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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 25 Giugno 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 19

Comunicazioni del Sindaco su "Danni provocati nella zona collinare dalle violente precipitazioni dei giorni scorsi"
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Ci sono, invece, le comunicazioni che la Conferenza dei Capigruppo ha deciso di accogliere. La prima, presentata dal Consigliere Cantore: "A seguito delle violente precipitazioni di mercoledì scorso e dei conseguenti gravissimi danni subiti nella zona prospiciente la collina, si richiede urgentemente al Sindaco di riferire in Aula lunedì 25, durante il Consiglio Comunale, per conoscere i motivi per i quali, nonostante i rischi preannunciati dai geologi e, in particolare, dal dottor Tropeano, direttore dell'Irpi, che guarda caso ha sede proprio nella nostra città, non si sia provveduto nel corso di questi anni ad intervenire per evitare un disastro più volte annunciato".
La seconda, presentata dai Consiglieri Angeleri e Scanderebech: "In seguito ai temporali degli ultimi giorni e conseguenti smottamenti del terreno, in collina si è verificata una situazione di reale pericolo che, fortunatamente, fino ad ora, non ha provocato vittime, ma che ha messo in seria difficoltà gli abitanti della zona. In particolar modo i residenti di Strada Cartman e Via Mongreno. Visto e considerato che le suddette condizioni climatiche potrebbero verificarsi nuovamente, chiediamo al Sindaco di chiedere lo stato di calamità naturale, di intervenire affinché la situazione di disagio attuale si risolva al più presto e soprattutto di esprimersi in favore di una politica di prevenzione rispetto a questi eventi naturali disastrosi.
Gentile Presidente la prego di mettere questa nostra richiesta nell'ordine del giorno della prima seduta utile del Consiglio Comunale".
La parola all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
Accogliamo volentieri questa richiesta di comunicazioni, perché attraverso l'Aula comunichiamo alla città tutto quanto è a nostra conoscenza per poter meglio capire quali eventi si siano prodotti mercoledì 20 giugno, quando un violento ed eccezionale fenomeno temporalesco ha interessato, soprattutto, il settore pede collinare torinese, determinando diffusi fenomeni di instabilità dei versanti e processi torrentizi sulla rete idrografica del fiume Po, a monte di Corso Casale.
L'altezza di precipitazione registrata dal pluviometro dei Giardini Reali - anche se non è necessariamente del tutto significativa, rispetto alla localizzazione del fenomeno franoso - rende l'idea di quanto sia stato eccezionale l'evento, perché si è attestato intorno a valori cumulati di circa 65 millimetri, sino ad un picco di 110 millimetri, con un'intensità massima di oltre 40 mm/h. Questa precipitazione assolutamente eccezionale, ha determinato danni generalizzati sull'intero territorio comunale, con maggiore intensità nell'area centrale storica lungo il Po, mentre con intensità assolutamente elevata in corrispondenza della zona di Corso Casale e della soprastante collina, dove si sono verificate situazioni puntuali di maggiore criticità.
Si sono registrati danni sul patrimonio arboreo della città; in particolare, è stata pesantemente colpita l'alberata nella zona del Valentino-collina, dove si è stimato un danno di circa 300 mila Euro. Nelle zone centro-sud e Colletta-Valentino, abbiamo rilevato un danno di 60 mila Euro ciascuno. Si sono registrati, inoltre, danni localizzati sul versante collinare e, in particolare, in strada Mongreno, Strada Val San Martino Superiore e in Strada Cartman. Relativamente a Strada Mongreno, le colature di fango, provenienti da sedimi di proprietà private, hanno interessato la carreggiata stradale nei pressi dei civici n. 121 e n. 128.
Colgo l'occasione per ringraziare il servizio di pronto intervento dell'Ufficio Tecnico Comunale, unitamente alla Protezione Civile, ai Vigili Urbani e ai Vigili del Fuoco, che si sono adoperati ininterrottamente da mercoledì pomeriggio fino a sabato notte. Tutti i giorni queste persone hanno lavorato, per ripristinare le situazioni di fatto, ma, soprattutto, per evitare che altri danni si verificassero. Infatti, a partire dalla sera di mercoledì 20 giugno e nella stessa notte, si è aperta, per esempio, in Strada Mongreno, una pista provvisoria per ripristinare il collegamento con il presidio ospedaliero Villa Pia, che non ha subito alcuna interruzione di attività. Il 22 giugno il Settore Suolo Pubblico ha completato l'intervento di asporto dei detriti e ha interamente ripristinato la viabilità. Relativamente a Strada Val San Martino Superiore, fronte al civico n. 150, il Settore Suolo Pubblico è stato interessato, a partire dalla giornata di venerdì, alle operazioni di ripristino (oltre Strada S. Anna) e la normale viabilità sarà ripristinata quest'oggi.
