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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 19 Settembre 2016 ore 14,00
Paragrafo n. 14

Comunicazioni dell'Assessora Lapietra su "Tunnel Corso Grosseto".
Interventi
Comunicazioni dell'Assessora Lapietra:
- "Tunnel corso Grosseto"

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola, per le comunicazioni, all'Assessora Lapietra.

LAPIETRA Maria (Assessora)
Questa Amministrazione vuole fortemente il collegamento ferroviario Torino-Ceres
con il resto della città e della rete cittadina, perché, ormai, è indispensabile in
un'ottica di integrazione della mobilità. Non condividiamo la scelta del tracciato
lungo corso Grosseto (che preclude l'utilizzo dell'attuale ferrovia e prevede la
sostanziale demolizione o l'abbandono di due stazioni, Madonna di Campagna e
Dora), che è stata fatta dalla Regione Piemonte, alla quale l'opera è già stata
finanziata. Purtroppo, non spetta a me e a questa Amministrazione fare un'analisi dei
costi e benefici di un collegamento ferroviario che si inserisce in un tratto del
Passante attuale che non consente l'inserimento di nuove tracce a frequenze adeguate
ad un servizio metropolitano. La preoccupazione di questa Amministrazione, di cui
abbiamo anche discusso con il Ministro Delrio nel nostro incontro a Roma, riguarda
in particolare la futura viabilità di superficie e l'impatto sulla viabilità di cantiere,
senza tralasciare l'enorme impatto ambientale prodotto da un flusso di traffico di
notevole quantità che passerà da ininterrotto a interrotto da parecchie intersezioni
semaforizzate che saranno presenti, secondo il progetto, nell'area. Inoltre, durante il
cantiere i tre cavalcavia, che attualmente servono da importanti arterie di traffico,
verranno abbattuti (infatti, dal primo giorno di cantiere dovranno essere abbattuti i tre
cavalcavia) e la linea ferroviaria esistente dovrà essere necessariamente interrotta per
un lungo periodo. I dati attualmente in nostro possesso dello studio definitivo non
garantiscono la funzionalità del nodo di traffico a progetto terminato, né, tanto meno,
durante le fasi di cantiere. Dobbiamo però, evidenziare che, a seguito di relazioni che
abbiamo ricevuto da parte di esperti del traffico, le rilevazioni effettuate nel 2015
superano i dati del 2010, in base ai quali era stato redatto il progetto di sistemazione
viaria superficiale. Questo ci induce a pensare che lo studio di traffico precedente
fosse quantomeno carente di informazioni, anche alla luce dei dati in possesso
dell'Amministrazione e rilevati dalle altre ditte in gara, le quali hanno evidenziato
flussi molto più alti di quelli presenti nello studio definitivo. (INTERVENTO
FUORI MICROFONO). Più o meno nello studio definitivo si parla di 5.000 veicoli
all'ora insistenti in tutto il nodo, mentre dai dati in nostro possesso a noi risulta quasi
il doppio. L'altra ipotesi è che, nell'arco temporale dal 2010 al 2015, ci sia stato un
incremento, ma ne dubito, perché sappiamo tutti che i dati di traffico negli ultimi
cinque anni sono diminuiti e non sono aumentati.
Inoltre, il progetto definitivo non è stato assoggettato a VIA, la Valutazione di
Impatto Ambientale. Attualmente, come ben sapete, il progetto esecutivo è in fase di
elaborazione e dovrebbe essere concluso entro alcuni mesi. Vorrei evidenziare che,
attualmente, la VIA non è stata realizzata nemmeno nel progetto esecutivo. Nelle
prossime settimane analizzeremo con attenzione i dati del progetto esecutivo e
chiederemo chiarimenti in Regione sulla non assoggettabilità a VIA, al fine di
assicurarci un'opera che al termine di un lungo cantiere possa portare benefici alla
Città.
Un'altra preoccupazione è il termine di realizzazione, in quanto la delibera CIPE,
con la quale sono stati finanziati i fondi, definisce che dovranno essere utilizzati
entro il 31/12/2018, ma è praticamente impossibile che i lavori vengano terminati
entro tale data. Il termine di scadenza dei fondi apre alcune problematiche relative
alla praticabilità del cantiere, il quale, come ben sappiamo, deve ancora essere aperto
e, più o meno, hanno previsto che durerà - ottimisticamente - tre anni. Questa
Amministrazione desidera ribadire che non ha la possibilità di pagare penali, né ha la
volontà di far perdere alla Città alcun finanziamento, ma, nel contempo, non può
permettere di far realizzare delle opere che possano costituire un peggioramento della
qualità di vita dei cittadini. Pertanto, ci impegneremo a trovare soluzioni praticabili
unitamente alla Regione.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Rosso; le ricordo che ha a disposizione 5 minuti per
intervenire.

