| Interventi |
COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200703772/02, presentata in data 8 giugno 2007, avente per oggetto: "Teleporto per comunicazioni satellitari in Via Centallo 72" COPPOLA Michele (Vicepresidente) La risposta, in un primo tempo, era stata assegnata all'Assessore Mangone, ma risponderà l'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Risponderò io, perché ho seguito la vicenda fin dall'inizio; naturalmente, i fatti riguardanti le emissioni elettromagnetiche fanno capo, come competenza generale, all'Assessore Mangone, con il quale ci siamo sentiti e abbiamo concordato la risposta. Ritengo sia utile riassumere la vicenda, perché aiuta ad inquadrare il problema. Alla fine del 2004, è stato approvato lo schema di convenzione volto a regolare la concessione del diritto di superficie alla società Skylogic per la realizzazione del teleporto per le telecomunicazioni via satellite. La convenzione era stata approvata alla fine del 2004 ed è stata stipulata in data 28 gennaio 2005. La realizzazione del teleporto è volta allo svolgimento delle attività di fornitura di servizi di comunicazione via satellite per i collegamenti dati e video sull'area di copertura dei satelliti Eutelsat (trascurerò i particolari, ma posso consegnare la nota tecnica al Consigliere interpellante). L'attuazione è apparsa immediatamente problematica, perché, in realtà, le valutazioni preliminari (condotte da parte degli organi preposti come ARPA, Provincia e Assessorato all'Ambiente della Città di Torino) avevano ricevuto pareri d'assenso, però, c'erano problemi dal punto di vista dell'allarme sociale. Formalmente, per quanto riguarda il rispetto dei limiti di emissione e del livello di inquinamento, i valori erano ritenuti accettabili (comunque, sappiamo bene che, su questa materia, c'è sempre un'evoluzione normativa che, in qualche misura, giustifica anche l'allarme, lo comprendiamo), resta il fatto che ci siamo trovati in imbarazzo, nel senso che, da un lato, c'era un grande allarme e, dall'altro, erano presenti e regolari tutte le condizioni giuridiche e normative di autorizzazione. Non abbiamo ritenuto, anche in relazione alla vicenda olimpica e agli impegni che erano stati assunti per la trasmissione dei dati e dei video, che ricorressero le condizioni per sospendere l'attività che era stata concessionata. Naturalmente, l'elemento dell'allarme sociale è emerso nel momento in cui sono iniziati i lavori e le attività esecutive erano in corso. Fin da subito erano stati previsti interventi di monitoraggio e mitigazione ambientale; in particolare, in data 7 novembre 2005, la società Skylogic ha formalizzato l'intendimento di dare seguito a questa attività, mettendo a disposizione dell'Amministrazione la somma di 50.000 Euro, e, a tal fine, si è messo a punto un piano di monitoraggio delle emissioni elettromagnetiche, condotto dall'ARPA. Questo contributo è servito ad affidare ad un terzo, rispetto alla società, il sistematico controllo delle emissioni elettromagnetiche, al fine di controllare la situazione nel tempo. Nella relazione dell'ingegnere dell'ambiente sono riportati i risultati dei sopralluoghi e questa attività di monitoraggio è, comunque, verificabile. Interventi di misura svoltisi dall'ARPA di Ivrea hanno confermato il rispetto del valore di attenzione pari a 6 volt/metro fissato dal DPCM 8/6/2003. Ulteriori approfondimenti sono stati effettuati in relazione alle emissioni acustiche generate dallo stabilimento, con redazione di uno specifico studio e valutazione dell'impatto acustico. Lasciamo, però, perdere il pregresso e vediamo come ipotizziamo di muoverci. Va sottolineato che la Città ha avviato, da tempo, apposite interlocuzioni con Termer S.p.A., al fine di prevedere, nell'ambito della razionalizzazione della rete di Torino a 220 kw, quale mitigazione ambientale a favore dei residenti di Via Centallo, l'interramento degli elettrodotti. In questo momento, non ho sott'occhio il cronoprogramma, ma l'interramento di questa tratta fa già parte di un'intesa con Terner. Per quanto riguarda il trasferimento del teleporto, la società ha dato disponibilità a valutare, di concerto con l'Amministrazione, l'eventualità di aree di localizzazione in quanto, tra l'altro, ha maturato esigenze di potenziamento del suo impianto su Torino, per tutta una serie di ragioni che, per altro verso, sono da ritenere a tutti gli effetti apprezzabili, perché vuol dire che aumenta anche l'occupazione e aumenta il peso relativo di questa infrastruttura. Però, a questo punto, è assolutamente incompatibile col luogo. Naturalmente, la società ha fatto rilevare alla Città come si sia mossa nel rigoroso rispetto di tutte le condizioni e clausole autorizzative e amministrative e, quindi, la contropartita che ha chiesto è un accompagnamento e un cercare condizioni di valorizzazione dell'area