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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 16 Luglio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 27
MOZIONE 2007-04419
?SFIDUCIA NEI CONFRONTI DELL'ASSESSORE ALLE RISORSE EDUCATIVE SARAGNESE? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI GHIGLIA, VENTRIGLIA, GALASSO, LONERO E RAVELLO IN DATA 2 LUGLIO 2007. *CUNTR?-LO RUSSO* #CG# [testo coordinato]
scrutatori: Troiano, Gallo Stefano, Grimaldi
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di mozione n. mecc. 200704419/02, presentata in data 2 luglio 2007, avente per oggetto:
"Sfiducia nei confronti dell'Assessore alle Risorse Educative Saragnese"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
A questa proposta di mozione sono stati presentati tre emendamenti, che sono stati accolti dall'Ufficio di Presidenza, ancorché presentati fuori tempo, in ragione delle motivazioni politiche che li sostengono.
Qualcuno chiede la parola per illustrare la mozione?
Informo che, a termini di Regolamento, chi illustra la mozione ha 5 minuti di tempo più 5, ogni Capogruppo ha 5 minuti e gli altri Consiglieri 3 minuti ciascuno.
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Non voglio dilungarmi troppo.
Il mio Gruppo ha presentato una mozione molto equilibrata, cercando di evitare i toni di pura e sterile contrapposizione e richiamando, invece, il Sindaco Chiamparino (che non vedo in Aula, anche se la mozione riguarda un suo Assessore), proprio perché ritenevamo che la solidarietà data dall'Assessore Saragnese a tre delinquenti, che sono poi stati arrestati (è vero che sono anche stati liberati, ma prima sono stati arrestati e in futuro saranno processati), fosse un fatto grave in sé.
Non è un fatto politico, è un fatto grave; perché, a fronte di filmati della Questura, di scontri all'Università (che, negli ultimi anni, avevano avuto pochi precedenti), di testimonianze e di un arresto - badate, Consiglieri - avvenuto neanche in flagranza di reato, ma determinato dallo studio approfondito dei documenti e degli atti visivi di una giornata di ordinaria guerriglia all'Università, a noi sembrava un fatto oggettivamente grave che un Assessore del Comune di Torino, che dovrebbe avere le deleghe all'istruzione, volesse impartire, probabilmente agli studenti delle scuole torinesi, quel principio, ben poco democratico, secondo cui all'Università non si va per studiare, ma per impedire violentemente, con aggressione alle forze dell'ordine e agli studenti, di esercitare la campagna elettorale per le elezioni universitarie.
Il fatto che l'Assessore all'Istruzione del Comune di Torino (avremmo voluto prescindere dalla persona, ma ci è stato detto che, se non avessimo attaccato personalmente l'Assessore Saragnese, non avremmo potuto far votare la mozione, quindi abbiamo dovuto emendarla, per cercare di essere equilibrati - la democrazia, Presidente Coppola, ci rimette sempre -) vada a sottoscrivere l'appello per la liberazione di tre persone arrestate un mese dopo i fatti violenti avvenuti all'Università di Torino, ci sembrava - e ci sembra - non tanto incredibile, quanto inconcepibile con il ruolo etico, di rappresentanza e di equilibrio di tutta la città che un Assessore deve avere, così come lo deve avere il Sindaco.
Allora, Consiglieri, se l'appello fosse stato a favore del pluralismo (così come noi avevamo cercato di fare con la richiesta di Consiglio straordinario, presentata insieme ai Consiglieri della minoranza, sulla libertà di parola all'Università), se l'appello fosse stato a favore dell'Università libera, del diritto allo studio, della democrazia, della possibilità di tutti di frequentare le Aule universitarie, senza prendersi una pietra in testa, soltanto perché non la si pensa come chi occupa illegalmente spazi universitari e cittadini, noi avremmo addirittura presentato una mozione di complimenti a favore dell'Assessore Saragnese! Ma non si può andare a firmare l'appello "Liberate tre delinquenti a prescindere da un processo". Ma questo, Consiglieri, vi sembra istinto legalitario? Vi sembra la norma? E' giusto che un vostro amministratore, prescindendo dagli elementi di fatto che portano all'arresto di tre delinquenti, vada a firmare un appello per la loro liberazione? E' normale in questa città? Voglio chiederlo a voi.
Guardate, a me non frega niente: votate a favore, votate contro, mangiatevi la scheda, non è questo il punto.
Sappiate che nulla ci convincerà mai che è normale, per un amministratore pubblico che dev'essere garante di tutti, come un Sindaco, firmare un appello a favore della liberazione di persone immortalate all'Università nell'atto di aggredire fisicamente esponenti delle forze dell'ordine, che tentavano disperatamente di interporsi rispetto all'aggressione fisica di studentesse e di studenti nell'atrio di Palazzo Nuovo.
Su questo non ci convincerà mai nessuno, perché è una cosa che non esiste! Non esiste per nessuno, ma non dovrebbe esistere soprattutto per chi ha responsabilità pubbliche.
È per questo motivo che il comportamento dell'Assessore Saragnese è un atteggiamento eticamente sbagliato, moralmente sbagliato, amministrativamente inaccettabile, politicamente inaccettabile. Perché - vedete - se fosse stato il Capogruppo dei Comunisti Italiani o di Rifondazione a fare una cosa così, si sarebbe detto: "Va beh, sono Comunisti, è logico che firmino questi appelli". In questa città, infatti, i Comunisti hanno sempre firmato gli appelli a favore dei delinquenti dei centri sociali; non firmano la solidarietà ai negozianti con le vetrine distrutte, ma firmeranno sempre la solidarietà a chi le distrugge. Ma è normale che i Comunisti ragionino così. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). D'altronde, i centri sociali si richiamano notoriamente all'estremismo di sinistra.(INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma l'avete fatto, Consigliere Gallo! Non può arrabbiarsi, perché l'avete fatto! Non è colpa mia, se lo fate! Siete andati ad occupare un'ex caserma in Via Bologna!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Consigliere Ghiglia, si rivolga alla Presidenza.

GHIGLIA Agostino
Presidente, hanno avuto addirittura l'ardire di occupare un'ex caserma, con tanto di Vicepresidente della Circoscrizione, e parlano anche! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Vede, questa è un'altra peculiarità dei Comunisti: si può dire soltanto quello che loro vogliono che tu dica. Ma noi non siamo Comunisti proprio per questo! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Proprio perché abbiamo la libertà di dire le cose, sempre e comunque! Anche in questa città, viva Dio!
Vengo disturbato, signor Presidente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Consiglieri, per cortesia, avrete tutti modo di intervenire e di esprimere il vostro pensiero liberamente, ci mancherebbe altro. (INTERVENTI FUORI MICROFONO) Certamente. Nessun comizio in Aula.

GHIGLIA Agostino
Presidente, non lo so, ma devo chiamare il Sindaco Chiamparino a garantire la mia libertà?

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
No, la ringrazio.