ROSSO Roberto
In campagna elettorale ho ascoltato molti discorsi condivisibili da parte dell'attuale
maggioranza grillina. Uno di questi lo ascoltai, con le mie orecchie, da parte del
Vicesindaca Montanari, che diceva, in linea con quanto dicevano nella scorsa tornata
amministrativa anche esponenti qui presenti del PD e l'ex Capogruppo Liardo di Ncd
(con cui mi sono avvicendato), che bisognava cambiare in modo radicale il progetto.
Vorrei ricordare alcune dichiarazioni del Senatore Esposito e di altri dalle quali
sembra che questa sia una meraviglia della terra, perché su questa mega rotonda
confluiscono corso Lombardia, corso Potenza, via Borgaro, via Stradella, corso
Grosseto, via Lanzo, via Venaria, via Stampini, via Badini Confalonieri e, più avanti,
la direttrice verso lo stadio di corso Ferrara.
Ipotizzare quello che è stato ipotizzato in questo progetto (è da notare che la colpa
non è essenzialmente del Comune di Torino, ma di chi lo progettò, che era la SCR
Piemonte, ma il Comune di Torino avallò il progetto, questo è quello che è avvenuto)
e accettare di fare una cosa dove un solo tunnel veicolare viene oggi realizzato su
corso Grosseto, neppure su corso Potenza, per cui non si pensa alla vicenda stadio,
con tutte le prove che sono state fatte in quest'Aula - me le sono fatte riportare -,
dove tutti concordavano che bisognava cambiare il progetto, io ho ascoltato il
Vicesindaca Montanari che disse - in un'assemblea dei cittadini prima del secondo
turno delle amministrative - di stare tranquilli perché con loro non c'era dubbio che
questo obbrobrio sarebbe cambiato, che il tunnel veicolare sarebbe stato più esteso di
quello attuale e che il collegamento con la Torino Ceres sarebbe stato garantito.
Ho ascoltato l'Assessore Lapietra e in politica siamo abituati a fumisterie (non per
lei, Assessore, ma è tutta la vita che faccio questo mestiere), per cui vorrei capire se,
concretamente, questa Giunta e questa maggioranza intendono intervenire su questa
vicenda, anche ascoltando il Ministro. Ascoltavo prima quanto detto dal Consigliere
Napoli (l'ho già citato due volte oggi, ma mi sembrava ragionevole): se si va da un
Ministro, si discute delle cose principali di cui si deve parlare e si obietta al Ministro
che le porcherie fatte devono essere cambiate. Oggi, poi, ho ascoltato quanto
dichiarato dall'Assessore (per questo motivo le ho chiesto il dato): se da 2.250 auto
all'ora in circolazione in quel nodo, che erano state previste sei anni fa, si arriva oggi
a documentare 5.000 auto all'ora e se, oggi, piazza Derna, con quattro corsi che
confluiscono, è quasi sempre bloccata (poi non ho calcolato il controviale di corso
Grosseto e di corso Potenza), che cosa diventerà tutto questo? Il blocco di Torino.
Lo dico da persona che, oltretutto, vi ha anche fatto votare: in un dialogo normale
con il Governo, con l'Amministrazione Regionale e con chi anche in questo
momento (compresi alcuni Senatori e alcuni Deputati) può essere utile per
raggiungere l'obiettivo (anche se vi sfottono sulla mancanza di realismo su questa
cosa), possiamo ipotizzare che questa vicenda di corso Grosseto si risolva in modo
diverso da come, altrimenti, si risolverebbe? Oppure dobbiamo aspettarci, come ci ha
fatto capire l'Assessore Lapietra, che, dopo tante parole, le intenzioni sono ottime,
ma i comportamenti sono pessimi? Mi auguro soltanto che vi sia la possibilità di
capire, perché (dopo che in passato si era detto che avreste scomunicato Profumo
dopo la sua nomina a Presidente della Compagnia di San Paolo e nulla è stato fatto in
questo senso, lo stesso per Peveraro - autore dei derivati - e nulla è stato fatto in
questo senso, parleremo dopo della Linea 2 della Metropolitana e, poi, vedremo che
cosa ci direte sui tanti temi ancora da ascoltare ancora in questa Sala) quando si parla
di corso Grosseto dite che si vedrà con la Giunta Regionale quello che si potrà fare.
Mi chiedo se, almeno su ciò (su cui ho letto, ad esempio, le parole condivisibili
dell'ex Assessore Lubatti espresse in passato sul fatto che bisognava cambiare la
progettazione in corso), questa Giunta ha intenzione di bloccare il traffico di Torino
in quell'area, oltretutto diretto anche verso lo Stadio, oppure se c'è la reale volontà di
prendere in mano la situazione.
Vorrei ancora ricordare, come ho già detto all'Assessore Lapietra in Commissione,
che, oggi, noi abbiamo un risparmio sull'area torinese che non è che sia un vantaggio
(malgrado, magari, voi la pensiate diversamente); dai 4 miliardi di Euro di spesa che
il tratto di Alta Velocità avrebbe comportato sul nodo di Torino, si scende ad un
miliardo e mezzo di Euro e, quindi, c'è un risparmio del 66%. Possiamo ipotizzare
che questo risparmio rimanga su Torino? Possiamo ipotizzare che, anziché bigiare le
riunioni o sfrattare l'Osservatorio, tenendovi tutti i pareri contrari alla TAV (che è
legittimo che abbiate), almeno sulle utilità che si possono realizzare in questo caso e
sul riutilizzo di questi due miliardi e mezzo di Euro contribuirete a creare le
condizioni per cui la viabilità, il traffico, l'Alta Velocità a Torino e le Metropolitane
a Torino siano meglio condizionate di oggi?