rilasciata, che consenta di recuperare parte delle risorse. In tal senso, ci siamo mossi su due alternative -: lo dico proprio perché stiamo ancora valutandole in modo conclusivo -: una, collocata in ambito Mirafiori, quota parte delle aree acquisite dalla città nell'ambito dell'operazione TNE (parte dei 300.000 metri quadrati). Il fabbisogno attuale sarebbe di 40.000 metri quadrati, quindi, sostanzialmente, è un raddoppio abbondante dell'attuale impianto. L'altra soluzione, invece, sarebbe dislocata verso l'insediamento Iveco in area Michelin, ceduta già ad operatori immobiliari che, naturalmente, mantiene la destinazione produttiva (sia uno che l'altro hanno destinazione produttiva, quindi non ci sono più interferenze di sorta con chi non abbia destinazione omogenea). Credo che con l'autunno si vada ad una definizione. C'è fretta anche da parte loro - proprio perché devono firmare dei contratti - di acquisire commesse che hanno bisogno di mettere in conto a questi potenziamenti. Quindi, tutto sommato, è una condizione relativamente favorevole per promuovere questo spostamento, nel senso che non è solo richiesto dall'Amministrazione, ma è anche, in qualche misura, reso necessario dalle loro strategie aziendali. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Tralascio anche io qualsiasi sorta di polemica o di storia della vicenda. Assessore, mi permetto solo di chiedere, per il futuro, di evitare simili scempi. Non entro nel merito, perché non sono all'altezza - e, forse, nessuno di noi lo è - di dire se le emissioni siano dannose o meno; abbiamo esempi, nella storia, di come tante cose che non erano dannose, col passare del tempo, si siano rilevate tali. Mi fermo solamente al fatto che, già solo di per sé, una situazione simile sotto casa fa sì che - ed è una cosa venale, magari banale, però anche importante - il valore del mio immobile si dimezzi quantomeno. Lei mi dice che in autunno dovreste riuscire a definire con la società Skylogic lo spostamento. Le chiedo solamente uno sforzo, perché le persone si aspettano date più possibili certe. L'accordo, penso, verrà fatto anche alla luce del raddoppio, quindi è tutto un interesse. Lei che cosa prevede? Le persone - le vede anche qui - sono assolutamente pazienti, ma lo sarebbero ancora di più se si comunicassero date il più possibile certe. Ritengo che questo sia un dovere dell'Amministrazione, anche alla luce di un errore condizionato dalla fretta (Olimpiadi e quant'altro). Quindi, chiederei solamente se di darci dei tempi il più possibili certi per lo spostamento. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) I tempi certi per lo spostamento sono un po' più complicati. Sono al corrente che il potenziamento dell'impianto è condizione per accedere a commesse più impegnative. Tutto ciò ci induce - in particolare, sul versante industriale me ne sono occupato con il Vicesindaco Dealessandri - ad essere più ottimisti, perché è evidente che se si tratta di mandare via qualcuno da un luogo in cui, bene o male, continua a lavorare senza che ci sia una ragione interna per accelerare i tempi di questo trasferimento, la cosa è molto complicata. In questo caso, sembrerebbe essere molto più favorevole. Ci hanno chiesto di condurre rapidamente le verifiche e la scelta tra le due aree; quindi, si deve ritenere che i lavori inizino sollecitamente, che vuol dire 18 mesi minimo, perché è il tempo necessario che intercorre tra la progettazione esecutiva, l'affidamento dei lavori - anche se sono privati, quindi non fanno le gare con le modalità previste dalla Legge Merloni - e l'esecuzione dei nuovi basamenti. Possiamo benissimo, risentirci ad ottobre, con una ripresa di interpellanza, piuttosto, se vuole, con un incontro in Commissione, perché, probabilmente, avremmo degli elementi più certi anche sui tempi. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Se posso fare affidamento sull'Ufficio di Presidenza, chiederei la calendarizzazione già ad ottobre, in sede di Commissione, non dell'approfondimento, perché è stato approfondito, però dell'evolversi della situazione, perché, mi permetto di dire, lo ha riconosciuto anche l'Assessore, l'argomento è proprio importante. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Raccogliendo anche la disponibilità manifestata dall'Assessore Viano, consideriamo questa interpellanza discussa per l'Aula, ma la inviamo in VI Commissione Consiliare. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In III Commissione per attività produttive, lavoro e insediamenti. Potremmo prevedere di inviare l'interpellanza in III più VI Commissione, in modo tale da avere la maggior condivisibilità possibile da parte dei Consiglieri interessati. La invieremo ai Presidenti, pregandoli di prevedere una calendarizzazione nel mese di ottobre per gli aggiornamenti del caso. L'interpellanza è discussa. |