Relativamente a Strada Cartman, si è verificato l'evento di maggiore criticità, che tuttora viene fronteggiato dai Servizi Tecnici della Città; infatti, abbiamo avuto dei danni specifici su Strada Cartman, lungo il versante a monte dei civici 118, 148, 150 e 160 le cui condizioni geomorfologiche sono peraltro note nella cartografia tematica di riferimento: si sono verificati almeno quattro fenomeni impulsivi di colata rapida di fango, con innesco nelle zone subverticali di colamento, situati a decine di metri a monte delle case, con asportazione di vegetazione arborea e accumulo in prossimità degli edifici, sino a coinvolgere la Strada Cartman stessa.
Il servizio di pronto intervento ha provveduto, unitamente ai Vigili del Fuoco e alla Protezione Civile, disporre lo sgombero cautelativo dei fabbricati in corrispondenza dei civici 118, 148, 159 e 160, dichiarandone l'inagibilità a far luogo dalla notte del 20 giugno, oltre alla chiusura temporanea del tratto di Strada Cartman di fronte ai civici suddetti.
Nella giornata del 21 giugno, a seguito di un approfondito sopralluogo in sito, è stata ripristinata l'agibilità del civico 118, mentre si è confermata per motivi di sicurezza l'inagibilità dei civici 148, 150 e 160 in quanto direttamente sottostanti il fronte eroso del corpo collinare.
Nel contempo, eseguiti anche i primi accertamenti tra i tecnici comunali e i geologici, che sono stati, appunto, incaricati dalla Città, si sono pianificati gli interventi di urgenza per la messa in sicurezza dei luoghi, ai fini di contenere al massimo lo stato di inagibilità dei fabbricati in questione. Tali interventi sono stati attivati con immediatezza dal Servizio di pronto intervento dell'Ufficio Tecnico e proseguono in questi giorni, sino ad avvenuto ripristino della sicurezza, sulla base di costanti monitoraggi e indicazioni di geologi incaricati.
Nel contempo, il Settore competente per la manutenzione del Verde Pubblico sta attuando una specifica progettazione mirata, appunto, al consolidamento e al ripristino definitivo dei luoghi, al fine di provvedere al completo ripristino delle condizioni originarie e tale intervento verrà attuato dalla Città con procedura d'urgenza. Questi sono i fatti.
Per quanto riguarda, invece, la polemica che si è sviluppata immediatamente con l'evento, l'Amministrazione comunale tende e vuole precisare che non esiste alcuna comunicazione formale da parte del CNR, né di altro Ente, né di alcun professionista, che non sia stata già acquisita dalla Città al momento della formazione del PRG e di tutte le altre norme successive, comprese quelle contenute in pesanti prescrizioni che l'ARPA, sulla base dell'incarico ottenuto dalla Regione Piemonte (che, come sapete, per competenza, è tenuta a predisporre un piano di assetto idrogeologico, il cosiddetto "PAI") ha disposto. Infatti, già dal 1995, nell'approvare il PRG di Torino, la Giunta Regionale ha introdotto d'ufficio modificazioni di carattere normativo e cartografico che sottopongono le aree collinari e le aree inondabili alla disciplina dell'articolo n. 30, ponendo di fatto una limitazione alla possibilità di realizzare in tali aree interventi sia privati, sia pubblici.
Infatti in relazione a questo contenuto normativo, su un totale di circa 27.500.000 metri quadri di superficie collinare, le aree a pericolosità moderata sono circa il 15%; in tali aree l'edificabilità è consentita nel rispetto delle norme di attuazione specifiche riportate, appunto, nella Variante di cui parlerò dopo, la Variante n. 100 al PRG.
Le aree a pericolosità elevata si dividono ulteriormente in due gruppi: circa il 65% della superficie collinare è area inedificata e inedificabile; circa il 20% della superficie collinare è attualmente edificata, nella quale sono consentiti interventi di limitata edificabilità condizionata al rispetto della specifica normativa.
Una normativa per l'appunto molto dettagliata che il Consiglio Comunale ha introdotto quando ha adottato il progetto definito della Variante strutturale n. 100 al vigente PRG; infatti, oltre a ricordare, come ho fatto, che dal 1995 il vincolo imposto dalla Regione impedisce, di fatto, l'edificazione nella porzione collinare del territorio, individuata appunto nelle cartografie che sono il frutto di un lavoro di una Commissione che l'Amministrazione Comunale ha incaricato e che ha fatto un lavoro che ci ha permesso di identificare 1.315 zone a rischio e queste identificazione è stata possibile nelle aree dove i privati hanno acconsentito l'ingresso dei tecnici comunali, perché in molti casi i privati non hanno consentito l'ingresso dei tecnici comunali per fare le rilevazioni del caso, questi studi, appunto, condotti dai geologi incaricati sono poi diventati patrimonio comune dell'Amministrazione Comunale dal 2003, che ne ha preso atto. Poi, approvando il progetto preliminare, quello della Variante n. 100, sono entrate in vigore le misure di salvaguardia tra il Piano vigente e la Variante n. 100 adottata. Appunto, sono state disposte una serie di misure molto restrittive. Ne voglio citare tre.