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Lo Russo.

LO RUSSO Stefano
Ringrazio l'Assessora. In realtà, abbiamo chiesto queste comunicazioni alla luce
delle esternazioni a mezzo stampa rilasciate (come quelle di prima) dall'Ufficio
Stampa della Giunta che preannunciavano il fatto che la Sindaca Appendino e
l'Assessora Lapietra andavano a Roma. Ringrazio la Sindaca Appendino e
l'Assessora Lapietra di aver postato su Instagram la foto sul treno ad Alta Velocità (il
Frecciarossa o Italo) che le ha portate a Roma e, quindi, ringraziamo per la coerenza
con quanto ha affermato la Sindaca, non più tardi di mezz'ora fa, sulla TAV.
Ovviamente - Consigliere Napoli -, la TAV fa tanto comodo quando bisogna
spostarsi da Torino a Roma.
Questo fa parte della coerenza a cui faceva riferimento il Consigliere Rosso;
ovviamente, non condivido la sua impostazione, Consigliere Rosso, ma troverà tante
cose che non corrisponderanno tra quanto veniva detto in campagna elettorale e
quanto poi viene fatto. Prendo però atto con piacere che la nostra Sindaca - era
questa la ragione della richiesta di comunicazioni - con la sua Assessora vada dal
Ministro Delrio per chiedere di congelare un finanziamento. Credo che nella storia
della Città di Torino non risultino azioni - proprio a memoria - di amministratori che,
con fondi ministeriali già concessi ed erogati in seno al Comitato Interministeriale
per la Programmazione Economica - opere appaltate -, prendano il treno e vadano a
Roma per chiedere di congelare i fondi.
Per quanto riguarda il tema della sistemazione superficiale di corso Grosseto, anche
io credo - peraltro, la posizione della Città non era del tutto diversa
dall'evidenziazione delle criticità, per certi versi, sul modello dei 5.000 o 10.000
veicoli e poi ci racconterà bene lei il dettaglio, Assessora Lapietra, magari quando
verrà chiamata in Commissione - che il problema politico sia tutto un altro, perché
sta nell'atteggiamento che questa Amministrazione sta avendo rispetto a un lavoro di
recupero di risorse economico-finanziarie che è stato fatto nei decenni che hanno
preceduto questa Amministrazione, non nei due anni precedenti. Arrivare a farsi
finanziare opere pubbliche, cara Sindaca Appendino, è un'operazione che richiede
anni di lavoro: richiede progetti, comitati e tecnici. Quando si arriva lì, si è arrivati lì
e la Sindaca deve fare gli interessi della Città.
Fortunatamente, il Ministro Delrio le ha indicato chiaramente una strada diversa da
quella che lei auspicava - meno male, direi -, perché c'è la coda di Comuni che
vanno a chiedere soldi per le infrastrutture. Così come c'è la coda di Città che sono
pronte ad accogliere gli operatori immobiliari che le vostre politiche di annunci di
voler bloccare stanno mandando altrove. Questo è il vero tema, per cui il problema
non è se ci sono 7 o 8 strade nella rotonda di corso Grosseto, Consigliere Rosso. Il
problema è l'impostazione culturale con cui questa Amministrazione guarda al tema
delle infrastrutture.
Sotto il profilo specifico, sfatiamo un mito: il tema del recupero dell'attuale Torino-
Ceres e l'eventuale riutilizzo della stazione Dora, come ulteriore servizio di trasporto
- la famosa Linea di Metropolitana -, non sono in contrapposizione con il Servizio
Ferroviario Metropolitano e con corso Grosseto, perché l'abbandono di quella
galleria e l'eventuale riutilizzo di quella galleria non è mica scritto da nessuna parte.
Sono falsità; al di là del merito, delle scale mobili che volete piazzare tra la stazione
Dora e l'innesto del Passante, sotto il profilo trasportistico, Assessora Lapietra, per
quanto riguarda l'abbandono del tratto tra stazione Dora e Madonna di Campagna,
derivante dalla costruzione del tunnel di corso Grosseto, non vi è alcun atto che dica
che cosa bisogna fare di quel tunnel. Quindi, per capirci, le due cose stanno insieme.
Sa qual è il problema, Assessora Lapietra? È che per riutilizzare quel tunnel, a valle
dell'esecuzione del tunnel di corso Grosseto, occorreranno delle risorse economiche.
Che cosa ci saremmo aspettati? L'esatto opposto: la richiesta al Ministro Delrio non
solo di non congelare le risorse per corso Grosseto, ma di stanziarne altre, perché
Torino ha bisogno di infrastrutture e ha bisogno di infrastrutture di trasporto
pubblico, che non si pagano con la bigliettazione, ma con i contributi pubblici;
bisogna andare a chiederli, perché, Sindaca Appendino e Assessora Lapietra, se non
andiamo a chiederli noi, vi garantisco che ci andranno gli altri Comuni d'Italia.
Questo è il punto politico, non le 19 strade o le intersezioni, che, per carità, è tutto
vero ed è tutto migliorabile, ci mancherebbe altro, ma il tema è un altro. Cara
Sindaca e cara Assessora, la prossima volta che con l'Alta Velocità ferroviaria
tornerete a Roma dal Ministro Delrio fateci la cortesia di chiedere i soldi e non di
restituirli.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Ricca.

