottratto a qualcosa di utile, per tutto e per tutti. Nel 2012 la Corte
dei Conti francese, in un documento che gettava ombre pesanti sul progetto, stimava un
costo per la Torino-Lione di 26,1 miliardi di Euro.
È stato calcolato il costo della tratta transfrontaliera utilizzando le stime cautelative dei
proponenti che scrivono che in totale la stima del budget dell'operazione ammonta a
8.844 milioni di Euro, il valore del 1° gennaio 2012. Utilizzando lo stesso indice di
rivalutazione dei proponenti sono 9.063 milioni di Euro, al 1° gennaio 2014. A questo
bisogna aggiungere 1.611 milioni di Euro per i lavori preliminari, cifra confermata
dall'audizione dei vertici delle Ferrovie dello Stato in Senato.
La cifra prudenziale, che non tiene conto degli oneri finanziari e degli aumenti dei costi
in corso d'opera, è di 10.674 milioni di Euro. Il costo spropositato lo si comprende
meglio calcolando quanto costa una porzione più piccola di Tav. Poiché la lunghezza
complessiva della tratta è pari a 67.254 metri, si hanno circa 160.000 Euro al metro.
Ebbene, rinunciando a soli 20 metri di Tav, potremmo acquistare libri scolastici per un
anno a tutti gli studenti delle scuole secondarie di primo grado di Torino. Rinunciando a
35 metri di Tav potremmo estendere la gratuità ai mezzi di trasporto per tutti i giovani
studenti torinesi che ad oggi entrano nel dodicesimo anno di età, fino a loro
assolvimento dell'obbligo scolastico. Rinunciando a poco meno di 200 metri di Tav
potremmo rendere gratuito, per un anno intero, il pasto nelle mense scolastiche di tutti
gli allievi che frequentano le scuole primarie di Torino. Anche per questo voglio uscire
dall'Osservatorio.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Giovara. Ne ha facoltà per 3 minuti.

GIOVARA Massimo
In Italia la doppia morale continua ad andare avanti alla grande e ci si trova anche di
fronte a una forza politica che si scandalizza di fronte a un'affermazione di solidarietà,
magari di pancia, ma magari anche di affetto, perché magari ha visto un documentario
che si chiama "Archiviato", cosa che credo che chi si scandalizza per questo non abbia
visto.
Chi si scandalizza per questo appartiene a una forza politica il cui leader è stato
condannato diverse volte, a cui è stata espressa spesso solidarietà. Un leader che è stato
condannato, anche lui è un leader criminale, anche se ha pagato; un leader che ha
parlato di Magistratura eversiva. Ma adesso non ci sentiamo da questo orecchio, a
quanto pare, ma non importa.
Noi usciamo dall'Osservatorio, perché siamo sempre stati contro la decisione di
realizzare una grande opera con i soldi dei cittadini, con tanti soldi dei cittadini, in un
momento di crisi prolungata, senza sapere se questa grande opera è a vantaggio di tutti o
solo di pochi.
Noi la nostra idea ce l'abbiamo, è semplice, per capirla era necessario un confronto
serio, basato su dati scientifici che riguardano una seria analisi costi-benefici. Tutto
questo doveva essere fatto in un contesto imparziale, in cui si ascoltano con attenzione
le motivazioni di centinaia di migliaia di cittadini, studiosi, tecnici, in un contesto in cui
si giudicano nello stesso modo le violenze subite e le violenze fatte dai cittadini.
Un contesto in cui il taglio di una recinzione non è paragonabile a una manganellata in
faccia, per esempio. Purtroppo non è stato così, purtroppo l'Osservatorio vero era da
un'altra parte, sui mezzi di informazione, per esempio, dove raramente si è parlato dei
rischi veri connessi alla realizzazione del Tav in Valsusa, raramente si è parlato di
obsolescenza del progetto rispetto ai flussi reali, raramente si è parlato del rischio
idrogeologico, che è grande, raramente si è parlato del rischio di infiltrazioni mafiose in
appalti e subappalti. Ma ci siamo abituati all'informazione addomesticata, abbiamo gli
anticorpi.
Il concetto di grande opera è un concetto vecchio, potente, immaginifico, colpisce per la
sua semplicità, tanta roba, tanta roba per tutti, tutti più veloci, tutti più ricchi, tante
ricadute. L'export Italia-Francia, Italia-Spagna avrà un nuovo impulso signori, ci sarà un
notevole abbattimento delle emissioni, l'Italia non può restare isolata, l'Italia non sarà
più isolata. Sento un eco in queste parole. Meno trasporto su gomma, tutti più felici, è
un concetto potente, interessante, bisogna assolutamente farla la Tav signori, tanto gli
altri la fanno lo stesso. Se non la facciamo noi, la fanno gli altri. Tanto uscire
dall'Osservatorio, cara Chiara Appendino, non serve a niente.
Ieri ho sentito le parole di due anziani davanti al Mauriziano, ma potevano avere anche
20 anni; sono stati convinti, erano lì che dicevano che adesso la Appendino esce dalla
Tav, ma tanto non serve a niente. Non era difficile, li hanno convinti, come con le
piramidi, 1000 anni fa, le grandi dighe, tipo il Vajont, il Canale di Panama, l'Expo, più
recente, un grande successo, il Villaggio Olimpico di Torino, un altro grande successo,
la pista di bob. Ce ne sono un sacco. Sono stati colpiti e affondati.
Noi non siamo gli unici a considerare la Tav un'opera inutile. Sentite queste parole:
"Rischia di essere un investimento fuori scala e fuori tempo". Lo diceva il candidato
alla Segreteria del Pd, poi al governo, poi ieri dimesso, dopo la sua fulminante parabola
di 1.017 giorni. Quanta strada ha fatto, quanta strada abbiamo fatto. Ebbene, lui aveva
cambiato idea, noi no.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Russi. Ne ha facoltà per 3 minuti.