GHIGLIA Agostino
Il Sindaco Chiamparino ha stigmatizzato, a mezzo stampa, il comportamento dell'Assessore Saragnese, caro Consigliere Gallo e cari compagni di Rifondazione! Il Sindaco! Non Ghiglia, non Alleanza Nazionale, non la Casa della Libertà. Il Sindaco!
Crediamo, quindi, che, anche questa sera, il Sindaco sarà conseguente, perché altrimenti sparerà, come al solito, i "super bum", cioè farà il duro sui giornali ed il molle negli atti (e noi non ci stupiremmo, perché lo conosciamo da tanti anni).
Però è vero che la prima "stigmatizzata" l'ha fatta lui, il Sindaco Chiamparino. Chiamparino, il capo della vostra coalizione, ha detto chiaramente che questo Assessore ha sbagliato. E visto che ha sbagliato lui, Consiglieri, non è che andiate a casa voi, ma si chiama l'Assessore. Perché, secondo me, l'Assessore Saragnese - e dico questo personalmente, ci mancherebbe, anche per i richiami che ci potrebbero essere rispetto alle dichiarazioni che faccio e di cui mi assumo sempre la responsabilità - non è degno di sedere su quei banchi, non è degno di rappresentare questa città, non è eticamente e moralmente degno, caro Presidente Coppola - mi rivolgo a lei - di continuare a fare l'Assessore, anche mio, soprattutto perché fa l'Assessore all'Istruzione e questa è un'istruzione che non vorrei fosse data né ai miei figli, né ai miei nipoti.
Aggiungo un ultimo particolare e chiudo il mio intervento (poiché non voglio rubare troppo tempo, Presidente, visto che dispongo di soli 10 minuti): l'Assessore Saragnese ha anche partecipato ad un corteo di squatter a San Salvario! Non bastasse la sottoscrizione a favore dei delinquenti, era anche in prima fila con coloro che occupano abusivamente i centri sociali della città.
Anche su questo aspetto, caro Presidente Coppola, non sarà un voto a farci cambiare idea sul fatto che sia una cosa profondamente sbagliata.
Nella vita di una persona, Presidente, può esistere una giacca sola, se quella persona ha un minimo di dignità umana e di coerenza politica personale; si può far politica, dicendo e facendo quel che si vuole. Quando si amministra una Città e si rappresenta la collettività, ci vogliono dei limiti, e per chi non riconosce questi limiti, Presidente, ci vuole qualcuno che glieli faccia riconoscere!
Questo è lo spirito della nostra mozione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Il Consigliere Ghiglia ha parlato per 10 minuti: i primi 5 li ha utilizzati per illustrare la mozione, di cui è primo firmatario, e i restanti 5, come attribuiti dal Regolamento ad un singolo Consigliere per ogni Gruppo.
La parola al Consigliere Buttiglione, che dispone di 5 minuti.

BUTTIGLIONE Rocco
Il Sindaco non è presente, quindi non mi rivolgerò a lui.
Vorrei ricordare ai Consiglieri che la situazione dell'emergenza terrorismo in Italia continua a destare grande preoccupazione. Se leggete i giornali ed avete presente quanto è avvenuto negli ultimi mesi, saprete che esistono nuclei delle Brigate Rosse che tentano di riorganizzarsi, e abbiamo motivo di ritenere che Torino - nella Storia, città simbolo anche delle Brigate Rosse, ahimè - sia uno degli obiettivi prioritari di questa riorganizzazione.
Di recente, grazie all'encomiabile attività della Procura di Milano, abbiamo avuto le prove di questa riorganizzazione: sono stati scoperti depositi di armi e abbiamo avuto anche modo di gettare un'occhiata nella strategia che le nuove Brigate Rosse intendono sviluppare. Per la verità, non si tratta di una strategia con grandissime novità: l'azione armata viene vista come un'azione di avanguardia, che deve collegarsi con comportamenti violenti, da favorire, da suscitare. Occorre rompere il tabù della violenza. Ed è stato mostrato, in modo efficace, che esiste un'infiltrazione delle Brigate Rosse nell'ambiente di quella che una volta era l'autonomia operaia e oggi è la catena dei centri sociali più estremistici diffusi sul territorio.
Si vuole legittimare la violenza, si vuole educare alla violenza una generazione, si vuole rimuovere il tabù della violenza, e quest'opera di infiltrazione delle Brigate Rosse si congiunge con un fenomeno molto grave di diseducazione: la violenza dei minori, che va crescendo all'interno della nostra società, anche indipendentemente dalla politica.
Ricordate il caso dell'Ispettore Raciti: giovani che vanno allo stadio non per guardare la partita, ma per picchiare i poliziotti, e che ritengono che questa sia una forma di espressività che la società deve, in qualche modo, tollerare, se non perfino incoraggiare.
L'episodio avvenuto a Torino si colloca all'incrocio di queste realtà.
Non voglio caricare troppe croci sulle spalle degli autori dell'aggressione, però si vuole certamente tornare ad una mentalità e ad un costume per cui l'aggressione all'avversario politico in Università è tollerato, per cui si ritiene che esistano delle aree della società nelle quali vale una legge che non è la legge dello Stato,quindi, tornando ad una cultura per la quale il monopolio della forza viene sottratto allo Stato.
Di fronte a questo, ogni atteggiamento di legittimazione e di malintesa comprensione, ogni atteggiamento che non collabori ad una rigorosa esclusione ed emarginazione di chi si rende colpevole di questi comportamenti è in una situazione di collusione con un pericolo grave per la democrazia italiana.
Questo appello non ve lo rivolgo io, un Consigliere dell'opposizione; cose non molto diverse sono state dette in più di un'occasione dal Capo dello Stato. L'idea che si possa fare politica con la violenza e che si possa dimenticare che l'avversario politico è comunque un essere umano e, come tale, titolare di diritti inviolabili, e per di più un cittadino italiano, quindi titolare anche dei diritti di azione politica, parimenti inviolabili, è estremamente pericolosa per la nostra democrazia.
Personalmente, non sono a conoscenza di tutti i dati. L'Assessore si è scusato? Ha ritrattato le proprie affermazioni? L'Assessore ha espresso parole di inequivocabile condanna per l'aggressione e per comportamenti analoghi che hanno luogo nella città di Torino o altrove nel Paese, o ha confermato? Dopo la riprovazione espressa dal Sindaco, l'Assessore ha sentito l'elementare dovere di scusarsi? Non so se l'Assessore intenda farlo nella giornata di oggi. Certo, credo che questo avrebbe un impatto e sarebbe importante anche per le decisioni che questo Consiglio Comunale deve prendere.
Da quanto mi risulta, non esistono gesti inequivocabili con i quali l'Assessore condanni quei comportamenti e anche il proprio comportamento, sbagliatissimo, di solidarietà.
Un Assessore esprime la cittadinanza di Torino. È l'espressione di Torino. Fino a prova contraria, un Assessore esprime questa città. Questa città non collude, non deve colludere e non vuole colludere con la violenza, ed è per questo che, salvo fatti nuovi, noi voteremo a favore della mozione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia, che dispone di 3 minuti.

