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COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'esame della seguente proposta di deliberazione n. mecc. 200703465/24, presentata dalla Giunta Comunale in data 8 giugno 2007, avente per oggetto: "Il Rendiconto del Comune per l'Esercizio 2006 - Approvazione" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Il Conto Consuntivo è il momento in cui si misurano i risultati di un anno, in cui si determinano i confronti tra previsioni fatte e andamento della gestione. Sempre più i risultati e le conseguenti analisi sono connesse strettamente alla finanza pubblica italiana ed al contesto europeo. L'avanzo di amministrazione 2006 ammonta a 42.435.583,63 Euro, di cui 2.608.992 vincolati. Si riduce, quest'anno, l'avanzo economico con un avanzo di competenza di 62 milioni di Euro. Nel complesso, aumentano le entrate tributarie dovute principalmente all'aumento del gettito relativo alla compartecipazione IRE ed alla TARSU e si è verificato un calo dei trasferimenti dell'1,11%; sul fronte della spesa si rileva una diminuzione di quella corrente dell'1,75%, al netto del ripiano a copertura delle perdite GTT del 2005, mentre si registra un aumento del Titolo III della spesa, ovvero per rimborso quote capitale mutui, da imputare alla realizzazione delle programmate estinzioni anticipate dei mutui. Il maggior gettito derivato dalle imposte rispetto al 2005, pari a circa 3,59 milioni di Euro, è da attribuirsi all'aumento, di circa 2.035.000, della compartecipazione al gettito dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, per effetto dell'accrescimento della base imponibile, in relazione all'aumento del reddito prodotto dalla popolazione residente ed all'aumento, di circa 940.000 Euro, del gettito ICI da ascriversi principalmente alle nuove unità immobiliari realizzate nel corso degli ultimi anni (anche per effetto del traino operato dai Giochi Olimpici), che hanno accresciuto il valore della base imponibile sulla quale viene calcolata l'imposta. Il maggior gettito derivato dalle tasse rispetto al 2005, pari a circa 2.690.000 Euro, è da imputarsi, sostanzialmente, all'aumento della TARSU, che ha come obiettivo di fondo il progressivo avvicinamento all'introduzione delle tariffe previste dal Decreto Ronchi. Sul fronte delle entrate extratributarie, si rileva una diminuzione di circa 32,34 milioni di Euro nei proventi dei servizi pubblici; tale calo è dovuto principalmente al mancato introito dei canoni di concessione cimiteriale per circa 15,5 milioni, a causa dell'esternalizzazione dei servizi cimiteriali. Va segnalato, inoltre, che il nostro Comune ha rispettato, nel 2006, ogni previsione in tema di Patto di stabilità, sia in termini di cassa che di competenza. Il primo indicatore di rilievo, ma che dev'essere oggetto di costante monitoraggio, è l'andamento del debito: siamo di fronte ad un trend crescente nell'ultimo quadriennio, effetto, come detto, della necessità di sviluppare gli investimenti necessari all'evento olimpico e al quadro di grandi opere realizzate negli ultimi anni. L'impostazione della manovra 2007, infatti, ha confermato l'orientamento verso una politica che consenta sia una riduzione del costo del debito, sia una riduzione dell'ammontare dello stesso. Associata a ciò, è inderogabile una razionalizzazione del bilancio corrente, la cui rigidità è in aumento, e per il quale occorre affrontare con serietà una ristrutturazione interna, salvaguardando e, anzi, migliorando efficacia della spesa sociale ed efficienza nei servizi resi ai cittadini. Il tema del welfare e della redistribuzione della ricchezza tra cittadini deve guidare le scelte dell'Amministrazione dei prossimi anni. La recente crescita dei tassi d'interesse aumenta le difficoltà degli Enti Locali nell'ottenere migliori condizioni nelle operazioni d'indebitamento (com'è noto, dall'inizio dell'anno ad oggi, l'incremento è di 50 basis point). I motivi principali non si ritrovano soltanto nelle condizioni generali dei mercati, ma derivano anche da cambiamenti intervenuti nel sistema di finanziamento complessivo. L'utilizzo di nuovi strumenti alternativi di reperimento di capitale si va diffondendo sempre di più: non si possono tralasciare le operazioni di Interest Rate Swap (IRS) per la migliore gestione del debito già contratto. Ora, alcune operazioni contratte in anni precedenti segnano un Mtm negativo e, nel quadro di una gestione dinamica delle posizioni di debito strutturato, diviene improrogabile modificarne le caratteristiche. Tra le altre, l'ipotesi di rifinanziare parte del debito con l'emissione di un bond su mercati internazionali è una delle alternative considerate; il lavoro in questo senso è a buon punto e presto potremo assumere delle decisioni definitive. Per procedere alla comparazione tra le principali leve di reperimento di capitale, sarà necessario indicare il percorso che dovremo seguire per garantire efficienza, efficacia ed economicità alla gestione delle risorse pubbliche. Nella scelta dello strumento più idoneo, quindi, occorrerà valutare se sia prioritario finanziare nuovi interventi, o rifinanziare quelli già esistenti, o fare un mix di entrambe le esigenze suddette. Di grande importanza, inoltre, è cogliere, come tutti gli anni facciamo in sede di Consuntivo e Preventivo, la tendenza del quadro economico nazionale e locale; secondo le ultime stime diffuse dall'ISTAT, il PIL italiano nel 2006 è cresciuto dell'1,9%, evidenziando una decisa accelerazione rispetto all'anno precedente. Nel nostro Paese, la decisa crescita del Prodotto Interno Lordo si è accompagnata ad un aumento delle esportazioni di beni e servizi pari al 5,3%, mentre i consumi privati interni sono aumentati dell'1,6%. I settori che più hanno contribuito alla crescita del PIL, nel 2006, risultano l'industria in senso stretto (+2,5%), le costruzioni (+1,8%) ed i servizi (+1,9%), mentre l'agricoltura e la pesca hanno fatto registrare una flessione del 3,1%. Le prospettive per il 2007, sulla scorta dei risultati del 2006, sono ritenute positive dagli analisti. Secondo l'ISAE, si va nella direzione di un rallentamento dell'attività manifatturiera nel periodo gennaio-marzo, con conseguente e probabile contenimento dell'attività economica, e con un recupero del ritmo di crescita nei mesi successivi, per arrivare, nella media del 2007, ad una variazione stimata del PIL intorno all'1,5-1,6% positivo. La previsione di novembre 2006 dell'OCSE e del Fondo Monetario Internazionale, per il PIL italiano nel 2007, è rispettivamente di +1,4% e +1,5%, mentre, nella propria previsione di febbraio, si stima la crescita del PIL nazionale in +1,7%. L'inchiesta ISAE sul clima di fiducia dei consumatori indica, a febbraio, un miglioramento delle opinioni sul quadro economico del Paese e delle attese a breve termine, mentre scendono le valutazioni sulla situazione corrente e restano invariate quelle relative alla situazione personale degli intervistati. Riguardo all'inflazione, le attese sono per un rallentamento. La rilevazione trimestrale della Camera di Commercio, in particolare, evidenzia che la produzione industriale della provincia è cresciuta anche nel quarto trimestre 2006: la variazione tendenziale è del +3,6%, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+9,7%, se il confronto viene effettuato rispetto ai tre mesi precedenti). L'incremento medio annuo risulta quindi del +3,8%, migliore di quello regionale (+3,1%): un risultato positivo mancava dal 2000, ultimo anno di crescita della produzione industriale torinese (+6,1%), quindi, una congiuntura apparentemente molto favorevole. Sia la ripresa delle esportazioni sia quella della domanda interna hanno favorito questo risultato. Sono ritornati in positivo i settori trainanti dell'economia torinese: i mezzi di trasporto hanno nuovamente evidenziato una variazione media annuale positiva (+5% contro il -4% del 2005); il miglior comparto industriale, nel 2006, risulta quello dei prodotti elettrici-elettronici, con un incremento medio annuale del +7,9% (-2,1% nel 2005). Conferma il trend positivo la produzione di prodotti in metallo (+5,3% contro il +0,5% dello scorso anno) e ritorna a crescere anche l'alimentare (+2,8%). Tuttavia, sarebbe miope non osservare che non può che destare preoccupazione la crisi occupazionale del settore industriale e produttivo, che, avvalendosi di opportunità rese possibili da una globalizzazione non sempre ponderata, tende a delocalizzare dai distretti locali quelle produzioni che non siano inserite dentro filiere di riferimento georeferenziate nel torinese. L'analisi di questi processi è una sfida, in cui la volontà degli Enti Locali, da sola, non basta; occorrono politiche nazionali ed europee, in grado di compensare i processi di terziarizzazione del territorio. Dal canto suo, la Città mette a disposizione iniziative ed opportunità tese al mantenimento delle attività in loco, anche utilizzando partnership con altri Enti Locali e di livello superiore. Proprio in questi giorni, è stato assunto dal Governo il provvedimento recante il nuovo ordinamento delle autonomie. In esso verrà ridisegnato tanto il ruolo delle Regioni quanto i rapporti tra Comuni, Stato e Regioni medesime. Vale solo la pena accennare come un nuovo ordinamento di finanza locale, basata sul livello regionale, potrebbe cambiare radicalmente anche i nostri bilanci, e come ciò possa, in linea di principio, configurare un modello di controllo della finanza pubblica, sia in termini di entrate tributarie, sia in termini di determinazione di limiti all'indebitamento, diversificati sul territorio nazionale in base alla realtà territoriale d'appartenenza (il cosiddetto "federalismo fiscale"). Tra le altre novità, anche una ritrovata necessità, sentita dal legislatore, di comprendere nel settore pubblico allargato anche le Società o Enti partecipati dagli Enti Locali stessi. Precursori dei tempi e allettati dall'interesse che una tale analisi può dare al governo della finanza comunale, abbiamo affidato ai nostri Uffici ed all'Università degli Studi di Torino uno studio congiunto per la redazione di un modello concreto di Bilancio consolidato Comunale, che fotografi e dia indicazioni sulle scelte di fondo del nostro Ente, comprendendo anche indicatori non inseriti, in termini canonici, nei nostri bilanci, ma indispensabili per una corretta e onnicomprensiva gestione delle leve decisionali: ricorso al debito, capitalizzazione, immobilizzazioni materiali ed immateriali, crediti. Aggiungerei che, anche alla luce della riforma dei Servizi Pubblici Locali (di cui al recente "DdL Lanzillotta"), questa è una materia particolarmente interessante, condivisa, naturalmente, con il Vicesindaco. Già abbiamo detto che il ruolo degli Enti Locali, in quest'ultimo decennio, è cambiato notevolmente. La responsabilità di programmare gli investimenti sul territorio è passata ai livelli istituzionali inferiori e, attraverso le riforme iniziate nel 1990 con la Legge n. 142, si sta quindi lentamente completando il passaggio da un sistema di finanza decentrata ad un sistema di finanza autonoma. Ma, in tale evoluzione, pare ravvisarsi il confronto latente tra due modelli, uno regionale e uno municipale; difficilmente, senza rafforzare l'attribuzione anche di funzioni di carattere programmatorio agli Enti Locali italiani, si potrà conseguire il possesso di strumenti necessari per attuare le politiche di promozione dello sviluppo economico endogeno. Il processo di risanamento del Paese ha inevitabilmente coinvolto ogni grado della Pubblica Amministrazione; in particolar modo, gli Enti Locali sono stati chiamati a ridurre il debito complessivo, secondo una rigida politica di controllo dell'indebitamento. In base al Patto di Stabilità e di Crescita, sancito con il Trattato di Amsterdam, gli Enti Locali devono pianificare gli investimenti, "controllando il livello di debito", chiamando in causa governi centrali e autonomie locali. Nell'ottica di una corretta gestione delle risorse pubbliche, i pilastri fondamentali, su cui poggiare le politiche di bilancio, sono rappresentati dalla responsabilizzazione degli amministratori locali, da un'efficiente politica di programmazione degli interventi sul territorio e dall'uso ponderato degli strumenti di finanziamento (nel rispetto del criterio di economicità). Dal Trattato di Maastricht (1992) e dal Patto di Stabilità e di Crescita (PSC, 1997) in poi, tutti i Paesi membri dell'Unione Europea (UE) hanno sottoscritto l'obiettivo comune di non generare disavanzi eccessivi, assumendosi l'impegno di realizzare una situazione di bilancio che, nel medio termine, possa comportare un saldo vicino al pareggio o positivo. Il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali è stato necessario, in primo luogo, perché la quota di spesa pubblica gestita dalle amministrazioni regionali e locali è diventata ormai rilevante, e, in seconda battuta, perché, rispetto agli impegni europei, la responsabilità ricade unicamente sul Governo centrale, che è chiamato quindi a rispondere del disavanzo complessivo, generato anche dalle Regioni e dagli EE.LL. Questo - credo che l'argomento sia già caldo - sarà un tema delicatissimo, discusso con la Legge Finanziaria del 2008, da cui, l'anno scorso, com'è noto, è emerso anche un confronto forte ed abbastanza conflittuale fra Enti Locali e Governo. In Italia poi, la finanza decentrata è interessata da due vicende di grande rilievo che generano effetti spesso contraddittori: una è il Patto di Stabilità, la seconda è l'attuazione della riforma federalista, appunto approvata in corso di iter parlamentare recentemente, realizzata anche tramite la revisione costituzionale del Titolo V (L.Cost.3/2001). Il 2007 pare essere l'anno decisivo per l'attuazione di alcune scelte fondamentali in tale campo. D'altra parte il superamento del sistema del Patto di Stabilità per tetti di spesa, come l'anno scorso avevamo accennato, con l'assoggettamento a tale limite dell'intera spesa, compresa per gli investimenti pubblici ha vanificato l'obiettivo iniziale di non disincentivare gli investimenti pubblici e soprattutto la capacità d'investimento a scala locale, che rappresenta una componente di spesa particolarmente volatile, ma fondamentale per creare sviluppo e occupazione. La nuova impostazione del sistema dei flussi, con un sistema misto corrente e in conto capitale rettifica le storture del sistema precedente con lo sblocco delle addizionali locali, riafferma il principio di autonomia e di responsabilità fiscale per i governi decentrati. Come è noto, inoltre, il tetto del 12% riferito al massimale per il calcolo degli interessi passivi, è stato innalzato al 15%: ciò permette al Comune di Torino di avere ancora buoni margini di finanziamento per opere e infrastrutture. Il Patto ci ha imposto sacrifici che possono ripercuotersi anche sul benessere della collettività locale; inoltre, il vincolo alla spesa, posto nella forma di un tetto massimo sulla spesa precedente, ha presentato oggettivamente un altro grosso ulteriore limite, quello di attribuire un valore positivo alla spesa storica di ogni Ente, senza considerare che tale spesa fosse efficiente o meno. La Città di Torino, ora possiamo dirlo con una punta di orgoglio, può affermare di aver fatto di necessità virtù, controvertendo tale impostazione ed anzi imponendo a sé stessa, prima ancora della norma Finanziaria, il superamento della stortura. È stata proficuamente superata questa impostazione già con il 2007 in cui nel Bilancio è nato un primo passo verso un sistema di budget a base zero. Al contrario del sistema storico-incrementale, questo approccio prevede la programmazione senza condizionamento derivante dalle scelte consolidate nei precedenti Bilanci e dalle spese sostenute, per favorire responsabilizzazione di centri di costo e rivalutazione della spesa per necessità e convenienza. In altri termini, si esplicita in una maggiore responsabilità che le singole Amministrazioni devono avere nel prendere decisioni sia di spesa, ma anche di entrata. Un cenno merita anche il posizionamento del rating della Città, argomento delicato, ma su cui vorrei spendere qualche parola abbastanza chiara. Poco meno di un mese fa, l'Agenzia Standard & Poor's ha riclassificato il nostro Comune come "A" con prospettive stabili (la lettera "A" nella dicitura internazionale vuol dire: Capacità Alta di onorare il pagamento degli interessi del capitale). È