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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 5 Dicembre 2016 ore 14,00
Paragrafo n. 16
INTERPELLANZA 2016-05323
(GENERALE) "VALORIZZAZIONE E CONSERVAZIONE DEL PALAZZO DEL LAVORO" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI LO RUSSO ED ALTRI IN DATA 21 NOVEMBRE 2016.
Interventi
"Valorizzazione e conservazione del Palazzo del Lavoro"

VERSACI Fabio (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza generale n. mecc. 201605323/002,
presentata in data 21 novembre 2016, avente per oggetto:

"Valorizzazione e conservazione del Palazzo del Lavoro"

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Sacco.

SACCO Alberto (Assessore)
Ho chiesto, ovviamente, alla nostra Avvocatura un parere sull'interpellanza generale.
Mi scrive l'Avvocatura che i quesiti 1), 3) e 4) involgono considerazioni non attinenti a
profili processuali o strettamente connessi a problematiche di causa. Quanto al quesito
2), sempre l'Avvocatura mi scrive che esiste la possibilità giuridica, in caso di esito
negativo del pendente ricorso al TAR - effettivamente esiste -, di proposizione da parte
del beneficiario dell'atto dichiarato illegittimo di un'azione risarcitoria. Ciò, tuttavia, è
indipendente dalle citate dichiarazioni rese a mezzo stampa dal Vicesindaco Montanari.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo, per cinque minuti.