VENTRIGLIA Ferdinando
Personalmente, sono meno scandalizzato del Consigliere Ghiglia per la partecipazione dell'Assessore Saragnese a questo appello, così come per la sua partecipazione alle ronde o antironde, come le hanno definite i giornali, a San Salvario. Siamo abbastanza abituati a queste cose.
Ricordo che al povero Assessore Alberione, per avere sfilato con gli squatter, il Sindaco Castellani, per una volta più conseguente del Sindaco Chiamparino, ritirò immediatamente le deleghe. Quindi, è pazzesco che il Sindaco Chiamparino, che passa (o si passa) volentieri per essere un decisionista, debba avere come esempio e come modello, in fatto di decisioni, il Sindaco Castellani. È veramente tutto dire!
Io vorrei anche spersonalizzare. Evidentemente, non c'è il problema dell'Assessore Saragnese, ma siamo di fronte ad un problema politico. Se il Consigliere Ghiglia mi avesse chiesto di collaborare all'escamotage tecnico di inserire degli emendamenti con valutazioni di carattere personale sull'Assessore Saragnese, non avrei scritto gli emendamenti che sono stati prodotti, ma, per esempio, avrei fatto un emendamento e mi sembra altrettanto grave che l'Assessore Saragnese, nel suo essere Assessore, si presenti in Aula ruminando un chewing-gum. È una cosa altrettanto disdicevole che partecipare con i colleghi degli squatter. È una questione personale, ma non è un problema politico.
Il problema politico, Sindaco, è doppio. Da un lato c'è il problema della sua coalizione; è inutile che il Sindaco vada in giro a firmare appelli di Rutelli piuttosto che della Coldiretti, quando fa la scampagnata alla domenica, contro l'estrema sinistra, o che a mezzo stampa sconfessi l'Assessore. Sia conseguente almeno quanto lo è stato il Sindaco Castellani. Doveva essere il Sindaco a chiedere un gesto riparatore all'Assessore proprio per quanto ha detto il Consigliere Buttiglione, se no anche qui tante parole, ma fatti niente! E che il Sindaco debba sfigurare rispetto al suo predecessore Castellani è veramente un paradosso che comincia a dirla lunga sul suo modo di essere coerente.
Il secondo aspetto - quello più grave - è quello che citava prima il Senatore Buttiglione. È chiaro che ognuno di noi ha diritto ad esprimere le proprie opinioni come meglio crede, del resto nessuno si è scandalizzato del fatto che nell'appello a favore di questi tre signori, processati per aggressione alle forze dell'ordine, ci sia una lunga lista di docenti universitari; già questo è un fatto preoccupante in sé. Ma un Assessore, che è tale, su delega del Sindaco, in quanto rappresenta un'articolazione dell'Amministrazione Comunale, che ha una sua unitarietà nel rappresentare tutti i cittadini, non può e non deve dare segnali di carattere ambiguo. Su questo io mi riconosco totalmente nelle parole del Senatore Buttiglione.
Non si può, da Assessori, essere liberi di strizzare l'occhio ad ambienti che praticano la violenza come metodo di lotta politica, non l'hanno mai sconfessata e la praticano e la confermano tutti i giorni! Se vuole fare il Capogruppo dei Consiglieri di Rifondazione, si candidi e lo faccia, ma un Assessore non può! E anche in questo ci spiace di vedere una strana contraddizione, quasi una schizofrenia del Sindaco Chiamparino. Ci sarà, probabilmente, un suo sosia che rilascia le dichiarazioni alla stampa, oppure c'è il suo sosia che viene in Aula. Non è lui, chiedo un test del DNA!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa, che dispone di 5 minuti.

CAROSSA Mario
Sindaco, non bastano e non sono sufficienti le dichiarazioni alla stampa; se lei fosse coerente, dovrebbe far seguire, alle dichiarazioni della stampa, anche delle prese di posizione forti.
Non voglio ripetere quanto detto dai miei Colleghi, ma è pacifico che bisogna distinguere: nessuno vieta a nessuno di dire ciò che pensa, ma quando uno decide e accetta l'onere di essere un Assessore, come accetta l'onere di essere un Sindaco, è il Sindaco e l'Assessore di tutti, e quindi deve cercare di mettere da parte la sua casacca partitica. Deve assolutamente cercare di metterla da parte!
Non voglio discutere del fatto che, nell'ottica di questa maggioranza, in base agli accordi esistenti, a Rifondazione Comunista spetti quest'Assessorato; però, ritengo che, se l'Assessore Saragnese non riesce a scindere questi due ruoli, da parte sua sarebbe corretto lasciar perdere la carica che riveste, il suo compito oneroso di Assessore, per dedicarsi, eventualmente, unicamente al Partito.
M'imbarazza un po' dover parlare ulteriormente di tali questioni, perché, a parole, tutti condanniamo qualsiasi forma di terrorismo e di violenza, ma, purtroppo, così non avviene, nel momento in cui si arriva ai fatti.
Poi, mi permetto di dire che bisognerebbe considerare un'altra questione, riguardo a questi tre personaggi: almeno due di essi saranno persone intelligentissime, secondo me, perché, se frequentano ancora l'Università a 27 anni, saranno almeno alla seconda o alla terza laurea!
L'altra grave questione è che l'Assessore abbia firmato l'appello alla liberazione - peraltro, dagli arresti domiciliari, non da chissà quale galera! - di queste tre persone, e la gravità sta proprio nel fatto che abbiano compiuto atti di violenza all'interno dell'Università!
Sarò pure vecchia maniera, ma credo che, all'interno dell'Università, occorra andarci per studiare, per imparare qualcosa, e non per compiervi atti di violenza!
Peraltro, come ho già detto in altre occasioni, vengo da un periodo - il 1970-1975, che ci ricordiamo tutti -, nel quale fatti simili, purtroppo, erano all'ordine del giorno, tanto all'interno quanto all'esterno dell'Università.
Innanzitutto, mi aspetterei che, da Assessore, anziché da persona di Partito, non dico chiedesse scusa, ma, quantomeno, riconoscesse (in linea con quanto detto dal Sindaco Chiamparino sui giornali) di aver compiuto una leggerezza.
Non vorrei veramente assistere sempre e soltanto alla condanna delle Forze dell'Ordine, mentre non vengono mai condannati simili personaggi, i quali, comunque, compiono atti violenti, perché ribadisco che questo hanno fatto!
Non bisogna giustificare i loro atti, dicendo che "c'erano i fascisti... il saluto romano..." o quant'altro, perché hanno compiuto atti violenti, quindi, non bisogna assolutamente né assolverli né, tanto meno, giustificarli!
Purtroppo, tutti ricordiamo la frase, che circolava molto fra i vostri esponenti della Sinistra intorno agli anni Settanta, quando iniziarono ad operare le Brigate Rosse, secondo la quale "erano solo compagni che sbagliavano"! Ebbene, non vorrei che, continuando con queste giustificazioni, si arrivasse nuovamente a simili fatti!