Primo, ogni tipo di intervento, sia pubblico che privato, riguardante il suolo sull'intero territorio comunale, deve totalmente rispettare la normativa vigente e, in particolare, ogni successiva modifica e integrazione e per la zona collinare bisogna far riferimento a quanto prescritto in maniera tassativa.
Secondo, in sede esecutiva, ogni tipo di intervento, esclusa la manutenzione ordinaria, è subordinato a uno studio geologico e geotecnico relativo alla regimazione delle acque piovane e al miglioramento delle condizioni di stabilità dei versanti interessati che dimostri che il sito oggetto di intervento è sicuro rispetto ai dissesti che possano verificarsi nelle aree limitrofe o sui versanti sovrastanti o sottostanti.
Terzo, non è ammesso impermeabilizzare aree di qualsiasi genere senza la previsione di opere che assicurino una corretta raccolta e un adeguato smaltimento delle acque piovane.
Per quanto riguarda, poi, alcune critiche che sono state mosse circa il nesso di causalità tra l'evento calamitoso e il progetto dell'Anello Verde, gli Uffici rassicurano anche su questo punto dichiarano che il progetto dei sentieri collinari, in particolare nella zona di Strada Cartman, prevedeva esclusivamente il ripristino della pista forestale esistente con una semplice pulizia della vegetazione infestante e del percorso dei sedimenti accumulatesi negli anni. Era prevista inoltre la pulizia del sottobosco dalle sterpaglie e l'eliminazione degli alberi secchi. Questo è stato l'intervento realizzato.
Inoltre, lo studio che poi è stato realizzato, anche in conseguenza di un parere che è stato richiesto ad un geologo, è stato fugato ogni dubbio, perché - leggo testualmente - "...l'effetto di dissipazione dell'energia cinetica della massa fluido-fangosa esercitato dai tornanti del sentiero è risultato determinante ai fini della riduzione della pericolosità del fenomeno nei confronti dei corpi di fabbrica e degli edificai sottostanti".
In sostanza, l'Anello Verde si è configurato come una barriera naturale che, anzi, ha impedito che i danni fossero maggiori.
Appena l'Amministrazione ha registrato le critiche mosse dal CNR, lo stesso Tropeano ha provveduto a comunicare al Sindaco che queste sue critiche erano state, in qualche modo, fraintese, esagerate e che, in alcun modo, aveva voluto rappresentare un'azione negligente da parte dell'Amministrazione Comunale.
Abbiamo interpellato l'ARPA che, attraverso il suo Direttore, il dottor Coccolo, nel corso di una conferenza stampa, ha chiarito come, purtroppo, eventi di questo tipo, che si sono abbattuti anche in altre aree del Piemonte, hanno, addirittura, provocato vittime (questo, per dare l'idea di come si sia trattato di una situazione veramente eccezionale).
E ha citato, per esempio, il caso della città di Omegna, dove queste precipitazioni hanno dato...

VENTRIGLIA Ferdinando
(Intervento fuori microfono).

TRICARICO Roberto (Assessore)
Non so da chi sia governata, so soltanto che se c'è una cosa che non è né di destra, né di sinistra, quella è proprio la pioggia e, quindi, nelle discussioni che si sentono fare...

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Credo che l'Assessore Tricarico, che sta parlando da circa 15 minuti, debba non essere interrotto, al fine di giungere alla conclusione del suo primo intervento, in modo da permettere ai Colleghi Consiglieri, una replica.

TRICARICO Roberto (Assessore)
Con questo volevo semplicemente ripetere parole del Direttore dell'ARPA, proprio perché, secondo me (e secondo noi), evocando, quest'ultimo, queste situazioni precedenti, ha voluto, certo, in maniera forte, ma, tuttavia, provata, rendere conto di come eventi così eccezionali, piogge di questa intensità, possano provocare danni ben superiori a quelli che, fortunatamente, si sono registrati.
In alcune comunicazioni si chiede se era possibile evitare quanto è accaduto e allora la risposta non può che essere quella che noi abbiamo dato: purtroppo (dico, purtroppo), così come non era possibile evitare la siccità, che nelle settimane precedenti aveva allarmato tantissimi amministratori e tantissimi Enti e, giustamente, i cittadini, altrettanto, non lo abbiamo potuto fare, per evitare questo evento assolutamente eccezionale.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola all'Assessore Borgogno.

