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Estratto dal verbale della seduta di Lunedì 18 Giugno 2007 ore 14,00
Paragrafo n. 14

Comunicazioni del Sindaco su "TAV"
Interventi

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Cominciamo i lavori iscritti all'ordine del giorno, con le Comunicazioni del Sindaco, aventi per oggetto: "TAV", su richiesta di un quinto dei Consiglieri Comunali, ex articolo 33, comma 4 dello Statuto del Comune di Torino.
Ricordo che la Conferenza dei Capigruppo ha stabilito un tempo massimo di 10 minuti per ogni Gruppo; è chiaro che la suddivisione di questi minuti è in capo al Capogruppo o al Gruppo stesso, perché per quanto ci riguarda terremo conto degli interventi e saremo sufficientemente rigorosi a far rispettare il tempo massimo.
La parola al Sindaco.

SINDACO
Dispiace anche a me che una questione importante come l'Alta Velocità, o come la nuova linea ferroviaria, stia diventando oggetto di propaganda politica; di tutto si sente il bisogno, tranne che di questo.
Mi dispiace anche che questo tenga lontano dall'Aula un Gruppo che, al di là delle posizioni politiche, naturalmente legittime, ha un ruolo rilevante nella rappresentanza della Città e del Piemonte.
Tuttavia, vorrei fare qualche considerazione, ringraziando anche i richiedenti, perché il tema è importante: come è noto, c'è stata la convocazione del tavolo politico-istituzionale a Palazzo Chigi lo scorso mercoledì e, come ho già avuto modo di dire pubblicamente, credo che quella riunione abbia rappresentato un significativo passo in avanti sul percorso, certamente non breve, che deve portare alla realizzazione dell'opera.
Credo che le ragioni di questo passo siano significative e fondamentalmente due ed una riguarda il lavoro dell'osservatorio; vorrei cogliere l'occasione per ringraziare pubblicamente l'architetto Mario Virano, Commissario governativo (nominato dal Governo precedente, quindi in modo assolutamente bipartisan), il quale, fino adesso, ha condotto il lavoro con grande pazienza, con grande intelligenza e determinazione e mi auguro che possa continuare su questa strada, perché i risultati sono stati davvero significativi.
Ma, al di là del Commissario responsabile, che pure conta, credo sia stato molto importante il metodo, vale a dire il fatto che il metodo ha visto un confronto serrato con i rappresentanti istituzionali delle comunità locali e vorrei ricordare, en passant, che l'osservatorio è stato proposto dal sottoscritto, dalla Presidente Bresso e dal Presidente Saitta, nel dicembre 2005, quanto la situazione del progetto dell'Alta Velocità in Val di Susa si era impantanato drammaticamente in quel di Venaus.
Quindi, il metodo che il Governo ha accolto e ha contribuito ad attuare, scegliendo un Commissario come Virano, è stato proposto da noi e questa credo che sia la prima ragione per la quale è stato fatto un passo in avanti. Si tratta di un metodo che ha consentito di coinvolgere su tutti gli aspetti e non solo su quelli che riguardano le procedure attuali. La Valutazione di Impatto Ambientale e la Conferenza dei Servizi, per legge prevedono che siano discusse le ricadute puntuali che ogni opera ha sulla singola comunità, questo già accade e queste ricadute saranno ulteriormente oggetto di confronto; ma questo metodo ha consentito di parlare delle scelte generali, delle opzioni strategiche (è necessaria o meno, i flussi trasportistici sulle Alpi, eccetera) e tutto questo ha permesso di avvicinare su alcuni punti le valutazioni delle diverse parti (pur senza aver portato ad unanimismi che non ci sono), nonché di cambiare il clima in modo significativo, perché chi ha vissuto le due esperienze sa che il clima era radicalmente diverso.
La seconda ragione di questo passo in avanti è strettamente connesso a questo: nel momento in cui si è istituito l'Osservatorio, il progetto sulla TAV è stato tolto dalla Legge Obiettivo; a volte le procedure di legge semplificate o che appaiono semplificanti, si rivelano più complicate e portano a scontrarsi contro dei muri invalicabili ed è quanto era avvenuto a Venaus. Averla tolta dalla Legge Obiettivo, affidata alla procedura normale e consegnata ad una struttura innovativa come l'Osservatorio, credo abbia permesso di fare questo passo in avanti, che non si concretizza in un nuovo tracciato, che sarà definito, ma in alcune proposte di modifica del vecchio tracciato, a partire dalle quali sarà possibile arrivare ad un nuovo schema di tracciato.
Quali sono le modifiche? Il tunnel di base non uscirà più a Venaus come era previsto, ma circa un chilometro prima sulla destra orografica della Dora, rispetto al progetto precedente, e da quel punto andrà a raccordarsi con la linea esistente. Questa è la prima modifica significativa: non c'è più l'attraversamento della Val Cenischia, che forse era l'opera ambientalmente più impattante.
Un'altra modifica importante riguarda il nodo di Torino, che nel progetto originario era raggiungibile con un investimento supplementare sulla bretella di Corso Marche e che, invece, oggi è compresa integralmente nel progetto. C'è da aggiungere che, grazie al contributo della società di gestione della tangenziale (ATIVA), sembra delinearsi anche un progetto di raccordo fra ferrovia e tangenziale, che eviti alcuni rischi di accavallamento nella realizzazione dei lavori fra le due infrastrutture, di complessità nella realizzazione e di maggiore impatto ambientale.
Definito in questo modo il nodo di Torino e l'uscita sulla destra della Dora del tunnel di base, che sono i due punti fondamentali, come dice il Ministro Di Pietro, possiamo rispondere a Bruxelles, che ci chiede dove usciamo e dove finiamo. È ovvio che, fatte queste due modifiche sostanziali - direi radicali - al progetto precedente, la connessione non può che avvenire sulla destra della Dora, utilizzando la ferrovia esistente secondo modalità che saranno oggetto di definizione, e sarebbe sbagliato dire che già esiste un'ipotesi di tracciato; è evidente che quando si parla utilizzare una ferrovia esistente è altamente improbabile utilizzarla così com'è, mentre è altamente probabile che si possa pensare ad un progetto molto simile a quello che abbiamo realizzato a Torino per il Passante Ferroviario, nei punti in cui la ferrovia esistente incrocia i centri abitati principali.
Non so se sono stato chiaro: modifiche al tracciato precedente nei due punti fondamentali e su questa base è stato dato mandato all'Osservatorio di elaborare uno schema di tracciato, che dovrà essere oggetto di discussione al tavolo politico-istituzionale per poterlo valutare, entro i tempi previsti per la presentazione della domanda di finanziamento all'Unione Europea.
Mentre va avanti questo lavoro, sulla base degli elementi emersi dalla valutazione delle modifiche al progetto precedente, il Governo si è dichiarato pronto a presentare il dossier con tutti gli elementi richiesti dall'Unione Europea, al fine di concorrere alla gara per il finanziamento, i cui tempi, come è noto, scadono a luglio.
In conclusione, direi che il lavoro dell'Osservatorio ha permesso di mantenere i tempi previsti dall'Unione Europea per evitare la perdita dei finanziamenti (quindi di partecipare a pieno titolo, con tutti gli elementi richiesti, a quella che si configura come una vera e propria gara) e di fare un passo in avanti sostanziale per definire un'ipotesi di tracciato che permetta di connettere il tunnel di base con il nodo di Torino, non solo riducendo al minimo gli impatti sulla Val di Susa, ma consentendo anche una valorizzazione significativa della linea esistente come sistema di Metropolitana urbana e valorizzando ambientalmente ed urbanisticamente quelle aree che possono trarre dei vantaggi da una riorganizzazione dell'attuale tracciato sia in termini ambientali che urbanistici.
Questi sono gli elementi essenziali che sono emersi dalla riunione e che mi sembrano utili per la discussione.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ghiglia.