RUSSI Andrea
Io sono un operatore sanitario, dunque mi soffermerò sull'impatto che questa opera avrà
sulla salute, prendendo anche libero spunto dalle 150 ragioni contro il Tav Torino-
Lione. Sono 312 i medici che si erano già espressi con un appello, in cui si dice che,
dall'esame del progetto della nuova Torino-Lione, emergono numerose problematiche
sanitarie legate agli aspetti e alle ricadute sulla salute pubblica.
Primo, le polveri sottili. I cantieri danneggiano gravemente la salute degli abitanti. Lo
stesso studio di valutazione dell'impatto ambientale presentato per il tratto
internazionale, afferma che gli incrementi di Pm10 giustificano ipotesi di impatto sulla
salute pubblica di significativa rilevanza, soprattutto per le fasce di popolazione iper
suscettibili a patologie cardiocircolatorie e respiratorie, che indicano incrementi
patologici del 10%.
In base alle statistiche attuali, questo momento, per la zona interessata al progetto di
LTF, è stato calcolato in 20 morti in più all'anno, un numero che è quasi una piccola
epidemia. Per la zona del cantiere di Rivoli è stato calcolato in 3 morti all'anno.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, in uno studio del 2006, gli effetti a
lungo termine della concentrazione di Pm10 superiore ai 20 microgrammi su metro
cubo equivalgono al 9% nella mortalità degli over 30, per tutte le cause.
Secondo, gli inquinanti di cantiere. I lavori autostradali della Valle di Susa hanno
mostrato la vastità del problema degli sversamenti accidentali e degli additivi liquidi del
cemento, che sono mortali per la fauna ittica. La polvere di cemento è un'importante
causa di inquinamento da piombo e si calcola che nell'arco di una ventina di anni i
volumi di cemento che entreranno nei cantieri del TAV per essere lavorati saranno 6
milioni di metri cubi, che sono più o meno quanto sei delle vecchie Torri Gemelle di
New York, anche queste sono cifre enormi.
Terzo, l'amianto. Le fibre di amianto sono come aghi microscopici del diametro di un
cinquantesimo di capello che penetrano in profondità negli alveoli polmonari, si
impiantano nelle pareti delle cellule e determinano condizione di infiammazioni che
possono degenerare in malattie praticamente irreversibili, tra cui quelle oncologiche.
Non è nota la soglia al di sotto della quale possono essere innocue, il rischio è sempre
stato minimizzato, ma per il tratto comune che comprende il tunnel di base e quello
dell'Orsiera, la presenza di amianto è ammessa sicuramente per i primi 420 metri
all'inizio del tunnel di base, per gli altri è ancora sconosciuto.
Per la parte nazionale di competenza di RFI, il problema è ancora più grave, perché i
primi dati forniti dagli studi di valutazione di impatto ambientale di RFI mostrano che la
collina morenica è costituita per il 42% da pietre verdi e il 45% di esse contiene qualche
formazione di amianto.
Quarto, l'uranio e il radon, che riguardano anche le mie conoscenze personali. La
presenza di mineralizzazione di uranio nell'area del tracciato del tunnel di base è una
presenza che era stata segnalata già nel 1998 dalle Sezioni ambientaliste. La particolare
pericolosità di questi ossidi di uranio è dovuta al fatto che emettono raggi alfa e beta,
che sono radiazioni ad altissima energia.
Il radon, inoltre, un elemento radioattivo sotto forma di gas inodore ed incolore che si
genera nel decadimento naturale dell'uranio. La sua pericolosità è legata al fatto che,
essendo in forma gassosa, ha facilità di arrivare in profondità negli alveoli polmonari,
dunque potrebbe essere molto pericoloso per chi lavora in cantiere.
Quinto, l'inquinamento acustico, anche questo non è da sottovalutare, causato dal
rumore e dalle vibrazioni, sia in fase di cantiere sia di esercizio.
Queste sono soltanto alcune delle ragioni per cui continuiamo a essere contrari a questa
opera.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Fornari. Ne ha facoltà per 3 minuti.