BORGOGNO Giuseppe (Assessore)
Solo per completare un po' il quadro per ciò che riguarda gli interventi svolti nelle ore dell'emergenza dalla Polizia Municipale e dalla Protezione Civile.
Lo stato d'allarme è iniziato prima delle 17.00, ovvero, prima dell'evento, sulla base dei bollettini meteo che indicavano in arrivo una forte precipitazione, senza precisarne né l'entità, né la localizzazione precisa.
Tuttavia, lo stato di allarme è scattato prima ed è proseguito fino alla mattina successiva. L'impegno della Polizia Municipale, sempre nelle ore di maggiore emergenza, in sostanza, è stato questo: 60 pattuglie (circa 120 agenti) impegnate in interventi mirati; in molti casi, va detto, prolungando anche volontariamente sia il turno pomeridiano sia il turno serale.
In particolare, 4 interventi sono stati catalogati come Codice 4: situazioni molto gravi che vedono persone isolate, o particolari ed importanti ostruzioni delle sedi stradali, o situazioni che avrebbero potuto determinare un pericolo particolare. 117, invece, sono stati gli interventi con Codice 3: situazioni gravi, ovvero buche pericolose, semafori non alimentati, ingorghi di particolare entità, manufatti pericolanti. 121 gli interventi con Codice 2, ovvero, moderatamente gravi: auto in panne, assistenza a persone che hanno richiesto un aiuto. 30 interventi, poi, con Codice 1: aiuto in civili abitazioni con infiltrazioni, o allarmi inseriti.
Stiamo parlando, quindi, di servizi gestiti direttamente dalla Polizia Municipale, o di assistenza, a chi interveniva. Nella fase culminante dell'emergenza, la Centrale Operativa ha evaso circa 500 richieste di intervento, o attivando direttamente la Polizia Municipale, o attivando Vigili del Fuoco e Forze dell'Ordine.
Sono stati seguiti, con particolare attenzione, 40 dissesti di particolare entità, 20 riparazioni urgenti del suolo pubblico, 16 gli incroci che sono stati coperti con segnalazioni manuali e 37 gli incidenti stradali rilevati (tutto ciò sempre nelle due o tre ore di massima emergenza).
La mattina successiva, a fronte di quelle 500 richieste evase subito contro le circa 700 telefonate, erano ancora aperte soltanto 15 richieste di intervento per eventi di lieve entità quali, ad esempio, piccole buche per la strada, o simili.
La Protezione Civile Comunale ha compiti essenzialmente di supporto in situazioni di emergenza e si attiva, poi, nel monitoraggio delle situazioni a rischio. Sono state attivate circa 100 persone, tra volontari e personale della direzione comunale.
Gli interventi principali si sono concentrati sulla Casa di Riposo Carlo Alberto, perché c'era la possibilità, poi scongiurata, di un'evacuazione. Altre situazioni monitorate dalla Protezione Civile riguardano, ancora, il supporto all'attività del servizio tecnico urgente, (Vigili del Fuoco), in presidi di sicurezza presso le aree isolate, di concerto con la Polizia Municipale, ancora, nell'attivazione dei servizi tecnici comunali per alcuni interventi e, conclusa la fase di emergenza, circa 20 unità di personale hanno partecipato al monitoraggio, a vista, dell'area collinare che, poi, è proseguito nei giorni successivi.
Si è trattato, quindi, nel complesso, di un intervento particolarmente mirato e massiccio, eseguito sulla base di uno stato d'allarme iniziato prima dello scatenarsi dell'evento. Credo che ciò, sinceramente, abbia permesso di prevenire situazioni di pericolo ancora più serie, conseguenti ad una dimensione (come ha detto l'Assessore Tricarico) inattesa, di questo nubifragio e di limitare il più possibile il disagio alla popolazione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Volevo chiedere, all'Assessore, ulteriori dati in merito all'acquedotto e alla situazione fognaria.
Forse, non ho inteso tutta la relazione, però gradirei anche sentire quale sia stata la tenuta dell'acquedotto e del sistema fognario della città.
Indubbiamente, Assessore, è stato un evento straordinario, nel senso che di questo ce ne rendiamo conto; però, vorrei darle conto di un passaggio che ho letto, venerdì mattina, andando a Roma.
Il Direttore dell'IRPI afferma: "Abbiamo rapporti con la Provincia e con la Regione, tramite i Servizi di Protezione Civile. Con il Comune no. Il Sindaco lo conosco e lo stimo". Probabilmente lo ha anche votato. "...L'ultima volta che l'ho incontrato mi ha detto che conosceva il problema delle frane, invece, con gli Assessori di riferimento e i servizi tecnici non ci sono stati contatti. Avranno i loro consulenti, ma, forse, non sono abbastanza coordinati". Siccome abbiamo preso l'abitudine di parlarci attraverso le interviste giornalistiche (non so se sia giusto, o meno, ma, comunque, è un metodo), abbiamo chiesto questa comunicazione, perché vorremmo saperne di più.