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
Poco fa, ho sentito alcune parole, che mi paiono un po' fuori luogo.
Ovviamente, quando si evoca lo spettro del terrorismo, diventa quasi impossibile non ribadire che nessuno intenda sottovalutare l'eventualità che si ripeta un tale, drammatico fenomeno, così come, quando si sente parlare di educare alla violenza o di collateralismo nei confronti di movimenti, gesti o forme di violenza, non si può che essere in qualche misura obbligati a ripetere, per l'ennesima volta, quanto sia necessario non abbassare mai la guardia.
Però, in tutta sincerità, devo dire che ho anche l'impressione che occorra fare molta attenzione a non gridare "Al lupo, al lupo!" quando non vi sono i presupposti per farlo, perché le parole, se vengono usate con troppa leggerezza, si svalutano e, in tal caso, non riescono più ad avere l'effetto di promuovere azione, attenzione e comportamenti conseguenti.
So che, quando si sfiorano simili argomenti, non si può fare a meno di ripetere quella serie di affermazioni di principi, nei quali - sia chiaro - credo fermamente, come pure tutte le forze politiche di questa maggioranza.
Tuttavia, se stiamo alla vicenda, forse, i toni (sia offensivi dal punto di vista personale, sia così drammaticamente accesi) sono fuori luogo, poiché vi è stato un gesto, da parte dell'Assessore Saragnese, che - lo dico con molta chiarezza - non avrei compiuto e, dal punto di vista dell'opportunità politica, non condivido nel merito; tuttavia, si tratta di un gesto che va considerato per quello che è, al quale è immediatamente seguita una rettifica o, meglio, una precisazione, da parte dello stesso Assessore, sul significato della sottoscrizione di quell'appello.
Probabilmente, alcuni illustri esponenti dell'opposizione non hanno avuto occasione di leggerla sui giornali, ma mi risulta che l'Assessore Saragnese, con molta chiarezza, abbia precisato di non aver inteso assolutamente esprimere sfiducia, né nei confronti della Magistratura, chiamata ad accertare la verità dei fatti, né tanto meno nei confronti delle Forze di Pubblica Sicurezza, che, in via di provvedimenti provvisori e d'urgenza, hanno limitato la libertà personale di alcuni studenti o giovani partecipanti alla manifestazione.
Quindi, com'è stato giustamente riconosciuto in Conferenza dei Capigruppo, la vicenda che stiamo discutendo oggi, in Aula, è tutta politica e - diciamolo pure con chiarezza - riguarda un voto di fiducia, nei confronti non tanto di un singolo gesto dell'Assessore Saragnese, quanto, più in generale, nei confronti della forza politica alla quale egli appartiene (Rifondazione Comunista) e, ancora più in generale, sulla tenuta di questa maggioranza, che vede al proprio interno, fin dall'inizio della tornata amministrativa, il Gruppo e la forza politica di Rifondazione Comunista.
Pertanto, al di là del giudizio sull'opportunità o meno della sottoscrizione ed esprimendo il massimo apprezzamento per i chiarimenti che sono seguiti, a nome de L'Ulivo dichiaro che voteremo contro questa mozione, poiché, nel merito, è priva di fondamento e, dal punto di vista politico, vogliamo ribadire che questa maggioranza vorrebbe essere più impegnata sulle questioni di governo della città che non a dimostrare, ad un'opposizione probabilmente a corto di argomenti, di essere coesa.
Perciò, anche per questa ragione, abbiamo evitato qualsiasi contrapposizione procedurale sulle modalità di votazione e acceduto, quindi, alla richiesta di voto segreto, convinti di poterci liberare più velocemente da quest'inutile polemica, per poterci così concentrare sul merito delle tante misure amministrative di cui la città ha bisogno e che, naturalmente, abbiamo tutta l'intenzione di realizzare.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
È vero, ha ragione il Consigliere Giorgis, quando dice che bisogna stare attenti alle parole; però, cari Consiglieri e caro Sindaco - mi rivolgo pure a lei - bisogna anche stare attenti alle interviste!
Lo stesso giorno in cui, in Aula, votammo la sfiducia al City Manager, Vaciago rilasciò un'intervista, nella quale dichiarò che, il giorno dopo, avrebbe sparato a 360 gradi le sue, reali o presunte, verità.
Vede, Sindaco, i suoi uomini che le siano più o meno vicini (ho citato quello che considero a lei più vicino, ma considero tale anche l'Assessore Saragnese), hanno una strana sindrome. Stamattina, infatti, chi ha letto i giornali (un tempo dissi che non li leggevo, mentre adesso mi sono messo a leggerli nuovamente) avrà visto che il suo Assessore è stato preso da questa sindrome, avendo dichiarato, oggi, a "La Repubblica", in questo ping-pong, che è inutile il voto su di lui e che quindi è necessario andare oltre. Soprattutto, da Assessore che ha dato solidarietà a chi ha causato disordini (come dirò dopo) e che ha manifestato un certo comportamento, si permette anche di dare lezioni al Consiglio Comunale! Vorrei chiedere all'Assessore Saragnese dove vive! In Sala Rossa o in un Consiglio Comunale di un'altra città, dal momento che ricorda all'opposizione che sarebbe meglio chiedere meno comunicazioni e voti di fiducia o sfiducia per dare possibilità alle deliberazioni di procedere? Ma a quali deliberazioni si riferisce, Assessore Saragnese, se in questo anno abbiamo passato Consigli Comunali ad affrontare soltanto interpellanze e mozioni dell'opposizione? Non certo alle sue o a quelle dei suoi Colleghi! Nel 70% dei Consigli Comunali non sono state presentate deliberazioni, quindi se vuole affrontare argomenti seri, ammesso che i nostri non lo siano, si premuri, durante la riunione settimanale di Giunta, di produrre e di far produrre dai suoi Colleghi delle deliberazioni e non si permetta, oltre a quanto ha già fatto, di dare consigli o esprimere un giudizio sprezzante nei confronti del Consiglio Comunale, che sarebbe composto (e mi rivolgo anche a voi Colleghi della maggioranza) da perditempo stimolati da un'opposizione che, come diceva il Consigliere Giorgis, non ha altri argomenti!
Non è così! Il nostro argomento, oggi, è di manifestare la sfiducia nei suoi confronti, non in quelli del Sindaco e della Giunta; non è una sfiducia politica e nemmeno vuol essere la prova nei confronti della vostra maggioranza. Se avete una maggioranza e ci credete (Presidente, mi rivolgo a lei perché sentano i Consiglieri dei banchi della maggioranza), il voto segreto non è un problema, ma mi chiedo se sia possibile che questa maggioranza a Torino permetta, come a Roma, che ci sia chi fa il "partito di governo" e "il partito di lotta" (arriverò poi al merito)! È eticamente corretto e possibile, Sindaco, che ci siano persone che usufruiscano della possibilità di governare all'interno della sua Giunta e in questa Città che poi costituiscano il "partito di lotta"? Questo avviene a Torino, come a Roma. Pongo questa domanda a lei e anche alla parte del nascente Partito Democratico che si definisce riformista e che afferma che occorre adottare l'etica della responsabilità e quindi del governo. Peccato che, dei vostri "compagni di viaggio", utili fino ad oggi per vincere le elezioni e meno utili in Aula, potreste anche fare a meno, nel senso che la sua maggioranza è tale che potrebbe, se volesse, "scaricare" anche questa parte della sua maggioranza (ma certamente non lo farà e non lo auspico).
Chiedo, quindi, ai Colleghi della maggioranza del Partito Democratico, de L'Ulivo, ai Moderati e ai Riformisti se sia possibile che ci siano partiti che fanno quello che vogliono, anche se il Sindaco dice che questo non avviene più. Il Partito Comunista di un tempo era un "partito di lotta e di governo", ma avete detto tutti che, ormai, è una parte della storia che dobbiamo dimenticare tutti insieme.
Per molti di voi essere chiamato "compagno" è diventato un insulto invece che una prerogativa come in passato e adesso si permette che all'interno della maggioranza ci sia qualcuno che fa quello che vuole? Permettete che l'Assessore Saragnese dia la sua solidarietà a tre persone che hanno sfasciato l'Università e poi continui a governare la Città? Siamo preoccupati come amministratori, come cittadini, ma anche del fatto che permettiate questo, perché allora ci viene il dubbio che non siate sinceri nelle vostre intenzioni e che quindi vada tutto bene così, pur di mantenere il governo della Città.
Non mi aspetto scuse dall'Assessore Saragnese (comportamento che, peraltro, penso sia nello stile che ha dimostrato fino ad oggi), ma mi aspetterei un atto di responsabilità non soltanto nel voto, ma anche negli atteggiamenti, da parte della restante parte della maggioranza.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Presidente, sono esterrefatto per la piega presa da questo dibattito. È vero che il famoso vecchio proverbio dice "il lupo cambia il pelo, ma non il vizio" (e ancora oggi abbiamo avuto la dimostrazione di questa verità proverbiale), ma credo che l'intervento durissimo, violento e anche volgare, dal mio punto di vista, del Consigliere Ghiglia, ci sposti da una discussione seria sul merito del problema.
Non so se l'Assessore Saragnese abbia agito bene o male e non entro nel merito della sua azione, perché il fatto di poter aderire a degli appelli rientra nella sua libertà di coscienza. Non so come avrei agito io, forse non allo stesso modo, perché credo che il ruolo che si riveste debba essere orientato a certi tipi di comportamenti, ma confermo l'ampia stima all'Assessore Saragnese al quale, oggi, voglio ancora più bene.
Questi attacchi, provenienti dal centrodestra, dimostrano, Consigliere Cantore, una debolezza e sono segno di una mancanza di proposta politica nel governo di questa Città, perché ci si comporta così quando si è deboli, presentando prima una mozione di sfiducia al Direttore Generale e poi all'Assessore Saragnese. Vedremo a chi toccherà la prossima mozione. Ripeto che questo è un segno di debolezza.
Mi rammarico che un Senatore della Repubblica, il Senatore Buttiglione, stabilisca una sorta di parallelismo tra quanto è accaduto all'Università ed i fatti di terrorismo. Credo che questo comportamento dimostri "un'assunzione di irresponsabilità" da parte di un Senatore ed ex Ministro della Repubblica che stigmatizzo in questa Aula. Credo, infatti, che il Consigliere Buttiglione sappia che quei fatti, su cui la Magistratura sta indagando e che hanno visto fronteggiarsi due fazioni politiche (in una delle quali vi sono stati degli arrestati e degli indagati e nell'altra, sulla quale si dovrà far luce, persone che hanno scavalcato cancelli e salutato con il saluto fascista), non c'entrano per nulla con il terrorismo. Non volevo ricadere in una discussione già fatta. Il Consiglio Comunale ha stigmatizzato quei fatti di violenza e, il giorno dopo, ha condannato quanto avvenuto all'Ateneo di Torino. Oggi, si parla nuovamente della vicenda perché l'opposizione, ormai, con la politica ha questo tipo di approccio. Credo occorra governare questa città; aiutateci a farlo e a non "cavalcare la tigre" su quanto accade in questa città sull'ordine pubblico e sulla vicenda dell'Ateneo.
Credo abbiate enfatizzato un fatto, dimostrando, oggi, la vostra strumentalità. Ricordo ai Colleghi non presenti alla Conferenza dei Capigruppo che oggi si discute una mozione che precedentemente era stata impostata in altro modo. Infatti, dopo che il Segretario Generale, con un suo parere, aveva espresso una valutazione relativamente al voto palese su quella mozione, i Colleghi dell'opposizione hanno elaborato, velocemente, emendamenti sulle qualità morali dell'Assessore Saragnese. Trovo questo comportamento veramente becero, perché, semmai, la mozione avrebbe dovuto essere allestita prima! Il vostro comportamento, oggi, dimostra che state strumentalizzando un fatto su una persona a cui rinnovo la mia stima politica, perché sta facendo bene l'Assessore all'Istruzione!
Ripeto che l'appello a quell'iniziativa riguarda l'Assessore Saragnese, che si è assunto la responsabilità del suo comportamento.
Rinnovo la stima politica all'Assessore Saragnese e ripeto che la discussione preliminare della mozione in Conferenza dei Capigruppo dimostra quanto facciate perdere tempo al Consiglio Comunale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Galasso.

