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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 200701474/08, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 marzo 2007, avente per oggetto: "Dismissione straordinaria asset immobiliari - Linee di indirizzo" della proposta di mozione n. mecc. 200703818/02, presentata dai Consiglieri Lonero, Ravello, Ghiglia, Ventriglia e Galasso in data 11 giugno 2007, avente per oggetto: "Proposta di mozione di accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 200701474/08, avente ad oggetto 'Dismissione straordinaria asset immobiliari - Linee di indirizzo'" e della proposta di mozione n. mecc. 200703831/02, presentata dai Consiglieri Salinas, Cerutti, Cassano, Bonino, Domenico Gallo, Zanolini, Cugusi, Grimaldi, Castronovo, Ferrante e Silvestrini in data 11 giugno 2007, avente per oggetto: "Proposta di mozione di accompagnamento alla deliberazione n. mecc. 200701474/08 'Dismissione straordinaria asset immobiliari - Linee di indirizzo'. Informazione periodica merito operazioni dismissione straordinaria asset immobiliari e garanzie soggetti ospitati in immobili dismessi". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Comunico che in data 8/06/2007 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Vogliamo manifestare tutto il nostro dissenso riguardo a questa proposta di deliberazione, sia rispetto al contenuto sia rispetto al modo di procedere, poiché, in qualche modo, rende manifesto ed urgente il bisogno dell'Amministrazione di fare cassa; oltretutto, lo fa, secondo noi, utilizzando un metodo completamente sconveniente, perché, nonostante i grandi sforzi dei presentatori per far capire, nel testo, le motivazioni che hanno portato a scegliere tale metodologia, procedendo per esclusioni successive, riteniamo che, comunque, la scelta di quest'Amministrazione sia da censurare. Quindi, cercherò di spiegare, nel prosieguo, il motivo per cui ne siamo convinti. Innanzitutto, davvero non ci convince il fatto che le valutazioni immobiliari siano riferite, per gran parte degli immobili, a destinazioni urbanistiche che, oggi, non hanno ancora. Ciò vuol dire che, proponendo questa deliberazione, la Giunta ipoteca il lavoro del Consiglio, per quanto riguarda l'adozione e l'approvazione di varianti urbanistiche specifiche per modificare la destinazione di alcuni immobili, in spregio, in qualche modo, all'attività sia delle Commissioni sia del Consiglio stesso. Riteniamo che ciò sia assolutamente da censurare, perché significa bypassare il ruolo fondamentale di pianificazione e di programmazione urbanistica che - ripeto - solo il Consiglio Comunale ha. Peraltro, se qualche proprietario immobiliare privato provasse anche solo a proporre all'Amministrazione Comunale una specifica variante urbanistica sull'immobile di proprietà al fine di valorizzarlo, avendo manifestato, in qualche modo, l'intenzione di alienarlo, per questo Consiglio sarebbe facile accusarlo di speculazione immobiliare. Quindi, mi domando quale sia la differenza nei confronti di quest'Amministrazione, che opera in questo modo; probabilmente, in questo caso, lo speculatore immobiliare è proprio la Giunta. Voglio aggiungere, però, un altro elemento di meditazione: una delle motivazioni, poste dalla Giunta alla base di questa deliberazione, riguarda il fatto che buona parte degli immobili inseriti nella medesima siano dichiarati sottoutilizzati o in situazione di forte degrado. Ebbene, viene da domandarsi se, un anno fa, la situazione fosse diversa e, in particolare, se fosse diversa per un immobile che è stato oggetto d'attenzione da parte dell'Aula, cioè Casa Gramsci, il quale, sicuramente, era un immobile sottoutilizzato, in quanto vacante, e pure in stato di forte degrado, tant'è vero che, in ampie zone, era puntellato. Infatti, se, fra gli immobili inseriti in questa deliberazione di dismissione, ne esistono altri con simili caratteristiche, mi domando il motivo per cui si sia anticipata volutamente l'alienazione di Casa Gramsci; forse, qualcuno potrebbe dire che era più utile - non si sa per chi - fare così! Vorrei fare, poi, un'altra osservazione: una volta individuato, il fondo immobiliare acquisisce il patrimonio immobiliare del Comune e lo gestisce come meglio crede, sulla base di un piano industriale, che predispone appositamente, al momento dell'assegnazione. Oggi, tuttavia, non è dato di sapere come agisca il fondo immobiliare, successivamente all'acquisizione di tali immobili, poiché il suo comportamento sarà esattamente quello di un gestore privato; ciò significa che la proprietà immobiliare pubblica viene attribuita ad un soggetto privato, il quale lo gestisce appunto con metodologie private, quindi, sottraendo questi immobili all'uso pubblico! Ebbene, per tutti questi motivi, riteniamo che la scelta della Giunta sia assolutamente da censurare e, proprio per questo, abbiamo predisposto una serie di emendamenti e subemendamenti. Presidente, le chiedo scusa: stiamo trattando anche gli emendamenti e i subemendamenti, oppure li tratteremo in un secondo momento? Li tratteremo più tardi, quindi mi riservo di intervenire successivamente. Per quanto riguarda la deliberazione in sé, riteniamo di avere offerto all'attenzione dell'Aula sufficienti elementi per approfondire la discussione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Molto brevemente, anche perché, in Commissione, abbiamo avuto modo di sviscerare più volte quello che è un metodo che noi contestiamo con forza, cioè il metodo riportato in questa deliberazione. Noi non contestiamo la linea delle dismissioni, perché ci rendiamo conto della necessità di far cassa di questo Comune, a causa delle condizioni in cui, purtroppo, il Governo ci ha messo; sappiamo benissimo, quindi, che non ci sono molte alternative in questa direzione. Però, al di là di questo, crediamo che ci siano metodi diversi per arrivare ad una stessa soluzione. Noi siamo per il metodo tradizionale, quello più democratico, più lineare, ossia quello che, in questo Comune, prevalentemente, è stato usato, cioè quello dell'asta pubblica. Non si capisce - o, almeno, non è stato spiegato con dovizia di particolari - il motivo per cui ci si debba indirizzare verso altri sistemi, che, ovviamente, non hanno e non danno le stesse garanzie. In Commissione, qualcuno - in particolare, l'Assessore Viano - ci ha detto che, con il sistema delle aste, c'è il rischio che alcuni pezzi meno pregiati rimangano invenduti e che, quindi, non si ottenga, né si realizzi l'obiettivo che la maggioranza si è data. Vedete, è solo una questione di organizzare i lotti, mettendo insieme le cose meno pregiate e quelle più pregiate. Penso che questa sia un'opinione del tutto legittima: è una scelta che, tra l'altro, anche l'Amministrazione precedente aveva già , arrivando all'asta pubblica. (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Non lotti di più immobili. Precedentemente, è stato utilizzato il sistema dell'asta e noi vorremo andare in questa direzione. E' curioso, comunque, come si sia arrivato a presentare questa deliberazione in Consiglio Comunale. Qualche settimana fa, non ricordo se era presente anche il Vicepresidente Coppola, abbiamo discusso in Consiglio di una deliberazione simile (gli chiedo a lui conferma di quanto sto dicendo, perché non vorrei dire cose sbagliate), che valutava il patrimonio in circa 97 milioni di Euro. A distanza di qualche settimana, i 97 milioni sono diventati 147. Ora, in qualsiasi altra realtà qualche dubbio sarebbe venuto. L'Assessore Viano ci ha spiegato l'aspetto macroscopico: semplicemente, era stata data una valutazione sbagliata e si era provveduto, immediatamente, ad una rivalutazione molto più accurata del patrimonio. Oggi, questa cosa mi incuriosisce ancora: due mesi fa, infatti, eravamo a 97 milioni e ricordo benissimo la battuta che emerse: "Aspettiamo ancora qualche mese, chissà che il patrimonio non cresca ancora. Indirizziamo, poi, ulteriormente la nostra scelta sulle aste pubbliche, per vedere praticamente risolti i nostri problemi di fare cassa". Rispetto a questo, in sede di Consiglio Comunale, vorrei una risposta più esauriente da parte dell'Assessore. La vorrei, soprattutto, dalla maggioranza, anche perché avevo letto un emendamento intelligente che tutelava gli esercizi commerciali, che era stato presentato da un Consigliere di maggioranza e che, in sede di Conferenza dei Capigruppo, per una scelta di maggioranza, si è deciso di non presentare. Per dimostrare che non abbiamo una posizione preconcetta, abbiamo valutato con positività questo emendamento, ma, evidentemente, è stato un scherzo, perché, dopo la sua presentazione, in 15 minuti la discussione si è conclusa quando qualcuno, all'interno della maggioranza, ha spiegato che l'emendamento non doveva passare. Vorrei capire, quindi, quale sia la linea della maggioranza, visto che si è risposto in modo negativo ad aspetti di buon senso e di razionalità, quali quelli portati avanti, come prima firmataria, dalla Consigliera Tedesco. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Rattazzi. RATTAZZI Giulio Cesare Sono lieto che il Consigliere Coppola - con cui mi complimento per la recuperata saggezza - abbia ritirato la sua richiesta di variazione formale delle linee di programmazione da parte del Consiglio Comunale, essendo io uno tra quelli che la riteneva inutile: questo aspetto, quindi, viene pacificamente superato. Credo che il Consiglio Comunale di Torino possa approvare questa deliberazione, che ha avuto una predisposizione complessa, elaborata e forse anche sofferta, e che contiene delle novità, sia perché presenta nuove metodologie di realizzazione con il ricorso del fondo immobiliare, sia perché assume il significato di trovare entrate utili per mantenere un certo livello di investimenti. Come tutti sanno, nel Bilancio preventivo, erano previsti 520 milioni, di cui almeno 150 dovranno essere trovati su questa strada (anche se la cifra, per ora, rimane indefinita). Non esito a definire questa (come ho già fatto durante la discussione del Bilancio), un'operazione di sopravvivenza, perché è sullo sfondo di una situazione economica che richiede, come probabilmente si sta facendo, una gestione finanziaria attenta e responsabile. Mi auguro che, di fronte a situazioni di questo tipo, la minoranza non gioisca - ma non credo che questo accada - delle difficoltà che tutti abbiamo e la maggioranza rimanga cauta rispetto agli annunci e alle promesse su quelle che possono essere le attività dell'Amministrazione. A mio parere, la deliberazione, però - ed è per questo che intervengo -, deve essere accompagnata da due osservazioni: una di carattere finanziario e l'altra di carattere culturale. La prima riguarda l'esigenza di conoscere la consistenza (elencandola esplicitamente) delle proprietà immobiliari del Comune, perché risulti chiaro quanto si vuole e si può vendere e quanto non si può e non si deve vendere. Un introito straordinario come quello indicato per il 2007, cioè quello che stiamo discutendo e acquisendo, non è ipotizzabile per gli anni successivi. Il Comune possiede proprietà immobiliari per 3.000 milioni di Euro, ma sarebbe illusorio un riferimento a questa cifra come supposto elemento di persistente disponibilità. All'interno di questa cifra rientrano