Assessori di Giunta, penso che condividerete che una certa preoccupazione, a leggere queste dichiarazioni, emerga non soltanto in un Consigliere Comunale, ma anche in un cittadino.
L'IRPI, che ha sede a Torino, sostiene di aver segnalato da tempo situazioni difficili. Si sono visti a mangiare pane e salame con il Sindaco, è anche simpatico al Direttore dell'IRPI...

CUNTRO' Gioacchino
(Intervento fuori microfono).

CANTORE Daniele
Non siamo al Bar Sport, collega Cuntrò. Ho fatto male la battuta, ma sto parlando di argomenti seri.
Il Sindaco è anche simpatico, però gli Assessori non rispondono e nemmeno i funzionari del Comune.
Allora, certo, viene un dubbio: che non ci sia stato questo rapporto.
Sui giornali del giorno successivo l'Amministrazione Comunale ha cercato di spiegare che così non è (lo hanno fatto adesso anche gli Assessori Tricarico e Borgogno), però è chiaro che, senza voler ingrandire la vicenda, rimangono alcune perplessità, perché il direttore dell'IRPI, quello stesso giorno, ha detto che le sue dichiarazioni del giorno precedente erano veritiere e che, probabilmente, il Comune non ha capito bene; di fatto, sembrerebbe che siano state fatte delle segnalazioni alle quali non ci siano state risposte.
Tutti sappiamo che l'evento è stato eccezionale, che vi è una situazione della collina molto particolare e che sono stati adottati dei provvedimenti, ma mi chiedo, Assessore Tricarico, se nei confronti della collina non ci sia un atteggiamento politico, nel senso che in questi anni la collina è apparsa intoccabile, perché è sempre stato detto che qualsiasi intervento avrebbe potuto provocare dei danni. Ritengo opportuno chiarirsi: lei ha già parlato di alcuni interventi che sono stati fatti o che si dovranno fare, però vorrei capire se abbiamo un approccio diverso con la collina. Preciso meglio: il mio Collega di partito della Circoscrizione 8 mi ricorda sempre il problema dei rii collinari; io stesso mi sono sempre chiesto che cosa c'entrino i rii, e invece c'entrano!
Mi rendo anche conto per voi, e soprattutto per il Sindaco, che parlare di rii a fronte della fame in Africa (argomento che si dovrà affrontare in questi giorni), sia riduttivo. Dicevo questa mattina al Consigliere Carossa che invece di parlare di rii, dovremmo parlare della fame nel mondo. Non ne sto parlando con grande serietà e quindi potrà sembrare riduttivo, ma mi dicono che questi corsi d'acqua, probabilmente di 200 anni, implementano le frane collinari.
Vi pongo una domanda: ritenete di intervenire anche in questa direzione? Non è responsabilità né del Sindaco né degli Assessori Borgogno, Tricarico e Sestero e neanche delle Giunte recenti, ma in passato c'è stato un atteggiamento ideologico nei confronti della collina (parlo di Giunte precedenti quali, ad esempio, le Giunte Novelli e Radicioni): secondo cui doveva rimanere intatta; molte volte, però, questo rimanere "intatta" ha significato non solo non costruire, ma neanche manutenere i manufatti presenti o i rii. A questo punto mi chiedo se avete superato questo atteggiamento ideologico e se possiamo pensare che d'ora in poi l'ideatore dell'IRPI abbia maggiore soddisfazione, al di là della simpatia nei confronti del Sindaco, e che il problema dei corsi d'acqua e delle frane venga affrontato diversamente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Presidente, oltre ad aver chiesto le comunicazioni del Sindaco su questi fatti, avevamo ritenuto opportuno presentare anche una proposta di mozione che valutasse l'opportunità e verificasse le condizioni per richiedere lo stato di calamità naturale per la parte di collina interessata da questi eventi.
La sua maggioranza, Sindaco, in Conferenza dei Capigruppo (ricordo che per tutti ha parlato il Consigliere Cerutti) ha risposto che, in fondo, la nostra proposta di mozione diceva delle cose che state già facendo e che, quindi, non vi era motivo di farla passare subito in Consiglio Comunale - probabilmente perché era una proposta dell'opposizione - e che poteva seguire l'iter ordinario passando prima in Commissione. Sembra quasi che in quella parte di Torino, che ho visitato personalmente, non sia successo nulla di grave ed è vero, non è morto nessuno (mi pare, che sia morto un cane rimasto sotto il fango) e non è successo niente, ma probabilmente perché c'è stata un po' di fortuna.