GALASSO Ennio Lucio
Mi duole dover intervenire in questo dibattito, posto che con l'Assessore Saragnese, in più di un'occasione, in alcune cerimonie, si era parlato di armonia, di bene comune, di educazione sociale e popolare. E non posso non sottolineare, come già ha fatto il Consigliere Ghiglia, che è Assessore non all'Istruzione, ma alle Risorse Educative; quindi, se i termini hanno un significato, se il linguaggio non deve essere svalutato, dobbiamo tener conto anche di questo. Allora, da un punto di vista istituzionale e politico, non possiamo minimizzare questo e voglio ricordare, al Consigliere Giorgis (lui parla di vocaboli fuori luogo, di svalutazione delle parole), che, nelle manifestazioni, vi è sempre un carattere evolutivo deviante. Così come dallo spinello si passa alla droga pesante, dal furto si passa alla rapina e dagli episodi di violenza si trova quel terreno di cultura sul quale si va ad alimentare anche il terrorismo. Questo è pacifico, questa è storia.
Non è una valutazione, ma una constatazione della realtà. Senza ripetere i concetti già esposti dagli altri Consiglieri dell'opposizione, voglio chiedervi di darci un segnale.
È eccessiva la proposta di mozione, è eccessiva la richiesta di revoca?
Perché non avete presentato tempestivamente un emendamento che si limitasse alla censura della condotta posta in essere dall'Assessore? Non lo avete fatto tempestivamente, perché non ci avete pensato? E perché, in Aula, non date un significato più pregnante a questa valutazione? È troppo comodo dire: "Io questo non lo condivido, ma poi, offro la più completa solidarietà"! Così come diventa sì svalutativa la riprovazione del Sindaco, se a quest'ultima non segue nessuna conseguenza. Diventa mero "flatus vocis" e non è questo che si chiede. Non è questo che i cittadini ci chiedono. Siccome uno studioso dei comportamenti umani diceva che ciò che distingue l'uomo dalla bestia non è la parola, ma il pianto (intendendo per pianto la capacità di reagire, di emozionarsi, di giudicare certe situazioni), allora, oggi, voi dovete dare la dimostrazione che siete capaci di esprimere un giudizio e questo non soltanto perché si deve chiudere nel dare un giudizio negativo alle parole e ai comportamenti dell'Assessore Saragnese, ma perché dovete dare a quest'ultimo, anche in un rapporto dialettico corretto, un segnale che faccia capire come viene recepita, quale valutazione si dà di certe condotte e di certi comportamenti. Diversamente, tutto questo diventa, ripeto, mera esercitazione verbale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Parto da una riflessione, perché, per un'educazione primariamente politica, ho sempre guardato con simpatia a chi non è caduto e non cade e non è abituato a cadere vittima della sindrome da istituzionalizzazione. A chi, una volta indossata una casacca, una volta indossati i panni dell'amministratore pubblico, è sempre stato capace, ha sempre avuto il coraggio e la forza di non rinnegare il proprio percorso e le proprie amicizie, anche se queste sono costituite da delinquenti.
C'è, però, un limite a tutto e c'è un limite anche in questo caso, che è un altro principio che mi è sempre stato molto caro; quello dell'essere d'esempio. Un pubblico amministratore, per come lo concepisco io e per come lo concepisce il mio Partito (per quello che mi ha potuto trasmettere l'esperienza politica), deve essere - spesso lo ripetiamo in questa Sala - come un buon padre di famiglia. Deve saper attribuire un significato al proprio ruolo e deve saper essere d'esempio non soltanto nei confronti dei propri amici, anche quando questi sono delinquenti, ma anche nei confronti di tutta la comunità che quella casacca che lui ha indossato, lo ha portato a rappresentare.
C'è, però, da notare e da riscontrare un atteggiamento imperturbabile da parte dell'Assessore (escluse le dichiarazioni, che anche io leggevo questa mattina, rilasciate su "Repubblica" di oggi). C'è da constatare, a mio avviso, un silenzio abbastanza assordante e, allora, non posso non rivolgermi anche al Sindaco, in questo caso, al quale viene posta una richiesta importante. Gli viene richiesto di prendere le distanze da una persona che siede insieme a lui nella Giunta e nel farlo, con piacere, mi permetto di ricordargli, con umiltà, le parole di un suo illustre collega, il Sindaco di Bologna, Cofferati, che ricordava tempo fa, prima di cadere in disgrazia, come, purtroppo, gli sta accadendo in questo periodo, che non basta essere Sindaci di una grande città per essere grandi Sindaci. Senza pensare al fatto che, forse, già la prima volta in cui il Sindaco Cofferati si lasciò andare in queste dichiarazioni, alcuni pensarono che si rivolgesse proprio a lei.
In questo caso, rivolgo a lei queste parole, permettendomi, anche se lei ne sa molto più di me (ci ha persino scritto un libro al riguardo) di farle presente che, per come la vedo io, l'esperienza di Sindaco deve essere quella di un uomo capace di agire con senso di responsabilità e con senso di equilibrio ergendosi al di sopra degli interessi di parte e delle fazioni, ma, soprattutto, deve essere in grado di circondarsi di persone dotate dello stesso senso di responsabilità e dello stesso senso di equilibrio (cosa che, in questo momento, non sta accadendo).
Chiudo, invitandola (mi creda, non vuole essere una battuta) persino a ringraziarci. Noi, questa sera, con questa proposta di mozione, le stiamo dando la possibilità di dimostrare che lei è, almeno in questa occasione, un grande Sindaco, non soltanto il Sindaco di una grande città.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Olmeo.