tutte le proprietà del Comune: le scuole, le strade, il Municipio, i parchi e tutto ciò che serve all'Amministrazione per la propria attività. Sono, quindi, ricavabili dalle cessioni (o, comunque, potrebbero essere disponibili) circa 700 milioni di Euro, ma è probabile che la maggior parte di questi immobili (per un valore di circa 500 milioni) sia occupata da enti e associazioni che svolgono un'attività di valenza pubblica, per cui non sarà facile fare in modo che questa disponibilità sia totale, nel caso di un'eventuale alienazione. A mio parere, è possibile ricavare dalle cessioni circa 200 o 250 milioni di Euro, nei quali vanno conteggiati anche quelli che, adesso, dismettiamo. Questi dati genericamente indicati, vanno assoggettati a più accurate valutazioni e, quindi (questo è il senso della mia prima osservazione), deve essere stabilito un progetto che sia relativo all'intero ciclo amministrativo e si rifletta, sin d'ora (come credo la Giunta stia facendo), su come si può riassestare il Bilancio tramite provvidenze che vanno ricercate anche e soprattutto attraverso altre strade, evitando di mantenere ciò che è superfluo e senza disfarsi di ciò che è essenziale. La seconda osservazione riguarda gli eventuali influssi, anche distorti, dell'emergenza (cioè dell'urgenza di propositi contingenti), che, talvolta, possono essere anche nocivi, se una fretta forzata incide troppo pericolosamente. In sostanza, può comportare elementi di imbarazzo precipitare e blindare le decisioni, anche se ispirate da obiettivi validi. Mi riferisco a certi stabili comunali da dismettere, alcuni dei quali possono suscitare delle perplessità, che potrebbero essere ritenute illogiche, se l'operazione venisse considerata semplicemente di mercato, ma potrebbero suscitare dubbi, se si contemplassero sia considerazioni funzionali ad un assetto definitivo delle destinazioni di utilità pubblica pur non immediate, sia pareri che derivano dal naturale desiderio di preservare il significato storico, artistico e culturale di alcuni edifici che incarnano la memoria della città e i valori da questi richiamati. Il libero mercato può servire allo sviluppo, ma lo sviluppo non può essere governato solo dal libero mercato. È mia convinzione che sarà necessaria particolare cura nella cessione al fondo immobiliare (visto che, a questo punto, sarà molto difficile doverli stralciare dall'elenco), inserendo opportuni vincoli - che l'Assessore Viano sicuramente conoscerà - nelle successive fasi di realizzazione della deliberazione, della quale, oggi, approviamo le linee di indirizzo, ma non tutte le specificazioni al riguardo. Queste possono rappresentare le attenzioni da rivolgere a tre particolari edifici dell'elenco: il primo è il palazzo di Via Garibaldi, che potrebbe essere considerato, in una visione prolungata, anche per un'utilizzazione successiva, visto che tutti i Comuni d'Italia tendono a non vendere gli stabili vicino ai Municipi. In sostanza, il quadro delle vendite patrimoniali e, soprattutto, le utilizzazioni del patrimonio va considerato un po' "sub specie aeternitatis" e non soltanto nel contingente. Il secondo edificio è quello di Piazza Arbarello, il quale potrebbe essere mantenuto per l'istruzione superiore, poiché sono necessarie sedi, sia pubbliche che private, al centro della città. Il terzo è il palazzo degli Uffici Finanziari (che, peraltro, vengono opportunamente spostati), che è un esempio importante e significativo del razionalismo torinese e italiano per un'architettura che doveva diventare (come, poi, è avvenuto) moderna, utilitaria, funzionale e non monumentale. Questo edificio fa parte, a pieno titolo, della storia della cultura della città ed, eventualmente, potrebbe essere adibito per situazioni che ne conservino la linea, facendo in modo che le scelte artistiche non causino delle alterazioni. Non ritengo che si tratti di sensibilità sentimentalistica e, inoltre, come determinazione da tenere presente, non va dimenticato che il patrimonio immobiliare di un Comune deve essere, comunque, parzialmente mantenuto per sopperire alle esigenze proponibili dall'evoluzione della logistica (applicata anche al settore tecnico-amministrativo), ma, soprattutto, previste dal soddisfacimento di possibili necessità, anche improvvisamente emergenti, riservando spazi fisici di soccorso e di intervento utili al governo della complessità sociale. Mi pare, comunque, che la deliberazione lasci margini flessibili di attuazione e di intesa con gli operatori privati, che possono adeguare i loro logici propositi di profitto alle esigenze segnalabili da parte dell'Amministrazione, che manifesterà anche in questa fase la propria saggezza, tenendo presente che l'alienazione di certi edifici è soggetta a vincoli da parte del Ministero dei Beni Culturali. Per concludere, non posso che riconoscere (e credo che lo possano fare tutti) il duro lavoro effettuato per la predisposizione di questa deliberazione e, complessivamente, è opportuno che il Consiglio la approvi, anche per verificare certi spunti operativi che possono sembrare incerti, avventurosi e, forse, perfino misteriosi; ma il mistero rende interessante la vita e, quindi, anche di questo dobbiamo essere grati all'Assessore e ai suoi collaboratori. Ritengo, quindi, opportuno approvare l'avvio di questa interessante e utile impresa amministrativa, e chi non lo vuol fare per convinzione, lo dovrebbe fare per comprensione e simpatia. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele Il voto con simpatia, se l'avesse detto qualche altro Collega con qualche anno in meno, sarebbe proprio una battuta da patto generazionale; invece, non si può! Nel corso di questa seduta del Consiglio Comunale, probabilmente, procederemo alla votazione di una proposta di mozione (presentata dai Consiglieri Carossa e Angeleri) ricorrendo alla modalità segreta. Mi lasci esprimere un desiderio, Presidente: sarebbe interessante ripetere la votazione di questa proposta di deliberazione con modalità segreta, per vedere se l'esito cambia. Ho chiesto di intervenire, perché il lavoro fatto in I Commissione è stato lungo ed importante, un lavoro che ha cercato di porre rimedio - ritengo non riuscendoci - ad un duplice errore che la Giunta ha compiuto nell'individuare la modalità necessaria per liberarsi di alcuni immobili. Un duplice errore, perché la Giunta ha approvato una prima deliberazione nel mese di marzo e, poi, una stessa deliberazione, a sostituzione completa della deliberazione precedente, due mesi dopo, tra l'altro, con alcuni riferimenti numerici decisamente differenti, come hanno ricordato anche altri Consiglieri che sono intervenuti. L'aspetto più curioso di questa svista è nelle valutazioni del medesimo patrimonio. Anzi, in realtà, Presidente, nella seconda proposta di deliberazione, con un numero inferiore di immobili, il valore degli stessi è aumentato. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). In effetti sì, di miracolo si è trattato, ma si è trattato del miracolo della giustificazione, perché addirittura l'Assessore Viano ha detto "in effetti è vero, non avremmo dovuto esprimere nessun valore. Sarebbe stato probabilmente molto più corretto". Però, era l'estensore della deliberazione. L'Assessore Passoni ha parlato di ravvedimento operoso, per cui ne prendiamo atto. Questa è l'ennesima dimostrazione di come, quando le cose si fanno in fretta, molte volte, si fanno male. Per venire, però, di più alla sostanza, come ho detto prima non condividendo le modalità con il quale il patrimonio viene alienato, devo registrare un'inversione di tendenza dell'Amministrazione, un cambio di indirizzo, direbbero altri, uno sbugiardarsi, perché lo strumento individuato ed utilizzato nella scorsa tornata amministrativa, ha prodotto un incremento del 30% rispetto alla base di partenza (parliamo delle aste), che, tra l'altro, avrebbe garantito una maggiore partecipazione, non una minore trasparenza. Non contesto - non l'ho mai fatto in Commissione e nei lavori preparatori a questa sera - l'assenza di trasparenza con la modalità con cui si individuerà il fondo che gestirà il patrimonio, ma l'assenza di coinvolgimento del territorio. L'assenza di coinvolgimento di sales holder locali. Non è sufficiente rispondere, come hanno fatto gli Assessori competenti in Commissione, che era un tentativo per coinvolgere portatori di interesse internazionali, portatori di interesse non locali. Andrà a finire così: attraverso una gara di evidenzia pubblica individueremo un unico gestore del patrimonio che, a questo punto, deciderà, con le modalità che esso riterrà più opportune, come liberarsi di quel patrimonio, vendendolo agli stessi soggetti che avremmo potuto coinvolgere noi e, magari, mettere gli uni in gara con gli altri. Il problema principale è di come il Comune sarà garantito, perché, forse, la valutazione non poteva essere espressa o non avrebbe dovuto essere espressa in questa proposta di deliberazione. Sono d'accordo con l'Assessore Viano, perché, a tutti gli effetti, la valutazione del patrimonio immobiliare, una volta che è stato individuato, deve essere data a degli advisor indipendenti. Mi piacerebbe studiare come individuarli, perché nel momento in cui non abbiamo avuto la forza - e questa forza non l'abbiamo avuta che se dica - di ragionare su una differente ridistribuzione delle plusvalenze, la forza di individuazione di un valore realmente indipendente è l'unica garanzia che ci è rimasta. Il pubblico si veste da privato, oramai. Che a dirlo sia di nuovo il centrodestra, l'opposizione in questa Sala, comunque, fa un po' specie. Ne abbiamo parlato quando abbiamo votato il piano della casa, ne riparliamo questa sera. Che il centro destra chieda un atteggiamento più sociale, che il centro destra chieda che il pubblico si vesta un po' meno da privato, dovrebbe far riflettere alcuni Consiglieri che ancora di recente hanno detto di essere loro i garanti di un nuovo modo di fare politica, chiaramente rispetto a noi altri e dei nostri comportamenti. Ci sono degli aspetti, che ho citato prima, legati ad un modo diverso di gestione delle alienazioni. Abbiamo votato, 15-20 giorni fa, una deliberazione, quella sulla casa, con la quale il Comune ha preso un impegno, pari a 11 milioni e mezzo di Euro, per partecipare al piano di acquisto e di realizzazione di edilizia sociale. Ebbene, quest'oggi noi trasformiamo una parte del nostro patrimonio in risorse finanziarie, risorse economiche. Avevamo chiesto, ma una mano veloce ha impedito che si svolgesse un dibattito sugli emendamenti, che una parte di questo patrimonio tornasse ad essere patrimonio sociale. Nonostante tutti i Consiglieri, in tutti gli approfondimenti in Commissione, annuissero con il capo mentre chiedevamo questo, anche questa sera, a distanza di 15 giorni, si è rinnovata la coerenza negativa. Anche in questo caso, il nostro patrimonio non tornerà ad essere patrimonio pur se in misura ridotta. Finisco dicendo che, probabilmente, questa è una delle prime circostanze in cui ci incontriamo a ragionare sulle dismissioni e sull'individuazione del fondo. Sono convinto che basti un atteggiamento di maggiore disponibilità da parte della Giunta e di maggiore disponibilità ad ascoltare i suggerimenti che avevamo dato. Basti pensare che, in un primo momento, si era detto che le superfici lorde su SLP sarebbero, comunque, state vendute facendo ricorso alle aste: oggi la posizione non è chiara. Vedremo! (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Infatti, siete aperti a nuove valutazioni. Non mi sembra che la forza e la determinazione siano gli unici elementi che illuminino il vostro sentiero. Non vi invidio, ma non vi faccio gli auguri! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Ventriglia. VENTRIGLIA Ferdinando Mi ricollego agli interventi dei Consiglieri Lonero, Angeleri e Coppola non per aggiungere cose che sono state già dette, ma per fare una domanda. Noi sappiamo che sono cambiate alcune cose in questa vicenda. E' cambiato l'elenco degli immobili e, in misura specularmente inversa, è cambiato anche il valore di base e di valutazione di questi immobili. In realtà, è cambiato qualcos'altro che non sappiamo. Per esempio, all'inizio di questa tornata amministrativa, appena un quotidiano, non ricordo se La Stampa o La Repubblica - se poi mi fosse possibile rivolgermi anche all'Assessore o anche al suo sosia, come poi vedremo - ha titolato su questa ipotesi, noi presentammo un'interpellanza, molto decisa, nello stile "Duro che piace anche al Sindaco, quando fa i suoi siparietti in Sala Rossa" - non faccio i siparietti, ma ogni tanto rimango un po' prigioniero di questo stile - e, chiedendo spiegazioni all'Assessore Viano - mi rispose lui, almeno così credo -, mi rispose: "No al fondo immobiliare! Vogliamo le aste, perché hanno funzionato meglio e danno più trasparenza". Mi rispose in quella occasione, un signore dalla somiglianza incredibile all'Assessore Viano. Era alto, magro, con i capelli con lo stesso taglio, la barba, gli occhiali, vestito anche in maniera molto simile e con la voce, vi assicuro, quasi identica - ma non deve essere stato lui. Talmente bravo questo impostore, che ha ingannato anche i funzionari del processo verbale che hanno prodotto il verbale su cui c'è scritto: "Castronovo Giuseppe, Presidente. La parola, per la risposta, all'Assessore Viano". Il suo sosia ha ingannato anche il Presidente Castronovo! Poi c'è scritto: "Viano Mario, Assessore" e qui è il vero giallo perché come in Dostoevskij, c'è il signor Goljadkin maggiore e il Goljadkin minore, troviamo il Viano maggiore e il Viano minore L'Assessore Viano, in risposta alla nostra interpellanza, che era tutta a favore delle aste e tutta contro le ipotesi del fondo immobiliare, dichiarò, tra l'altro: "Una presa di posizione che, per molti versi, è condivisibile e credo esprima dubbi ampiamente diffusi che, in un certo qual modo, ritengo ovviabili". E poi entra nel dettaglio. L'Assessore Viano, il suo sosia o, se vogliamo essere proprio più precisi, la drammatis personae dell'Assessore Viano, in quel caso, disse che, per quanto riguardava la dispersione del patrimonio, l'apprezzamento era implicito nell'attività svolta fino ad oggi - apprezzamento contenuto nell'interpellanza in cui si parlava bene delle aste, con i risultati richiamati anche dal Consigliere Coppola -, che certamente era ispirata a principi di trasparenza ed economicità e a pubblicità assolutamente ineccepibile delle procedure di cessione, che sono da salvaguardare come un patrimonio di competenze e di esperienze da valorizzare, da tenere in gran conto". E fin qui si può dire: "Viano minor" (o major, non si sa), comunque, la maschera dell'Assessore Viano va nella direzione delle aste. Poi, però, questa maschera (essendo teatro, dove tutto è finzione, dove c'è un gioco di doppie e di specchi), giustamente, capisce che il terreno si fa scivoloso, perciò, apre uno spiraglio durante la discussione. Però, attenzione! Il teatro della maschera dell'Assessore Viano è molto ambiguo perché fa un passo indietro. Sempre in quell'occasione, il sosia dell'Assessore, dice: "Se è vero, come peraltro gli interpellanti richiamano, che l'ipotesi della società potrebbe offrire maggiore celerità di accesso ad una massa consistente di risorse con cui far fronte, nel breve periodo, alle emergenze finanziarie che la finanza pubblica segnala...", ripeto, "...una massa consistente di risorse con cui far fronte, nel breve periodo, alle emergenze finanziarie che la finanza pubblica segnala". Caro professor Rattazzi, altro che guardare al futuro e all'infinito, qua si parla di soldi da avere subito per emergenze finanziarie, altro che pensare alla Cittadella, alle stanze! Una città palladiana del potere, che deve rimanere nel patrimonio, però, gestito con una certa sicurezza! E conclude: "...per altro verso, parlando del fondo immobiliare, certamente, qualche costo indiretto l'avrebbe, perché è un po' fatale e, probabilmente, per quante attenzioni si pongano nel ristrutturare uno strumento societario..." e poi, si vede che, a questo punto, il ragionamento si è perso, perché conclude in maniera un po' incongrua. Continua dicendo: "Certamente, le controindicazioni richiamate - cioè quelle contenute nelle interpellanze di Alleanza Nazionale che voleva le aste - sono in buona misura inoppugnabili". "Assumerei - concludeva il personaggio che impersonava la figura dell'Assessore Viano - i rilievi contenuti nell'interpellanza come sollecitazioni, raccomandazioni e richiami di attenzione che, certamente, sono utili a sviluppare al meglio il lavoro che abbiamo di fronte". Capisco che cambi tutto: cambiano gli elenchi e, inversamente, aumentano i valori; cambiano gli Assessori, perché, evidentemente, si vede che l'Assessore Viano è un po' come il Sindaco; per essere dappertutto e, magari anche perché si sentirà minacciato, fa come Winston Churchill che, durante la II Guerra Mondiale, aveva tre o quattro sosia, per attirare gli eventuali speculatori rimasti delusi - pochi - che, però, magari, gli vogliono male. Ci dite se c'è un gemello, se esiste un sosia dell'Assessore Viano, se è lo stesso che abbiamo il piacere di avere qui, oggi? Gli ho parlato anche prima e mi sembra in tutto e per tutto, lui, ma, in questo momento, alla luce di queste parole, verbalizzate ufficialmente, dubito anche di me stesso. Vorrei proprio sapere se conferma di essere stato lui e di non avere doni di bilocazione come Padre Pio. Se si fosse trattato dell'Assessore Borgione, avrebbe potuto esserci un tentativo di portarsi già avanti con il lavoro, ma non essendo l'Assessore Viano, particolarmente cattolico, non credo sia il suo caso. Che cosa è cambiato? Le cifre che sono cambiate le hanno riferite, prima, i Colleghi. Che cosa è cambiato nelle vostre intenzioni? Ci parlate di aste (e concordiamo tutti sulle aste), invece è il fondo immobiliare; oggi ci parlate di spese di investimento e, invece, si parla di massa consistente di risorse con cui far fronte, nel breve periodo, alle emergenze finanziarie. In quel momento, il sosia dell'Assessore Viano ha fatto intendere chiaramente che questa non era la soluzione da lui auspicata! Questo, per una serie di difficoltà relative, soprattutto, alla mancata valorizzazione appieno, più che sulla trasparenza, sulla partecipazione, come ha detto anche il Consigliere Coppola, del nostro patrimonio da alienare. Allora, in questo anno, forse avete rinnovato la compagnia teatrale, mantenendo il tema e la commedia, ma che cosa è cambiato, Assessore Viano? COPPOLA Michele (Vicepresidente) Prima di dare la parola al Collega Lo Russo, ricordo ai Colleghi che la discussione che stiamo portando avanti è relativa non soltanto alla proposta di deliberazione, ma anche alle due proposte di mozione collegate; la prima, presentata dal Consigliere Lonero e la seconda presentata dal Consigliere Salinas. Soltanto per ricordarlo ai Colleghi, ribadisco che le proposte di mozione collegate alle proposte di deliberazione vengono discusse congiuntamente. La parola al Consigliere Lo Russo. LO RUSSO Stefano Rispondo a lei e alla sua sollecitazione precedente, sul fatto che questa proposta di deliberazione avrebbe avuto un esito diverso, qualora ci fosse stato il voto a scrutinio segreto, dicendo che mi pare un'affermazione molto, molto azzardata. Credo che la maggioranza, attorno a questa proposta di deliberazione, abbia fatto un vero lavoro di approfondimento, come forse, in questo anno, non c'è stato attorno a niente altro. La maggioranza ha tranquillamente espresso le proprie perplessità e poi si è ricompattata (e si ricombatterà) su un testo che condivide. Credo che questa proposta di deliberazione abbia un grande merito, che è quello di aver mobilitato le risorse locali. Nel primo testo, che è stato presentato in data 15 marzo 2007, quello nel quale si indicava l'importo di 93.000.000 di Euro, si faceva riferimento ad una debolezza strutturale del sistema locale degli imprenditori immobiliari, che avrebbe goduto di rendite di posizione, legate alla precedente scelta di modalità di alienazione del patrimonio, ovvero, le aste. L'idea di andare verso il fondo era quella di orientarsi un po' contro queste rendite di posizione. Credo che, per quello che posso aver visto anche all'esterno di quest'Aula, questa deliberazione abbia avuto un altro grande merito, che è quello di far sì che il sistema produttivo che si occupa di immobili, reagisse, cercando di compattarsi e provasse ad attrezzarsi. La gara che ci sarà per gestire il fondo immobiliare, a mio avviso, sarà una gara vera, competitiva e aperta. Credo che questo vada nell'ottica di quanto io considero essere un indirizzo pubblico, orientato verso il sistema privato. Credo che la modalità, con la quale noi conferiamo gli immobili, abbia degli innegabili vantaggi in termini di pronta cassa (l'Assessore Passoni lo ha spiegato molto bene) e di benefici fiscali, altro elemento assolutamente non secondario in questo periodo di ristrettezze economiche. Credo, altresì, che questa vada considerata come una modalità un po' sperimentale. Non sono molte le esperienze delle Pubbliche Amministrazioni che hanno deciso di conferire immobili e alienare patrimoni, attraverso fondi immobiliari. Credo che le criticità della prima versione siano state smussate, emendate e che, così come modificata, questa sia una buona deliberazione. Ritengo, però, che non vada assunto, a totem, il dover alienare attraverso il fondo e penso che, da questo punto di vista, l'Amministrazione, si stia muovendo con una giusta prudenza. Questo si evince anche soltanto dal fatto che si è data l'opportunità di alienare i diritti edificatori non attraverso il conferimento al fondo, ma attraverso l'asta pubblica. Il sistema produttivo e gli imprenditori torinesi, a mio avviso, reagiranno positivamente a questa nuova modalità e proveranno a competere in un mercato che, oggettivamente, è aperto. Credo che competenza del Consiglio Comunale sia quella di vigilare sulla correttezza delle procedure e cercare di realizzare il maggior introito possibile da questa alienazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Su questa proposta di deliberazione, abbiamo già, più volte, discusso, ma voglio aggiungere, alle cose già dette dai Colleghi della maggioranza, che mi sembra importante sottolineare la volontà dell'Amministrazione, che non è quella di procedere a mere dismissioni per far cassa, ma vuole, effettivamente, provare ad attrarre, in modo trasparente, degli investitori qualificati e seri. Per quanto riguarda la questione della trasparenza, abbiamo voluto presentare (e qui si giustifica, in particolare, il mio intervento) una proposta di mozione di accompagnamento, il cui primo firmatario è il Consigliere Salinas e, a seguire, le firme dei Gruppi SDI, Verdi, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Ribadiamo il ruolo del Consiglio Comunale, che deve esercitare attività di controllo sullo stato di attuazione e degli atti di indirizzo, approvati. La nostra proposta di mozione di accompagnamento impegna il Sindaco e la Giunta ad informare e tenere costantemente aggiornato il Consiglio Comunale e le competenti Commissioni circa lo svolgimento della prima fase di selezione dell'aggiudicatario; in particolare, riferendo al Consiglio in merito alla composizione della long list iniziale ed ai criteri di selezione dei candidati che si intenderà adottare. Inoltre, la nostra mozione impegna la Giunta ed il Sindaco a dare tempestiva comunicazione al Consiglio Comunale degli atti di variazione urbanistica necessari, in modo tale da consentirne un esame approfondito e, come ultimo, punto a garantire che i soggetti ospitati negli immobili dismessi possano godere di una nuova sistemazione adeguata alle loro esigenze. Questo ultimo punto, non è legato alla questione della trasparenza, ma ci è sembrato fosse necessario inserirlo nella proposta di mozione di accompagnamento che abbiamo presentato. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Carossa. CAROSSA Mario Cercherò di essere breve anche perché sono discretamente amareggiato, come cittadino e come Consigliere Comunale, da questa proposta di deliberazione, più che da altre. Sono amareggiato perché in due mesi abbiamo visto stravolgere completamente una proposta di deliberazione, che, come ho detto in Commissione, avrei preferito fosse stata riscritta e non fosse stata modificata attraverso l'emendamento. In due mesi il valore degli immobili che inseriamo in questo fondo è aumentato di oltre il 50% (non del 5-10%) e non mi accontento delle spiegazioni che, in sede di Commissione, l'Assessore ha cercato di dare; forse è perché ho una cultura molto terra terra, da geometra, ma so benissimo che quando vengono fatte delle valutazioni su dei beni immobili per serietà non si può sbagliare così tanto e presentare una proposta di deliberazione attraverso la quale si dismette parte del patrimonio della Città, quindi dei cittadini, e ritengo che sia offensivo nei confronti dei Consiglieri Comunali non fare seriamente una valutazione preventiva. Sono amareggiato perché, come ho già detto in Commissione, vendete un patrimonio che non è vostro. Voi siete solo custodi di questo patrimonio immobiliare e lo ripeterò fino alla nausea: lei, Sindaco, è il custode di questo patrimonio e dovrebbe pensare tremila volte - non mi dica che ci ha pensato tremila e una volta - prima di permettere la vendita di questi immobili che non sono nostri, ma di tutti i cittadini e voi non ricordate che sono venuti a noi grazie ai sacrifici di generazioni di cittadini torinesi. Per l'ennesima volta sono amareggiato perché, come giustamente ha ricordato il Consigliere Ventriglia, qualcuno qui dice delle cose inesatte; infatti, l'Assessore Viano dice che: "l'ipotesi della società potrebbe offrire maggiore celerità di accesso ad una massa consistente di risorse - soldi - con cui far fronte, nel breve periodo, alle emergenze finanziarie", mentre l'Assessore Passoni, quando c'è stata l'audizione richiesta dalla minoranza sul declassamento della Città di Torino, a mia specifica domanda ha risposto: "Non ci sarebbe nessun problema, se anche non fosse approvata questa deliberazione, perché non ci sono problemi di tipo finanziario che dipendono dalla non approvazione di questa deliberazione". A questo punto dovete spiegare a me e ai disattenti Consiglieri della maggioranza - non tutti per la verità - chi ha ragione e chi dice le cose corrette e non ditemi un po' uno e un po' l'altro, perché non ci sto! Termino il mio intervento dicendo che sono veramente amareggiato, Assessore Viano, per come lei, in prima persona, ha portato avanti questa proposta deliberazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ferraris. FERRARIS Giovanni Maria Mi spiace che il Consigliere che è appena intervenuto sia così deluso, in realtà credo che questa proposta di deliberazione abbia degli elementi decisamente innovativi rispetto al passato. La Città ha ritenuto di procedere e questa innovazione che porta un indubbio, non solo auspicato, ma anche realizzato, vantaggio in termini di immagine e di qualificazione dell'azione amministrativa pubblica che una Città deve poter offrire, perché, al di là del fatto che è necessario per delle scelte politiche, si cerca di dismettere dei beni per investire il denaro ricavato in opere di interesse pubblico. Quindi, non vedo il danno che ne avrebbe la cittadinanza nel dismettere un bene pubblico per ricavarne uno nuovo che agevoli lo sviluppo della città, togliendo delle zavorre; al di là di questo, questa proposta di deliberazione porta alla possibilità di far aprire gli occhi a quella parte di operatori economici torinese (ma si auspica che possano essere anche internazionali) che, a volte, è chiusa in un guscio e difficilmente vuole uscirne per competere con il mondo esterno. Credo che questa nuova operazione, al di là dei ritocchi che sono stati necessari, rappresenti un atto di coraggio da parte della Giunta e, in particolare, dell'Assessore Viano. Ringrazio tutti i Consiglieri che in questi mesi hanno dibattuto questa proposta di deliberazione in modo tale da affermare il principio della democrazia e delle considerazioni da fare anche in Sala Rossa. Ritengo che sia un'attività meritoria e penso che su questo si sia speso fin troppo tempo, perché parliamo di 140 milioni di Euro ipotizzati, che magari diventeranno 300, però parliamo di un valore che alla Città costava in termini di gestione o di mancata valorizzazione economica, mentre potrà permettere un risultato per gli investitori. Si tratta di una cifra che non è strabiliante, pertanto passare il tempo a discutere di argomenti del genere per cifre simili, credo che possa deprimere il valore aggiunto che dovrebbe portare il Consiglio Comunale. Bisogna discutere sul merito e non tanto sui numeri, che sono indicativi, perché sarà il mercato a decidere se sono o meno giusti; con l'Assessore Passoni dobbiamo concentrarci sul beneficio e sull'indotto di questo denaro nelle casse comunali, piuttosto che su tutti gli investimenti attualmente previsti. Credo che il vero problema della nostra Città si evidenzi nella lentezza delle decisioni, spesso causata dalla lentezza della burocrazia. Anche in questo caso siamo davanti ad una ipotesi con diverse operazioni, anche amministrative, da effettuare successivamente (si parlava di varianti urbanistiche e di altro) e questa lentezza burocratica può anche penalizzare gli investitori, penalizzare il mercato. Affinché un'operazione del genere, importante, ben studiata, possa ulteriormente portare quel valore aggiunto agli occhi internazionali, è bene muoversi anche nell'ottica di aiutare gli investimenti, per far sì che siano appetibili a questo mercato. Occorre aiutarli anche nell'accelerazione burocratica, più che nel saperla ritoccare, perché, secondo me, la nostra Città - visto che si parlava, fino all'anno scorso, di Olimpiadi - è un atleta olimpico vincente, con i muscoli giusti. Certe volte, sono le scarpe ad essere sbagliate, quindi, lavoriamo sul cambiare le scarpe e manteniamo i muscoli. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Gallo Domenico. GALLO Domenico Sarò rapidissimo, perché di questa proposta di deliberazione si è molto discusso nella Commissione Competente. Apprendo con soddisfazione il fatto che la maggioranza si sia ricompattata su un testo definitivo emendato dagli Assessori, sulla base del dibattito svoltosi. Questa proposta di deliberazione sarebbe potuta essere approvata anche qualche mese fa, ma necessitava di un approfondimento. Ora il testo ne esce migliorato, trasparente e volto ad ottenere il massimo rispetto da un'operazione di una certa consistenza. Come è noto, la manovra Finanziaria ha provocato problemi agli Enti Locali, in particolare, al nostro Comune, creando una situazione molto difficile: questa operazione si inserisce anche nelle difficoltà economiche dell'Ente Comune. In ogni caso, noi abbiamo sempre sostenuto l'idea della valorizzazione e non dell'alienazione del patrimonio immobiliare, ma quello che ci spinge ad accogliere questa proposta nasce dal fatto che, se analizziamo gli immobili, ci rendiamo conto che si tratta di immobili di cui non si prevede un ulteriore utilizzo per la logistica comunale (così come specificato nel testo), fortemente sottoutilizzati o in una situazione di forte degrado, con una redditività piuttosto bassa e, quindi, non utilizzati neanche per indirizzi di tipo sociale. Questo è uno dei punti del testo deliberativo che condividiamo. È un testo partecipato, vista l'adesione che c'è stata. I Consiglieri di maggioranza hanno sicuramente dato suggerimenti sul perfezionamento della questione del fondo, a cui seguirà, praticamente, una nuova esplicita autorizzazione da parte del Consiglio Comunale. Anche questo è stato un argomento molto discusso in Commissione, quindi si arriverà sicuramente a valorizzare al massimo i beni che stiamo per alienare. Per quanto riguarda la proposta di mozione di accompagnamento, con i Consiglieri della Sinistra Democratica e di Rifondazione Comunista, abbiamo cercato di creare presupposti, accompagnando il testo deliberativo e puntualizzando alcune questioni. Per esempio, voglio soffermarmi brevemente sul terzo punto del dispositivo, dove chiediamo la garanzia che i soggetti ospitati negli immobili dismessi possano godere di una nuova sistemazione adeguata alle loro esigenze. Questo aspetto è stato inserito nel testo della proposta di mozione, perché ci sembrava cogliesse anche un'esigenza di tipo sociale. Anche su questo auspichiamo l'attenzione della maggioranza, perché l'accompagnamento mira anche ad accogliere quegli aspetti che, altrimenti, nella proposta di deliberazione, per motivi tecnici, non potevano essere inseriti. Quindi, sulla base di questo, annuncio che il nostro Gruppo voterà favorevolmente alla proposta di deliberazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Bonino. BONINO Gianluigi Molte cose sono già state dette in questi tre mesi di discussione e oggi, alla fine di un iter molto lungo, arriviamo ad approvare questa proposta di deliberazione molto importante. All'inizio, avevo molte perplessità sulla costruzione del fondo immobiliare, ma la discussione che c'è stata con gli Assessori a più riprese, in questi mesi, ha appianato e ha chiarito molti passaggi. Ritengo che questa proposta di deliberazione sia estremamente importante e, se posso usare questo termine, innovativa per il Consiglio Comunale, per la nostra Città. Sicuramente, se quanto ci è stato spiegato sarà realizzato - e non ho motivo di non crederlo -, si avranno frutti interessanti. Anche io ho firmato una proposta di mozione di accompagnamento, che invita gli Assessori a tenere informati il Consiglio dell'iter e dell'avanzamento della situazione. Credo che questo invito possa essere accolto, così che i