Avevamo chiesto di discutere oggi la nostra proposta di mozione anche per evitare le discussioni in Commissione ed in Consiglio Comunale, ripetendo le stesse cose che stiamo dicendo ora, ma probabilmente qui c'è tempo da perdere, perché non ci sono molti argomenti di cui discutere.
Nella proposta di mozione che abbiamo presentato non solo proponevamo di chiedere lo stato di calamità naturale per questa parte di collina (ricordo che i tecnici hanno prontamente verificato e visto con i loro occhi quanto è successo), ma che fossero attuate soluzioni pratiche per risolvere la situazione di disagio attuale e che si avviasse una politica di prevenzione rispetto a questo tipo di disastrosi eventi naturali, al fine di preservare l'incolumità dei cittadini e delle loro abitazioni, perché è vero che la pioggia non è né di destra né di sinistra, ma, dalla risposta che avete dato in Conferenza dei Capigruppo, le precipitazioni eccezionali come quelle che si sono verificate negli ultimi tempi sono un fatto che è di competenza della maggioranza e non è diritto della minoranza discuterne o presentare delle proposte.
Questo atteggiamento politico dimostra la non maturità di questa maggioranza e soprattutto dimostra che, rispetto ad una situazione oggettiva che ho personalmente verificato, non c'è la sensibilità di agire in tempi celeri e brevi (la situazione non era da considerarsi per tutta la collina).
Ho seguito con attenzione l'intervento del Consigliere Cantore ed anch'io sono convinto che probabilmente si debba valutare con attenzione una politica diversa di tutta la collina. Chiedevamo lo stato di calamità per la parte interessata dalle piogge degli ultimi tempi e, dato che, in futuro, non sono da escludere eventi eccezionali ed il verificarsi di condizioni climatiche simili, non vorremmo che si ripetesse una situazione analoga se non di maggior gravità.
Mi auguro che in sede di Commissione si discuta con attenzione di questa proposta di mozione, in particolare per quanto riguarda l'avvio di una politica di prevenzione rispetto a questi eventi calamitosi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Innanzitutto vorrei precisare che il nostro Gruppo non approfitterà mai di circostanze di questo genere e di eventi di questa natura per attaccare l'Amministrazione, perché è chiaro che è stato un evento atmosferico del tutto eccezionale e se facessimo della polemica strumentale su questo tema, ci sentiremmo male con noi stessi anche per un fatto di buonsenso e di riguardo all'intelligenza, se non proprio di tutti i Consiglieri di maggioranza, dei torinesi.
Allo stesso modo, però, mi permetta di dire, Sindaco, che qualche sorrisetto e qualche ironia forse sono di troppo anche da parte sua, perché è vero che non c'è stata nessuna vittima, ma ci sono stati danni ingenti, c'è stata la grande paura e c'è stato, come ci ha riferito l'Assessore Borgogno, l'impegno generoso dei Vigili del Fuoco, della Polizia, della Protezione Civile e della Polizia Municipale.
Se uscendo il Sindaco avrà la bontà di aprire la pagina web del Comune di Torino, vedrà una fotografia che ritengo di cattivo gusto, perché immortala delle macchine incolonnate ed affossate nell'acqua a metà dell'abitacolo con il titolo: "Il mare a Torino".
Il brillante umorista che, sulla pagina web del Comune di Torino pubblica una foto del genere, mentre centinaia di Torinesi hanno avuto danni rilevantissimi nelle loro abitazioni, nei loro esercizi commerciali, spavento e, per fortuna, si è evitata una vittima, credo rappresenti un fatto di scarsa sensibilità.
Non strumentalizziamo, ma non esagerate neanche con questo passaporto che avete per passare indenni rispetto alle vostre responsabilità.
Due punti delle relazioni degli Assessori non ci hanno convinto. Innanzitutto, la risposta dell'apparato di Protezione Civile. C'è stato sicuramente un lavoro, ma l'argomento, Assessore, non è mai quello di dire: "È successo questo... Guardate che cosa abbiamo fatto...", perché è un argomento non pertinente. Abbiamo la sensazione che, rispetto all'eccezionalità, che, purtroppo, temiamo, possa diventare non così eccezionale (chiedo scusa per il gioco di parole) questo comparto vada meglio potenziato e riorganizzato.
Avevamo proposto emendamenti al Bilancio, con l'aumento dei fondi per la Protezione Civile, che la maggioranza, insieme ad altri emendamenti, ci ha respinto. Spero che quanto accaduto vi serva di lezione.
Gli eventi, cosiddetti eccezionali, purtroppo, stanno cominciando a diventare non così eccezionali e, di conseguenza, gli apparati, di prima risposta, vanno rivisti nei loro protocolli operativi in questa direzione.
I problemi di incomunicabilità, quindi, di cui riferiva anche il Consigliere Cantore, certo non rassicurano.
In secondo luogo, vorrei parlare dei lavori sulla collina. Non conosco gli interventi sulla collina, i problemi dei rii, l'anello verde.
