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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Giugno 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 5
INTERPELLANZA 2007-03331
?NUOVO MODELLO DI RECAPITO POSTE ITALIANE? PRESENTATA DAL CONSIGLIERE COMUNALE CASSANO IN DATA 25 MAGGIO 2007.
Interventi

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Passiamo alla discussione dell'interpellanza n. mecc. 200703331/02, presentata in data 25 maggio 2007, avente per oggetto:
"Nuovo modello di recapito Poste Italiane"

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola, per la risposta, al Vicesindaco.

DEALESSANDRI Tommaso (Vicesindaco)
La questione riguarda la riorganizzazione delle Poste Italiane.
Faccio un breve sunto della situazione, in modo da poter rispondere secondo quanto sono riuscito, a comprendere sia dalla risposta scritta da parte dell'Azienda, sia da parte delle Organizzazioni Sindacali che hanno sottoscritto i contratti, sia in seguito all'incontro che giovedì, durante la manifestazione, ho avuto con i COBAS.
La questione nasce dal fatto che le Poste dovranno, nel 2009, andare verso una liberalizzazione. Per questa ragione hanno stipulato un accordo nazionale il 15 settembre scorso che prevede la riorganizzazione del sistema Poste in Italia, in cui vengono definite tre figure: la figura del postino tradizionale che, nella nuova organizzazione, si chiamerà "rete universale", quello del postino che si occupa dei grandi volumi in arrivo o in partenza dalle aziende, dai grandi condomìni e così via, svolgendo attività di ritiro e consegna in una rete definita si chiamerà "rete dedicata" e quello del postino che consegna la posta particolarmente pregiata come atti giudiziari, consegne al pomeriggio o posta registrata che prenderà il nome di "rete di consegne speciali".
Questa riorganizzazione porterà ad una riduzione di circa 100 zone delle 638 dell'area torinese. Questo è l'accordo applicativo stipulato dalle Organizzazioni Sindacali, per cui, rispondendo ad una delle domande dell'interpellanza in cui si chiedeva se il procedimento è stato discusso con le Organizzazioni Sindacali, rispondo che è stato discusso nell'accordo del 15 novembre.
Nella fase applicativa dell'accordo torinese, in concomitanza con l'applicazione di quello nazionale, sono sorti problemi riguardanti, almeno da una verifica, alcune aree, in particolare, delle colline e di Mirafiori.
Per questa ragione, il giorno 8 di questo mese, si è svolta un'ulteriore discussione in sede di applicazione dell'accordo con tutte le Organizzazioni Sindacali che avevano sottoscritto sia l'accordo nazionale che regionale che torinese, durante la quale le zone sono state incrementate di altre 7. In particolare, sono state individuate quattro zone nell'area Tazzoli, due nell'area Grosseto e una nell'area Marsigli.
Come ben sappiamo, la questione, negli stessi giorni, veniva affrontata anche da parte della Regione, che si era particolarmente fatta carico dei problemi dei piccoli comuni, permettendo di arrivare ad un accordo col Ministro Gentiloni su tale argomento nel quale si prevede, per questi comuni non una chiusura totale degli Uffici Postali, ma parziale, garantendo 18 ore di apertura e predisponendo un sistema automatico per eseguire alcune operazioni nelle ore di chiusura.