LO RUSSO Stefano
La divertente risposta dell'Assessore Sacco mi consente di fare qualche piccola
considerazione. Lei, Assessore, risponde in quanto ha la delega all'Avvocatura
Comunale e l'oggetto dell'interpellanza, ovviamente, riguarda il ricorso al TAR sul
tema del Palazzo del Lavoro. I quesiti 1), 3) e 4) sono di carattere politico.
A beneficio del verbale, di chi non ha letto l'interpellanza, mi permetto di rileggerli: 1)
"se ritenga istituzionalmente corretto che il Vicesindaco della Città - cioè il qui presente
Montanari - auspichi che il giudizio presso il T.A.R., promosso da terzi, veda
soccombente l'Amministrazione da lui rappresentata". È ovvio che questo è un giudizio
politico che le viene chiesto, nel senso che abbiamo il Vicesindaco della Città di Torino,
che non è unicamente esponente di un movimento politico, ma è il Vicesindaco e
conseguentemente ha un ruolo istituzionale, che a mezzo stampa, peraltro mai smentito,
auspica che il TAR dia torto alla Città di Torino.
Non ho sentito la risposta onestamente, cioè confesso che faccio fatica, magari non deve
neanche darla lei, Assessore Sacco, dovrebbe darla la Sindaca Appendino, che come
sempre ha di meglio da fare che star qua in Consiglio Comunale, tuttavia prendiamo
atto che non sa e non risponde, come nei quesiti che ci sono nei questionari: "sì", "no",
"non sa", "non risponde". Del "sì" e "no" evito le battute, me le faccio da solo, in
questo caso del "non sa" e "non risponde" prendiamo atto della posizione
dell'Amministrazione.
3) "quali siano le intenzioni dell'Amministrazione in merito alla dichiarata 'necessità di
rivedere l'intero progetto'". Anche qua cito frasi del Vicesindaco, a valle della prima
considerazione, cioè dove il Vicesindaco di Torino spera che gli avvocati del Comune di
Torino vadano in giudizio e perdano la causa, questo è il tema. L'ho già detto in
Commissione e lo ridico qui, mettetevi un attimo nei panni di chi quella procedura l'ha
elaborata, l'ha costruita, l'ha gestita, cioè gli Uffici dell'Urbanistica e chi c'era prima a
guidare l'Urbanistica, ben prima di chi vi parla, ma soprattutto mettetevi nei panni dei
poveri avvocati del Comune di Torino che vanno in giudizio al TAR e si trovano a
dover difendere una posizione amministrativa con la propria Amministrazione che spera
che perdano.
Allora, va bene tutto, nella vita tutto è suggestivo, compreso questo tipo di
impostazione, ed era questo il senso ulteriore del quesito 4) a cui anche su questo punto,
invece in questo caso, l'Assessore Sacco avrebbe potuto buttare il cuore oltre
all'ostacolo e dirmi di no, cioè "quali siano le indicazioni che l'Amministrazione vorrà
eventualmente dare all'Avvocatura Comunale per le difese dell'Ente nel ricorso in
essere". Io mi sarei aspettato che su questa posizione, lei, Assessore, ci dicesse di
confermare la resistenza in giudizio. Non gliel'ho sentito dire, probabilmente è un
problema mio di comunicazione, però oggettivamente, a questo punto, questa roba
diventa veramente un po' inquietante e lo dico con ironia, cercando di rendere leggero
anche il tono dell'intervento, però, nel merito, la risposta che avete dato oggi in Aula a
me desta preoccupazione. Mi sarei atteso una posizione simile, magari con tutti i
distinguo, cioè che rivedremo il progetto e tutta la manfrina sul tema solito che ci
accompagna quando discutiamo di progetti che il Movimento 5 Stelle ha attaccato
frontalmente e che poi oggi porta avanti, mi sarei aspettato questa manfrina qui, però mi
sarei anche aspettato che poi alla fine venisse confermata la posizione in giudizio della
Città, cosa che non ho sentito. Quindi, a questo punto mi inquieto perché abbiamo un
giudizio pendente al TAR, che come dice giustamente l'Assessore Sacco poi se sarà o
non sarà influente all'opinione dell'Amministrazione in un'eventuale azione risarcitoria
non lo decide l'Assessore Sacco, non lo decide il Vicesindaco Montanari e neanche la
Sindaca Appendino, lo deciderà un Giudice eventualmente, però un po' inquieto io resto
perché, a prescindere dal merito della questione, su cui uno può anche non essere
d'accordo, qui c'è un tema di rappresentanza istituzionale dell'ente, in ordine alla
questione del giudizio amministrativo, che dovrebbe essere garantito.
Allora, non posso fare altro che esprimere la mia piena - a questo punto solo più politica
- solidarietà agli avvocati dell'Avvocatura Comunale, che si trovano a gestire questa
patata bollente con un'Amministrazione che gli scarica il cerino in mano e che,
sostanzialmente, auspica che questo giudizio venga addirittura perso e, ovviamente,
questo elemento è molto grave. Fortunatamente per noi siamo ancora in una condizione,
a differenza del Parco Michelotti, in cui il Piano Esecutivo Convenzionato non è ancora
stato di fatto presentato, in cui non c'è l'istanza di sospensiva e, conseguentemente, c'è
un po' più di tempo per riflettere sull'atteggiamento anche amministrativo.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
La invito a concludere.

LO RUSSO Stefano
Tuttavia ritengo davvero grave che non si sia colta l'occasione per ribadire qui in Aula
quella che, invece, credo sia una posizione che, nel merito ovviamente urbanistico, va
difesa, anche perché in assenza di alternativa, che prima o poi scopriremo qual è
l'alternativa sullo sviluppo del Palazzo del Lavoro, c'è questa, ma soprattutto sotto il
profilo istituzionale mi dolgo riscontrare che né la Sindaca è presente in Aula, che
risponde l'Assessore con delega all'Avvocatura, che non dà copertura politica, a mio
modo di vedere, agli avvocati rispetto a quanto incautamente affermato dal Vicesindaco
Montanari.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Rosso.