Consiglieri, dopo l'ampia discussione, possano seguire l'iter della formazione del fondo e, quindi, le tappe che questo dovrà seguire. Questo mio brevissimo intervento vale anche come indicazione di voto favorevole, quando verrà chiesta la dichiarazione di voto alla proposta di deliberazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ghiglia. GHIGLIA Agostino Intervengo veramente in maniera molto breve, perché, tecnicamente, sono già intervenuti molto bene i Consiglieri Lonero e Ventriglia. Vorrei, però, sottolineare - che non è una particolarità - il vostro modo di "fare Bilancio", il vostro modo di fare soldi alla "prendi i soldi e scappa". Voi dimostrate ancora una volta, nella gestione della "cosa pubblica", del patrimonio di tutti, e, in questo caso, degli immobili del Comune di Torino, di avere una mentalità che non ha assolutamente nulla di imprenditoriale, ma è esclusivamente tesa a fare cassa in maniera veloce, superficiale e anche abbastanza irresponsabile. Mi spiego meglio. Qualunque buon padre di famiglia che tratti il proprio patrimonio come cosa propria, probabilmente non lo affiderebbe ad un fondo immobiliare, ma, attraverso una adeguata programmazione anche delle dismissioni, al sistema che, storicamente, è il più redditizio, cioè un'asta pubblica. Voi, invece, state procedendo sulla linea "peverarian-passoniana", che è la linea sprecona che sta portando e ha portato il Bilancio del Comune di Torino a essere declassato ulteriormente, che ci ha gravato, per il momento, di soli 3 miliardi di Euro di debiti e, come giustamente ricordava l'Assessore Passoni in sede di audizione, di 100 milioni di Euro l'anno di rimborso capitale - o forse 110 - e 110 milioni di Euro di rimborso di interessi - o forse 100, non ricordo più con esattezza la divisione fra i due. Praticamente, non solo gestite la cosa pubblica, ordinariamente, in maniera assolutamente orrenda, tanto che il nostro debito aumenta e le agenzie di rating ci declassano, ma dimostrate anche di non essere assolutamente oculati nella spesa futura, perché ciò che v'interessa è "acchiappare" un po' di denaro subito, indipendentemente dal fatto che potreste "acchiapparne" molto di più, soltanto per non avere il problema della gestione del patrimonio; però, non vi preoccupate del fatto che, gestito più oculatamente e, soprattutto, più in prospettiva, potrebbe essere usato molto meglio! V'interessa soltanto "togliervi le castagne dal fuoco" e cercare di fare un po' di cassa: la logica è sempre quella! Assessore Viano, non credo che lei abbia dei sosia, anzi, sono convinto che lei sbagli in prima persona; quindi, è lei che sbaglia in prima persona e non la sua maschera o il suo sosia, così come è l'Assessore Passoni a sbagliare e non il suo sosia! Il problema di Torino è che voi siete reali e, purtroppo, fate davvero queste cose, cioè, buttate via i nostri soldi! Ogni anno, vi trovate con una cassa "bucata", perché non sapete programmare, non sapete fare una lotta agli sprechi veri, ma, soprattutto, alle elusioni e alle evasioni in questa città! Quindi, prendete un altro pezzo di quello che è stato il patrimonio costruito da generazioni di torinesi (come ha detto prima, giustamente, il Consigliere Carossa), lo buttate in un fondo immobiliare, recuperando magari il 20-30% in meno, ma riuscendo così, contemporaneamente, ad "acchiapparvi quattro soldi" per evitare di sprofondare nel baratro ed a "lavarvi le mani" dell'uso del patrimonio pubblico, al contrario di quanto farebbe un buon padre di famiglia, il quale tenterebbe di programmare ed ottimizzare le risorse in suo possesso! Ma attenzione, Assessore Viano, perché, negli ultimi quattro anni, avete già avuto tre declassamenti del rating del Bilancio di questo Comune! Vorrei sapere dai Consiglieri della maggioranza, che vi sostengono, se siano davvero contenti, cioè, se siano anche tecnicamente convinti che i loro Assessori, i quali governano in tal modo la cosa pubblica, facciano il bene della città (magari, questo non v'interessa neppure!) ed anche i loro interessi, perché io non lo so. Quindi, siamo convintamente contrari alla deliberazione, per i motivi suddetti, perché ribadisco che, per voi, l'importante è acchiappare quattro soldi - sporchi, maledetti e subito -, infischiandovene del fatto che potreste ottenere, per noi tutti, molto di più! COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Ravello. RAVELLO Roberto Sergio Cercherò di essere molto breve, anche perché è già stato detto quasi tutto e, forse, è più giusto concedere il legittimo spazio ad una proposta di mozione, il cui primo firmatario è il Consigliere Lonero, che si rifà ad una parte del piano di dismissioni, relativa ai 50.000 metri quadrati di SLP di diritti edificatori. Il caso, nello specifico, ha sollevato la nostra attenzione ed aggravato le nostre perplessità, soprattutto perché erano ancora vive, nella nostra memoria, le dichiarazioni rilasciate a "la Repubblica" dall'Assessore Viano, in merito al fatto che questi 50.000 metri quadrati di SLP sarebbero stati esclusi dalla deliberazione sugli asset, i cui diritti sarebbero stati messi all'asta e non ceduti al fondo. Evidentemente, questo è un classico esempio di sostanziale incoerenza fra ciò che si dice e ciò che si fa, a meno che non si cambi idea - e sono solito ripetere che soltanto i paracarri non cambiano idea -, ma la gravità sta nel fatto che l'intenzione aggiunge danno al danno. Spesso, infatti, anche nella seduta odierna del Consiglio Comunale, abbiamo ricordato ciò che ha rappresentato un momento importante per questa tornata amministrativa, ovvero l'approvazione del Piano Casa proposto dall'Assessore Tricarico, che si rifaceva ad un'evidente necessità: incrementare il patrimonio di Edilizia Residenziale Pubblica e, cercando d'impedire che l'attuale situazione si trasformasse in reale emergenza abitativa, far fronte ai bisogni della città dal punto di vista degli alloggi da destinare a Edilizia Residenziale Pubblica. A nostro avviso, per cercare di recuperare la coerenza persa, questi 50.000 metri quadrati di SLP (è quanto proponiamo nella mozione d'accompagnamento alla deliberazione) andrebbero venduti all'asta, attraverso un meccanismo di accordo, al fine di recuperare qualche immobile da destinare a ERP, attraverso la vendita di questi diritti. Sicuramente, è una proposta che si differenzia dalla vostra, per un'evidente e maggiore complessità; indubbiamente, comporterebbe un tempo ed un impegno maggiori, nonché un interesse più razionale, rispetto ad un bene della Città. Noi abbiamo il timore che non si dia seguito a quelle che erano solo le buone intenzioni dell'Assessore Viano, che ha espresso non molto tempo fa (precisamente, il 14 marzo); appunto, temiamo che si proceda, mettendo nel calderone anche questo bene. Molto semplicemente, chiediamo che si cerchi di limitare il danno, escludendo questi 50.000 metri quadrati di SLP dalla totale dismissione dei patrimoni degli asset, al fine, soprattutto, di dare un ulteriore senso a un Piano Casa, nella speranza che ciò non resti solo carta, ma che diventi qualcosa di reale e di tangibile, per far fronte ai bisogni della Città. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea Credo che l'intervento del Consigliere Coppola sia stato esauriente, quindi, mi limiterò ad alcune aggiunte. Considerando, naturalmente, che chi vince le elezioni ha il dovere di fare delle scelte, in questo caso non so se abbiate fatto quella giusta, anzi, noi la riteniamo sbagliata. Pensavamo e continuiamo a pensare che le aste debbano rimanere, per una semplice ragione: l'Ente Pubblico Territoriale è un ente esponenziale, cioè, deve tutelare gli interessi dei propri cittadini. Noi crediamo che, attraverso l'accensione di questo fondo, non si faccia l'interesse dei cittadini, perché, nonostante il grande introito che avrete da questo tipo di scelta, non s'intravede ancora la luce, in fondo al tunnel, del "buco" (fra virgolette) di Bilancio; perciò, questo non migliorerà la situazione del Bilancio, ma andrà a coprire le spese correnti e, conseguentemente, a nostro giudizio, sarà comunque un semplice palliativo. Inoltre - lo dico con assoluta franchezza e serenità -, non si fa l'interesse degli imprenditori locali, ossia coloro i quali, in un momento difficile (com'è stato sottolineato anche da altri Assessori e da altri Commissari, in Commissione), hanno sostenuto il PIL e l'occupazione. In questo caso, crediamo che tale scelta penalizzerà gli imprenditori locali, e temiamo che questi piccoli imprenditori locali, purtroppo, dovranno andare "con il cappello in mano" dalla "grande finanza", o da chi gestirà il fondo, a "pietire", fra virgolette, un lavoro. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, certamente, ci sprovincializziamo, ma potrebbe anche danneggiare il PIL e l'occupazione. Vorrei evidenziare, poi, un altro dato: l'ultima asta ha dato un valore del +32% rispetto alla base, quindi, crediamo che questo strumento, se gestito in maniera un po' più flessibile ed attenta, avrebbe potuto dare soddisfazioni, in ogni caso, al Bilancio Comunale. Se, ad esempio, avessimo individuato il problema del pagamento quale elemento esiziale delle aste, avremmo anche potuto pensare ad un acconto del 10%, più il 30% al momento dell'assegnazione e il 60% al momento dell'atto, in modo che potessimo già effettuare la verifica dello stato di fatto e di diritto degli immobili, con il 40% in mano ed una conseguente tranquillità e solidità. Infatti, come l'Assessore sa, il problema delle aste è derivato anche dal fatto che lo stato di fatto e di diritto degli immobili non era quello previsto nell'asta; quindi, ciò ha allungato tutti i tempi, compresi il pagamento e l'introito per il Comune, portando, conseguentemente, alla scelta del fondo. Nella deliberazione, poi, si parla di "due diligence", ma credo che questo problema rimarrà anche con il fondo, perché quest'ultimo dovrà verificare lo stato di fatto e di diritto degli immobili; di conseguenza, immaginiamo che, prima dell'attivazione del fondo, la situazione si protrarrà, tanto che il Comune, pure in quel caso, si troverà a dover affrontare una serie di problemi. Ritengo buona l'idea del Consigliere Coppola di non accendere il mutuo di 11 milioni di Euro per Edilizia Residenziale Pubblica, ma di utilizzare parte degli introiti di quei 147 milioni di Euro per attivare quest'Edilizia Residenziale. Infine, ringrazio una parte della maggioranza, poiché, in ogni caso, per la sua parte, ha svolto un lavoro importante, anche grazie alla sollecitazione dell'opposizione, che su questo è sempre stata molto attiva; infatti, si è evitato di rimanere a 96 milioni di Euro, facendo in modo che si rivalutasse questo fondo, altrimenti, avremmo veramente corso il rischio di ottenere una valutazione del patrimonio (che, come diceva il Consigliere Carossa, è il patrimonio dei nostri nonni e dei nostri padri) molto inferiore rispetto a quanto, oggi, è scritto nella deliberazione. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cuntrò. CUNTRO' Gioacchino Ritengo opportuno fare alcune considerazioni, anche perché mi pare che, dal dibattito di stasera, le preoccupazioni manifestate da gran parte dei Colleghi dell'opposizione, così come avevano già fatto in diverse occasioni, in Commissione, riguardino soprattutto un confronto sullo strumento individuato, poiché mi sembra che il motivo per cui le dismissioni siano state una scelta necessaria sia già stato discusso in occasione dell'approvazione del Bilancio; però, da parte dell'opposizione, sento affermare e valorizzare l'azione delle dismissioni, attraverso uno strumento che fu sempre questa Amministrazione a scegliere, ossia quello dell'asta, benché l'Assessore fosse un altro e non il sosia di Viano! Se non ricordo male (chiedo scusa se, avendo una certa età, magari non ricordo esattamente), quando, a suo tempo, questa - e non un'altra, ma sempre questa - Amministrazione presentò una deliberazione, con la quale proponeva la dismissione immobiliare attraverso aste pubbliche, vi fu una sollevazione da parte dell'opposizione; invece, stasera, la stessa opposizione ricorda quanto fossero belle le aste immobiliari pubbliche, invitandoci ad usare le stesse che utilizzammo allora! Presidente, sono convinto dell'importanza di quanto stiamo facendo stasera, con questa deliberazione (per la quale ringrazio l'Assessore Viano), poiché s'introduce uno strumento innovativo, che probabilmente farà da apripista alle altre Amministrazioni. Peraltro, nel corso dei vari dibattiti e confronti politici avvenuti, tutti abbiamo sempre auspicato che si trovassero strumenti nuovi, più evoluti e capaci di uscire dalla logica provinciale; ebbene, in questo caso parliamo di una logica, appunto, di uno strumento, che offre ai mercati la possibilità di uscire fuori dalla logica torinese. Se spaventa la logica - che ci porta in campo non solo nazionale, ma anche internazionale - di apertura ai mercati ed attenzione ai mercati immobiliari, significa che chi afferma il contrario soffre di provincialismo, mentre noi vogliamo fare da apripista! Sono convinto che questa sia la strada ottimale, perché il prossimo anno, se dovessimo individuare un altro strumento (peraltro, in parte ne avevamo già discusso), come ad esempio quello della costituzione di un fondo, che il Comune avrebbe potuto gestirsi... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) ...la Società. Grazie, Presidente. Però, l'abbiamo valutato ed abbiamo detto con grande chiarezza e trasparenza che quello strumento comportava maggiori difficoltà, rispetto a quello del fondo immobiliare. Sono convinto che, se, il prossimo anno, dovessimo proporre un altro strumento, le opposizioni ci diranno: "No, fate il fondo immobiliare!". Desidero ringraziare l'Assessore Viano, invece, per averci portato su un terreno nuovo, appunto, quello del fondo immobiliare chiuso, rispetto al quale vorrei tranquillizzare i Colleghi, perché stiamo parlando di uno strumento che ricade nell'ambito della normativa sul pubblico risparmio, quindi, non è nulla di strano! Tutte queste normative, infatti, sono previste da una serie di tutele e controlli da parte degli organi di vigilanza, perché si parla di Banca d'Italia! È stato ribadito diverse volte nelle Commissioni ed è scritto nella stessa deliberazione: le società di gestione dei fondi immobiliari sono soggetti istituzionali, previste da regole ben definite, ed emanazioni di primari gruppi bancari. Quindi, non esistono altre logiche (che ho sentito, in quest'Aula) di cose non trasparenti o non chiare, perché fanno parte di regole previste; perciò, essendo istituzioni, le SGR sono soggette a tutta una serie di autorizzazioni, che vengono rilasciate esclusivamente da Banca d'Italia, CONSOB e Ministero delle Finanze. Ebbene, se questi non sono strumenti trasparenti, penso che quanto è stato detto, stasera, da parte di qualcuno dell'opposizione, che si dichiarava preoccupato, sia stato detto in malafede. Pertanto, desidero ringraziare l'Assessore Viano, in primo luogo, per averci offerto uno strumento istituzionale e, in secondo luogo, per un'altra questione, sulla quale inviterei a riflettere, perché sembra che, quando la Giunta ci porta il "pacchetto pronto", ci lamentiamo, e, quando ci porta una deliberazione, sulla quale ci siamo confrontati per mesi, ci spaventiamo. In occasione di tale confronto, abbiamo parlato di una proposta tecnica che percorreva uno strumento, certamente nuovo per le Pubbliche Amministrazioni e non ancora sperimentato, ma, chiaramente, si sarebbe potuto anche perfezionare! Se il confronto avvenuto nelle Commissioni è servito a migliorare la deliberazione, per portare ad un certo risultato, il cui unico obiettivo è quello di valorizzare il più possibile i cespiti immobiliari che vi sono stati messi, ebbene, se tutto ciò vi spaventa, mi spiace veramente! Invece, spero che, stavolta, l'opposizione faccia questa scommessa, in modo che il prossimo anno possa dire: "Anche noi eravamo convinti che il fondo immobiliare fosse lo strumento giusto", anziché: "Era meglio quello che avevate fatto la volta scorsa!". COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola all'Assessore Viano, per una breve replica. VIANO Mario (Assessore) Ringrazio il Consiglio, perché mi sembra che, con questi numerosi interventi, abbia testimoniato un'attenzione (che, peraltro, il provvedimento certamente merita) ed un'apertura ad una discussione che credo aiuti tutti. Certamente, in generale, aiuta l'Amministrazione Comunale a perseguire al meglio il risultato atteso, cioè quello di mettere in gioco risorse patrimoniali, che si rendono disponibili a seguito del grande apporto patrimoniale dovuto al trasferimento degli Uffici Giudiziari, che ha liberato grandi disponibilità nelle aree centrali, rispetto alle quali il riuso e la razionalizzazione della logistica comunale ha consentito di mettere in campo questi immobili, per un recupero di risorse con cui ridurre l'indebitamento e, quindi, migliorare la situazione finanziaria del Bilancio Comunale. Questo è l'intento generale e credo che, in questo senso, il dibattito e gli approfondimenti svolti in questi mesi siano certamente significativi di un'attenzione giusta, stante la rilevanza della questione affrontata. Quindi, che cos'é cambiato? Era la controfigura o era lo stesso Assessore? Vorrei partire da questa questione, perché è stata posta in modo ironico e divertente; l'interpellanza si riferiva alla alternativa che, allora, era al centro della discussione tra aste e società immobiliare pubblica. Come testimonia la deliberazione (che, nelle sue premesse, motiva l'esclusione del ricorso alla società), su quel tema, effettivamente, la valutazione tendeva a far ritenere più opportuno il ricorso alle aste. Successivamente, sono intervenuti alcuni fatti nuovi e significativi: per quanto riguarda la costituzione e il trasferimento di fondi a società immobiliari, una fiscalità pesante e non diversamente aggirabile e, invece, per quanto riguarda la costituzione di fondi immobiliari, un quadro di disciplina fiscale estremamente favorevole. In questo periodo, abbiamo cercato di trarre le conclusioni che ci sono parse più ragionevoli, che sono motivate (come è stato ripreso in alcuni interventi) nella narrativa della deliberazione, e, quindi, siamo arrivati a proporre lo strumento che riteniamo, in questo senso, più idoneo. Ho già avuto modo di dire in Commissione che, prima della cessione formale, ci sarà ancora un passaggio (credo molto importante) in Consiglio, espressamente previsto per autorizzare l'Amministrazione ad operare la cessione vera e propria. Questa deliberazione autorizza semplicemente l'Amministrazione a dare seguito a quanto previsto nella narrativa e, quindi, avviare le procedure per pervenire alla cessione; l'atto con il quale si provvederà alla formale cessione del fondo, avendo in questo modo la possibilità di valutare tutti gli elementi di conoscenza (che potremo acquisire attraverso l'esplorazione del mercato), rientra nella competenza del Consiglio. Per quanto riguarda il fatto di proteggere i locatari commerciali (questione posta a più riprese), ovvero quelle situazioni che hanno espresso preoccupazione rispetto ad un provvedimento di cessione in blocco di immobili ai quali potrebbero essere interessati per l'acquisizione di parti utilizzate direttamente, verrà garantita la prescrizione e la condizione prevista dalla normativa generale (quindi, non specifica di questo provvedimento), che tutela i locatari nel caso di cessione delle singole unità immobiliari in locazione, riconoscendo loro un diritto di prelazione; per cui provvederemo ad offrire a tutti questi locatari l'opportunità, prima del prossimo provvedimento, di rinnovare il contratto. Naturalmente, sulla base delle perizie che abbiamo acquisito in ultimo, ciò avverrà a determinate condizioni economiche possibili e sostenibili. Infatti, è assolutamente evidente che per noi rappresentano dei cespiti e, quindi, devono essere fatti rendere nella misura massima possibile. Sarà offerta, quindi, la possibilità di rinnovare i contratti in essere in modo da prolungarne la durata, ma, naturalmente, con riferimento ai dati aggiornati sulla base delle ultime perizie. Ritengo sia un atteggiamento assolutamente aperto, non precluso rispetto al tema delle maggiori garanzie temporali e alla salvaguardia della condizione locativa, che, però, tiene conto dei valori di riferimento, assunti per avviare questa procedura. A proposito dei valori, come abbiamo detto diffusamente nella discussione in Commissione, il primo era desunto semplicemente dallo stato patrimoniale, cioè gli importi iscritti nei registri patrimoniali per quegli immobili; dopodiché, sapendo che (come ribadito dalla normativa generale che disciplina i fondi e ripreso puntualmente nella narrativa della deliberazione) questo valore, definito dalla perizia e dalla stima condotta in modo analitico, è puramente indicativo, il valore effettivo dovrà essere offerto da coloro che si proporranno per la gestione del fondo (naturalmente, riservandoci di valutare la congruità di questa offerta), per cui il valore che è stato definito in via di perizia è quello indicato nella versione emendata della narrativa. Si trattava di valori iscritti al registro patrimoniale, che soffrono sempre di una certa sfasatura temporale tra il momento in cui vengono indicati in prima battuta e gli adeguamenti automatici che avvengono per via di indicizzazione, sulla base di valori percentuali fissi. Questa è la ragione della discrepanza, come abbiamo cercato di spiegare a più riprese, e ritengo che sia appena necessario richiamarlo. Vorrei, inoltre, precisare che non possiamo scegliere l'advisor indipendente: la normativa, infatti, prevede che sia scelto dai proponenti. Per quanto riguarda la finalizzazione per l'edilizia sociale, come abbiamo già detto, ci pare assolutamente inopportuno precostituire un vincolo rispetto all'utilizzazione del patrimonio. La questione del giudizio rispetto alle scelte di utilizzazione dei proventi di questa alienazione è affidata al Consiglio e a ciascun Consigliere; precostituirlo (quasi che il problema fondamentale, in questa fase, fosse finanziare l'edilizia sociale e non, invece, ridimensionare l'indebitamento della Città, al fine di ridurre l'onere del debito sul Bilancio di parte corrente) ci sembra una distorsione un po' demagogica, perché abbiamo tutti presente che l'edilizia sociale rappresenta un problema grave, ma l'insieme delle questioni dello stato sociale (e, in generale, dei servizi resi