Da parte della Regione c'è un impegno che a me pare molto interessante che consiste nel provare a canalizzazione lavori di competenza sia regionale che comunale alle Poste. In particolare, la strada indicata riguarda il tema sanità nelle diverse accezioni che la stessa può comportare da questo punto di vista, sia rispetto a quanto è messo in atto, ossia alla consegna a domicilio dei medicinali e successivamente, mi sembra di comprendere si abbia intenzione anche di far consegnare la parte di diagnostica e di recapito, ossia la documentazione che viaggia nel rapporto tra cittadini e sistema.
Per quanto riguarda le osservazioni, invece, di carattere più generale, pare ci sia una previsione di riduzione, (questo è quanto è stato detto nell'incontro con i COBAS), di organico superiore nel nostro territorio, rispetto ad altri per cui si tratta di capire se questo avvenga perché è il primo territorio in cui viene applicato l'accordo assunto come forma sperimentale dalle parti interessate.
Per quanto riguarda la successiva questione posta dall'interpellanza, rispondo che non ho una risposta quantitativa, per cui fornisco la risposta prevista dall'accordino cosiddetto applicativo. Tra le disfunzioni, c'è l'accumulo delle giacenze e l'impegno previsto nell'accordo è che questo modello di riorganizzazione, compreso quello integrativo, dovrebbe comportare, in modo graduale, il superamento delle giacenze oggi presenti.
La mia idea è che le Organizzazioni (cosiddette sottoscrittori dell'accordo, che non sono soltanto quelle confederali, ma sono più sigle), abbiano stipulato un accordo per gestire al meglio la situazione sia dal punto di vista contrattuale che della difesa occupazionale, volendo difendere un modello di sistema che funzioni per oggi, ma che possibilmente possa funzionare anche nel 2009, nel momento in cui si procederà alla liberalizzazione, in modo da mantenere il più possibile, all'interno della gestione delle Poste, il lavoro che oggi viene svolto. Inoltre, penso che, anche nella correzione, abbiano assunto quelle situazioni territoriali particolarmente critiche, e quindi abbiano compiuto un'azione su quanto è possibile fare dal punto di vista della gestione.
In quell'accordo è stato previsto (credo che questo permetterà anche a noi, in particolare, ovviamente a chi mi ha interpellato di conoscere meglio il suo funzionamento) che, se sarà mantenuto questo modello organizzativo, vi sarà un'ulteriore verifica. Sono state, quindi, stabilite verifiche successive, in modo da verificare il modello organizzativo che è sicuramente complicato, perché, da una parte, deve rispondere ai problemi di servizio, dall'altra, ricercare un'efficacia e un'efficienza che credo, debba essere ancora dimostrata.
Questo è quanto sono riuscito a mettere assieme, in risposta alle domande che l'interpellanza poneva.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
La parola al Consigliere Cassano.