un indice di buona salute, che ci posiziona sempre nella "zona azzurra" del classamento. Le motivazioni principali di questa scelta dell'Agenzia risiedono nell'accumulazione di debito a medio lungo termine e nella struttura del margine corrente. Era - è bene dirlo - un dato preventivato. La Città ha consapevolmente operato un livello di investimento reperendo risorse proprie e a debito per l'evento olimpico, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L'interesse nazionale e internazionale per la Città è sempre alto e se con uno sforzo di maturità sabauda verranno superate anche le ultime resistenze all'apertura verso l'esterno, le occasioni non mancheranno. La stessa scelta di valorizzare asset immobiliari tramite un fondo rappresenta la volontà di aprire all'esterno un mercato di opportunità di investimento su Torino. Ora ne godiamo i frutti, in termini di qualità della Città, ma veniamo anche posti di fronte alla necessità di rimodulare le politiche finanziarie. I rating rilevati nel comparto pubblico scontano tutti inesorabilmente l'abbassamento del rating dello Stato italiano ad "A+" (considerato soglia massima per tutti gli Enti di riferimento del Paese di appartenenza) e oggi il nostro rating è sul livello di città come Genova, ma superiore comunque ad altre città sede di eventi olimpici come Barcellona che ebbe "A-". Ma ciò che va rilevato è l'eloquente giudizio positivo contenuto nell'esito della Standard & Poor's, che si riferiva ovviamente al 2006, circa lo sforzo fatto nella manovra 2007 e la sua credibilità. Di ciò andiamo legittimamente fieri, forti del fatto che i risultati di miglioramento arriveranno, ma solo nel medio-lungo periodo, senza trionfalismi. Gran parte degli investimenti ha visto accrescere una contropartita patrimoniale immobiliare o mobiliare che ha aumentato il valore degli assets detenuti dalla Città. Come non citare, poi, il fatto che, pur in presenza di scelte nette circa la limitazione della spesa per il personale, il Comune alla fine del 2006 ha stabilizzato 574 giovani lavoratori in contratto di formazione lavoro o a tempo determinato dimostrando che pur in tempo di Bilancio sobrio, si possono compiere scelte forti e significative. Un'ultima considerazione sul risultato di Bilancio 2006. Si è dibattuto in questi giorni, della difficoltà da parte dei Comuni di applicare l'avanzo di amministrazione al Bilancio di parte corrente pur in presenza dei vincoli del Patto di Stabilità (questa discussione ha tenuto banco sui giornali per parecchi giorni). Credo che il Governo sia intervenuto aprendo margini di intervento, ma limitati; come voi avrete letto, ha stabilito che in base alla virtuosità o rispetto al Patto di Stabilità si potessero applicare piccole quote di avanzo. Credo che in linea di principio sia stata la strada giusta da parte del Governo, tuttavia, ovviamente la strada giusta è incentivare l'applicazione dell'avanzo medesimo agli investimenti e non in parte corrente: ciò consente, e solo questa soluzione, di non accrescere la spesa corrente senza un contropartita di entrata corrente consolidata, ma proficuamente consente il finanziamento di investimenti senza ricorso a capitale di debito. Lo sforzo profuso dell'Amministrazione di Torino andrà progressivamente, ma inesorabilmente in questa direzione. Già da quest'anno la Città darà un segnale in controtendenza e la norma del decreto governativo su questa materia a Torino di fatto è inapplicato, in quanto noi siamo stati talmente prudenti in sede di preventivo che non abbiamo alcun limite all'applicazione dell'avanzo. Un ringraziamento non rituale va agli Uffici del Bilancio, ai Revisori dei Conti ed alla Commissione Consiliare per il lavoro svolto. Navigare con prudenza, lasciare anche la costa, aprire le vele, la fase olimpica ci ha visto determinati e vincenti ora, bussola alla mano, saldo il timone, percorriamo rotte più sicure. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Vorrei fare i complimenti all'Assessore per la dotta dissertazione, ammetto di non essere alla sua altezza e nemmeno ci provo. Devo dire che la frase finale è veramente da applausi: "navigare con prudenza...", dopo la navigazione, oserei dire, da rafting che negli anni scorsi avete fatto fare ai torinesi, forse questa è una frase assolutamente giusta. Assessore, lei ha realizzato una bellissima relazione, ma mi permetto di precisare che non dovrebbe fare una distinzione sul fatto che il Patto ha imposto sacrifici al Comune di Torino "che possono ripercuotersi anche sul benessere della collettività", perché il Patto ha imposto sacrifici ai torinesi e purtroppo continuerà a farlo. Inoltre, è stato un po' vago, anche se sempre corretto, sulla posizione del rating, che è in "A" come giustamente ha detto lei, ma si è dimenticato di dire che abbiamo perso tre posizioni in 4 anni e, secondo me, questo bisogna ricordarlo ai Consiglieri, seppure un po' scarsi e disattenti, quantomeno della maggioranza. Non ha detto, Assessore, che noi torinesi abbiamo circa 3.000 Euro a testa di debito ed è un dato che dovreste sapere, così, magari, viene un po' più cara anche questa dotta relazione. Un'ultima cosa che mi preoccupa veramente (e su questo vi chiedo di fare molta attenzione, perché questo si ripercuoterà, non tanto su noi Consiglieri, sulla maggioranza, o sulla Giunta, che potranno essere non necessariamente quelle attuali) è che nel 2005 il rapporto percentuale tra il totale delle entrate correnti e le rate di mutuo era circa del 14%. Nel 2006 del 17%, nel Bilancio Preventivo 2007 di circa il 20%. Questi sono numeri, questi sono dati. E' su questo che, veramente, inviterei a riflettere. Non certo sul passato, perché il passato è passato e non si può più cambiare. Avete fatto, o hanno fatto, secondo me, errori madornali. Ormai, a ogni pié sospinto, viene portata avanti l'alibi delle Olimpiadi, ma se gli interventi su questo grandissimo avvenimento sportivo fossero stati fatti "cum grano salis", invece che all'ultimo momento, sicuramente, si sarebbero spesi meno soldi e quelli spesi, molto meglio. Io invito a riflettere su questo, soprattutto per il futuro. Semmai voterete un provvedimento che comporti un impegno di spesa per la Città di Torino, ricordatevi di tener sempre bene a mente questi tre dati che ripeto per permettervi di memorizzarli meglio: nel 2005, il rapporto tra entrate correnti e rate di mutui è del 14%; nel 2006, del 17%; nel 2007, del 20% con un preventivato di 241 milioni. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cantore. CANTORE Daniele Assessore, mi avventuro anche io, da politico, a fronte di una relazione, o di un Bilancio (per fortuna, abbiamo lasciato un po' la finanza creativa da parte), che è stato gestito da un tecnico (peraltro, non è un complimento che vuol esser facile) attorniato da una solida ed efficiente struttura, guidata dal dottor Pizzala. Mi avventuro, ma anche questo non è un complimento, nel senso che so con quali forze e capacità affronto questo intervento per segnalare che il conto consuntivo, come lei ha già detto, chiude con un avanzo di 42.435.583,00 Euro. Mi pare che, in questo dato di sintesi, si possano presentare alcune osservazioni e perplessità. Se non vado errato, è la prima volta che il Comune di Torino chiude con un avanzo così alto; mi sembra di ricordare che l'avanzo dell'anno scorso si aggirasse intorno ai 25-30 milioni di Euro. Considerato che stiamo parlando di un Ente Pubblico, che non ha come scopo il conseguimento di un profitto, è evidente che tale anomalo risultato dovrebbe essere valutato negativamente e non positivamente. Mi rendo conto che qui dico una cosa conosciuta e affermata dai più: un'Amministrazione efficiente dovrebbe chiudere i propri Bilanci con un risultato prossimo al pareggio. L'attuale Amministrazione, invece, Assessore, chiude in forte avanzo, evidentemente, perché non è in grado di realizzare i programmi che si è prefissata e non è in grado di impegnare le risorse disponibili. Ricordo che l'autunno scorso, dati i paventati tagli minacciati dal Governo, il Sindaco voleva andare a Palazzo Chigi; oggi, chiude il Bilancio con un avanzo di 42 milioni di Euro. Forse, mi risponderete che, in parte, questo avanzo è dovuto