OLMEO Gavino
Voterò con convinzione contro questa proposta di mozione, perché ritengo che non spetti al Consiglio Comunale dare indicazioni riguardo ai membri della Giunta.
É una scelta che, come sappiamo, compete al Sindaco e, come tale, a lui deve rimanere. Ritengo anche, e in questo concordo pienamente con quanto ha detto poc'anzi il Consigliere Gallo Domenico e, prima ancora, il Consigliere Giorgis, che alcune delle cose sentite pochi minuti fa, per carità, da fonti molto autorevoli della minoranza, siano a dir poco esagerate.
Pensare che l'azione di questo pericoloso bolscevico, l'Assessore Saragnese (Assessore alle Risorse Educative che, ricordo, nel caso della Città di Torino, ha una delega che ha a che fare con i bambini dell'asilo nido, quelli della scuola dell'Infanzia, della scuola elementare e della scuola media) possa indurre al terrorismo alcuni di questi fanciulli, mi sembra davvero esagerato.
Ciononostante, va stigmatizzato, evidenziato, detto con chiarezza, che mi preoccupa maggiormente che un uomo delle Istituzioni (e in questo dissento da quanto ha detto poc'anzi il Consigliere Ravello, perché, apprezzo coloro che quando indossano la casacca istituzionale smettono di essere l'uomo di Partito) sia tale anche perché, da un uomo delle Istituzioni, appunto, mi attendo che non ponga una firma in calce ad un testo che recita: "Riteniamo che gli arresti del 14 giugno siano fatti di estrema gravità e pericolo, che l'ordinanza di arresto, firmata dalla Magistratura torinese sia volta a colpire e intimidire chi, a Torino, continua a difendere e perseguire i valori dell'Antifascismo e della Resistenza".
Personalmente, sono, invece, convinto che la Magistratura torinese non abbia queste intenzioni e ritengo che dagli uomini delle Istituzioni ci si attenda che non vengano poste firme in calce a questi documenti.
In questa settimana sono stato all'estero e non ho potuto leggere i giornali per verificare se siano giunte eventuali smentite, ma sarebbe il caso che tutto ciò venisse chiarito. Per le questioni che ho citato poc'anzi, voterò, comunque, contro la mozione, anche se non avvenisse questo chiarimento.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
La mozione di sfiducia presentata dai Consiglieri del Gruppo di Alleanza Nazionale, a nostro parere, è irricevibile sia nei contenuti, che nella forma. Vorrei tranquillizzare il Consigliere Olmeo, perché l'Assessore Saragnese non ha esercitato alcuna pressione nei confronti della Magistratura (al contrario di quanto contenuto nel testo della mozione in discussione questa sera); ha sottoscritto un appello (come ho fatto io), ritenendo eccessiva la misura degli arresti domiciliari per i reati contestati ai tre giovani.
I fatti successivi hanno confermato l'operato della Magistratura, nella quale ci siamo riconosciuti, andando, poi, nella direzione da noi auspicata anche nell'atto della sottoscrizione dell'appello.
In attesa di accertare la verità - perché, ad oggi, non ci sono elementi di chiarezza sull'indagine -, era auspicabile che la misura venisse ridotta, visto che questi tre giovani erano stati posti agli arresti domiciliari.
Alcuni degli interventi precedenti hanno riferito delle inesattezze: per esempio, il Consigliere Cantore ha parlato di "aggredire fisicamente delle persone e sfasciare l'università", forse i Colleghi dispongono di prove diverse da quelle citate nell'ordinanza di custodia cautelare, che non menziona aggressioni o devastazioni; probabilmente disponete di altre letture, che noi non abbiamo, per cui vi inviterei a fornircene copia.
Avremmo voluto sentire dai Consiglieri del Gruppo di Alleanza Nazionale parole di condanna per la propaganda filofascista perpetrata da esponenti giovanili del vostro Partito durante i fatti accaduti a Palazzo Nuovo, ma ciò non è avvenuto né nel corso del Consiglio straordinario convocato dalla Presidenza del Consiglio, né oggi. Avremmo voluto sentire altrettante parole di condanna per le violazioni che alcuni esponenti hanno perpetrato introducendosi all'interno di Palazzo Nuovo, in violazione dei regolamenti della stessa Università, ma, anche in questo caso, ciò non è avvenuto.
Il mio Gruppo voterà contro questa proposta di mozione, convinti che ci sia una sola giacca, come citava il Consigliere Ghiglia, e constatando, però, la nostalgia di certi ambienti per la "camicia nera" e per il fascismo; evidentemente, i fatti di Palazzo Nuovo dimostrano come il valore dell'antifascismo sia, ancora oggi, da rinnovare.
I Consiglieri di opposizione, oggi, hanno legittimamente evidenziato con i loro gesti la vera natura strumentale di questa mozione di sfiducia, perché, come deciso venerdì in sede di Conferenza dei Capigruppo, avrebbero potuto migliorarla attraverso gli emendamenti, se non la ritenevano degna ed opportuna; al contrario, hanno aspettato di sapere con quale modalità si sarebbe svolta la votazione, per, poi, modificarla ulteriormente, al fine di raggiungere l'obiettivo (attraverso una mozione di sfiducia poco attenta ai fatti e molto attenta alla ricerca di una votazione segreta) di mettere o, per meglio dire, presumere di mettere in difficoltà questa maggioranza.
Mi ha fatto piacere rivedere in Aula il Consigliere Buttiglione, alcuni teorizzavano - mi perdoni per la battuta - che l'arrivo dei gelati alla buvette del Consiglio fosse dovuto al suo ritorno; evidentemente non è così, perché è la Presidenza del Consiglio che si è attivata in tal senso. Si potrebbe fare la battuta, che è un po' scontata, che la presenza del Consigliere Buttiglione, oggi, sia "algida". Ci sono piaciuti meno, invece, i giudizi sulla contiguità morale tra i fatti accaduti a Palazzo Nuovo e l'eversione nel nostro Paese; da chi ha guidato questo Paese per molti anni ci saremmo aspettati maggiore sensibilità e tatto nei confronti di temi così delicati. Ribadiamo, quindi, il nostro voto contrario alla mozione di sfiducia.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola la Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Non condividiamo i toni e il merito di questo dibattito, perché li riteniamo del tutto inopportuni e pretestuosi e, come è stato appena ricordato, non vi è alcun legame tra le Brigate Rosse e il terrorismo e i fatti che stiamo discutendo. La mozione è strumentale, sia nella sua versione iniziale, sia in quella emendata, che raggiunge livelli inaccettabili e credo censurabili.
Vorrei ricordare, come hanno già fatto altri Consiglieri, che l'Assessore Saragnese ha sottoscritto questo appello con altri docenti universitari e ritengo che questo elemento riporti la questione nella sua giusta dimensione, senza drammatizzazioni. In questo senso, credo si possa parlare di espressione di libertà di pensiero. Se si ritenevano necessari dei chiarimenti, questi, successivamente, sono arrivati, così come è già stato ricordato.
Il nostro Gruppo, per la verità, non ha sottoscritto questo appello e, a nostro parere, si è ampiamente dibattuto della questione specifica in una seduta dedicata, durante la quale abbiamo evidenziato come, nel corso di quella giornata, nulla sia andato per il verso giusto: né le due manifestazioni universitarie contrapposte, né l'intervento della Polizia, che non era stato concordato.
Probabilmente non era necessario giungere a questo voto segreto - ed è già stato ricordato il modo in cui ci siamo arrivati -, ma, onde evitare i dubbi che non esista una maggioranza compatta, ritengo opportuno votare con modalità segreta e ribadisco che il mio Gruppo respingerà nettamente questa mozione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Il mio intervento sarà breve e non usufruirò di tutto il tempo a mia disposizione, perché vorrei sottolineare solo alcuni aspetti di questa vicenda.
A mio parere, ci siamo spinti fin oltre; non sono assolutamente d'accordo sul fatto che l'Assessore Saragnese abbia firmato quell'appello, non tanto per l'apposizione della firma (perché, da quel punto di vista, avremmo potuto farlo in molti), ma perché fa parte di una Giunta (così come è già stato evidenziato da altri), per cui, prima di sottoscrivere un appello di quel genere, avrebbe dovuto, quanto meno, rapportarsi alle linee decise dall'Esecutivo. Ribadisco che, comunque, si è trattato di una firma politica, che chiunque avrebbe potuto apporre per quel tipo di appello.
La nomina dell'Assessore compete al Sindaco e, di conseguenza, la fiducia all'Assessore deve essere riconfermata dal Sindaco, così come mi pare sia avvenuto.
La mozione presentata dal Gruppo di Alleanza Nazionale ha sollevato un tono nel dibattito in Aula che trovo eccessivo. Inoltre, vorrei prendere le distanze da quanto affermato dal Consigliere Buttiglione, perché il paragone che ha fatto, riferito al gesto di sottoscrivere un documento di questo tipo, è esagerato. Tra l'altro, sui fatti accaduti all'Università, si è svolto un ampio dibattito, oltre che in Consiglio, anche in Conferenza dei Capigruppo e in Commissione.
Non scomoderei paralleli troppo pericolosi, che in questo fatto, non vedo, non ci sono e non devono esserci. Sono sempre esistite preoccupazioni di atti di un certo tipo, ma per altre ragioni, non per queste e non credo assolutamente che possano essere imputate all'Assessore Saragnese. Avrei preferito dei toni più consoni a quella che era una discussione di tipo politico.
Ritengo che sui fatti che hanno riguardato l'Università abbiamo sviluppato un dibattito molto ampio. Da parte del Consiglio e dei Capigruppo è stato espresso un rifiuto degli scontri che sono avvenuti tra i ragazzi. Il prorettore ci ha informati che all'Università non ci sono stati danni, quindi, ritengo che la proposta di mozione presentata da Alleanza Nazionale sia strumentale e, per questo, annuncio il mio voto contrario.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Moretti.

