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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Giugno 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 4
INTERPELLANZA 2007-03264
?OLTRE 5 MLIONI PER LE PISTE CICLABILI; UN UFFICO BICICLETTE CHE FA TURISMO CONGRESSUALE. INTANTO I CICLISTI CONTINUANO A COMPORTARSI DA 007 ?LICENZA DI UCCIDER(SI)?? PRESENTATA DAI CONSIGLIERI COMUNALI VENTRIGLIA, GHIGLIA, GALASSO, LONERO E RAVELLO IN DATA 23 MAGGIO 2007. - DECADUTA PER FINE MANDATO.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200703264/02, presentata in data 23 maggio 2007, avente per oggetto:
"Oltre 5 milioni per le piste ciclabili; un Ufficio Biciclette che fa turismo congressuale. Intanto i ciclisti continuano a comportarsi da 007 licenza di uccider(si)"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Vorrei fare alcune osservazioni sull'oggetto dell'interpellanza, perché, a maggior ragione per la citazione, ha più efficacia del testo.
Se per "5 milioni per le piste ciclabili" intendiamo la spesa complessiva, allora la cifra è esatta, perché le piste sono costate 4.469,00 Euro, aggiungendo gli stalli si può arrivare a circa 5 milioni di Euro, ma che vi sia "un Ufficio Biciclette che fa turismo congressuale" è assolutamente impreciso, perché questo ufficio non esiste.
Nella premessa dell'interpellanza si parla di missioni fuori sede (Parigi, Milano, Pordenone, Roma, eccetera), ma vorrei precisare che per le biciclette sono andata, con una mia collaboratrice, una sola volta a Rimini per ritirare il premio come prima Città italiana per l'attività a favore della mobilità ciclabile, non ci sono state altre missioni; evidentemente, per elaborare questo titolo, vi sono state alcune informazioni imprecise.
Il Consigliere sicuramente è a conoscenza del fatto che nel marzo 2002 la Città di Torino, con deliberazione di Giunta, ha approvato la costituzione di un gruppo di lavoro per la mobilità ciclabile coordinato dal Vicedirettore della Mobilità e composto da Dirigenti della Mobilità e dell'Ambiente. In quella stessa deliberazione si istituiva un Comitato consuntivo formato dalle associazioni ciclabili più significative, come "Bici e dintorni", che operano nella realtà di Torino; questo gruppo di lavoro ha il compito di coordinare gli interventi tra il Verde e la Mobilità.
È stato, poi, individuato un riferimento esterno, Vicari (con competenze ed una formazione adeguata al ruolo che ha ricoperto), che ha avuto degli incarichi così definiti: nel 2002 un incarico di collaborazione per 17.280 Euro lordi, nel 2003 per 15.840 lordi, nel 2004 per 15.840 lordi; questi sono gli incarichi che ha avuto e che non sono più stati assunti nel 2006. Per motivi di Bilancio e per le disposizioni sulle consulenze attualmente non è collaboratore della Città: era l'unica collaborazione del Settore che, rispettosi delle norme contenitive sulle collaborazioni, non abbiamo più rinnovato, ricevendo molte proteste dalle associazioni dei ciclisti e dagli utenti, perché il ruolo ed il lavoro di questo collaboratore riguardava una consulenza per la stesura del Piano Ciclabile 2003, ma aveva un'attenzione costante e particolare nel raccogliere segnalazioni da coloro che utilizzano le piste ciclabili per gli interventi di manutenzione; infatti, aveva rapporti con i cittadini nel Comitato Consultivo, gestiva un sito web dove i ciclisti colloquiavano con la Città e seguiva e proponeva interventi di promozione della bicicletta.
Nel 2004 è stato approvato il Piano degli Itinerari Ciclabili che, anche se non è questo il tema dell'interpellanza, è in fase di realizzazione a tranche, anno dopo anno, ed attualmente siamo giunti a 115 chilometri di piste ciclabili.