Pongo un altro problema, al di là di quello di cui ha parlato l'Assessore Tricarico. Siamo contenti, Assessore, che lei ci abbia detto che uno dei punti qualificanti consista nel fatto che quando si fanno interventi sul suolo, questi debbano rispettare le regole, anche regionali; aspettiamo di vedere un Assessore che dica: "Facciamo interventi sul suolo, in violazione delle regole"! Siamo sicuri che tutta una serie di interventi, apparentemente neutri sotto questo profilo (parlo, per esempio, dello spostamento della revisione del lay-out dei sottoservizi per le reti di teleriscaldamento, di distribuzione dell'energia, fuori, spesso, nel dettaglio tecnico, dalla visibilità del Comune, perché in carico alle aziende) non dico siano stati la causa, ma non abbiano contribuito a ridurre il livello di efficienza dei sistemi di drenaggio su un'area come la collina che è quella più delicata?
Per concludere, al Sindaco, che spero sia andato a guardarsi la pagina web del Comune di Torino, direi che nessuno mi toglie dalla testa che, a parti inverse (anche se l'Assessore dice che la pioggia non è né di destra né di sinistra) qualche brillante Consigliere di sinistra ci sarebbe "saltato al collo". È successo in Regione e ricordo Vittorio De Sica che, impersonando il Sindaco presumibilmente democristiano, ne "Il Vigile" di Alberto Sordi diceva: "Qui il Tevere straripa e il Comunista gode". Purtroppo, nella sinistra c'è un po' questa mentalità e, a parti inverse, temo che qualcuno avrebbe fatto questa operazione; noi non la facciamo, però, quantomeno chiediamo di riconoscerci la possibilità di collaborare alla ricerca di soluzioni, di lavorare sulla base dei nostri stimoli e, soprattutto, di cercare, ogni tanto, non lo dico tanto agli Assessori che sono stati seri, ma al Sindaco, il cui atteggiamento in questa vicenda non ci è piaciuto, di rispettare il disagio dei torinesi che, anche se l'hanno già votato (e, ormai, si occuperà d'altro poiché non deve più ripresentarsi come candidato del terzo mandato), deve, comunque, avere a riguardo la vita quotidiana dei torinesi che è un po' meno comoda della sua.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Innanzitutto, vorrei ringraziare gli uomini e le donne della Polizia Municipale, perché, indipendentemente da come sono stati guidati, essendo capitato, ahimè, in Corso Moncalieri durante il nubifragio, li ho visti sotto la pioggia che si davano molto da fare.
Detto questo, anch'io censuro l'atteggiamento del Sindaco che non deve pensare di prendere la minoranza così alla leggera. Gli abbiamo dimostrato che non è così forte e così potente. Questo lo dico e spero che lo senta. È bene che non prenda sempre alla leggera, ironizzando qualsiasi cosa venga detta da questa minoranza che non vuole assolutamente strumentalizzare.
Mi permetto di dire all'Assessore Tricarico che è ottimo che ci siano le regole, ma dico che, forse, ce ne sono persino troppe! Diventa quasi ingestibile riuscire a osservare tutte queste regole, quando si opera in qualsiasi punto della collina torinese. Le regole sono moltissime, sono difficili da seguire, in certi momenti sembrano quasi persino esagerate.
Riprendo quanto detto, giustamente, dal Consigliere Cantore e faccio un'osservazione a questa maggioranza. Nella Circoscrizione 8 (nella quale ero Consigliere di maggioranza), per ben due anni di seguito, abbiamo portato avanti un discorso di manutenzione, di pulizia dei rii collinari. Abbiamo provato a fare in modo che questa pulizia diventasse per le Circoscrizioni e per il Comune di Torino una procedura continuativa, normale, la classica manutenzione ordinaria che, secondo il sottoscritto, manca nella collina torinese.
Insisto solamente sulla manutenzione ordinaria, perché, come dicevo prima, le regole ci sono e, da quel che vedo, vengono abbastanza seguite. Viene controllato qualsiasi lavoro e di questo devo dare atto anche alla Polizia Municipale e ai geometri del Comune che a ciò sono molto attenti. Manca, però, assolutamente una cultura della manutenzione ordinaria. Non può il Direttore della SMAT, che ha l'incarico di pulire le caditoie e le griglie trincerarsi dietro alla frase: "Noi ne puliamo tantissime". Qualsiasi cittadino torinese che giri a piedi, vede benissimo che almeno un 50% delle griglie e delle caditoie sono otturate. Questa è mancanza di manutenzione.
Spero che il Sindaco ascolti. A Ligresti, invece di far fare i grattacieli, io farei fare per dieci anni la manutenzione ordinaria nella città di Torino che, forse, ai cittadini torinesi servirebbe di più. Purtroppo, manca questa cultura.