MORETTI Gabriele
Anche noi riteniamo che questa proposta di mozione sia strumentale. Anche se nel merito non approviamo la scelta di sottoscrivere il documento legato a questa proposta di mozione, riteniamo che l'attività dell'Assessore Saragnese, nell'ambito delle politiche educative, sia svolta in modo corretto. Riteniamo la persona moralmente corretta, quindi voteremo contro questa proposta di mozione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Buquicchio.

BUQUICCHIO Andrea
Volevo dire che, ovviamente a scanso di equivoci, perché nel voto segreto c'è sempre qualche sorpresa, voterò contro, ma non semplicemente per un voto di squadra, ma perché ritengo che, nel merito, il parere del Consiglio Comunale non possa essere vincolante di fronte ad una scelta che compete esclusivamente al Sindaco. Inoltre, non condivido affatto la sottoscrizione della proposta di mozione, non tanto nel merito, perché do per scontata la condanna, almeno per quel che mi riguarda, se non altro perché alla Magistratura che è un potere - dovrebbe essere un potere, tutti quanti ci stiamo battendo perché rimanga tale, completamente indipendente da quello politico - non si devono dare consigli. Possono essere accettati se provengono da Consiglieri e da segretari politici, ma se provengono da coloro che ricoprono ruoli istituzionali, in particolar modo quello di Assessore, la faccenda è molto delicata.
Penso che l'Assessore Saragnese si sia pentito di questo e qualora dovesse ritrovarsi di fronte ad una simile situazione, sicuramente non porrebbe più la sua firma. Quindi, con grande tranquillità di coscienza, voterò contro questa proposta di mozione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Lonero.

LONERO Giuseppe
Intervengo alla fine solo per sottolineare l'estrema incoerenza della maggioranza che ha continuato a condannare l'atto dell'Assessore Saragnese, dichiarando subito dopo che avrebbe votato contro la mozione di sfiducia. A noi non sembra un atteggiamento coerente, soprattutto se analizziamo le dichiarazioni, ricordate prima dal Consigliere Giorgis, rilasciate dall'Assessore, che ha sottolineato che la sua adesione all'appello non andava contro la Magistratura e che non andava contro le forze dell'ordine.
Il fatto di avere escluso alcuni destinatari dell'appello, cioè i magistrati o le forze dell'ordine, non ha escluso i delinquenti comuni.
L'opposizione è stata tacciata di non avere argomenti nel voler continuare a promuovere mozioni di sfiducia verso questo o quel rappresentante dell'istituzione della Città di Torino. A voi sembra poca cosa, ma in realtà non lo è, il fatto di voler sottolineare che la Città e le sue Istituzioni devono continuare a tenere atteggiamenti che garantiscano il dialogo politico tra le parti opposte. A voi sembra poca cosa continuare a chiedere che la Città non patrocini e non solidarizzi più con i centri sociali e con i delinquenti che all'interno trovano rifugio. A noi, invece, sembra poca cosa - ed è questa la reale carenza di argomenti della maggioranza - il fatto di voler continuare a citare il fascismo nei nostri atteggiamenti, o negli atteggiamenti degli avvenimenti che si sono verificati a Torino, perché vi serve solo per continuare a citare l'antifascismo militante come unico modo di fare politica che voi continuate ad avere.
Noi continuiamo a ribadire la validità della nostra mozione, perché l'Assessore non si è ancora, evidentemente, reso conto, e con lui tutta la maggioranza, del grave errore istituzionale che ha commesso, perché il suo modo di comportarsi è la dimostrazione che usa strumentalmente il ruolo che occupa e noi siamo nettamente contrari a questo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Sindaco.