Per quanto riguarda i Corsi di Educazione Stradale ai ciclisti, devo ricordare che è stato prodotto un opuscolo dal titolo "Torino in bici - Istruzioni per l'uso"; su questo, sul sito Internet e sulla cartina delle piste ciclabili sono riportati indicazioni e consigli sull'uso della bicicletta e la normativa prevista dal Codice della Strada; quindi, sia l'opuscolo sia la cartina (che abbiamo modificato nell'ultimo anno) sono degli strumenti per ricordare le norme del Codice della Strada. Inoltre, il Corpo di Polizia Municipale, nell'ambito delle attività organizzate da ITER del Comune, da anni interviene nelle scuole per la formazione di un comportamento corretto sulla strada, svolge attività di vario genere per la conoscenza da parte dei bambini del linguaggio della segnaletica, anche attraverso esercitazioni con l'uso delle biciclette, per sperimentare il comportamento corretto da tenere in strada ed i rischi che si corrono. Nell'anno scolastico 2006-2007 i corsi hanno avuto 230 partecipanti tra allievi delle scuole elementari e medie inferiori. L'educazione è lo strumento principale per ovviare al richiamo dell'interpellanza su comportamenti anche non rispettosi del Codice della Strada di alcuni ciclisti.
Per quanto riguarda i costi diretti ed indiretti dell'Ufficio Biciclette (che in realtà non si chiama così, ma Gruppo per la Mobilità Ciclabile), provo a dare tutte le cifre che conosco e che esistono, perché negli ultimi anni (dal 2001 al 2006) non abbiamo avuto spese di missione, trasferimento e rappresentanza, e non ci sono stati neanche affidamenti tramite determinazione a soggetti esterni. Nel 2006 abbiamo speso 7.500 Euro lordi per il diritto di riprodurre il testo di un volume, una serie di articoli di Vicari pubblicati già su "La Repubblica"; la stampa di questo volumetto è costata 7.080 Euro, IVA inclusa.
In realtà, questo è l'unico. Ci sono, poi, alcune pubblicazioni del Settore Ambiente come "Andiamo in bicicletta", ossia due fogli sul noleggio nei parchi e nel centro città, "Parcheggiare le bici nei cortili" altro leggerissimo opuscolo, il "Vademecum per l'utilizzo della bicicletta" in 17.000 copie e un volantino di informazione chiamato "In città senza la mia auto" del quale sono stati prodotti sette pannelli, sempre dal Settore Ambiente, per una spesa di 192 Euro.
Di cartine, ormai alla IV edizione, ne sono state stampate 50.000 copie, per l'edizione 2006 e il costo è stato di 15.600 Euro. Non ci sono spese di tipo diverso di affidamenti di lavoro esterni e non esistono ore di personale a scavalco, nel senso che il Settore Mobilità della Divisione si occupa, oltre che della mobilità motorizzata e del trasporto pubblico, anche di quella in bicicletta. Non c'è motivo, quindi, di scomporre la mission, che è inserita nel PEC e che fa parte del lavoro di questo personale. C'è, quindi, un gruppo per la mobilità ciclabile che funziona istituzionalmente e un collaboratore che ha cessato la sua prestazione nel 2006 a quelle condizioni, non ci sono missioni, rappresentanze o attività esterne, se non la pubblicazione dei materiali che ricordavo prima.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La relazione è stata lunga, ma spero esauriente.
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
La relazione è stata lunga, però credo molto utile e voglio ringraziare l'Assessore.
Innanzitutto, vorrei suggerire all'Assessore di fare un po' di pulizia "a casa sua", ossia nel suo Assessorato (non dubito...). L'abitazione privata dell'Assessore mi risulta essere davanti a quella che occupavo (pagando l'affitto) quando ero bambino dalla quale avevo la vista sulla casa dove mi risulta abiti ora l'Assessore Sestero, che, peraltro, non è situata in un villaggio SNIA e, sono contento per l'Assessore, abbia anche i suoi pregi.
Tornando alle questioni di nostro interesse, le suggerirei di fare un po' di controlli a "casa propria", nel suo Assessorato, perché tutti i dati che lei ha definito imprecisi si ricavano dai link della mobilità ciclabile del sito della Città di Torino (glielo assicuro, perché li ho trovati così e non mi sono inventato nulla) ovvero la cifra globale, che non ho voluto scomporre, perché non interessante ai fini del ragionamento, ma, soprattutto, le gesta del Perito Vicari e la famosa questione delle trasferte. Sul materiale che si può scaricare dal sito della Città di Torino risulta esplicitamente la partecipazione del personale dell'allora "Ufficio Biciclette" e poi del gruppo di lavoro a una serie di convegni.
