| Interventi |
CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200703735/02 presentata in data 7 giugno 2007, avente per oggetto: "Attivazione delle città metropolitane" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Levi. LEVI Marta (Assessore) Intanto, rispetto ai punti dell'interpellanza, ci sono alcune questioni da chiarire. La normativa, in questo momento, nonostante sia stata approvata una Legge Delega, non è ancora né chiara, né definita, né definitiva, proprio perché, in quanto Legge Delega, per intenderci, mancano i decreti delegati. Soltanto quando il Governo produrrà i decreti annessi, saremo davvero in grado di capire l'architettura immaginata per i diversi livelli istituzionali e, in particolare, con quali competenze. Avremo un quadro un po' più preciso che, al momento, francamente, non è facile da evidenziare. Non è facile da capire, anche perché l'attuale Legge Delega, la proposta Lanzillotta, non definisce minimamente le competenze dei diversi livelli istituzionali. Rispondendo al secondo punto, su quali siano i principi ispiratori dell'eventuale attuazione della città metropolitana, per quanto riguarda la realtà torinese, segnalerei soltanto che le condizioni territoriali fisiche, obiettive, dell'area metropolitana torinese, appunto, della Provincia di Torino, rispetto al tema, sono particolarmente complesse. La Provincia di Torino ha 315 Comuni; al centro c'è il capoluogo, la città di Torino. Impedendo l'istituzione di nuove Province e ipotizzando l'accorpamento di alcuni Comuni, essendo noi una Regione di confine e avendo tutta la parte delle comunità montane, diventa, ovviamente, molto difficile immaginare un disegno che possa vedere una ridefinizione anche delle Province, in quanto il Decreto ipotizza, almeno in una sua parte, che laddove si istituiscono le città metropolitane, in buona sostanza, sono abolite le Province. In realtà, nel Decreto c'è una sorta di via d'uscita e si parla di unioni di Comuni che, credibilmente, ad oggi, potrebbe essere un'ipotesi, forse percorribile, nel medio periodo. Su che cosa stiamo lavorando? Tutto il sistema della governance nell'area metropolitana torinese è costituito, storicamente, da reti e aggregazioni intercomunali che esistono sulle politiche di vasta area; per esempio, esiste l'agenzia per la mobilità ed esiste l'ATO per i rifiuti. Sono tutte, ovviamente, a geometria variabile. Noi stiamo cercando di promuovere una più estesa pratica di cooperazione tra Città di Torino e i Comuni di prima e seconda cintura, in questa geometria, più o meno variabile, di area metropolitana; in questo senso, alcuni passi, in questi mesi, sono stati fatti. Non entro nei dettagli, perché vedo che il tempo scorre inesorabile. Rispetto al decentramento, il ragionamento rispetto al tema: "Città metropolitana", a nostro avviso, va portato avanti, a prescindere dagli sbocchi. Nel Decreto si parla da un lato, di questa città metropolitana, dall'altro, di municipalità. Visto, però, il quadro in cui ci muoviamo che, al momento, è molto poco definito e particolarmente complesso, per la nostra realtà, rispetto a questo tema, ritengo che il decentramento, invece, il ridisegno delle Circoscrizioni e delle loro competenze, vada affrontato a prescindere dalla "Città metropolitana", anche perché è stato detto, è stato scritto sui giornali, che per il decentramento, a Torino, siamo un po' in mezzo al guado. Bisogna dare la spinta finale. Rispondendo all'ultimo punto dell'interpellanza del Consigliere Ferraris, credo che qualsiasi organizzazione, anche sul decentramento, non metta a rischio e in discussione, l'occupazione. Anzi. Penso, invece, che possa essere un'occasione di formazione e di rilancio anche per il personale. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Sulle risposte, essendo abbastanza ignaro della materia, non posso dire nulla; non posso ritenermi completamente soddisfatto, però, perché mi sarei aspettato, al di là della Legge Delega citata dall'Assessore, un programma di attuazione un po' più avanzato. Mi rendo conto che la complessità di questa realtà cittadina sia tale da mettere, forse, in imbarazzo, chi deve seguire queste vicende; però, vorrei soffermarmi un attimo sul problema delle Circoscrizioni, su questo decentramento incompiuto. E' evidente che lo spirito della Legge Delega sia quello di cercare di evitare i problemi che, quasi sicuramente, nelle grandi città come Torino, sono legati all'applicazione del decentramento che, poi, di fatto, assegna alcune competenze, ma non la gestione economica. La creazione di una municipalità, però, renderebbe più importanti gli Enti decentrati dell'area metropolitana! L'Assessore sosteneva che siamo nel guado; quindi, non siamo né carne, né pesce. Sono un po' preoccupato, perché è dalla mia maggiore età - dalla quale sono trascorsi più di vent'anni - che si parla di decentramento, di Circoscrizioni; si parla di aree metropolitane e non si riesce ad arrivare ad una quadra. Comprendo che la difficoltà non valga soltanto per la città, ma per l'intera Provincia. Quello che, però, potremmo provare a fare noi, è stimolarli. Adesso non so in che termini, se partendo dai problemi delle Circoscrizioni, emersi sui giornali. Non so se sia quella la strada giusta (lo deciderà l'Assessore); a mio avviso, comunque, necessiterebbe stimolarli e cercare di essere una città pilota, una città laboratorio, come siamo già stati abituati a fare in altri contesti. |