FORNARI Antonio
C'è qualcuno in quest'Aula che oggi ha cercato di sminuire questa proposta di mozione,
perché ha ribadito come l'uscita del Comune di Torino sia ininfluente ai fini della
costruzione dell'opera. Io non capisco perché ci sia questo accanimento, da una parte,
nel difendere l'Osservatorio, forse probabilmente perché l'incarico di Vicepresidenza è
così importante e dà così lustro, quindi c'è bisogno che qualcuno difenda una poltrona.
Sinceramente è abbastanza umiliante dover difendere una poltrona di un Osservatorio
che dopo questa votazione - perché dopo che ci sarà questa votazione favorevole il
Comune di Torino ufficializzerà l'uscita - non avrà più senso.
Cioè questo Osservatorio è da chiudere, perché su una Linea che si chiama Torino-
Lione, se il Comune di Torino decide di uscire dall'Osservatorio, allora l'Osservatorio
non ha più ragione di esserci. Quindi è da chiudere, ripartendo da capo, perché, uno,
siamo ancora all'inizio, perché nonostante qualcuno dica che oramai i lavori sono
iniziati, non è iniziato un bel niente, è iniziato qualche cunicolo esplorativo, qualche
operetta qua e là, ma il tunnel veramente di 57 chilometri ancora non è iniziato.
L'accordo tra Italia e Francia deve essere, tra l'altro, ratificato in Parlamento nelle
prossime settimane. Direi che dopo questa mozione votata dal Comune di Torino, il
Parlamento non potrà più votare una ratifica di un accordo del genere. Cioè con quale
valenza può votare una ratifica, dopo che il Comune di Torino, che è il Comune
principale della Linea, si oppone alla costruzione di un'opera.
È un qualcosa che va contro tutti i principi democratici di partecipazione, perché, sia
chiaro, il voto del 19 giugno qui a Torino e il voto di ieri, cosa dimostrano
principalmente? Che i cittadini vogliono partecipare, vogliono poter decidere sul loro
futuro e su quali sono le opere principali che riguardano il territorio dove abitano e dove
risiedono.
Vi faccio alcuni esempi. Noi abbiamo iscritto nel Patto per Torino, di cui si parlava
prima, alcune opere fondamentali che riguardano la nostra città e l'ammodernamento
delle Linee metropolitane, ne parlava anche qualcuno precedentemente. Abbiamo da
finire le fermate Dora e Zappata, dobbiamo costruire la Linea 2 della Metropolitana, c'è
da costruire il Parco della Salute, c'è da rilanciare la Cavallerizza, c'è l'ex Moi, c'è via
Germagnano.
Queste sono tutte opere che il Comune di Torino da solo non ce la può fare a realizzare,
ha bisogno di interventi e di risorse extra che devono arrivare dallo Stato. Ma le risorse
sono quelle, quindi non possiamo investire tutte le risorse disponibili su un'opera inutile,
di cui non si sa bene quale sia l'utilizzo. Qualcuno dice che deve portare merci, persone,
non si è ancora ben capito; un giorno deve portare merci, il giorno dopo deve portare
persone, l'anno dopo si cambia di nuovo.
Qui stiamo costruendo un'opera che avrà una ricaduta nel 2070, forse, mentre ci sono
delle opere fondamentali per il territorio che servono ora, che i cittadini chiedono ora e
vogliono partecipare alle decisioni su quello che effettivamente vale per questa città.

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Fornari.

FORNARI Antonio
L'invito che rivolgo è di prendere l'insegnamento che è venuto dal 19 giugno, con la
elezione del Movimento 5 Stelle, che sceglie nel metodo della partecipazione e della
condivisione il suo metodo politico, e allo stesso tempo dal risultato di ieri, come un
modo di cambiare, di decidere le opere pubbliche in maniera condivisa con tutti, senza
un'imposizione dall'alto, un processo democratico e di partecipazione.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Malanca.

