| Interventi |
| "Mandato del Consiglio Comunale al rappresentante della Città nell'ATO3" VERSACI Fabio (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 201605389/002, presentata in data 22 novembre 2016, avente per oggetto: "Mandato del Consiglio Comunale al rappresentante della Città nell'ATO3" VERSACI Fabio (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessora Giannuzzi. GIANNUZZI Stefania (Assessora) L'Autorità d'Ambito 3 Torinese è un'associazione tra 306 Comuni, tutti compresi nel territorio della Città Metropolitana di Torino e la Città Metropolitana medesima. Rappresenta l'Ente di governo d'Ambito, cui è trasferito l'esercizio delle competenze spettanti agli Enti Locali per l'organizzazione del servizio idrico integrato, ivi compresa la programmazione delle infrastrutture idriche. La Conferenza è così composta: 13 sindaci, o loro delegati, in rappresentanza dei Comuni di Ivrea, Rivarolo, Chivasso, Settimo, Ciriè, Venaria, Torino, Chieri, Carmagnola, Moncalieri, Pinerolo, Orbassano, Rivoli, non appartenenti a Comunità Montane, suddivisi in altrettante aree territoriali omogenee; 16 Presidenti delle Comunità Montane o loro delegati; il Presidente della Città Metropolitana o suo delegato. In data 17 novembre 2016 si è riunita per designare la Presidenza. In quella occasione, è intervenuto, chiedendo il rinvio della designazione a successiva seduta, il delegato Vietti Carlo (Area Omogenea 6 Venaria); a seguire sono intervenuti i delegati Marocco Marco (Città Metropolitana) e Marceca Baldassarre (Unione Montana Valle di Susa), associandosi alla proposta di rinvio. Dopo ampia discussione, con interventi di altri delegati e del Presidente pro tempore dell'Assemblea, Massa Antonio, la Conferenza ha deliberato a successiva seduta la trattazione dell'argomento iscritto all'ordine del giorno. Con il voto unanime dei 25 componenti presenti e votanti, pari a 95,26 quote, la deliberazione è stata approvata in forma palese, mediante alzata di mano. L'argomento sarà trattato il prossimo 15 dicembre. Fatta questa premessa, in risposta al punto 1 dell'interpellanza, SMAT non ha partecipato alla suddetta assemblea, in quanto non facente parte della Conferenza. La Sindaca Appendino ha delegato, nell'ambito dell'Area Omogenea 7 di Torino, in via permanente, il Vicesindaco Montanari, alla Conferenza ATO3, con atto del 21 luglio 2016, protocollo 2901, ai sensi dell'articolo 10 della Convenzione Istitutiva. Pertanto, dal punto di vista amministrativo, la rappresentanza viene assicurata attraverso atti di delega. L'Assessore Rolando, invece, non ha mai partecipato alle Assemblee di ATO3, ma ha rappresentato la Città, attraverso delega della Sindaca Appendino, alle assemblee SMAT del 14 ottobre 2016 e della successiva seduta del 28 ottobre 2016. In risposta al punto 2 dell'interpellanza, va precisato che la normativa richiamata, l'articolo 1 del DPR 251/2012 (Regolamento concernente la parità di accesso agli organi di Amministrazione e di controllo nelle società), fa riferimento alle sole società a controllo pubblico. Stabilisce, infatti, che il presente Regolamento detta i termini e le modalità di attuazione della disciplina concernente la parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo nelle società costituite in Italia, controllate ai sensi dell'articolo 2359, primo e secondo comma del Codice Civile, dalle Pubbliche Amministrazioni, indicate all'articolo 1 comma 2, del Decreto Legislativo 30 marzo 2001, numero 165, ad esclusione delle società con azioni quotate. Pertanto, come dicevo prima, visto che l'ATO3 è rappresentata dai Sindaci, dai Presidenti delle Comunità Montane e dalla Presidente della Città Metropolitana, non sarebbe possibile garantire di fatto questa parità. VERSACI Fabio (Presidente) La parola alla Consigliera Artesio. Ne ha facoltà per 5 minuti. ARTESIO Eleonora Nel ringraziare la cortesia dell'Assessore per la risposta, dichiaro subito l'insoddisfazione sui contenuti della risposta stessa, perché mi pare che siamo comunque in carenza della questione fondamentale intorno alla quale ruotava l'interpellanza. La questione fondamentale era quella riferita al rispetto della Convenzione istitutiva, che qui è stata ricordata, e ai contenuti delle mozioni che in questo Consiglio Comunale sono stati approvati anche per iniziativa della Sindaca Appendino, allora Consigliera, rispetto alla quale Convenzione e alla quale mozione si chiedeva che il rappresentante della Città di Torino in ATO3 agisse nella realizzazione di indirizzi a lui o lei conferiti dal Consiglio Comunale stesso. È del tutto evidente che da dopo l'approvazione delle Linee guida del 28 e 29 luglio a oggi, questo Consiglio Comunale non ha attualizzato alcun atto di indirizzo nei confronti del proprio rappresentante in seno alla Conferenza ATO. Anzi, quando si è resa necessaria la presentazione di un atto di indirizzo per un passaggio particolarmente sensibile, cioè la richiesta da parte del Comune di Torino di prelievo straordinario del fondo di riserva SMAT, quell'atto, che era necessario e che era stato formulato dal gruppo di maggioranza sotto forma di mozione di indirizzo, è stato successivamente ritirato. La domanda quindi è: il Vicesindaco Montanari, che su delega della Sindaca Appendino rappresenta il Consiglio Comunale di Torino nella Conferenza ATO, sulla base di quale mandato agisce? E, curiosamente, nella contingenza, come si comporterà rispetto alla votazione del Presidente, prevista per il 15/12? In quale relazione di rappresentanza tra il capoluogo della Città Metropolitana e le altre Amministrazioni rappresentate nella Conferenza ATO? Queste sono due banali questioni che mi sembra il Consiglio Comunale dovrebbe assumere, di cui dovrebbe avere preoccupazione, perché, almeno per quello che riguarda le forze di opposizione, la delega in bianco dalla Sindaca a un componente della propria Giunta non ci soddisfa e non ci basta. Sul secondo punto, che è relativo alla mancata rappresentanza di genere all'interno della Conferenza ATO, essendo anch'io consapevole del fatto che laddove nelle Amministrazioni non venga rappresentata per elezione, attraverso il ruolo di Sindaco eletto, attraverso il ruolo di Amministratore, una percentuale femminile significativa, tale da poter concorrere all'adozione di tutte le funzioni di rappresentanza, il rispetto della normativa della parità di genere, aggiornato dalla Legge 215 del 2012, in particolare dall'articolo 6, comma 3, del Testo Unico degli Enti Locali, non risulterebbe applicabile. So anche che, però, le Istituzioni quando vogliono rinnovarsi agiscono anche attraverso delle attività di promozione e di impulso, banalmente scegliendo, nel momento della delega del proprio rappresentante, magari non il Vicesindaco, ma un'Assessora di questa stessa Giunta, se si ritiene di rivolgersi ai componenti della Giunta per la propria rappresentanza. Quindi, l'insoddisfazione è generale. Sulla seconda parte mi rendo conto che si tratterebbe soltanto di un'indicazione per promuovere la rappresentanza di genere e, quindi, di un buon auspicio che potremmo comunque formulare. Sulla prima credo ci sia una grave omissione da parte della maggioranza. VERSACI Fabio (Presidente) L'interpellanza è discussa. |