alla plusvalenza realizzata sulle operazioni IRIDE; può anche darsi che una parte di questo avanzo sia dovuta anche a questo, ma, anche fosse, credo sia una quota parte. Comunque, rimane questo avanzo di 42 milioni. Analizzando, poi, con un po' di attenzione, ma sempre da neofita, ovviamente, i dati e i documenti che ci avete consegnato, è interessante osservare che i 42 milioni di avanzo derivano da due distinte gestioni: quella di competenza e quella dei residui. Il saldo della gestione di competenza ammonta a - 5.932.988,00 Euro; pertanto, chiude con un passivo significativo. Ciò significa che il Comune, nel corso del 2006, è stato molto bravo a spendere, ma decisamente meno abile ad incassare. Nelle spese correnti, poi, mi pare che l'Amministrazione abbia espresso la propria bravura. La gestione di competenza di parte corrente chiude, infatti, con un disavanzo, addirittura, di 59 milioni. Ciò significa che le spese correnti sono state quasi interamente impegnate, mentre le entrate correnti sono state solo parzialmente accertate. Questo, inoltre, comporta che nel realizzare nuovi investimenti per la Città, in questo anno importantissimo (l'anno successivo alle Olimpiadi), siete stati meno bravi che nelle spese correnti. La gestione di competenza in conto investimenti chiude, infatti, all'opposto di quella di parte corrente, con un avanzo di 53.635.933,00 Euro. Mi pare che il Bilancio si salvi solamente con la gestione dei residui che determina un risultato positivo di circa 48 milioni di Euro. Anche in questo caso, tuttavia, l'impostazione rimane la medesima. Il risultato positivo deriva da un avanzo della gestione degli investimenti che determina un utile di 41 milioni di Euro, mentre la gestione della spesa corrente porta ancora ad un disavanzo di 18 milioni di Euro. L'analisi degli scostamenti tra previsioni definitive e rendiconto conferma in pieno la validità di queste indicazioni che prima ho portato. Basti osservare, infatti, che le previste spese correnti, sono state quasi totalmente realizzate. Voi avete uno scostamento dell'1,80% rispetto al Bilancio di Previsione. Le spese per investimenti, invece, sono state realizzate per meno della metà di quanto era stato programmato, ossia, per solo il 44,24%. Il 55,76%, quindi, di risulta, è rimasto nel vostro libro dei sogni e, con ogni probabilità, non sarà mai realizzato. Dall'analisi di questi risultati, mi pare che si possano trarre tre considerazioni: questa Amministrazione spende tutto ciò che può in spese correnti, ossia in spese sterili, non produttive, utili soltanto al mantenimento della struttura burocratica. Questa spesa corrente, oltretutto, come lei, Assessore, ben sa, diventa sempre più rigida, soprattutto, a causa dell'aumento degli oneri finanziari in quanto il Comune si sta indebitando sempre di più, trasferendo alle generazioni future, una eredità negativa sempre più pesante (peraltro, il prossimo punto all'ordine del giorno, si addentra proprio in questo tema). L'Amministrazione, peraltro, riesce ad incassare soltanto una parte delle somme che aveva previsto. Le entrate definitive, infatti, sono inferiori alle previsioni di oltre il 38,81%. L'Amministrazione non è in grado di realizzare, se non in minima parte, gli investimenti che essa stessa aveva programmato. Di conseguenza, la Città non ha potuto beneficiare di 1.139.000.000,00 di spese in conto capitale che, certamente, avrebbero sostenuto lo sviluppo dell'economia cittadina. L'Amministrazione Chiamparino-Passoni, la vostra Amministrazione, contraddicendo quanto dice il Sindaco "A fronte dell'appartenenza politica, scelgo la mia città", in linea, in questo caso, con il Governo Prodi, sta progressivamente aumentando la pressione tributaria sui cittadini (lo ricordava già prima anche il Consigliere Carossa). Basti osservare, infatti, che il corrispondente indice, degli ultimi anni, è aumentato del 19,76%. Il prelievo medio pro-capite di ciascun abitante di Torino è passato da Euro 582,00 nel 2002, a Euro 697,00 nel 2006. Tuttavia, in perfetta coerenza con quanto sta accadendo a livello centrale, nonostante l'aumento della pressione tributaria, l'indebitamento del Comune non è diminuito, ma, al contrario, è decisamente aumentato. Basti osservare che, sui mutui in ammortamento, c'è stato un aumento di circa 90 milioni di Euro tra il 2005 e il 2006. In pratica, ogni cittadino di Torino, neonati compresi, come diceva il Consigliere Carossa, ha un debito di 3.316,00 Euro. Tale debito è aumentato di 100,00 Euro dal 2005 al 2006 e questo, nonostante le massicce dismissioni realizzate dall'Amministrazione negli anni precedenti, che hanno ceduto ai privati molti cespiti di valore, facendo affluire alle casse comunali, importanti risorse finanziarie e, ovviamente, non mi riferisco alla vicenda degli Asset e del Fondo, perché è appena stata approvata in Consiglio Comunale. Il Bilancio del Comune di Torino appare come una voragine senza fine che, nonostante gli aumenti di imposte, di dismissioni immobiliari e finanziarie, le varie operazioni di cosiddetta (non è sua la paternità) finanza creativa, diventa sempre più profonda. E, considerate le norme legislative che limitano la capacità di indebitamento degli Enti Locali, rappresenta una palla al piede sempre più pesante per lo sviluppo della nostra città. Un capitolo a parte mi pare riguardi le consulenze. Nel corso del 2006, il Comune ha assegnato incarichi di consulenza per oltre 5.766.000 Euro. Credo che, all'interno di queste consulenze, ci siano quelle anche per il Palaisozaki, ma questa vicenda è già stata frutto di interpellanze, e forse la produzione di interpellanze sull'argomento continuerà, visto che non si riesce a capire il motivo per cui si diano consulenze sul Palaisozaki per chiedere come debba essere utilizzato. In ogni caso, non si tratta della materia oggi in discussione. Devo dire che non possiamo che condividere il suggerimento del Collegio dei Revisori dei Conti di adottare, nell'ambito del Regolamento di organizzazione interna, un apposito e più preciso capitolo per l'affidamento degli incarichi, in modo che, per gli incarichi consulenziali, vi sia la massima trasparenza possibile. Ritengo questo atto del Collegio dei Revisori importante e fondamentale, anche perché proviene da un Collegio dei Revisori che certamente non si può dire ostile a questa Amministrazione. Vi sono poi, Assessore, due domande che mi rendo conto rientrino poco nell'impostazione di questo Bilancio e che, spesso, hanno determinato, in passato, la presentazione di interpellanze. La prima è la seguente: un giorno, sarebbe bello conoscere, dopo averlo letto sul Bilancio e non dopo aver presentato un'interpellanza al riguardo, quali siano i contributi concessi alle associazioni. Nel passato, sono sempre state presentate interpellanze che hanno sezionato alcuni settori del Bilancio Comunale, ma, di fatto, oggi, non conosciamo l'entità di tali contributi. Si tratta di un dato che, forse, sarebbe di utilità per il Consiglio Comunale e per la stessa maggioranza. La seconda domanda rientra in una competenza dell'Assessore. Abbiamo un patrimonio immobiliare, di cui nessuno parla, dato in uso ad associazioni ed enti: mi pare, però (ma l'Assessore mi corregga, se sbaglio), che non ci sia un elenco completo e verificabile di tali associazioni ed enti che utilizzano questo patrimonio, né si sa quanto il Comune incassi, né - e questo mi pare il passaggio più importante, visto che, personalmente, ho una certa memoria storica di questa Amministrazione Comunale, e il dato mi manca - se questo patrimonio sia concesso tramite bando o tramite assegnazione. Penso che quest'ultimo sia un elemento importante. Mi rendo conto che, forse, sia i contributi alle associazioni, sia il patrimonio immobiliare (e, soprattutto, quanto ricaviamo da questo patrimonio), rappresentano cose minime rispetto al Bilancio della Città, ma - ripeto - se un giorno o l'altro potessimo avere anche questi dati, forse, potremmo approcciare ad una migliore trasparenza della gestione della cosa pubblica. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Signor Presidente, signor Assessore, tralascerò (anche perché non ne sarei capace) tutte le considerazioni - che condivido - del Consigliere Cantore, anche per la precisione e il dettaglio su cui, ovviamente, non voglio inserirmi. Mi sposto, invece, su alcune considerazioni di carattere, forse, più politico. L'Assessore, nelle ultime righe della sua relazione al rendiconto, parla di "navigare con prudenza". Devo dire che, in un momento come questo, con la Finanziaria che, sostanzialmente, ha messo in ginocchio tutti i Comuni, in particolare i Comuni come il nostro, che molto hanno speso, in occasione delle Olimpiadi, ma che hanno una gestione sicuramente intelligente rispetto alla finanza creativa di qualche anno fa (che provocò qualche dissesto nel nostro Comune). Probabilmente, però - e poi cercherò di spiegarmi - tra la finanza creativa dell'Assessore Peveraro e la finanza ragionieristica dell'Assessore Passoni, c'è la classica via di mezzo, che sarebbe la soluzione migliore per questo Comune, data da una visione non solo di carattere tecnico, così come abbiamo avuto di verificare nel Bilancio approvato nell'aprile di quest'anno e nella relazione al Rendiconto 2006. Anche a me piacerebbe, così come già accennato dal Consigliere Cantore, conoscere con esattezza la situazione della gestione patrimoniale di questo Comune. La mia impressione è che non la conosca nemmeno l'Assessore, e non per incompetenza (a cui riconosciamo sicuramente la competenza in materia più di qualsiasi altro Assessore precedente), ma perché, probabilmente, non ne sono a conoscenza nemmeno i tecnici della Città (ovviamente, non è un riferimento nei loro confronti). Capite che questo aspetto, rispetto alla situazione di bilancio generale, potrebbe rappresentare un supporto importante, che ci permetterebbe di capire qualcosa in più. Nella sua relazione, l'Assessore, ad un certo punto, dice: "Un cenno merita anche il posizionamento del rating della Città. Alla fine, Standard & Poor's ha riclassificato il nostro Comune come A con prospettive stabili". Abbia pazienza, Assessore - gliel'ho già detto in Commissione e glielo ripeto in Aula -, ma io non sono dello stesso parere ed ho qualche preoccupazione, che ricollego alla prossima deliberazione che voteremo, che riguarda la rinegoziazione dell'emissione dei BOC (con la quale rinegoziamo un debito che scadeva nel 2021, posticipandolo al 2037). Qual è, dunque, la situazione reale di questo Bilancio? E' forse rappresentata dal fatto che non riusciamo a pagare i tanti debiti della finanza creativa (che era supportata anche politicamente, visto che c'erano le Olimpiadi e bisognava fare bella figura, senza guardare troppo per il sottile, ma che oggi ci porta a pagare per una situazione precedente in cui si è scialacquato: classico esempio della cicala e della formica) dell'Assessore Peveraro? D'altronde, se l'operazione posta in essere dal Comune fosse stata costruita da una azienda privata - così come riferivo in Commissione -, probabilmente le banche (anche Banca Intesa - Sanpaolo) avrebbero, in qualche modo, alzato le antenne, verificando immediatamente la solvibilità del debitore. Così non è, perché l'Ente Pubblico è una realtà completamente diversa. Vorrei, però, farvi l'esempio, che ho già citato in Commissione, della Parmalat, che, nei giorni precedenti il tracollo (che ha messo "in ginocchio" anche molte famiglie), aveva chiesto una rinegoziazione del rimborso dei prestiti obbligazionari. Sicuramente non è il caso del Comune, ma la preoccupazione rimane rispetto alla rinegoziazione del debito contratto, all'epoca, dall'Assessore al Bilancio Peveraro. Quindi, questa situazione (che abbiamo enunciato a grandi linee) ci preoccupa, perché la finanza creativa dell'Assessore Peveraro, oggi, viene sostituita dalla finanza ragionieristica di un contabile che, obiettivamente, conosce la materia (come ha dimostrato). Politicamente, però, ritengo sia necessaria un'attività profondamente diversa per il risanamento di questo Comune: probabilmente, una via di mezzo fra la finanza creativa e la finanza ragionieristica, che ha illustrato l'Assessore Passoni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Rattazzi. RATTAZZI Giulio Cesare La relazione dell'Assessore è esauriente e puntuale e i suoi ampi richiami vanno in tre direzioni: la situazione finanziaria, la dinamica economica nazionale e locale e gli sviluppi normativi che ci sovrastano e che diventeranno interessanti per la redazione dei prossimi Bilanci. Questi argomenti saranno oggetto, indubbiamente, di successive meditazioni, che dovranno interessare tutto il Consiglio Comunale. All'interno di questo Bilancio Consuntivo vi sono alcuni elementi di interesse che è impossibile trovare in altri esercizi (passati o futuri), perché si tratta del Rendiconto di un anno in cui si sono tenute le elezioni, per cui c'è stato il passaggio da una Giunta all'altra. Ritengo che le conclusioni apocalittiche del Consigliere Cantore siano eccessive, non si sta sprofondando - anche se, poi, il Consigliere Angeleri ha corretto questa valutazione sulla conduzione del Bilancio del Comune di Torino -, ma, indubbiamente, bisogna ammettere che ci sono alcune difficoltà d'azione da parte del Comune. Questo corrisponde al vero, lo abbiamo detto anche in occasione del Bilancio Preventivo. A mio parere, però, il Consigliere Angeleri sbaglia quando afferma che la finanza creativa sta subendo una fase di cambiamento, diventando ragionieristica o, comunque, una via di mezzo, perché è esattamente il contrario. Quanto sta facendo l'Amministrazione è utile e non smentisce quanto fatto precedentemente, per le motivazioni storiche note a tutti. Non c'è dubbio che questo comportamento porti a valutazioni positive sull'avvio dato, per questo ciclo amministrativo, alla gestione del Bilancio del Comune di Torino. Vorrei sottoporvi alcune osservazioni, partendo proprio da quanto affermato dal Consigliere Cantore nella sua analisi. L'avanzo d'amministrazione ottenuto è indubbiamente un fatto positivo, perché, in caso contrario, i 30 milioni di Euro necessari per pareggiare il Bilancio Preventivo 2007 non sarebbero stati disponibili. Infatti, sono stati necessari 30 milioni di Euro (dei 42 milioni a disposizione) per il pareggio del Bilancio economico di quest'anno. Questo fatto non può non essere ritenuto valido, anche se, indubbiamente, dalla valutazione delle tabelle (che, prima, ha illustrato il Consigliere Cantore) si può osservare come sia stato ottenuto l'avanzo globale di 42 milioni di Euro, pur sapendo (bisogna ammetterlo con onestà) che la costruzione dell'avanzo d'amministrazione di un Bilancio Consuntivo è abbastanza manovrabile. Quanto appare importante è che ci sono state minori entrate correnti nel Bilancio economico dell'anno scorso per ben 70 milioni di Euro, attenuate, però, da minori spese per 37 milioni; e, sempre nella parte dei residui del Bilancio economico, vi è una diminuzione di 31 milioni di Euro nelle entrate. È su queste cifre che bisogna ragionare per capire come mai si è arrivati ad un avanzo d'amministrazione. Vi è stato un cenno al fatto che, nella parte che riguarda gli investimenti del Bilancio di competenza, ci sono 95 milioni di Euro di avanzo, che rappresentano la sostanza grazie alla quale, insieme ad altri 20 milioni residui di Bilancio economico, si è arrivati ai 42 milioni. Questi 95 milioni di Euro sono la differenza tra le minori entrate e le minori spese, stabilita in questi termini aggiungendo (come ha individuato il Consigliere Cantore) una parte delle entrate di IRIDE. Infatti, nel 2006, c'è stata questa entrata straordinaria di 213 milioni di Euro, che è stata distribuita in modo tale da poter sistemare varie situazioni. Ed è su questo punto che ritengo di dover dare un suggerimento alla Giunta, affinché mantenga la strada intrapresa ed annunciata (anche se non ho difficoltà a dire che, a mio parere, la distribuzione di quei fondi avrebbe potuto essere differente): infatti, 95 milioni di Euro sono stati utilizzati per l'avanzo d'amministrazione (che è stato ottenuto), 51 milioni per il rimborso della quota capitale (cioè, per spese correnti), 47 milioni per effettuare degli investimenti - non spese correnti - nel 2006 e 20 milioni per l'estinzione anticipata del debito. Inviterei, quindi, la Giunta a tenere conto del