GHIGLIA Agostino
Grazie, Sindaco, per le sue dichiarazioni, però le faccio notare che stasera ha una maggioranza zoppa, perché Rifondazione Comunista è uscita dall'Aula con una scusa futile e anche abbastanza infantile, mentre i Verdi non sono presenti. Questo è un problema politico, perché non so se fuggire "ad alta velocità" quando si parla di TAV sia una prerogativa dei comunisti, ma lo è dei Verdi e di Rifondazione Comunista. È un fatto politicamente grave, perché in altri Enti istituzionali (non è il caso di quest'Aula), come la Provincia e la Regione, la sinistra radicale è determinante per le maggioranze e il problema politico esiste e, a nostro avviso, non si può non farne menzione ed evitare di affrontarlo.
Passiamo alla seconda questione più di dettaglio. Questa mattina ho avuto la fortuna di seguire, in Regione, l'audizione dell'architetto Virano che, come al solito, è stato molto complesso, perché l'architetto Virano è molto abile; gli riconosciamo il fatto di avere interpretato un grande ruolo di mediazione, anche se quello che ha fatto l'Osservatorio non lo abbiamo capito. L'Osservatorio, fino ad ora, è servito semplicemente come un sedativo per alcuni Sindaci esagitati della bassa Val di Susa, che hanno strumentalizzato - loro sì - politicamente il problema, seminando terrorismo psicologico e notizie fasulle tra le popolazioni della bassa valle, ma vorrei ricordarle, Sindaco, che l'Osservatorio, ad oggi, nel suo seno non ha neanche le competenze tecniche per poter proporre alcun tipo di progetto (questo lo ha dichiarato anche un altro rappresentante dell'Osservatorio, Foietta, oggi in Provincia). A questo punto ci chiediamo, se l'Osservatorio non ha il know-how tecnico (perché il tracciato sarebbe dovuto essere a carico del Ministro delle Infrastrutture), chi disegna la nuova bozza di progetto?
Visto che siamo favorevoli alla realizzazione della linea ad Alta Capacità, è possibile che, dopo 12 anni su un progetto, rispetto al finanziamento di un'opera così strategica, l'Unione Europea si accontenti di un dossier di parole? Perché credo che sia difficile - non vorrei fosse impossibile - buttar giù un qualsivoglia tipo di progetto in 30 giorni, perché (con tutto il rispetto per gli ingegneri presenti in Aula, che sono tutti ottimi) qualsivoglia ingegnere sa bene che, anche solo per un progetto di massima di un'opera minimale, sono richiesti diversi mesi di tempo; pertanto, com'è possibile sapere oggi, con tanta sicumera e semplicismo, che basta spostarci sulla riva destra della Dora e tutto si potrà fare? L'Unione Europea che, a differenza di quanto capita per il Governo italiano, è attenta ai soldi che distribuisce, si accontenterà di un dossier pieno di pie intenzioni?
Terza questione: com'è possibile che si tranquillizzino le popolazioni della bassa Val di Susa parlando di potenziamento della linea esistente, quando con il potenziamento è in parte sostitutivo? È anche vero che avendo cambiato il nome da Alta Velocità a Percorso Misto, molti si sono tranquillizzati!
Peccato che nel potenziamento della linea attuale verrebbero quadruplicati i treni e, come diceva oggi l'architetto Virano, si arriverebbe addirittura, a massimo regime, a un treno ogni 7 minuti. Se questa è la tranquillità e mette buona pace nella bassa Val di Susa - contento chi ci crede -, sinceramente ci lascia qualche dubbio.
Premettendo che noi siamo da sempre favorevoli, non come buona parte della sua maggioranza, Sindaco, che non lo era, non lo è e non lo sarà, il problema fondamentale è: come è possibile fare in 30 giorni ciò che non è stato fatto in 12 anni, rispetto ad un'opera così complessa, così pesante, così costosa, ma anche così tecnicamente difficile? Saremo in grado di farcela? Se la sua risposta sarà affermativa, avrà tutto il nostro appoggio.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Angeleri.

