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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Luglio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 9
INTERPELLANZA 2007-04252
?INTERVENTI DI RECUPERO E RILANCIO DELL'AREA DI BASSE STURA TRA STRADA DELL'AREOPORTO E VIA REISS ROMOLI? PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE FERRARIS UN DATA 26 GIUGNO 2007.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200704252/02, presentata in data 26 giugno 2007, avente per oggetto:
"Interventi di recupero e rilancio dell'area di Basse di Stura
tra Strada dell'Aeroporto e Via Reiss Romoli"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Rispondono gli Assessori Curti e Viano.
La parola all'Assessore Curti.

CURTI Ilda (Assessore)
Inizio io, poi eventualmente, qualora ci fossero degli aspetti più specifici, interverranno anche i miei Colleghi.
Vorrei rispondere a questa interpellanza facendo riferimento ad una deliberazione di Giunta dello scorso martedì - quindi, torna molto utile poterla discutere la settimana dopo -, con la quale è stato approvato un protocollo d'intesa sul tema della sostenibilità ambientale che fa riferimento - adesso spiegherò come - all'area a cui fa riferimento il Consigliere Ferraris nell'oggetto dell'interpellanza, quindi Basse di Stura.
Il protocollo d'intesa è il frutto di un lavoro svolto nel corso degli ultimi mesi, usando, come opportunità, il Congresso Mondiale di Architettura del prossimo anno, del 2008, che è centrato sul tema della sostenibilità urbana intesa a 360°, quindi sostenibilità ambientale, economica, sociale e di trasformazione urbana.
Usando l'opportunità del Congresso Mondiale di Architettura, sono state fatte proposte e si è lavorato per fare in modo che, nella prima primavera del 2008, quell'area possa diventare oggetto di un workshop internazionale, che farà lavorare insieme un centinaio di professionisti, ricercatori, tecnici e funzionari delle Pubbliche Amministrazioni in un'ottica di partenariato pubblico-privato e che avrà l'obiettivo di lavorare su una diagnosi e sulla definizione di linee guida per la trasformazione urbana.
L'elaborazione del protocollo d'intesa è durata qualche mese, perché, nel momento in cui si decideva di scommettere sull'apertura di un'attenzione su quell'area, intendevamo dover includere tutti i soggetti che hanno una competenza su quell'area, proprio perché la complessità di quell'area e le sue caratteristiche - che ben vengono descritte dall'interpellante -, non soltanto hanno una complessità in sé, ma c'è anche una complessità di competenze interistituzionali all'interno delle singole amministrazioni, che rende assolutamente inefficace l'azione dei singoli, ognuno per sé, ma che determina la necessità di avere un approccio complesso che tenga insieme le competenze.
Quindi, il protocollo d'intesa deliberato martedì scorso, che è stato presentato in una conferenza stampa qualche giorno fa presso l'Ordine degli Architetti, tiene insieme la Città di Torino, 5 diversi Assessorati - quindi il mio, Rigenerazione Urbana, Decentramento Area Metropolitana (Assessore Levi), le Politiche Ambientali (Assessore Mangone), la Trasformazione Urbanistica (Assessore Viano) e, per quanto riguarda l'esperienza della Città sostenibile, l'Assessore Saragnese -, tiene insieme la Regione Piemonte per le due diverse competenze, l'Assessorato all'Ambiente e quello alla Trasformazione Territoriale, la Provincia di Torino, Trasformazione Territoriale e Ambiente, l'Ente di Gestione del Parco Fluviale del Po, l'Ordine degli Architetti, Federazione del Piemonte e della Valle d'Aosta, il Collegio dei Costruttori Edili di Torino, che, in un'ottica di partenariato pubblico-privato, si è dichiarato disponibile a scommettere in un sistema di governance come parte privata per affrontare il tema della trasformazione sostenibile di quell'area e, infine, l'Istituto Superiore dei Sistemi Territoriali, meglio conosciuto come SITI, che è l'Ente strumentale per la trasformazione urbana della Compagnia di San Paolo.
Quindi, questo protocollo è stato deliberato e adesso è in corso di approvazione.
Come dicevo prima, è stata individuata l'area di Basse di Stura come ambito metropolitano nel quale, di comune accordo con i firmatari del protocollo, si intende dotarsi di un piano di sviluppo sotto il profilo ambientale, economico e sociale, fondato su criteri di sostenibilità che garantiscano il miglioramento della qualità della vita e il minore impatto possibile sull'ecosistema urbano.