fatto che, in futuro, sarebbe meglio che, invece di 20 milioni di Euro per un'entrata straordinaria di questo tipo, si provvedesse ad attenuare l'incremento del debito o, anzi, il debito esistente, che è quello che ci preoccupa (come è stato detto sia dalla maggioranza, che dalla minoranza). Il problema del nostro Comune è simile a quello dello Stato, cioè è necessario diminuire il debito per fare in modo che non ci siano aggravi tali da portare, ad un certo punto, ad una difficoltà anche nell'erogazione dei servizi normali. In questo senso, ritengo che si possano dare delle indicazioni, data l'emergenza che c'è stata e visto il poco tempo che questa Giunta ha avuto a disposizione per poter lavorare, arrivando addirittura ad un blocco delle spese, per fare in modo di verificare una situazione che si preannunciava difficile, anche a causa dell'inserimento improvviso della Legge Finanziaria di quest'anno. Credo, quindi, che si debba proseguire nella strada intrapresa. Il terzo motivo è quello di trovare i coinvolgimenti utili ed i tempi opportuni per valutare il più possibile insieme - non soltanto attraverso contrapposizioni, che, a volte, sono obiettivamente artificiali - le linee di orientamento politico, facendo in modo che siano comprensibili al Consiglio e alla città, e le linee di applicazione amministrativa nella formazione del prossimo Bilancio Preventivo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Galasso. GALASSO Ennio Lucio Personalmente, non ho l'audacia di indugiare nell'esame tecnico, come hanno fatto il Consigliere Cantore e, in parte, il Consigliere Angeleri. Comunque, mi rifaccio a tali considerazioni, anche per stima e per solidarietà in punto di geografia politica. Il Consigliere Rattazzi ha concluso invocando la pazienza. L'Assessore, nel documento, segnala e sottolinea la prudenza. È vero che tutto questo è in linea anche con l'orientamento della Costituzione e della Corte Costituzionale, che vogliono privilegiare e tutelare anche la quiete. Ma allora la questione è: fino a che punto la quiete, la pazienza, la prudenza, che sono delle virtù, possono essere politicamente ed amministrativamente delle virtù? Quindi, mi ricollego a quanto segnalato prima dal Consigliere Cantore in tema di avanzo e la domanda che pongo è: l'avanzo è conseguente alla carenza di programmi o è conseguente ad una conflittualità interna alla maggioranza, per cui non si riesce ad operare e ad investire quelle risorse in una politica di sviluppo, particolarmente necessaria ed auspicata in questo momento? L'intervento politico può essere concluso in questi termini. Siccome, però, la Relazione ha una sua eleganza espositiva, come spesso accade con le relazioni dell'Assessore Passoni (evidentemente, il merito è anche degli Uffici), vorrei sapere, sotto il profluvio elegante di parole, quale sia il sedimento concreto che si cela e, quindi, quali siano le proposte che andremo a valutare. Chiedo questo, perché vedo che nel documento c'è un po' un vezzo denunciato proprio alcuni giorni fa da un opinionista dei maggiori quotidiani italiani, dove sia le delibere, sia le leggi, sia i provvedimenti sono sempre infarciti di ipotesi e di possibilità; infatti, qui rileviamo: "...si tenterà di dare...", "...vi è l'orientamento...", "...l'ipotesi di rifinanziare...", tutte espressioni che rimandano ad un futuro, che però non vediamo. Si tratta di un futuro discorsivo e non di un futuro programmatico. Noi ci aspettavamo qualche cosa di più, anzi, molto di più. In particolare, vorremmo avere un segnale, onestamente, proprio laddove il documento sottolinea una crisi occupazionale del settore industriale produttivo. Apro una parentesi: si dice che sono stati stabilizzati 574 giovani lavoratori, e questo indubbiamente ci fa piacere, però quanti sono usciti dal mondo del lavoro? Questo non viene precisato. Un dato può essere valutato se è posto in relazione ad un contesto generale e ad altri aspetti particolari; così come è offerto non ci dice nulla di nuovo e nulla di pregevole. Per poterne valutare l'opportunità e l'importanza, lo dobbiamo cogliere in un contesto, che però qui non è dato cogliere. Chiusa la parentesi. A proposito della crisi occupazionale del settore, si riconosce che la sola volontà degli Enti Locali di risolvere questi ampi problemi strutturali non sia sufficiente per far sì che questo avvenga. Anche a questo proposito, che cosa fanno l'Amministrazione, il Sindaco, l'Assessore e l'intera Giunta per assumere quelle iniziative, volte a sensibilizzare gli Enti superiori ed, in particolare, il Governo? Siccome il tema di interventi urgenti è di questi giorni, vorrei concludere chiedendo cosa faccia la Giunta per sollecitare il completamento dell'anello tangenziale torinese, visto che quest'operazione può anche giovare (senza fare alcuna ipotesi, né proiezione probabilistica) al mondo dell'occupazione e allo sviluppo dell'economia torinese, e non solo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Sarò breve, anche se, più che un intervento complesso ed articolato su un Bilancio Consuntivo vasto ed impegnativo, la mia vuole essere una dichiarazione di voto. Il dato che si evidenzia con molta chiarezza è che il Consuntivo del 2006 si chiude con un avanzo consistente di 42.435.583,63 Euro. Però, colgo l'occasione per contraddire, in qualche modo, quanto diceva il Consigliere Cantore sulla poca chiarezza di idee dell'Amministrazione in merito a questo aspetto. Mi pare che nella Relazione dell'Assessore Passoni ci sia una puntualizzazione di un certo rilievo, con la quale si afferma, sostanzialmente, che bisogna incentivare l'applicazione dell'avanzo medesimo agli investimenti, perché ciò consente il finanziamento di investimenti senza il ricorso di capitale a debito. Penso che questa sia una caratteristica sostanziale di questo Bilancio: un'Amministrazione che si regge sulle proprie gambe, su un Bilancio reale, è il dato innovativo contenuto anche nel Bilancio Preventivo che abbiamo votato nei mesi scorsi. Un Bilancio Preventivo che credo abbia segnato una sorta di controtendenza rispetto all'impostazione del Bilancio, un Bilancio vero, reale, non per cancellare quanto è stato fatto di positivo negli anni passati, ma tenendo presente che il 2006 è stato un anno eccezionale, dal momento che la mole di investimenti era, sostanzialmente, condizionata dall'evento delle Olimpiadi. Quindi, credo che ci sia, da parte dell'Amministrazione Comunale, l'intenzione di costruire una capacità amministrativa con un'autonomia economica. Almeno, personalmente, colgo questo dato, che mi sembra positivo: la volontà forte dell'Amministrazione di ridurre il debito che ha contratto nel corso degli anni passati. Quindi, la Città sta operando un livello di investimento reperendo risorse proprie. E siccome a volte ci accusano di spendere troppo o di spendere male, credo che, invece, stiamo segnando una forte controtendenza rispetto agli andamenti degli anni precedenti, caratterizzati - e lo dico per onestà intellettuale - dall'evento olimpico, che ha, in qualche modo, condizionato l'impostazione del Bilancio degli anni passati. Il Consigliere Galasso ha colto un elemento positivo nel Bilancio Consuntivo, ovvero l'assunzione di 574 giovani con contratto di formazione. Questo non era un dato scontato. L'Amministrazione, in una fase di forte difficoltà economica, ha stabilizzato 574 giovani con età inferiore ai 32 anni e credo che questo sia molto importante. Sicuramente, anche nel Rendiconto Consuntivo del prossimo anno risulteranno altre assunzioni più marcatamente relative ai contratti a tempo determinato, grazie anche alla Legge Finanziaria, che ha dato tale possibilità. Un aspetto che è stato colto nella Relazione dell'Assessore Passoni, del quale invito tutti i Gruppi politici a cogliere la sostanza, è quello della crisi occupazionale nelle industrie. Penso che questo sia un dato su cui la nostra Amministrazione debba prestare una particolare attenzione nei prossimi mesi. Le crisi industriali della Bertone, della Michelin, della ThyssenKrupp sono molto evidenti e sono, in qualche modo, in contraddizione rispetto al dato importante della FIAT, che va bene. Quindi, abbiamo una doppia velocità nel settore