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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Questa mattina abbiamo ricevuto due lettere del Consigliere Giuseppe Lonero: con la prima, ai sensi dell'articolo 5, comma 2, del Regolamento del Consiglio, il Consigliere comunica al Presidente del Consiglio Comunale di avere rassegnato le proprie dimissioni dal Gruppo di Alleanza Nazionale. "Con la presente il sottoscritto comunica alla Signoria Vostra di voler costituire il Gruppo denominato 'La Destra' e di voler aderire al Gruppo Misto di minoranza". Pertanto da oggi il Consigliere Lonero non appartiene più al Gruppo di Alleanza Nazionale, ma all'interno del Gruppo Misto di minoranza esiste un Gruppo denominato "La Destra". Contemporaneamente, il Consigliere Lonero ha trasmesso una lettera, sempre al Presidente del Consiglio e al Capogruppo di Alleanza Nazionale, nella quale è scritto: "Avendo rassegnato le proprie dimissioni da Alleanza Nazionale e dal relativo Gruppo Consiliare, con la presente rassegna le proprie dimissioni da Vicepresidente dalla Commissione Post-Olimpica". Pertanto, invito il Presidente della Commissione Post-Olimpica a voler mettere all'ordine del giorno della prima seduta della Commissione l'elezione del nuovo Vicepresidente; ovviamente, se la Commissione lo ritenesse opportuno, potrebbe essere anche confermato lo stesso Consigliere Lonero. Con questo abbiamo esaurito le comunicazioni. La parola al Consigliere Lonero, che dispone di un paio di minuti per una breve illustrazione in merito alle motivazioni politiche che lo hanno indotto all'uscita dal Gruppo Consiliare di Alleanza Nazionale e alla costituzione del nuovo Gruppo. LONERO Giuseppe Cercherò di rispettare i tempi che il Presidente mi ha dato, consapevole del fatto che, però, è difficile contenere in due minuti una decisione che ha richiesto molto più tempo per essere presa. Per cercare di essere il più chiaro possibile e non lasciare adito a strumentalizzazioni, voglio fare due premesse: la prima riguarda la mia storia politica personale. Io, attraverso un lungo percorso di autoformazione, ho sottoscritto la mia adesione al Partito di Alleanza Nazionale con convinzione soltanto nel 2001. Quindi, per una serie di motivi, non ho un retroterra di attivismo e di attività politica che possa dare una chiave di lettura di questa mia decisione in termini di "nostalgismo" o di volontà di rievocare un periodo passato non più riproponibile. La seconda premessa - e lo voglio dire con estrema chiarezza - è che, se il Partito di Alleanza Nazionale fosse coinciso soltanto con la federazione torinese, sicuramente non avrei abbandonato il Partito stesso, perché, da quanto ho potuto vedere, la federazione torinese, a mio avviso, si distingue per un modo di fare diverso, più accettabile e più apprezzabile in termini di politica di destra. Fatte queste doverose premesse, che, ripeto, servono soltanto per evitare una strumentalizzazione, le motivazioni che mi hanno effettivamente indotto a prendere questa decisione sono da cercare altrove rispetto agli argomenti che ho citato prima e risiedono sostanzialmente in due considerazioni: la prima è quella che, a mio avviso, è giunto il momento di fornire un punto di riferimento per tutte le persone che credono che un partito di destra non debba avere un Presidente nazionale che fa fughe autonome in avanti, anzi, scusate, non in avanti, ma al centro, e comunque lontane dal comune sentire del popolo di destra. La seconda motivazione è principalmente una questione di coerenza: i miei Colleghi di Partito ricordano sicuramente il mio intervento al recente Congresso provinciale, in cui ho sostenuto la necessità di una caratteristica che distingua le persone aderenti ad un Partito, soprattutto di destra, che è quella della sincerità reciproca, cioè della capacità di parlarsi in tutta onestà e in tutta serenità guardandosi negli occhi. A questo proposito, ricordo un manifesto - che personalmente non ho mai affisso, perché, come dicevo prima, all'epoca non svolgevo attività politica - in cui, davanti a una fotografia di Almirante che guardava dritto negli occhi, c'era scritto: "Noi possiamo guardarti negli occhi", e io a quello mi riferivo. Ripeto, non fa parte nel mio bagaglio culturale, ma questo non mi impedisce di apprezzare quel modo di intendere la politica. Per quanto riguarda l'attività politica del Gruppo neocostituito La Destra, come ho già detto in premessa, sarà molto difficile, a livello locale, differenziarsi da altri Partiti di destra, perché la politica locale non è coinvolta nelle grandi scelte e nei grandi valori che, invece, stanno alla base della scelta. Vorrei, però, sottolineare il fatto che, in qualche modo, le posizioni assunte dall'Onorevole Fini contraddicono uno di quegli elementi che personalmente trovo ancora attuale e che finora ha indirizzato l'attività dei Partiti di destra, cioè quello di dare un valore alla spiritualità dell'uomo che affonda le sue radici nella cultura cristiana, di cui noi tutti siamo figli. Quindi, avendo ben chiaro questo principio, che voglio assolutamente difendere, deve essere altresì chiara la volontà di continuare a fare politica tra la gente e per la gente, cercando di dare sempre risposte chiare, parlando un linguaggio semplice, diretto e comprensibile. Per questo motivo, la prima iniziativa politica che assumeremo come Gruppo de La Destra sarà quella di chiedere che nelle grandi città si istituisca il numero chiuso per gli stranieri, in modo da poter dare una risposta concreta a tutti i cittadini che si lamentano del sovraffollamento di luoghi preposti alla delinquenza. Ringrazio il Presidente per la pazienza che ha avuto e ringrazio coloro che, in questi giorni, hanno avuto parole di apprezzamento nei miei confronti. Il mio impegno e la mia dedizione all'attività politica, che i cittadini mi hanno delegato a svolgere, non verrà sicuramente meno. |