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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Iniziamo l'adunanza del Consiglio Comunale discutendo l'interpellanza n. mecc. 200703194/02, presentata in data 21 maggio 2007, avente per oggetto: "Ordinanza di chiusura anticipata a San Salvario" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Altamura. ALTAMURA Alessandro (Assessore) Nella prima parte della risposta al Consigliere Cassano cercherò di essere molto sintetico, riservandomi di replicare per le singole questioni, anche sulla base delle osservazioni che emergono nell'interpellanza, che è articolata su più punti. L'argomento generale riguarda un atteggiamento di attenzione, nato soprattutto l'anno scorso, a fronte di richieste esplicite fatte dalle forze dell'ordine, dal Corpo di Polizia Municipale e dalla Circoscrizione 8 rispetto ad un intervento necessario per verificare l'omogeneità degli orari degli esercizi artigianali, che non possono essere equiparati, per legge. Il Consigliere Cassano sa perfettamente che la Legge n. 114, Decreto Bersani, trasformata poi in Legge Bersani, non equipara queste due tipologie di esercizi, bensì dice esplicitamente che i Comuni possono intervenire, per quanto riguarda l'omogeneità degli orari, rispetto agli esercizi commerciali. Dopo un anno di attività, non abbiamo mai avuto una realtà anche solo parzialmente conflittuale degli esercizi squisitamente legati al commercio con le attività artigianali. L'elemento che sicuramente balza all'occhio è che, per una realtà molto particolare, che soprattutto l'anno scorso aveva creato forti tensioni e forti difficoltà, nell'ambito della quale tutte le forze politiche si erano unite, trasversalmente, non soltanto con marce per la sicurezza e la legalità, ma anche con una richiesta di maggiore presenza delle forze dell'ordine, del Corpo di Polizia Municipale e delle istituzioni, questo percorso si era concluso con la famosa ordinanza, presentata nel 2006, che prevedeva, appunto, un limite alle ore 22.00, che poi era stato ulteriormente articolato - se il Consigliere ricorda - proprio dal sottoscritto, anche per andare incontro alla presenza di una forte comunità di religione musulmana, che, per l'esigenza del Ramadan, non poteva immaginare di trovarsi penalizzata rispetto a quanto indicano le istanze religiose di quella comunità. Quest'anno, sulla base di una richiesta esplicita, presentata, fra l'altro, dal Corpo di Polizia Municipale e ribadita anche dalle forze dell'ordine, il provvedimento è stato reiterato, in accordo con la Circoscrizione, in seguito a due incontri fatti col Presidente della Circoscrizione, con il Comandante dei Vigili e con una nota del Corpo di Polizia Municipale, che è pervenuta a noi; quindi, questa ordinanza è stata presentata per effettuare un'ulteriore verifica rispetto all'ordinanza dell'anno scorso. A dire, soprattutto, dei cittadini e delle forze dell'ordine, le risultanze sono positive, e a tale proposito preferirei ancora sentire, da parte sua, le ulteriori valutazioni. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Le questioni sollevate dall'interpellanza riguardano sia l'esigenza di garantire la vivibilità del quartiere di San Salvario attraverso misure specifiche, laddove alcune realtà, nel corso del tempo, avessero costituito luogo di attrazione per attività criminose, sia la necessità di tutelare tutte le attività non commerciali e artigianali, che, nel corso degli anni, hanno consentito, anche ad un quartiere come San Salvario, di estendere i luoghi sottratti alle attività criminali con la ripopolazione del quartiere, per il semplice fatto che queste stesse attività rimanevano aperte fino ad una certa ora. Nel testo dell'ordinanza, che l' Assessore citava, si riferiscono gli effetti positivi dell'ordinanza emessa nel luglio 2006, quindi sarebbe anche utile comprendere quale sia stato il decremento di segnalazione di disturbo della quiete nel corso dell'estate del 2006, e quante e quali siano state, anche per il 2007, le segnalazioni di disturbo strettamente collegate e collegabili alle attività destinatarie dell'ordinanza di chiusura anticipata. Per quanto riguarda, invece, la regolamentazione degli orari per le attività artigianali, immagino sia legata, in qualche modo, anche all'applicazione dell'ex Decreto, ora Legge Bersani, però questo riguarda una parte minima dell'interpellanza, ed è evidente che, per comprendere quali effetti abbia prodotto lo scorso anno, ricordo tutta una serie di appelli che furono firmati dai Consiglieri di questa Sala, tra cui il sottoscritto, che portarono ad una parziale rettifica dell'ordinanza di chiusura anticipata, come lei stesso ricordava, anche per esigenze religiose, a partire dal mese di settembre. Sarebbe, quindi, utile comprendere quante siano le attività artigianali insistenti nell'asse indicato, che, a seguito delle ordinanze dell'anno scorso e di questo maggio, sono state obbligate a chiudere anticipatamente. Per quanto riguarda le associazioni, l'Assessore citava il