dell'occupazione che riguarda la FIAT e che riguarda alcuni settori oggi in crisi, per cui penso sia necessario che l'Amministrazione si ponga alla guida di una mobilitazione nei confronti del Governo nazionale per la stesura di un nuovo patto per Torino su questo piano. Un nuovo patto per Torino che possa, in qualche modo, invertire la tendenza rispetto ad un processo di crisi che coinvolge queste aziende che hanno avuto una loro presenza importante, perché non ci può essere sviluppo se non c'è salvaguardia del tessuto industriale della nostra città. Quindi, questo Bilancio Consuntivo deve essere considerato un dato molto importante per la prospettiva del nuovo modo di impostare il Bilancio su dati reali; in qualche modo, la nostra Amministrazione deve dimostrare la propria capacità di utilizzare risorse proprie per affrontare e risolvere i problemi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Bonino. BONINO Gianluigi La Relazione dell'Assessore Passoni è stata chiara e fotografa, in modo puntuale, la situazione dell'anno passato, un anno particolare che ha visto la nostra città affrontare le Olimpiadi, quindi un Bilancio che arrivava al termine di quattro anni di gestioni, nell'ambito delle quali gli investimenti e le operazioni erano perlopiù finalizzati al buon esito dell'evento olimpico, così come è stato. Si tratta, in fondo, di un buon Bilancio, la cui chiusura ci fa ben sperare per il futuro. Dico questo perché, a fronte dell'evento che ho già citato e del fatto che, comunque, l'azione esercitata sui tributi non sia stata poi così forte, come alcuni possono pensare (anzi, forse Torino è una delle Città che è riuscita, più di altre, a contenere il tributo locale entro limiti accettabili, anche a fronte di minori entrate da parte dello Stato), ritengo che questi siano dati estremamente importanti. Un dato estremamente importante e non trascurabile è anche l'assunzione di 574 lavoratori con contratto di formazione, considerato il fatto che da altre parti, invece, vengono attuati licenziamenti o ridimensionamenti di personale. Questo per quanto riguarda il 2006. Abbiamo, poi, affrontato il Bilancio di Previsione del 2007, un Bilancio difficile, che ha tirato un po' i remi in barca per poter far fronte a quanto imposto dalla Finanziaria. Se guardiamo il Bilancio da questo punto di vista, dico che l'ottimismo deve seguirci. Cioè, il Bilancio del 2006, che stiamo discutendo oggi, nonostante il grande evento che l'ha accompagnato, porta un'ottima chiusura, ma, in prospettiva, ci aspettiamo che, nel futuro della nostra città, in modo particolare, la volontà politica venga accompagnata da un supporto economico, e che, quindi, i bilanci che verranno formulati nei prossimi anni si sgancino da questa emergenza e diano dei segnali di vera ripresa e di impegno per lo sviluppo della città. Superate le Olimpiadi, con le grandi speranze che stanno fiorendo per la nuova Torino, non dobbiamo solo pensare ad iniziative di supporto alle situazioni di debolezza, come possono essere le situazioni di crisi dell'industria e quant'altro, ma dobbiamo avere la capacità di guardare oltre, preoccupandoci del fatto che in questa città c'è necessità di interventi esterni di nuove aziende, e questo sarà possibile anche se la Città, il Consiglio e il Bilancio che andremo a formulare per i prossimi anni, daranno questi supporti. Un'altra considerazione riguarda il rapporto tra le spese obbligate e le spese libere: l'autonomia locale di un Comune, rispetto alla possibilità di spesa, soprattutto corrente, è dovuta ad una manovra che è possibile, in quanto la percentuale delle spese obbligate (svolte anche per conto dello Stato: mantenimento di tutti i servizi obbligati), non è eccessiva. Si rileva, quindi, che, così come è puntualmente indicato nelle relazioni che sono state presentate, le spese obbligate sono passate dal 51% del 2005, al 58% nel consuntivo del 2006 che stiamo discutendo, dopo che era stato previsto il 54%. Quindi, in un anno c'è stato un aumento del 7%. Se questo fenomeno dovesse verificarsi anche per gli altri 4 anni di questa Amministrazione, vorrebbe dire che alla fine di questo ciclo amministrativo la possibilità di utilizzo dei fondi per le spese correnti è di 1/5 di quello disponibile, mentre nel 2005 era la metà. Sono convinto che la Giunta saprà gestire questa preoccupazione in modo tale da invertire questa tendenza. Nel rendiconto del 2006 c'è già un'attenuazione, perché era al 58%, mentre nel preventivo del 2007, questo viene riportato al 57%, per avere una tendenza alla diminuzione così come è necessario, perché se avvenisse quel passaggio, come e' avvenuto tra il 2005 e il 2006, indubbiamente nascerebbero anche altri tipi di difficoltà. Infine, c'è il problema degli investimenti che, naturalmente, sono diminuiti, ma non poteva non essere così. Come si può vedere anche dalle indicazioni date nelle tabelle, tutti gli anni succede che a Bilancio vengono messe delle cifre alte, per investimenti che, magari sono contributi o partite di giro che non avvengono e, quindi, diminuiscono. Questo, però, senza demerito da parte di qualunque tipo di Amministrazione. C'è una diminuzione dovuta ai motivi che abbiamo già visto per il Bilancio preventivo e che suscitano le comuni preoccupazioni. Nel 2007 sono stati investiti 520 milioni di Euro rispetto ai 1027 milioni di Euro dell'anno scorso, però, non ci sono dubbi che questo è dovuto alle esigenze di cui si è detto. Credo che questo rendiconto sia da ritenere valido, perché c'è stato uno sforzo burocratico, organizzativo, intelligente da parte degli Uffici, per arrivare a queste deliberazioni e anche un comportamento politico, che ha suscitato non grandi simpatie da parte dell'Assessorato, per fare in modo che si potesse arrivare a questa conclusione in questa fase di passaggio. Direi che la lettura del Consuntivo del 2006 sia utile almeno per 3 motivi, che cito solo come capitoli. Il primo motivo è quello di constatare che si è avviata una fase di superamento di quella che è stata chiamata la "finanza creativa", con i vantaggi e gli svantaggi che proponeva. Svantaggi che si riferivano ad un periodo in cui è avvenuta e svantaggi che, naturalmente, venivano collocati successivamente. Il secondo motivo è che permane l'esigenza di sforzi correttivi nella gestione del bilancio per minori spese e nella ricerca di maggiore entrate. Su questo argomento credo che le procedure da adottare debbano essere tali da arrivare a maggiori rapporti preventivi, quindi, anche a maggiori democratici, tenuto conto che la democrazia è anche pazienza. Bisogna anche usare il tempo per fare in modo che l'inserimento di possibili aumenti, talvolta necessari per mantenere o sviluppare i servizi, sia compreso da tutti. Il mio intervento vale anche come dichiarazione di voto. Esprimo, quindi, soddisfazione per il lavoro svolto negli anni passati sia dall'Assessore che dagli uffici competenti e anche da coloro che si sono affiancati nel lavoro svolto in Consiglio Comunale e nelle Commissioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Zanolini. ZANOLINI Carlo Chiaramente il mio intervento sarà di tipo politico e non tecnico, poiché penso di non esserne all'altezza, non essendo materia di mia competenza. Dopo aver visionato in dettaglio il documento dell'Assessore Passoni (augurandomi che la prossima volta ci sia consegnato un po' prima, per avere la possibilità di fare commenti più appropriati e riflettere meglio), mi è sembrato di aver capito che amministrare bene si può, nonostante questi difficili momenti che la politica nazionale ci impone, per la quale è necessario che gli Enti Locali passino da una finanza decentrata ad una autonoma. Questi passaggi sono molto difficili, perché non abbiamo ancora l'abitudine a ragionare in termini di autonomia, dopo tanti anni di pagamenti a piè di lista. A me pare che questo processo stia maturando gradualmente e che l'interpretazione di questo processo da parte della Giunta e dell'Assessore segue i tempi e, senza dubbio, avrà uno sviluppo ulteriormente positivo. Mi riferisco al fatto che c'è stata una buona classificazione di rating, e questo è un fatto positivo, anche se qualcuno dell'opposizione ha espresso qualche