ROSSO Roberto
(Inizio intervento fuori microfono). …in questo caso ha affermato il Vicesindaco
Montanari, purtroppo però quando si entra nel giusto solo a livello di intenzioni nobili,
io spero che voglia continuare a conservare la sua contrarietà, che ha dichiarato in tutta
la campagna elettorale, a un centro commerciale nel Palazzo del Lavoro. L'ha sempre
dichiarato, ha detto che era una bella struttura architettonica che meritava altro destino,
spero che la sua maggioranza lo sostenga in questo, essendo un compito quello
dell'Avvocatura diverso da chi conduce politicamente una Città e, almeno in questo
caso, forse perché non ci deve mettere nessuna firma, il Vicesindaco Montanari
conferma quello che era naturale che confermasse.
Purtroppo in questa stessa seduta consiliare abbiamo nuovi centri commerciali in arrivo,
la confutazione completa di tutto quanto era stato detto in campagna elettorale, ma
almeno in questo caso mi auguro che ci sia, così per lo Zoom, così per questo, un
atteggiamento da parte dell'Amministrazione coerente con quanto dichiarato, perché
non è coerente mantenere un'impostazione esattamente uguale a quella del PD che lo
precedeva. Quindi lodo l'impostazione data dal Vicesindaco Montanari, credo che
l'Avvocatura non abbia nessun problema a capire che in un cambio di Amministrazione
ci debba essere anche un cambio di indirizzo politico, quindi ritengo che si debba
continuare su una strada di incentivazione a che queste cause possano essere perse da
parte del Comune e vinte da parte della cittadinanza.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Sacco.

SACCO Alberto (Assessore)
Mi scuso con il Consigliere Lo Russo, preciso meglio.
Davo per scontato, anche a fronte della correttissima e precisa interpellanza che va a
descrivere a che punto si trovi questo procedimento, cioè questo è un procedimento, per
semplificare, concluso, quindi dal mio punto di vista è assolutamente evidente che non
solo diamo tutta la copertura possibile all'Avvocatura, ma diamo tutto l'appoggio
possibile, come abbiamo sempre fatto per tutti i giudizi. Personalmente sono con loro e
ho dato mandato di difendere come deve essere difesa l'Amministrazione di una Città
per evitare che l'Amministrazione e i cittadini abbiano dei danni; mi scuso, per me è
una cosa scontata.
Per quanto riguarda poi le varie parti dell'interpellanza, se vogliamo analizzarla come
richiesto punto per punto, il punto 1) il Vicesindaco Montanari - ho letto le dichiarazioni
dell'ufficio stampa - non ha detto: "Voglio che il Comune di Torino perda la causa,
perda il ricorso al TAR", ha semplicemente confermato quanto già detto in campagna
elettorale, che magari il progetto può essere fatto con determinate caratteristiche che
migliorano la situazione, esattamente come si è proceduto con gli altri progetti e come
ha giustamente ricordato il Capogruppo Lo Russo.
Per quanto riguarda il punto 2), l'Avvocatura ha risposto, cioè è indipendente da quanto
dice il Vicesindaco Montanari o l'Assessore Sacco o la Sindaca Chiara Appendino, se si
perde il riscorso c'è un danno per la Città, ci sarà una richiesta danni e quindi, al di là di
quanto dice lui o dico io, questo deve essere assolutamente chiaro. Sulla necessità di
rivedere l'intero progetto - ribadisco - ci siamo trovati una serie di situazioni concluse,
l'interpellanza è chiara, spiega a che punto è arrivato tutto l'iter sul tavolo della Giunta
Appendino. Si può fare poco o niente, in alcuni progetti c'è stato un grande dialogo con
il costruttore o con le persone che vogliono farli e sono sicuro che anche sul Palazzo del
Lavoro ci sarà un grande dialogo per cercare di trovare soluzioni che siano più positive
per la cittadinanza.
Il punto 4) chiede: "quali siano le indicazioni che l'Amministrazione vorrà
eventualmente dare all'Avvocatura Comunale per le difese dell'Ente nel ricorso in
essere". Le indicazioni che abbiamo dato sono semplicemente di andare avanti e tutelare
l'interesse della Città e dei cittadini; per me era scontato, mi scuso per non averlo
precisato prima.

IMBESI Serena (Vicepresidente)
La discussione è conclusa.
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