Comandante dei Vigili della Circoscrizione 8 e il Presidente della Circoscrizione. Vorrei capire se si è avviata una interlocuzione con le associazioni di commercianti e artigiani del borgo e delle zone interessate, anche per capire quali siano i loro riscontri e i loro ritorni rispetto alle minori attività che, soprattutto nei mesi estivi e soprattutto nelle ore indicate, le attività interessate hanno subito come flessione. Un'ultima considerazione. Il testo dell'ordinanza riferiva di una stretta riconducibilità delle attività di queste realtà artigianali con la presenza di criminali. Probabilmente, i dati in possesso delle forze dell'ordine sono in grado anche di circoscrivere e di delineare una mappa più dettagliata e, quindi, di indirizzare i provvedimenti restrittivi degli orari a realtà specifiche, per le quali è giusto e doveroso che la Città intervenga con ordinanze specifiche, distinguendo, però, le attività artigianali dove è più alta la concentrazione di personaggi noti alle forze dell'ordine rispetto a quelle in cui, invece, si annidano persone di tutte le classi. Per il momento, mi ritengo soddisfatto delle risposte fornite dall'Assessore, a cui chiedo, gentilmente, di fornirci questi due dati. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Altamura. ALTAMURA Alessandro (Assessore) Ringrazio il Consigliere Cassano, che ha dimostrato la sensibilità politica che anche l'Amministrazione ha dimostrato, rispondendo immediatamente, l'anno scorso, proprio alle istanze che personalmente ritengo legittime, perché, fra l'altro, la parte di richieste che pervenivano dalle forze dell'ordine non erano state, obiettivamente - ed è comprensibile -, prese in considerazione, proprio perché si trattava di un fenomeno successivo legato ad un mese specifico, e quindi l'attività che aveva generato sul territorio un livello di conflittualità così elevata - sto parlando sempre del 2006 - necessitava di un intervento urgente e contingibile, ex art. 50 TUEL. Quindi, stiamo parlando di interventi che devono essere attuati necessariamente dal Sindaco. Per quanto riguarda l'attività più generale, il Consigliere Cassano ha correttamente sottolineato, nella sua interpellanza, che gli orari non sono equiparati, per il semplice fatto che sia il Decreto Bersani (Legge n. 114), sia la stessa Legge Regionale successiva al Decreto Bersani n. 114 permettono ai Comuni di intervenire laddove si creano palesi situazioni di discrasia, di differenza e, quindi, spesso anche di conflitto, cosa che, allo stato attuale, né per oggi, né per quanto riguarda questi ultimi anni, abbiamo potuto verificare. Però, uno degli elementi che emerge chiaramente - peraltro, la sua stessa valutazione va in questa direzione - è che, sicuramente, gran parte degli interventi svolti dalle Forze dell'Ordine (che, poi, possono essere concertati soltanto parzialmente con l'Amministrazione, se non per la parte delegata ai compiti di vigilanza del territorio del Corpo di Polizia Municipale) non viene portata a conoscenza nel modo esplicito che lei può immaginare; ossia, è comprensibile che esistano appropriati tavoli istituzionali, i quali debbano occuparsi di tali argomenti - mi riferisco, ad esempio, al Tavolo Provinciale di Coordinamento per l'Ordine e la Sicurezza, al quale fanno riferimento, peraltro, tutte le Istituzioni -, nel momento in cui gli elementi di macrovalutazione debbano essere, poi, in qualche modo, lo stimolo ad intervenire con provvedimenti. Come il Consigliere sa bene, in alcuni casi vi è l'intervento diretto del Prefetto, per questioni di ordine pubblico rispetto al singolo locale. Quindi, per quanto riguarda la situazione specifica - perciò, credo che, purtroppo, una parte della sua domanda non possa trovare una risposta puntuale, ma ritengo giusto e corretto sollecitarla, soprattutto agli organi competenti -, è evidente che questa tipologia d'interventi di prevenzione e repressione, verifica dei reati, sollecitazione fatta dal Corpo di Polizia Municipale (che, in qualche modo, ovviamente, dipende dalle Sezioni territoriali, le quali s'interfacciano, come succede nel resto della città, con quelle dei Carabinieri e delle Forze dell'Ordine) sia articolata sulla base di una reale necessità. Le risposte dei cittadini (perlomeno, quelle che abbiamo) per quanto riguarda il fenomeno diffuso, che si era creato soprattutto in alcune aree e locali ben specifici, dimostrano che sia crollato verticalmente; invece, credo che occorra approfondire l'argomento (in una Commissione, se possibile), rispetto al lavoro svolto dalle Forze dell'Ordine. Come il Consigliere sa perfettamente, l'Assessorato al Commercio, su quello, ha soltanto parzialmente voce in capitolo (proprio domani avrò un incontro con il Prefetto, su questioni legate a Porta Palazzo); ma, certamente, non le sfuggirà che l'argomento specifico riguardi una materia talmente delicata da dover essere affrontato in luoghi appositi e con le Istituzioni competenti. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'interpellanza è discussa. |