CASSANO Luca
Anzitutto, ringrazio l'Assessore sia per il lavoro di recupero delle informazioni (che immagino non sia stato semplice) sia per la disponibilità dimostrata giovedì, durante l'incontro con i lavoratori in presidio davanti a Palazzo Civico.
Credo che sia fondamentale partire dalla necessità posta dalla liberalizzazione del 2009, processo contro cui il nostro Partito, a livello nazionale, ha sempre impostato una campagna di opposizione, per la complessità del servizio erogato ed anche per le condizioni di lavoro.
Sostanzialmente, l'Assessore ha risposto a tutte le domande: è chiaro che l'accordo nazionale del 15 settembre prevede un taglio dei centri di smistamento in una percentuale prossima al 5%, così com'è chiaro che il Piemonte, nel suo complesso, supera la media nazionale, sfiorando quasi l'11%. Il caso di Torino, come lo stesso Assessore ricordava, è emblematico: siamo, infatti, a percentuali di riduzione prossime al 30%, mentre le stime sindacali parlano di una riduzione del 27%.
È chiaro, altresì, che il nuovo modello di recapito pone una serie di problemi organizzativi nella qualità e nell'erogazione del servizio alla cittadinanza, ma anche nella tutela delle condizioni dei lavoratori, che si troveranno oggettivamente ad agire in un contesto mutato in negativo.
Le preoccupazioni espresse nell'incontro di giovedì sono state numerose.
Intanto, l'idea che sta alla base della rivoluzione delle Poste è quella che, nei centri in cui l'intensità, il traffico, l'invio e la ricezione di posta avvengono con più frequenza (e, quindi, quelli in cui l'attività economica collegata all'invio ed alla ricezione di posta è maggiore), il servizio venga erogato in maniera più efficiente, con casi emblematici, come quello dei lavoratori che si troveranno ad operare con due postini - come lei stesso ricordava - (rete dedicata e rete universale), e con la preoccupazione, in alcuni casi, di doversi sovrapporre.
C'è, poi, il problema oggettivo dell'aumento dei carichi di lavoro che si determinerà, da cui deriva l'ulteriore preoccupazione delle Organizzazioni Sindacali, anche perché il ritiro della posta non consegnata, ad oggi, è possibile progressivamente in un numero sempre inferiore di centri. Oggi, si verificano situazioni emblematiche, in cui abitanti di zone centrali o di Torino sud, per ritirare un certo tipo di posta che non è stata consegnata, sono costretti a recarsi da Piazza Bengasi a Corso Tazzoli.
Progressivamente, diminuiranno i centri in cui sarà possibile ritirare la posta non consegnata, a favore di un accentramento verso quelli di cui già parlavamo, come il centro di Corso Tazzoli, provocando problemi oggettivi di spostamento e mobilità. Se pensiamo, infatti, alla città di Torino ribaltata in larga scala, constatiamo che questi spostamenti determinano un peggioramento delle condizioni ambientali, oltre che una perdita di tempo da parte degli utenti.
Non entrerò nel merito dei piccoli centri: se già in una città come Torino, che, per composizione sociale, presenze ed insediamenti di attività economiche, si trova nelle condizioni di avere servizi di serie A e di serie B, immaginiamo che cosa possa voler dire per i piccoli centri! Pur non essendo una competenza riferita alla nostra interpellanza, pensiamo a che cosa possa voler dire su larga scala regionale.
Mi sembra altresì utile ricordare che la richiesta formulata dalle Organizzazioni Sindacali, credo nell'incontro di giovedì, è legata anche alle modalità con cui la posta speciale sarà consegnata da questo nuovo servizio di consegna mirata, ovvero solo ed esclusivamente attraverso mezzi di locomozione a motore (quindi, Doblò o furgoncini), con l'abbandono, quindi, per le aree centrali, della possibilità di effettuare le consegne in bicicletta. Quindi, oltre al peggioramento delle condizioni di lavoro, si determinerà un appesantimento della mobilità nelle aree centrali.
Così come avvenuto in altre municipalità, la richiesta formulata era quella di poter predisporre, attraverso una deliberazione della Città, la collocazione delle cassette per la consegna della posta in maniera tale da poter consentire una consegna più agevole. Questa è una delle richieste delle Organizzazioni Sindacali (ricordo che altre Amministrazioni sono già intervenute in questa direzione).
Noi ci riteniamo parzialmente soddisfatti delle risposte dell'Assessore, a cui chiedo, però, se non possa essere utile un incontro anche con le Organizzazioni Sindacali, nel corso di una seduta di Commissione Consiliare competente, a fronte di un annuncio, fatto circolare tra le Organizzazioni Sindacali, di un'ulteriore esternalizzazione di alcuni servizi che dovrebbe essere comunicata ed annunciata dall'azienda nei prossimi giorni.
Stante la soddisfazione per la risposta all'interpellanza, la richiesta che farei, Presidente, è di mantenere alta l'attenzione sul problema, di verificare se le ipotesi di ulteriori esternalizzazioni annunciate nei prossimi giorni saranno mantenute e, all'occorrenza, di prevedere una specifica Commissione Consiliare, che affronti i problemi sollevati dall'interpellanza e gli eventuali problemi che emergeranno.

CASTRONOVO Giuseppe (Presidente)
Credo che la soluzione più corretta sia quella di rapportarsi direttamente con il Presidente della III Commissione, chiedendogli la calendarizzazione di una Commissione nella quale affrontare ulteriormente questi argomenti, trovando eventuali ipotesi di soluzione.
L'interpellanza è discussa.
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