Sulla collina torinese mancano le fognature. Non possiamo sempre dare la colpa a fatti che non possiamo cambiare come l'edificazione sulla collina torinese. Sulla collina giavenese c'è la cementificazione, ma non si possono abbattere le case. Il problema non si può risolvere in quel modo, ma si può alleviare e risolvere adottando (come la chiamo io) una cultura della manutenzione ordinaria che è contraria allo spirito italico. È molto più facile, infatti, trovare i fondi per intervenire nelle emergenze che, invece, per fare la manutenzione ordinaria. Dobbiamo cercare di rompere questo meccanismo, se no ci ritroveremo sempre (questa volta, per fortuna, non è successo nulla di grave a livello fisico) a dover "piangere" (tra virgolette) per gli incidenti e i danni causati dalle calamità. Magari questa calamità ci può servire per provare a innescare un meccanismo in quel senso.
Invito veramente a riflettere su quante zone della collina siano prive di fognature nere, quindi, con scarichi legali nel terreno la cui mancanza, e può dirlo un qualsiasi geologo, è causa di frane.
Dobbiamo provare a riflettere su questo se vogliamo, al di là di qualsiasi polemica, fornire un servizio ottimale ai cittadini torinesi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la replica, all'Assessore Tricarico.

TRICARICO Roberto (Assessore)
Il dibattito ha messo in luce quanto, in collina, sia stato importante non soltanto l'intervento pubblico, ma anche l'intervento privato.
L'attività edilizia che fa capo ai privati continua ad essere intensa: fa fede la richiesta di 1000 pratiche di condono edilizio, pervenute presso gli Uffici dell'Edilizia Privata, di cui la metà, circa, secondo una primissima istruttoria fatta dal Settore, sarà considerata insanabile, mentre le restanti pratiche, riferendosi ad interventi di lievissima natura e ad adeguamenti edilizi certamente irrilevanti, avranno un esito meno negativo rispetto alle precedenti pratiche. Si tratta di un'attività edilizia che, in certi casi, se non conosciuta, impatta con gli interventi pubblici: mi riferisco, ad esempio, alla pulizia dei rii, che, talvolta, attraversano aree private e la cui canalizzazione, essendo deviata, provoca disagi (non soltanto nell'area in cui si è realizzato l'intervento).
Per quanto riguarda la collina, quindi, c'è un atteggiamento di salvaguardia: dal nostro punto di vista, non c'è davvero alcuna intenzione di non trattare l'area come un'altra parte della città. Rassicuro, dunque, il Consigliere Cantore, sul fatto che non ci sono tentazioni ideologiche nei confronti della collina; anzi, crediamo che la collina sia una grande risorsa ambientale della nostra città.
Per questo motivo, tutte le norme che possono proteggere quell'area sono state acquisite dal Comune di Torino. E' stato acquisito, inoltre, anche il lavoro fatto dal CNR, da quale emerge che, evidentemente, il dottor Tropeano ed il suo Istituto si relazionano con la Regione Piemonte, ente competente in materia di assetto idro-geologico. Gli studi fatti dal CNR sono numerosi e costituiscono, oggi, quel patrimonio che l'ARPA ha inserito nel proprio sito (dal sito dell'ARPA, quindi, si possono ricavare gli studi del CNR, che sono diventati patrimonio dell'ARPA stessa).
E' vero che, nell'ultimo periodo, il Comune di Torino è stato parco in incarichi di consulenze e non ha potuto affidare consulenze né al dottor Tropeano, né ad altri professionisti: ha, però, potuto attingere al vastissimo lavoro svolto da questo importante Istituto ... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Non ho detto questo: ho detto che il dottor Tropeano ha riferito di non aver avuto relazioni con gli Assessori e con i tecnici (relazioni che, poi, si traducono in atti amministrativi).
In risposta al Consigliere Cantore, concludo riferendogli che la SMAT ha comunicato che l'intensità della pioggia e del vento (che ha concentrato foglie e rami sulle cosiddette caditoie) ha impedito il normale deflusso dell'acqua (che, per la verità, di fronte ad una precipitazione così importante, non sarebbe stato comunque garantito). Mi rendo conto che il fatto di sentire l'Amministrazione comunicare che tutto ciò che era ragionevolmente possibile fare è stato fatto possa essere interpretato come un modo per affrontare il problema in termini politici, però è la verità: tutto ciò che era possibile è stato fatto e noi cogliamo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno partecipato a questi interventi.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Se il Consigliere non è soddisfatto della risposta dell'Assessore, potrà produrre gli atti amministrativi che sono a disposizione dei Capigruppo e dei Consiglieri, per cercare di ottenere risposte più consone o più confacenti ai propri desiderata.
Il dibattito sulle comunicazioni è esaurito.
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