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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 9 Luglio 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 22
DELIBERAZIONE (Giunta: proposta e urgenza) 2007-02920
RINEGOZIAZIONE EMISSIONE B.O.C. "CITTA' DI TORINO 2001/2021" CODICE ISIN IT0003187934.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200702920/24, presentata dalla Giunta Comunale in data..., avente per oggetto:
"Rinegoziazione emissione BOC 'Città di Torino 2001/2021' Codice ISIN IT0003187934"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni.

PASSONI Gianguido (Assessore)
Illustro questa proposta di deliberazione soprattutto perché alcune osservazioni fatte durante la discussione sul Rendiconto hanno chiamato in causa questo tipo di deliberazione, pertanto mi sembrava corretto dare una risposta più che fare un'illustrazione.
Nella Relazione al Rendiconto ho citato una delle necessità e dei filoni di intervento dell'Assessorato sul tema del debito come anche la gestione attiva del debito. Che cosa succede, in parole povere? Premetto che l'opportunità del dibattito consiliare fuga un dubbio latente quando si tratta questa materia, ovvero che sia gestita lontano dalle luci dei riflettori e non nella discussione piena del Consiglio; invece, a me pare importante che, anche laddove si parli di dinamiche finanziarie dell'Ente ed in particolare della gestione del debito, questo venga fatto senza alcun pudore ed assolutamente in modo aperto in una discussione totalmente libera ed informata.
La questione di cui oggi ci troviamo a deliberare consiste nella gestione attiva del debito, ovvero la possibilità che la Città di Torino abbia contratto modalità di indebitamento sul passato, BOC (Buono Ordinario Comunale) del 2001, sul quale sia stata operata una rinegoziazione già precedente dei tassi di interesse.
Il dato in fattispecie sta a significare che, successivamente al 2001, la Città aveva negoziato un tasso di interesse del BOC scambiandolo con uno SWAP con un tasso di interesse di tipo diverso e più strutturato (per "strutturato" si legga anche più rischioso).
Il senso di un'operazione di gestione attiva del debito sta nel fotografare, anno per anno, semestre per semestre, anche guardando l'andamento sostanziale del tasso di interesse sul mercato, quali siano le migliori opportunità per ridurre il costo del debito medesimo. L'emissione precedente era avvenuta con un tasso di aggancio riferito al Libor, un tasso che ha una connessione con l'Euribor (il tasso europeo), ma che ha una dinamica diversa.
Il tasso strutturato in allora prevedeva che questa sostanziale esposizione non fosse coperta da un cap o da un floor, cioè da un limite massimo o un limite minimo, ma che se i due tassi, Euribor e Libor, avessero avuto curve divergenti, il costo del debito sarebbe cresciuto.
Che cosa fa il Comune in questo momento? Prende atto che l'andamento dei tassi sta rendendo questo indebitamento di circa 90 milioni di Euro particolarmente oneroso per la Città.
Apre, quindi, una negoziazione con chi detiene il titolo, cioè, con chi è sottoscrittore del buono e rinegozia i tassi sottostanti.
Li negozia, tendenzialmente, con un profilo di rischio inferiore, quindi il risultato è: l'Ibor iniziale - rischio abbastanza alto - e oggi, negoziazione su un Euribor; quindi, su un tasso controllabile e di maggior garanzia, nelle dinamiche a medio-lungo termine.
Inoltre, fa un'operazione che, però, non credo debba essere considerata assolutamente negativa, se presa, caso per caso, e spiegata.
Mentre rinegozia il tasso di interesse, rinegozia anche la scadenza. Perché questo? Non è come potrebbe, banalmente, dire qualcuno, che stiamo spostando un debito ai nostri pronipoti. É legittimo che lo possa dire, o pensare, ma vorrei confutare questa affermazione sin da subito, perché non è così.
Il tema è: noi abbiamo una massa di debito complessivo, molto significativa che, come sapete, è tra i 2.900.000.000,00 e 3 miliardi di Euro; qui si sta parlando di cifre che vanno dagli 85 ai 90 milioni di Euro, quindi, tutto sommato, importi marginali; rispetto al debito sono operazioni che definisco chirurgiche e non massive.
Per poter applicare nuovamente le parti di avanzo alla quota investimenti e liberare risorse di parte corrente, dobbiamo, nel breve, ridurre il costo dell'indebitamento e, inoltre, applicare l'avanzo dell'Amministrazione che è in parte investimenti, per non contrarre un nuovo mutuo; questo, perché la politica sull'indebitamento è di due tipi: quanto costa l'indebitamento e a quanto ammonta l'indebitamento complessivo.
Certamente, modificando il piano di ammortamento della quota di capitale, non cambiamo il debito residuo della Città. Semplicemente, lo stiamo restituendo in modo diverso. Noi, invece, non dobbiamo far crescere il debito complessivo della Città, quindi, quei famosi 3.000,00 Euro che, se non ricordo male, come diceva il Consigliere Carossa poc'anzi, peserebbero virtualmente sul cittadino.