MALANCA Roberto
Diventa un po' difficile intervenire per ultimo, perché i temi che sono stati trattati sono
tantissimi ed effettivamente è difficile toccare questo argomento senza riprendere
qualcuno dei temi che sono stati già discussi dagli altri Consiglieri.
Io mi considero una persona dotata di media capacità di giudizio, che approfondisce gli
argomenti di cui parla e cerca di parlare di cose che conosce, dotato anche di un po' di
onestà intellettuale e di buona fede. Io ritengo che non sia facile per una persona dotata
di buona fede, di onestà intellettuale e anche un pochino di conoscenza di questo
progetto, essere a favore di questo progetto.
Signor Presidente, la Sindaca più volte ha ricordato che lei ha una posizione che non è
ideologica, ma è una posizione che entra nel merito della questione. Ora, al di là del
fatto che io non vedo nulla di brutto nella parola ideologico, è comunque un modo di
affrontare l'argomento, secondo me, dalla parte contraria.
Noi non dovremmo essere qui a spiegare le ragioni del no a questa opera, noi avremmo
voluto avere un Consiglio aperto in cui qualcuno ci avesse spiegato le ragioni del sì,
perché il problema grosso è che quest'opera non si giustifica in nessun altro modo se
non con gli interessi privati, se vogliamo, ma non è utile alla popolazione.
Credo, quindi, che sia una posizione ideologica e preconcetta quella di coloro che
continuano caparbiamente e ciecamente a insistere e a non voler considerare per nulla il
contesto storico, sociale, economico, finanziario, trasportistico, commerciale,
industriale, qualunque tipo di contesto, in cui quest'opera si va a calare. È un contesto in
cui quest'opera pare come un vero e proprio insulto all'intelligenza, un'opera fuori dal
contesto storico, nata come idea 30 anni fa, oggi assolutamente insostenibile, un'opera
che sembra una nave nel deserto, uno sperpero di risorse pubbliche senza ritorno.
Da imprenditore, mi chiedo perché mai, come ha detto un nostro Consigliere, nessun
privato ha mai pensato di investire 1 Euro in questa opera, perché devono essere soldi
completamente pubblici? C'è forse una qualche ragione, perché quando uno fa un
investimento, normalmente, deve fare un minimo di analisi costi-benefici.
Ebbene, è stata fatta un'analisi costi-benefici, pubblicata dall'Osservatorio, che molto
intelligentemente è stato chiamato Osservatorio e non Decisorio, e in questa analisi
costi-benefici ci sono delle cose veramente imbarazzanti. È un'analisi che prima di tutto
non è terza, cioè è stata affidata alla stessa azienda che deve fare i lavori; quindi,
ovviamente, non può essere un'analisi assolutamente imparziale, visto che chi realizzerà
i lavori ha l'interesse di dimostrare che quest'opera conviene...

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Malanca.

MALANCA Roberto
...Non ha prudenza, perché in queste opere c'è sempre normalmente un errore del 50%.
E, soprattutto, non considera alcuna alternativa tecnica di infrastruttura ferroviaria-
stradale a questa opera.
Questo è il problema grosso, cioè non si parla mai dell'alternativa zero; cioè questa
opera ha un'alternativa vera e propria che è quella di non essere realizzata. Abbiamo
speso milioni di Euro per adeguare il tunnel ferroviario esistente, che viene utilizzato
per un quinto della sua capacità trasportistica, ma questo non basta per poter dire che è
sufficiente a trasportare un trasporto merci che si è ridotto di 20 volte negli ultimi 20
anni.

VERSACI Fabio (Presidente)
La invito a concludere, Consigliere Malanca.

MALANCA Roberto
Sì, concludo. Io avrei delle risposte anche per il Consigliere Napoli, che ha fatto delle
domande alla Sindaca, e avrei delle risposte punto per punto su quelle che lui chiama
compensazioni. Ma mi astengo dal farlo, perché questo sarebbe stato giusto l'oggetto di
un Consiglio aperto, dove si può parlare tecnicamente ed entrare nel dettaglio.
È ovvio che, dall'altra parte, non c'è stata la volontà di un Consiglio aperto, perché
abbiamo un esponente dell'Osservatorio, che è il Vicepresidente dell'Osservatorio già
dal 2013...

VERSACI Fabio (Presidente)
Consigliere Malanca, devo toglierle la parola, perché aveva a disposizione solo tre
minuti.

MALANCA Roberto
...che è un geologo che lavora per questo. Grazie a tutti i Colleghi che sono intervenuti
per spiegare nel merito il perché non siamo favorevoli a quest'opera.
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