RICCA Fabrizio
È la prima volta che mi trovo d'accordo con qualcosa che fa la Giunta, anche se
possiamo dire che quel cavalcavia è bruttissimo, è orrendo e va superato, ma non si
può assolutamente procedere con quel progetto. In questo senso, vi daremo tutta la
sponda politica che può servire, perché durante tutta la campagna elettorale avete
detto che quel progetto sarebbe stato fermato. Lo avete promesso a un quartiere e,
oggi, mi aspetto che venga fermato. Poi rifaremo un altro progetto o troveremo una
soluzione migliore, perché quel cavalcavia resta brutto; non è, perché fermiamo il
progetto, che quel cavalcavia diventa bellissimo. Mi aspetto un'azione forte, così
come promessa in campagna elettorale, per risolvere il problema. Non so se sia vero
che la penale sarà di 20 milioni di Euro e come sarà il futuro se perderemo quel
finanziamento, magari - e io ve lo auguro -, in questo senso, ci mettiamo a
disposizione e cambiamo in meglio quel progetto, perché il progetto che c'è oggi va
fermato.
Vi chiedo anche un gesto di coerenza. Avete promesso a un intero quartiere che
avreste fermato un'opera abominevole e avete vinto le elezioni anche per quello,
perché, analizzando i dati elettorali e come si è votato soprattutto nel ballottaggio,
emerge che in quel quartiere è finita 90 a 10, soprattutto nelle zone adiacenti a corso
Grosseto. È chiaro che, però, l'atto politico che ritengo fondamentale è che, se non lo
fermate, qualcuno andrà a casa, perché le promesse sono un debito, soprattutto quelle
elettorali e soprattutto quelle da parte di chi si vanta di mantenerle. Ribadisco che da
questa parte troverete tutto il supporto per provare a fermare quello scempio. È
chiaro che non è una, perché poi penso anche allo Zoom, per il quale si diceva che lo
zoo non si sarebbe fatto e poi lo Zoom si farà. Dato che le promesse in campagna
elettorale sono facili, perché a chiunque viene a chiedere qualcosa gli si risponde di
sì, adesso è arrivato il momento di realizzarle e chiedo alla Sindaca e all'Assessora
Lapietra di fermare quell'abominio, oppure, come mi diceva mio nonno, se non si
porta una soluzione, si è causa del problema, e voi sarete come gli altri.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola al Consigliere Malanca.

MALANCA Roberto
Intanto, vorrei chiarire di quale tipo di opera stiamo parlando. Stiamo parlando di
un'opera da 175 milioni di Euro, un'opera che è stata appaltata dalla Regione
attraverso la sua azienda SCR e che è nata malissimo. Infatti, ancora prima di partire
ha avuto un sacco di problemi: intanto, il problema di un'IVA che poteva essere
recuperata affidando il bando a Infra.To, anziché a SCR; abbiamo un progetto
definitivo approvato che, l'abbiamo visto addirittura nei verbali del Comune, non va
bene, perché manca un tunnel (ce n'è uno solo, anziché due); abbiamo dei punteggi
assegnati in gara con una minimissima parte legata ad aspetti oggettivi, mentre 76
punti su 100 sono stati legati ad aspetti di tipo discrezionale. Abbiamo avuto delle
differenze di risposte date in corso di gara da SCR, CIPE, Lubatti - l'Assessore di
allora - e la Commissione giudicatrice; abbiamo avuto una gestione della direzione
dei lavori che poteva essere data in house e, invece, si è scelto di appaltarla.
Non parlerò delle questioni di cui, poi, si è occupata perfino la Magistratura (e non
mi risulta neanche che siano ancora finite). Più di recente, abbiamo avuto un
problema con la fognatura, che vuol dire 10 milioni di Euro in più e, probabilmente,
altri tre anni di lavoro; quest'opera non sarà finita prima del 2020-2023 e la Regione