dubbio su questa situazione. Inoltre, un avanzo di amministrazione è un dato di fatto. È chiaro che un'Amministrazione dovrebbe perseguire l'obiettivo del pareggio di Bilancio, però penso che magari questo avanzo (anche se sarebbe meglio che non ci fosse) sia dovuto a cause di natura congiunturale, come è già stato detto, e cioè a entrate improvvise che non erano state programmate. Quindi, ritengo che sia l'avanzo d'amministrazione, sia il rating che funziona e sia il PIL della provincia (che ha raggiunto, o addirittura superato, il PIL nazionale) dovrebbero darci un certo conforto. Debbo far notare che, probabilmente, non è stata fatta una distinzione tra il PIL della provincia di Torino e quello della città di Torino; questo perché probabilmente nella provincia di Torino c'è un maggiore impegno a livello industriale e, invece, Torino vede una sempre crescente terziarizzazione. Vorrei porre anche l'attenzione su un problema che sovente è trascurato: mentre si dà moltissima rilevanza alla difesa dei ceti più deboli (come credo sia opportuno e giusto che sia), bisognerà anche prestare maggiore attenzione al ceto medio, che è quello che attualmente è destinato a passare ad una classe inferiore. Le nuove povertà sono un po' all'ordine del giorno come concetto: alcune persone che, fino a poco tempo fa, appartenevano al ceto medio, sono diventate povere o indigenti per cause varie e indipendenti dalla loro volontà. Quindi, se per cause varie, indipendentemente dalla nostra volontà, viene a mancare la forza propulsiva dell'economia e delle industrie, è chiaro che aumenta il terziario, ma vi è anche una maggiore diminuzione del potere di acquisto del ceto medio. Per quanto riguarda gli investimenti, auspicherei che la parte destinata all'ambiente sia incentivata, perché aumentare almeno un po', o considerevolmente, gli investimenti in favore dell'ambiente equivarrebbe ad investire sulla salute e sul benessere, quindi significherebbe anche limitare la situazione di povertà e situazioni di rischio generico e personale dei nostri cittadini. Auspico quindi che una parte di questi avanzi, , sia destinato all'ambiente oltre che a diminuire il debito, come faceva osservare opportunamente il Consigliere Rattazzi, perché, a nostro giudizio, ciò che avanza deve essere distribuito equamente tra welfare, maggiori investimenti per la difesa dell'ambiente e la promozione della salute in rapporto all'ambiente e, infine, diminuzione del debito. Se il debito diminuisce è chiaro che ci possono essere maggiori spazi di investimento sull'efficienza dell'Amministrazione. Ritengo, inoltre, che, per quanto si stia facendo molta attenzione, si possano ottenere ancora margini di miglioramento per quanto riguarda gli sprechi a livello dell'Amministrazione; forse, non si possono ottenere a livello della spesa fissa (il personale), ma a livello delle spese correnti e del risparmio che si avrebbe facendo investimenti che diano uno sviluppo reale. Penso che gli investimenti possano essere molti, ma quelli maggiormente perseguiti dovrebbero essere gli investimenti che rendano veramente e che diano maggiori possibilità di sviluppo. Secondo il mio parere, una lotta più forte agli sprechi potrebbe ancora creare un ulteriore avanzo che potrebbe essere indirizzato verso lo sviluppo; inoltre, bisogna fare attenzione agli investimenti in favore di progetti che siano veramente utili alla società e che possano dare uno sviluppo reale, evitando così investimenti improduttivi. In conclusione, questo Bilancio mi induce a dare un voto favorevole e ad augurare a questa Amministrazione di affinare il suo modo di agire dal punto di vista finanziario in base ad alcuni suggerimenti che i Colleghi e io stesso abbiamo proposto in quest'Aula per una sempre migliore amministrazione di questa Città. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la replica, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Intervengo molto rapidamente per rassicurare, da una parte, alcuni Consiglieri di opposizione sul tema della quantificazione dell'avanzo. In realtà, bisogna mettersi d'accordo: un avanzo alto non è necessariamente un valore positivo o negativo: determina una fotografia e fornisce possibilità future. Sostanzialmente, la qualità dell'avanzo è determinata da come si impiega e da come si applica. Credo che la relazione sia molto chiara. Quest'anno cercheremo anche di metterla in pratica e non soltanto di fare dichiarazioni, come è stato osservato dal Consigliere Galasso. Una buona filosofia virtuosa di Bilancio è quella di cercare di applicare l'avanzo in parte capitale senza contrarre quote ulteriori di indebitamento e, soprattutto, senza irrigidire e storicizzare la spesa dell'avanzo applicato, perché sono spese presenti nel Bilancio senza una contropartita corrente di entrata che ne determini la ripetitività. Sono state fatte alcune domande che attenevano ad argomenti di contorno al tema del Bilancio, quali la questione dei contributi, del patrimonio e degli elenchi. Voglio rassicurare il Consigliere Cantore sul fatto che questi dati sono in possesso dell'Amministrazione, la quale, con un atto dell'Assessore Donna, un mio predecessore, aveva redatto un Regolamento che osservava la Legge Finanziaria del 1995, che stabiliva l'obbligatorietà di dare un valore economico ad ogni concessione, o ricognitoria o economica, con un abbattimento misurato rispetto al calo di mercato in base al progetto. La Città applica ancora questo Regolamento, che è ancora valido, e gli Uffici del Patrimonio operano come se la decurtazione di un calo di mercato fosse un contributo indiretto. È tutto pubblicato, reperibile dagli atti dell'Amministrazione, anche se non è un argomento strettamente connesso al Rendiconto. Il Consigliere Angeleri ha chiesto un'ulteriore riflessione sul rating. Vorrei precisare che la Relazione al Bilancio non banalizza o drammatizza il tema del rating, che è importante, però bisogna dargli il giusto valore: il rating non è una valutazione a tutto tondo sullo stato di salute di un Ente Locale, ma è una carta di identità - che è anche un costo per l'Amministrazione -, quando si vuole operare sul mercato di emissioni di BOND o di BOC su mercati nazionali ed internazionali, che è obbligatoriamente necessaria. Non rappresenta la patente di bontà del proprio Bilancio, ma è una sorta di certificazione della capacità di assolvere ai propri obblighi. In Europa fior di banche hanno rating con tripla "B", doppia "B", singola "B": queste banche sono messe alla berlina sul mercato internazionale? Questi istituti hanno maggior difficoltà di credibilità? No. La stessa FIAT, uscita da una fase di crisi, ha un rating pari a tripla "B"; con questo voglio dire che siamo in una fase ancorata fortemente al rating di debito pubblico italiano che, com'è noto, è "A" positivo. Questo rating, finché resiste a livello europeo, salda fortemente gli Enti Locali italiani che hanno il rating pari ad "A" in una posizione virtuosa, che rispetto al rating assoluto avrà perso la doppia "A" e non ha mai avuto la tripla "A", ma che va visto in una scala che per gli Enti Pubblici ha come tetto massimo il rating del debito italiano: non potremmo comunque avere più di una singola "A" neanche se fossimo i più virtuosi del mondo, perché il rating di un settore pubblico italiano, europeo o internazionale si gradua in base al rapporto tra il debito del Comune dell'Ente Locale ed il debito pubblico dello Stato a cui l'Ente appartiene. Per questa ragione siamo necessariamente alla soglia massima di affidabilità; questo non vuol dire banalizzare le preoccupazioni e le enfatizzazioni, anche di natura politica, legittime rispetto a questo tema, però posso assicurare che questa discussione - credo sia dimostrato nella Relazione - sia assolutamente all'ordine del giorno nel comportamento dell'Amministrazione e nelle nostre preoccupazioni di stabilità. Non credo di dover aggiungere altro e ringrazio il Consiglio per il dibattito nutrito ed interessante che ha avuto il Rendiconto di quest'anno e anche per gli stimoli tecnici di alcuni interventi. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione: presenti 40 favorevoli 32 contrari 8 La proposta di deliberazione è approvata. |