dall'Amministrazione) hanno almeno analoga rilevanza e, quindi, credo che la scelta di utilizzazione dei proventi di questa attività debba essere libera e affidata alla competenza consiliare, attraverso l'impostazione del Bilancio. In uno degli interventi veniva richiamata la necessità di una particolare cura nella salvaguardia del patrimonio, ma le schede urbanistiche (che disciplineranno, comunque, qualsiasi intervento da attuare sul patrimonio posto in cessione) sono prescrittive a tutti gli effetti, al di là del fatto che la proprietà rimanga comunale o sia trasferita ad un operatore privato. Quindi, è attraverso questo atto urbanistico, che è unilaterale, dell'Amministrazione Comunale (assieme, naturalmente, alle Soprintendenze) che tuteliamo il patrimonio in quanto tale, al di là della titolarità patrimoniale del bene in capo all'una o all'altra figura. Non c'è dubbio che sia più opportuno salvaguardare quel patrimonio che è prossimo alle sedi amministrative, però bisogna mettere in conto che le grandi acquisizioni conseguenti al trasferimento delle attività giudiziarie hanno dimensionato in modo molto ampio il patrimonio in capo all'Amministrazione Comunale; per cui, da questo punto di vista, bisogna fare delle scelte. I diritti edificatori messi all'asta. Noi continuiamo a ritenere che l'asta sia idonea a collocare in maniera propria sul mercato i diritti edificatori, perché - e con questo mi riallaccio anche al tema della penalizzazione degli imprenditori locali -, in realtà, coloro che attueranno gli interventi (i costruttori), saranno gli imprenditori locali. Il problema è - questo è il tema generale del fondo - quello di aprire il mercato a promotori immobiliari che, operando su mercati internazionali, siano in grado di offrire le opportunità di collocazione, sul territorio della città, immobili qualificati, importanti, significativi da tutti i punti di vista (sia localizzativo, architettonico e storico). Vuol dire riferirsi ad una platea di utilizzatori finali potenziali molto più ampia, perché questi fondi hanno come interlocutori questa platea. Cosa che, invece, nel caso degli operatori torinesi, indubbiamente è molto più difficile, per ragioni assolutamente che, in larghissima prevalenza, non attengono a cattive volontà o a perversioni, ma semplicemente al fatto che sono operatori presenti solo sul mercato locale. Noi auspichiamo che gli operatori imprenditoriali, intesi come costruttori, rimangano, un po' inevitabilmente, quelli locali, ma, dal punto di vista della promozione locale e, quindi, delle aperture sul mercato... COPPOLA Michele (Vicepresidente) Assessore! VIANO Mario (Assessore) ... si possano fare passi in avanti significativi. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti dal n. 1 al n. 17 all'emendamento n. 1. Come ricorderete gli emendamenti non saranno trattati liberamente, ma in relazione alla mozione approvata. Ci sarà, quindi, prima la discussione e la votazione dei 9 emendamenti, poi le dichiarazioni di voto, la votazione della deliberazione e la votazione dell'immediata eseguibilità. La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Mi concentrerò sugli emendamenti che ho firmato unitamente al Consigliere Ravello, perché, con la proposizione di questi emendamenti, avevamo inteso dare un contributo al miglioramento della deliberazione e al superamento di alcune che possono sembrare delle dimenticanze, ma possono avere anche un'influenza negativa sul buon risultato della deliberazione che si aspetta la maggioranza. Voglio sottolineare che abbiamo presentato solo emendamenti di merito e non ostruzionistici, perché riteniamo che questa proposta di deliberazione sia importante per il futuro amministrativo e finanziario della città e se questi emendamenti saranno accolti - ma dalle premesse riteniamo che questo, purtroppo, non avverrà -, sicuramente, il nostro atteggiamento nei confronti di questa proposta di deliberazione sarebbe diverso. Inizio l'illustrazione degli emendamenti. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Quelli che sono stati accorpati dal n. 1 al n. 17. All'interno dell'accorpamento ce se ne sono diversi presentati da noi. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Consigliere Lonero, non dia spiegazioni. Lasci che sia la Presidenza a tutelare il diritto dei Consiglieri di presentare gli emendamenti. LONERO Giuseppe Voglio partire da un aspetto che l'Assessore Viano ha già trattato e che è stato alla nostra attenzione. Riguarda la preservazione dei diritti acquisiti da parte degli occupanti di alcuni immobili a destinazione commerciale. In particolare, ci siamo concentrati su quelli che hanno la concessione in scadenza al 31/12/2008, ma ovviamente, per estensione, lo stesso discorso si potrebbe fare per tutti gli altri. Riteniamo che oggi, sulla base di quanto detto dall'Assessore Viano, il nostro emendamento potrebbe anche considerarsi superato, ma ci sarebbe piaciuto vedere scritte le cose che l'Assessore Viano ha detto a parole e per la prima volta, a nostro avviso, in questa Aula. Se è vero che l'Amministrazione si impegna a dare la possibilità ai commercianti che occupano quei locali di rinnovare la concessione per altri, immaginiamo, 5 o 6 anni, se non di più, la cosa ci può, in qualche modo, tranquillizzare e, quindi, riteniamo che l'emendamento possa essere considerato superato. Però, Assessore, ci aspettiamo prossimamente di vedere questo impegno per iscritto. Per quanto riguarda l'emendamento che è stato classificato come subemendamento n. 7 all'emendamento n. 1, riteniamo che sia da eliminare dal disposto di questa deliberazione il termine "sconto", per evitare , da parte dei proponenti, la presentazione di un'offerta in riduzione rispetto alla valutazione, a nostro avviso sottostimata, che è stata fatta degli immobili. Se mettiamo insieme che la valutazione immobiliare è già, a nostro avviso, sottostimata del 25-30%, con la possibilità di proporre uno sconto, otteniamo un danno per l'Amministrazione insostenibile. Per questo motivo, abbiamo proposto di togliere la possibilità di presentare degli sconti. Vado velocemente, superando quelli che hanno un minore impatto. Abbiamo anche presentato un emendamento sulla determinazione ipotetica, già in questa sede, di quello che può essere il concorso dell'Amministrazione nelle plusvalenze che il fondo immobiliare potrebbe ottenere. C'è anche un altro emendamento presentato dal Consigliere Coppola che stabilisce questa misura in non meno del 60%. A nostro avviso, questa era una forma di garanzia ulteriore dell'Amministrazione in quella che è la gestione del fondo immobiliare. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Qual è il parere della Giunta? VIANO Mario (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal subemendamento n. 1 al subemendamento n. 17 all'emendamento n. 1: (Presenti 43, astenuti nessuno, favorevoli 11, contrari 32). L'accorpamento è respinto. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Il subemendamento n. 3 all'emendamento n. 1, presentato dalla Giunta, recita: COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Intervengo per ricordare all'Assessore Viano che, forse, questo poteva essere il punto giusto in cui inserire quell'impegno che ha esposto verbalmente, questa sera, in merito alla possibilità di dare garanzie alle attività commerciali. Quindi, aspettavamo l'Amministrazione al varco della conferma, in forma scritta, di quell'impegno verbale preso da parte dell'Assessore; questa avrebbe potuto essere l'occasione giusta. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Vorrei sapere se sia possibile votare questo subemendamento con scrutinio segreto poiché abbiamo notato un certo disorientamento da parte della maggioranza (almeno in sede di Conferenza dei Capigruppo); vorremmo essere rassicurati che la maggioranza sia sempre coesa, soprattutto su una vicenda di questa rilevanza, come il Bilancio. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'articolo n. 124 del Consiglio Comunale, recita: "La votazione avviene in forma segreta nei casi espressamente stabiliti dalla legge e dallo Statuto, e quando il Consiglio deve procedere ad una elezione, ovvero deve pronunciarsi su una proposta di deliberazione che comporta giudizi sulle qualità ed i comportamenti di persone". Non mi pare che la sua richiesta rientri in questa fattispecie, per cui non è possibile effettuare la votazione con scrutinio segreto. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 3 all'emendamento n. 1: (Presenti 42, favorevoli 32, contrari 5, astenuti 5). Il subemendamento n. 3 all'emendamento n. 1 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Il subemendamento n. 14 all'emendamento n. 1, presentato dalla Giunta, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Coppola. COPPOLA Michele (Vicepresidente) Intervengo per dire che il nostro Gruppo voterà favorevolmente a questo subemendamento, in quanto, nel dispositivo, aggiunge una modifica delle linee programmatiche. Questo subemendamento è, a tutti gli effetti, la conseguenza di una richiesta di attenzione che alcuni Consiglieri avevano fatto alla Giunta e che è stata riconosciuta in questa circostanza. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La ringrazio per averlo ricordato, anche perché il Presidente aveva espresso la stessa perplessità in sede di discussione in Conferenza dei Capigruppo. Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione il subemendamento n. 14 all'emendamento n. 1: (Presenti 44, favorevoli 40, astenuti 4). Il subemendamento n. 14 all'emendamento n. 1 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 1, presentato dalla Commissione Consiliare Permanente I più II, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Qual è il parere della Giunta? VIANO Mario (Assessore) Il parere della Giunta è favorevole. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Vorrei far notare che più che di un emendamento (che dovrebbe servire a correggere errori, sviste o fare puntualizzazioni) si tratta di una riscrittura integrale della deliberazione che ha variato radicalmente il contenuto! Quindi, poiché l'emendamento è proposto dalla Giunta e la deliberazione emendata è stata approvata dalla Giunta, sorge il dubbio - penso legittimo - che la Giunta "se la canti e se la suoni"; penso che, quando questa deliberazione è stata approvata, anzitutto, la Giunta non avesse le idee ben chiare, poi, che fossero poche e confuse, probabilmente, anche sulle modalità di procedura. Se questa fosse stata una bozza di deliberazione messa in discussione ed approfondita, la correzione sarebbe stata legittima, ma se la Giunta opera con questo sistema in tutte le deliberazioni che assume e che sottopone all'attenzione del Consiglio, legittimamente sorge il dubbio sulle modalità operative della Giunta del Comune di Torino. Credo che se qualcuno di noi, nella propria attività professionale, presentasse un lavoro giurando che è compiuto, finito, corretto, giusto, esatto, pronto per essere portato avanti e dopo qualche mese, quello stesso lavoro, lo correggesse in maniera radicale, sostanziale ed approfondita al punto da modificare persino chi lo presenta, Presidente, verrebbe il legittimo dubbio sulla capacità operativa di chi prima aveva giurato sulla bontà di quel lavoro. Chiudo il mio intervento, perché ritengo di aver dato l'idea sostanziale del nostro pensiero su questo modo di operare, che è uno dei motivi principali per i quali abbiamo un atteggiamento convintamente contrario nei confronti di questa proposta di deliberazione. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Volevo ricordare al Consigliere Lonero che l'emendamento non è stato presentato dall'Assessore Viano, ma dai Presidenti della I e della II Commissione. Ho voluto soltanto precisare un elemento e non entrare nel merito della discussione e delle valutazioni politiche. LONERO Giuseppe Se lei mi consente, Presidente, una precisazione la potrei fare anch'io: l'emendamento è stato presentato dalla Commissione, ma è stato interamente predisposto dalla Giunta. Presidente, vorrei precisare che non sono intervenuto per correggerla, ma solo per dovere di verità. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri. ANGELERI Antonello Intervengo molto velocemente, perché non voglio tediare l'Aula e non è intenzione del mio Gruppo fare ostruzionismo; inoltre, il Consigliere Lonero ha già ribadito molte delle cose che tutti abbiamo già detto in Commissione. Il vero motivo per cui non voteremo questa proposta di deliberazione è questo emendamento, perché è l'esatto contrario della proposta di deliberazione che la stessa Giunta ha presentato e penso che crei un dubbio legittimo in qualsiasi Consigliere all'interno di quest'Aula. A distanza di qualche settimana è stata presentata una proposta di deliberazione totalmente diversa, ma qual è la credibilità di questa Giunta? Qual è la verità? Quella di prima o quella di adesso? E se aspettassimo ancora qualche settimana, la proposta di deliberazione sarebbe ancora diversa? Queste sono le ragioni per cui non voteremo convintamente questa proposta di deliberazione, al di là delle questioni di merito che abbiamo già sollevato precedentemente, credendo fermamente che l'asta pubblica sia una soluzione migliore. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 1: presenti 43 favorevoli 31 contrari 12 L'emendamento n. 1 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento dei subemendamenti nn. 1 e 2 all'emendamento n. 2: Subemendamento n. 1 all'emendamento n. 2 - presentato dal Consigliere Carossa. Subemendamento n. 2 all'emendamento n. 2 - presentato dai Consiglieri... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Il parere della Giunta è negativo. Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento dei subemendamenti nn. 1 e 2 all'emendamento n. 2: presenti 42 favorevoli 8 astenuti 4 contrari 30 L'accorpamento dei subemendamenti nn. 1 e 2 all'emendamento n. 2 è respinto. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 2, presentato dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 2: presenti 43 favorevoli 39 astenuti 4 L'emendamento n. 2 è approvato. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 3 al n. 86: Emendamento n. 3 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 4 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 5 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 6 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 7 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 8 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 9 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 10 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 11 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 12 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 13 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 14 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 15 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 16 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 17 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 18 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 19 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 20 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 21 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 22 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 23 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 24 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 25 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 26 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 27 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 28 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 29 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 30 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 31 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 32 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 33 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 34 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 35 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 36 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 37 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 38 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 39 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 40 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 41 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 42 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 43 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 44 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 45 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 46 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 47 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 48 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 49 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 50 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 51 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 52 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 53 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 54 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 55 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 56 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 57 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 58 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 59 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 60 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 61 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 62 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 63 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 64 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 65 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 66 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 67 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 68 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 69 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 70 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 71 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 72 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 73 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 74 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 75 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 76 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 77 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 78 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 79 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 80 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 81 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 82 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 83 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 84 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 85 - presentato dai Consiglieri... Emendamento n. 86 - presentato dai Consiglieri... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Lonero. LONERO Giuseppe Intervengo solo per illustrare l'emendamento n. 76, che è un emendamento di merito con il quale volevamo richiamare l'attenzione su un rischio al quale si espone l'Amministrazione, perché, ai sensi del comma 3 dell'articolo 14 bis della legge 86/94, se nel fondo al quale vengono conferite le proprietà immobiliari non sono presenti investitori, che in denaro detengono una percentuale superiore al 10% del valore del fondo, l'Amministrazione deve conferire allo stesso, in denaro, almeno il 5% degli immobili conferiti al fondo. E' per questo, che abbiamo presentato l'emendamento; proponendo, a parità di altre condizioni, ovviamente, di preferire proprio quei fondi, già costituiti, nei quali ci siano degli investitori che detengono già il 10% del patrimonio immobiliare, con quotazioni in denaro. Ci siamo posti questo problema, perché non vorremmo che l'Amministrazione Comunale fosse costretta a tirare fuori, in periodi di "vacche magre", come sono stati descritti, così, d'emblée, il 5% del valore immobiliare conferito, che, nel caso in cui venisse confermata la valutazione immobiliare fatta e riportata in premessa, è pari a circa 150 milioni di Euro, quindi corrisponderebbe ad un conferimento in denaro di circa 7.500.000 di Euro. Siccome, ripeto, le casse del Comune piangono, non vorremmo esporre l'Ente a questo rischio e, per questo motivo, avevamo presentato questo emendamento. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 3 al n. 86: (Presenti 44, contrari 32, favorevoli 12) CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) L'emendamento n. 64, presentato dal Sindaco e dall'Assessore Viano, recita: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'emendamento n. 64: (Presenti 42, favorevoli 31, contrari 11) CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Faccio presente ai Colleghi che, essendo stato approvato l'emendamento n. 1, sono decaduti gli emendamenti n. 87, n. 88 e n. 89. Passiamo all'analisi dell'accorpamento degli emendamenti dal n. 90 al n. 93: CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Qual è il parere della Giunta? VIANO Mario (Assessore) Il parere della Giunta è negativo. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci richieste di intervento, pongo in votazione l'accorpamento degli emendamenti dal n. 90 al n. 93: (Presenti 41, contrari 31, favorevoli 10) CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola al Consigliere Angeleri, per dichiarazione di voto. ANGELERI Antonello Chiedo scusa, ma prima credevo che l'emendamento n. 93 fosse escluso, per fare la dichiarazione adesso, in quanto richiedeva, da parte nostra, l'asta pubblica diretta, in blocco, a società immobiliari e che, quindi, sarebbe variata la proposta di deliberazione, originaria, della Giunta. Noi abbiamo spiegato, prima, le motivazioni per le quali avremmo voluto arrivare, attraverso l'asta pubblica, all'alienazione del patrimonio. Abbiamo già reso noto il motivo delle nostre perplessità, quindi, non voglio farla lunga e ribadisco, ovviamente, il nostro voto, convintamente contrario a questa proposta di deliberazione, che, secondo noi, non va nell'interesse del Comune e dei cittadini. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Non essendoci altre richieste di intervento, pongo in votazione la proposta di deliberazione, così come emendata: (Presenti 44, favorevoli 32, contrari 12) CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Pongo in votazione l'immediata eseguibilità del provvedimento: (Presenti 44, favorevoli 32, contrari 12) |