SINDACO
Non intervengo su questioni che mi hanno chiamato in causa più o meno direttamente, quale, ad esempio, la mania delle interviste a cui faceva riferimento il Consigliere Cantore, se non per puntualizzare che l'Ingegnere Vaciago non ha mai parlato di interviste da redde rationem, ma ha semplicemente detto che avrebbe risposto alle domande un altro giorno, ma poi ha ritenuto di non farlo. Ha fatto bene, ha fatto male, sono valutazioni sue.
Non risponderò - qui faccio riferimento al Consigliere Ventriglia - sulla vicenda "Alberione", o meglio, risponderò per dire che la vicenda "Alberione" fu di ben altro segno. Se non ricordo male ci fu uno scontro violento fra una componente del mondo anarchico e il corteo sindacale del 1° maggio, quindi un fatto che non solo in sé, ma anche dal punto di vista simbolico, aveva avuto allora una valenza ben diversa da questa.
Non c'è dubbio - hanno ragione coloro che lo hanno detto - che siamo di fronte ad un'altra iniziativa di carattere strumentale, dove strumentale non è un aggettivo di per sé negativo, ma è usato ai fini di mettere in difficoltà la maggioranza. Vorrei sommessamente - rivolgendomi alla maggioranza - far riflettere coloro che hanno usato la mozione segreta sul City Manager Vaciago, per mandare segnali interni alla maggioranza, su come, a volte, aprendo uno spiraglio, se non si tiene ben ferma la porta, basta una piccola folata di vento per aprirla.
Ma veniamo al dunque.
Che ci sia una differenza di valutazione fra il sottoscritto, una larga parte della maggioranza che io rappresento e Rifondazione Comunista...
Essendo qui presente il professor Buttiglione non oso avventurarmi sul terreno biblico, perché temo di fare errori, ma, se non sbaglio, c'è un detto che recita: "Chi semina vento, raccoglie tempesta". (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sapevo di poter contare sul suo contributo.
Però, veniamo al dunque: che ci sia una differenza di valutazione fra la gran parte della maggioranza che rappresento, Rifondazione Comunista e forse anche qualche altra parte della maggioranza sul rapporto con quelli che alcuni chiamano "movimenti", altri "sinistra radicale" e che io chiamo "sinistra conservatrice" (ma si tratta di una mera questione di valutazione politica), è cosa nota, che abbiamo avuto modo di riaffermare più volte (io stesso ho avuto modo di farlo, non senza polemiche, con alcune parti della stessa maggioranza che mi sostiene).
Da questo punto di vista, non c'è nulla di nuovo, se non due cose: una, che io trovo davvero ingeneroso e sbagliato, anche eticamente (intendendo, con "etica", il riferimento al fatto che, anche nella battaglia politica, ci sono soglie che non si possono superare, senza perdere - mi riferisco, ovviamente, soprattutto al Consigliere Ghiglia - la credibilità su quanto si afferma), il tentativo di far passare il fatto (fatto su cui, poi, dirò la mia opinione, che peraltro ho già riferito pubblicamente) che vede protagonista l'Assessore Saragnese per una sorta di sostanziale fiancheggiamento del terrorismo da parte di Rifondazione Comunista.
Credetemi, signori, è un'operazione indegna, francamente indegna! Francamente indegna, perché - ripeto - le differenze politiche sulle valutazioni specifiche sono grandi, ma il tentativo di introdurre il germe di questo sospetto è davvero un'operazione indegna.
Così come vorrei essere chiaro... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). L'ho sentito da fuori. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Può darsi che fosse il suo sosia. (INTERVENTO FUORI MICROFONO).

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Per favore, Consigliere Ghiglia! Nel corso del suo intervento, lei ha detto ciò che riteneva opportuno, ha parlato di altri e nessuno l'ha interrotta! Permetta al Sindaco di terminare il suo intervento. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Glielo ripeto, Consigliere Ghiglia: non le ho dato la parola!
Prego, signor Sindaco.

SINDACO
Lei può chiedere tutte le parole che vuole, ma a me non sfugge la differenza fra la volgarità di alcune sue insinuazioni ed il discorso fatto dal Consigliere Buttiglione, che è un discorso diverso, è un discorso che io stesso ho fatto più volte e che riguarda la necessità di avere sempre molto ben chiaro che, quando ci si misura con determinate aree dei cosiddetti movimenti su cui ho già detto prima il mio pensiero, se non si è ben netti nel mettere quelli che, nel gergo "politichese", si chiamano "paletti" - o sponde, o argini - che distinguano, che facciano chiarezza anche sull'uso della violenza verbale, si rischia, oggettivamente, di creare un terreno fertile in cui, a prescindere dalla volontà e dalle intenzioni, si può favorire la crescita di un certo humus, di un certo brodo di cultura.
Personalmente, poi, distinguo fra insinuazioni indegne e - analisi che non dico faccio mia, perché sento mia - il fatto che, poi, le valutazioni politiche, che sono diverse, possano portare a cambiamenti di maggioranza, per dire una cosa molto semplice, anche alla luce del dibattito sul Partito Democratico: le maggioranze le cambiano gli elettori, non le cambiano i nostri giochetti politici, non le cambia il pur auspicabile cambiamento delle relazioni fra i diversi partiti. Le maggioranze le cambiano soltanto gli elettori.
Alla domanda se le maggioranze possano cambiare, rispondo che sì, possono certamente cambiare, ma soltanto dopo che ci sia stato un giudizio da parte dell'elettorato.
Questo vale, naturalmente, a livello locale e vale ancor di più a livello nazionale.
Per terminare la questione, ripeto quanto ho già riferito pubblicamente: secondo me, l'Assessore Saragnese ha fatto un errore, sia nel giudizio che ha dato (io non l'avrei fatto, anche se non fossi stato Sindaco, per i motivi che ho riferito prima), sia per il ruolo che ha. Quando, infatti, una persona ricopre la carica di Assessore (e di nuovo devo essere d'accordo - ma non me ne dispiaccio più di tanto - con il Consigliere Buttiglione), rappresenta tutta la Città, alla pari del Sindaco. Può certamente prendere posizioni di parte, ma deve sempre tenere in conto che deve riflettere un'opinione la più larga possibile, dopodiché - è un errore che ho dichiarato pubblicamente, chiunque lo può leggere sui giornali - ritengo che l'errore non sia assolutamente tale da mettere in discussione non soltanto la fiducia politica, ma anche la fiducia operativa e amministrativa nel lavoro che l'Assessore sta compiendo, che mi pare un ottimo lavoro, nel contesto del lavoro amministrativo che questa maggioranza sta attuando.
Per questa ragione, invito la maggioranza a sostenerlo con compattezza, respingendo in modo netto ed inequivocabile la mozione di sfiducia presentata dall'opposizione anche con qualche elemento di forte equivocità ed ambiguità rispetto a come era stata presentata in Conferenza dei Capigruppo.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Terminata la fase dibattimentale, poniamo in votazione, con la modalità di voto segreto, la mozione emendata così come richiesto dai presentatori.
E' necessario che due colleghi della maggioranza ed uno della minoranza si propongano come scrutatori. Gli scrutatori saranno i Consiglieri Gallo Stefano, Grimaldi e Troiano.
Come tutti voi sapete, il voto funziona a chiamata, per cui invito i Consiglieri a rimanere seduti, per quanto possibile, in modo tale da permettere al Segretario Generale di procedere alla chiamata in maniera corretta.
Chiedo al Segretario di produrre come primo votante il Consigliere Galasso, che, avendo successivamente un impegno, ha chiesto di votare per primo, per potersi poi allontanare dai lavori dal Consiglio.
(Votazione segreta della mozione di sfiducia all'Assessore Saragnese)

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Do lettura del risultato della votazione della proposta di mozione di sfiducia:
Presenti 49 - Votanti 49 - Schede bianche nessuna - Schede nulle nessuna - Astenuti 1 - Voti favorevoli 15 - Voti contrari 33.
La proposta di mozione è respinta.
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