dovrà chiedere il prolungamento della scadenza dei fondi FSC. È un'opera molto
tormentata e nata male.
Questa opera ha anche creato i problemi che l'Assessora evidenziava, però i peggiori
noi non li attribuiamo al traffico automobilistico e alla rotonda del male (di cui
parlava il Consigliere Rosso), con tutte quelle vie che effettivamente si vanno ad
intersecare in quel nodo; avremo anche il problema della linea ferroviaria, che,
probabilmente, sarà fermata da subito, all'inizio dei lavori, per almeno 4 o 5 anni e,
quindi, tutti i pendolari e tutti gli studenti che vengono da Torino, così come quelli
che dovrebbero andare in Aeroporto, non potranno utilizzare questa ferrovia per tutto
il periodo.
Noi siamo contrari a questa opera, perché riteniamo che crei un vero e proprio danno
a tutta la mobilità cittadina e metropolitana. Il danno originale di questa opera risale
addirittura al 2001, quando dalla Giunta Chiamparino fu scelto di sottopassare la
Dora con il Passante, creando così 14 metri di dislivello tra le due ferrovie (quella
della Torino-Ceres e quella del Passante), che sono stati giudicati irrecuperabili
nonostante 5 o 6 tipi di progetto per potersi collegare.
Per fare questo sottopassaggio furono distrutte opere già realizzate, creando un danno
che da alcuni è stato valutato in 300 milioni di Euro per le opere che poi sono state
necessarie (di cui 22 milioni di Euro soltanto di indennizzi per penali). Si preferisce
scavare, gettare cemento e aprire cantieri mai finiti, senza contare i negozi della zona
che chiuderanno ancora di più di quanto non stiano già facendo e le case che
diventeranno invendibili, inaffittabili e, in sostanza, invivibili per tutto il periodo del
cantiere.
Quello che dà più fastidio sono le conseguenze sul lungo termine: quella zona, dove
oggi c'è la stazione Dora (una zona, tutto sommato, non ancora completamente
morta, dove c'è comunque un po' di commercio e di studenti che vanno a prendere il
treno, per cui scendono lì), verrà sostanzialmente abbandonata; chiudendo due
stazioni nuove e un tunnel ferroviario, che nel 2001 non aveva neanche 10 anni di
vita, quella zona sarà abbandonata al ruolo di zona di passaggio per il traffico
automobilistico veloce, dove la gente non si fermerà e non ci andrà nemmeno a
passeggiare, a causa del rumore e dell'inquinamento.
Arriviamo però a quello che consideriamo il danno maggiore: che cosa succederà
alla linea della Torino-Ceres, che potrebbe essere trasformata in una linea quasi
metropolitana, cioè ad alta frequenza, tra Torino, l'aeroporto, la Reggia, le valli e lo
stadio (tutto quello che viene collegato da questa linea); se la infiliamo nel Passante,
non riusciremo ad avere delle frequenze da 5-10 minuti, come si conviene a una
Linea Metropolitana.
La nostra proposta non va nella direzione del blocco dell'opera tout court. Noi
chiediamo che vi sia la possibilità di prendere questa linea che porta nelle Valli di
Lanzo e di riportarla a Torino attraverso la Stazione Dora, per arrivare, in futuro, a
collegare Porta Nuova e la Metropolitana con la Linea 1. Nel frattempo, è collegabile
con la Linea 10 e dalla Stazione Dora vi è anche la possibilità di collegarla con il
Passante attraverso dei collegamenti pedonali automatizzati. Infine, auspichiamo una
fattiva collaborazione tra le varie Amministrazioni, in particolar modo tra il Comune
e la Regione, per evitare di causare ulteriori danni a questa Città e perdere i
finanziamenti di cui abbiamo una fortissima necessità, ma che vogliamo siano
indirizzati su lavori utili e non dannosi.