Questa parte di città ha una dimensione territoriale, delle caratteristiche e delle complessità morfologiche e, inoltre, una serie di vincoli di tipo ambientale e di tipo funzionale che offrono l'opportunità di affrontare i temi della sostenibilità ambientale, della qualità urbana, della partecipazione e della governance pubblico-privato, che ci sembrano gli elementi sui quali scommettere, in un percorso a medio-lungo termine, che riteniamo siano essenziali per poter affrontare, in modo integrato, la complessità di quell'area.
Il lavoro dei prossimi mesi prevede che, all'inizio del 2008, si tenga questo workshop internazionale, nel quale saranno coinvolti ricercatori, dottorandi, studenti, professionisti, funzionari e tecnici della Pubblica Amministrazione non solo torinesi, anzi, provenienti da diverse realtà nazionali ed internazionali, che lavoreranno a stretto contatto con attori pubblici e privati di quell'area, facendo un'esperienza di ricerca applicata, che ha come oggetto l'area di Basse di Stura.
Durante il Congresso Mondiale di Architettura, a questo seguirà un piano di comunicazione, la presentazione e la restituzione di questo lavoro, ma, dal punto di vista della ricerca applicata, ciò che più ci interessa è che questo lavoro possa essere il preliminare o comunque possa costituire la base di uno studio di fattibilità che analizzi le condizioni locali, le modalità e gli strumenti giuridici, in modo da avviare un piano di sviluppo concertato ed integrato sull'area di Basse di Stura.
Quindi, proprio partendo da una complessità evidente e della difficoltà di ciascuno di poter affrontare, nello specifico delle sue competenze, la complessità, questo ci sembrava un modo serio per affrontare quell'area.
Non so se la comunicazione di questo protocollo d'intesa risponda all'interpellanza. Naturalmente, se il Consiglio è interessato, potremo dare conto dell'evoluzione di questo lavoro.
Vorrei aggiungere una precisazione, che sicuramente avrebbe fatto l'Assessore Borgogno se fosse stato presente, col quale ho parlato (anche se non mi ha potuto mandare dei dati, ma sarà mia cura comunicarveli al più presto): in ogni caso, si tratta di un'area nell'ambito della quale la Polizia Municipale svolge un lavoro di forte attenzione e monitoraggio, perché conosciamo la fragilità e la permeabilità di questa zona ad altri fenomeni. Quindi, siamo molto attenti a capire come si evolve la situazione e, se qualora si evolvesse in modo negativo, ad intervenire.
Quindi, sicuramente, le Forze dell'Ordine, nel loro complesso, e la Polizia Municipale, nello specifico, rivolgono particolare attenzione a quest'area, svolgendo un continuo monitoraggio.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ferraris.

FERRARIS Giovanni Maria
Innanzitutto, ringrazio l'Assessore per la risposta, che non immaginavo sarebbe stata così tempestiva; poi, ritengo che la settimana scorsa si sia prodotto un nuovo, significativo intervento, dalla visione ancora più ampia di quella che ho evidenziato nell'interpellanza.
Quindi, è stata colta la nota positiva, perché l'interpellanza intendeva proprio sollecitare il coinvolgimento di diversi soggetti, cercando di unire la prevenzione ad interventi di sicurezza, che bisogna sempre far percepire ai cittadini che vivono il territorio, nonché di riqualificazione, di bonifica e di rilancio del quartiere.
Ovviamente, si tratterà di un processo abbastanza lungo; non sarebbe sbagliato dare comunicazione formale anche alle Commissioni competenti, secondo quanto il Presidente stesso riterrà in base al mio intervento, però, anche in quello, ritengo che i protocolli siano validi, se non si declinino troppe responsabilità e, quindi, periodicamente, riuscissimo a rispondere al Consiglio circa lo stato di avanzamento e le prospettive.
Ritengo che la bella idea di coinvolgere, da un lato, un pool di ricercatori (quindi, un centinaio di esperti) e, dall'altro, le associazioni di categoria di riferimento degli architetti, che vedranno questa città quale teatro della loro manifestazione mondiale, sia uno spunto in più; effettivamente, dopo il suddetto evento (la presenza, a Torino, di tutti gli architetti e, in qualche modo, dunque, urbanisti), potremmo lasciare alla città un ricordo interessante e suggestivo, magari unico, di un nuovo quartiere.
Ritengo positivo associare il "braccio", per così dire - che, poi, diventerebbe in parte "mente", quindi azione propulsiva dal punto di vista urbanistico -, il quale a sua volta dovrà rispondere in tempi brevi, proprio per rilanciare questo processo, abbastanza innovativo, di progettualità.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
L'interpellanza è discussa.
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