Sono contento che lei sia andata a Rimini con una sua collaboratrice e ci abbia fatto spendere poco (magari, la stagione era anche quella buona), però, le assicuro che non è commendevole che sul sito ufficiale della Città di Torino vengano scritte cose non esatte, perché fuorvianti. Siamo contenti di aver risparmiato, non siamo contenti che, però, si scrivano delle cose non esatte, ovviamente finalizzate a costruire e arricchire un curriculum della cui aderenza alla verità, cominciamo a dubitare. Le posso dire che ho parlato ieri con Rudolf Giuliani, non è vero, ma glielo scrivo sul sito. Le suggerisco di fare un controllo. Se quanto scritto rientrava tra le mansioni, nel sito web, del Perito Vicari, vorrei che fosse fatto un controllo, perché poi, anche la verifica sui contenuti nel sito web della Città di Torino non si può demandare sulla fiducia, specie quando non è meritata.
Vado molto rapidamente al punto della interpellanza; sui costi mi riservo di presentare un'altra interrogazione a risposta scritta articolata diversamente, perché mi rifiuto di credere che nel costo del personale non ci sia (perché è normale che sia così, non fosse altro per la definizione dei carichi di lavoro), non dico una contabilità per centro di costo, ma un quadro dei carichi di lavoro che il tema della mobilità ciclabile comporta sul personale addetto. Voglio sapere se l'Ingegnere capo della Città di Torino si occupa per il 90% del suo tempo di mobilità ciclabile; è un dato che mi interessa sapere per capire quanto anche dell'impegno dei nostri funzionari cattura questo importante tema che, mi rendo conto, per voi sia centrale.
Il punto centrale di questa interpellanza, però, non ha trovato molto riscontro da parte dell'Assessore e potrei dire che invece delle brochure potreste usare un po' di più il blocchetto delle multe e la penna, perché questa interpellanza nasce da una sensazione diffusa e comune che, ormai, ci sia una consapevolezza, da parte dei ciclisti che, affrontando qualche rischio personale, comunque, dal punto di vista delle responsabilità, siano sempre dalla parte del vantaggio e, soprattutto, che la strada sia interpretabile a seconda delle loro convenienze.
È un'esperienza quotidiana vedere ciclisti che arrivano anche a una certa velocità contromano, che passano col rosso, insieme ai pedoni, parlano al telefono o fanno dell'altro.
La bicicletta non è vista, così come lo è dalla nostra normativa al Codice della Strada, come un veicolo, ma si ha la sensazione che il ciclista si consideri, quando gli conviene, un veicolo o un pedone un po' più veloce, sulle ruote, un centauro (non sulla moto, ma di quelli antichi) e che occorra trattarlo come un pedone, nonostante vada molto veloce. Credo che, da questo punto di vista, per il pericolo originato da questo tipo di comportamenti diffusi, non controllati e rispetto ai quali non si dà un segnale, il Comune di Torino sia gravemente inadempiente, perché un ciclista imprudente è, per certi aspetti, addirittura più pericoloso di un automobilista imprudente. Un ciclista imprudente, infatti, espone gli automobilisti e gli altri utenti della strada a rischi fisici e legali gravi quanto quelli in cui incorre lui, se non di più.
Allora, non credo che possiamo continuare ad avere una città giungla, dove basta inforcare una bicicletta per fare tutto ciò che si vuole (viaggiare nelle corsie riservate o contromano, passare con i semafori rossi e compiere svolte vietate): in questa città si vede di tutto!
Assessore, ho già presentato, qualche anno fa, un'interpellanza sull'argomento ed oggi gliela rinnovo; ne presenteremo, poi, un'altra all'Assessore Borgogno, per capire se, in questa città, il Codice della Strada si applichi anche ai ciclisti, oppure no.
Noi sentiamo dire che non si applica affatto e che, in questa città, una bicicletta è il lasciapassare per fare tutto ciò che si crede.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per una breve replica, all'Assessore Sestero.

SESTERO Maria Grazia (Assessore)
Per quanto mi riguarda, chiedo che l'interpellanza resti in Consiglio o che vada in Commissione: ho ben presente il dato sul sito web e siccome, nei miei Uffici, c'è molta pulizia, penso che, forse, ci sia sfuggito qualcosa.
Voglio capire se quanto riferito dal Consigliere Ventriglia corrisponda al vero: sinceramente, non ho controllato questi dati.
Chiedo, quindi, di poter tornare in Aula a fornire una risposta al Consigliere.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Personalmente, proporrei di non inviarla in Commissione, ma di tenerla in Aula.
Quando l'Assessore avrà pronte le risposte, lo comunicherà alla Presidenza, la quale provvederà a ricalendarizzare l'interpellanza.
Con queste precisazioni, consideriamo l'interpellanza discussa.
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