É preferibile, allora, che 3.000,00 Euro diventino 4.000,00 Euro, o che i primi restino tali ad un costo più basso e con un profilo di ammortamento che permetta di non contrarre nuovi mutui in quanto, sul breve, applichiamo l'avanzo, in parte capitale, e non più in parte corrente?
La nostra scelta è orientata verso la seconda possibilità. Noi preferiamo, da un lato, tornare a ridurre l'indebitamento con l'estinzione anticipata, con l'applicazione dell'avanzo in parte investimenti, e, quindi, ridurre al minimo la quota di investimenti finanziata dal nuovo debito e, dall'altro, recuperare risorse ottimizzando il debito esistente.
In qualche modo, la gestione attiva del debito sta nell'evitare la crescita eccessiva del debito stesso. Negli anni olimpici, è stato detto più volte, l'ammontare dei mutui si è attestato tra i 500 e i 600 milioni di Euro. Bisogna operare un livello di spese che garantisca una politica di investimento anti-recessiva sulla città e, in qualche modo, espansiva e accettabile per la collettività nel suo complesso. Le quote capitali sono leggermente allungate nel tempo, a fronte di un valore attuale che, dice la proposta di deliberazione "...recupera efficienza e di un tasso di interesse meno rischioso che fa risparmiare la Città sul medio-lungo periodo".

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Assessore, sono già intervenuto prima ed ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero sull'operazione posta in essere dal Comune.
Ora, è ovvio che confermo tutte le nostre perplessità, ma mi permetta anche di sostenere che quanto lei dice non ha riflessi sui cittadini di questa città. Abbia pazienza, ma, o la rinegoziazione del debito ha avuto una risposta per cui i 16 anni in più non comportano interessi per la città, oppure, questi interessi che andremo a pagare anziché fino al 2021, fino al 2037, saranno spalmati sui cittadini. Questo mi sembra evidente! Poi, magari, lei mi spiegherà che non è così, ma la mia preoccupazione è che noi, i famosi 3.000,00 Euro continueremo a pagarli con l'aggiunta degli interessi relativi ai 16 anni che pagheremo fino al 2037.
Questo, a mio avviso, è solamente il sintomo di un malessere che già è emerso dai redditi di Bilancio. Lei può benissimo dire che quella valutazione, nel complesso, non interessi il Bilancio stesso di questa città; tuttavia, sono dell'avviso esattamente opposto, tant'è che, di queste valutazioni, ormai in tutte le città italiane, si tiene conto proprio perché forniscono una dimensione dell'attendibilità che il Comune ha di poter estinguere un debito. É lei, prima, che mi ha detto che il debito del Comune ammonta a qualcosa come 3 miliardi di Euro. É vero, stiamo parlando di 85-90 milioni di Euro, quindi, è poca cosa. Ma dobbiamo anche dire che, probabilmente, la nostra capacità di indebitamento è arrivata al culmine. Se lei punta su una riduzione dell'indebitamento, è ovvio che si possa essere concordi; ci preoccupa, invece, questo procrastinare il debito per ulteriori 16 anni.
Mi auguro che il ragionamento dell'Assessore porti ad una inversione di tendenza. La mia impressione è che, in questo momento, purtroppo per motivi che non sono legati soltanto alla spesa della Città, ma alla Finanziaria nazionale che ci ha messo in ginocchio, possiamo percorrere un'unica strada, che è quella di protrarre il debito come ha proposto l'Assessore.
Preoccupati che questi debiti ricadano sui cittadini di questa città, ovviamente, manifestiamo il nostro voto contrario.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Intervengo solamente per esternare la mia disapprovazione e il mio voto contrario. Se questo debito fosse scaduto nel 2021, lo avremmo pagato soltanto noi. Allungando la durata del mutuo fino al 2037, dovranno pagarlo anche i miei figli e i figli di tutti i cittadini torinesi che lavorano. Io non ci sto. Non si possono salvare così le finanze di una città che, non per colpa dei cittadini torinesi, ma per colpa delle maggioranze e delle Giunte che hanno guidato Torino negli ultimi anni, sono assolutamente disastrate.
Non mi dia spiegazioni strane, Assessore. Se rinegozio il mutuo di casa mia è perché non riesco più a comprare il pane e allora devo prolungarne la sua durata, magari di altri 10 anni, per cercare di pagare un po' meno, anche se più a lungo.
Non ci sto. Così facendo, questi debiti li pagheranno i nostri figli e questo non è né giusto, né corretto.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione:
presenti 37
favorevoli 29
contrari 8
La proposta di deliberazione è approvata.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento:
presenti 37
favorevoli 29
contrari 8
L'immediata eseguibilità è concessa.
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