VERSACI Fabio (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessora Lapietra.

LAPIETRA Maria (Assessora)
Intanto, sono molto contenta di vedere che, finalmente, la minoranza lavora insieme
alla maggioranza, nel senso che è un problema sentito da tutta la città e vi chiedo
veramente un supporto, visto che i Consiglieri Rosso, Lubatti e Ricca mi hanno
dimostrato il loro appoggio per corso Grosseto.
Io ne avrò bisogno, perché il progetto non è stato approvato dalla Città, addirittura la
Città non era in Commissione e, quindi, era proprio un progetto regionale. In questo
momento, noi non possiamo togliere un finanziamento ministeriale alla Regione;
quello che possiamo fare è valutare veramente bene sia gli atti sia le conseguenze di
questo progetto, perché - rispondo anche al Consigliere Ricca - noi non vogliamo
perdere dei soldi o non ottenere dei finanziamenti, ma vogliamo ottenerli per opere
giuste e utili che siano per il bene alla popolazione. Questo è il nostro punto
fondamentale. Per fortuna, ci siamo trovati benissimo con il Ministro Delrio, nel
senso che è una persona speciale, ci ha ascoltato ed è d'accordo con noi su molti
punti, non solo a livello di risorse economiche e di finanziamenti, ma anche di
impatti negativi sulla città. Ha valutato con noi il progetto di corso Grosseto ed è
concorde con noi su molti punti, quindi andremo avanti.
Bisogna sempre pensare, però, che il progetto non è nostro e, quindi, per andare
avanti, abbiamo bisogno di tutto il vostro supporto, perché l'operazione è complessa;
purtroppo, non è un progetto del Comune di Torino.

VERSACI Fabio (Presidente)
Le comunicazioni sono state effettuate.
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