ANGELERI Antonello
Abbiamo richiesto questo Consiglio Comunale, insieme agli altri Gruppi di minoranza, perché siamo abbastanza preoccupati, perché le scadenze stanno per arrivare, ne abbiamo discusso più volte in quest'Aula e il Sindaco lo ricorderà. Forse è stata una delle prime discussioni che abbiamo fatto con la nuova tornata amministrativa e, guarda caso, proprio un anno fa avevamo sottolineato preoccupazioni che, purtroppo, stiamo risottolineando adesso.
Però, la preoccupazione più grande l'abbiamo oggi, perché non dico che la discussione di oggi sia inutile, ma quasi, vista l'assenza di Rifondazione Comunista e dei Verdi, che, come direbbe Berlusconi nei confronti dell'Onorevole Tabacci, sono "la spina nel fianco" di questa maggioranza sulla questione della TAV. È evidente che, senza questi due Gruppi, la discussione che si terrà all'interno di questo Consiglio non dico che sarà completamente unanime, perché conosciamo anche altre sfaccettature dei Gruppi di maggioranza, ma sicuramente andrà nella direzione che questa minoranza ha più volte auspicato, è cioè quella di trovare una soluzione in tempi rapidi.
Anche noi non contestiamo assolutamente il lavoro svolto per smussare gli angoli, però, il Sindaco parla di clima diverso, ma io vorrei ricordare al Sindaco il clima diverso di qualche anno fa e di qualche suo Collega politico, del suo partito, che oggi è Presidente della Regione, ma allora era Presidente di questa Provincia, e io sono buon testimone, essendo stato, in quegli anni, in Consiglio Regionale. Allora andavo in Val di Susa a dibattere dell'Alta Velocità e dall'altra parte c'era una certa Presidente della Provincia Bresso che non era proprio in linea, così come la sentiamo, per esempio, oggi.
Sicuramente, il clima all'epoca era diverso da quello che c'è oggi, ma è importante ravvedersi, noi siamo felici che questo sia capitato e, alla fine, l'importante è che il tracciato che dovrà, in qualche modo, dribblare molti problemi e molte situazioni venga presentato in tempi rapidi e ottenga il finanziamento.
Torno a ripetere che, esattamente nove mesi fa, con i Consiglieri Buttiglione e Scanderebech, presentai prima una interpellanza e poi una mozione, sottolineando, con grande preoccupazione, quanto sarebbe potuto capitare, dal punto di vista economico, in termini negativi, rispetto alla non presentazione del tracciato dell'Alta Capacità. Oggi questa preoccupazione rimane e, soprattutto, rimangono le parole del Consigliere e Senatore Buttiglione - forse fu il suo primo intervento in quest'Aula -, che raccomandò al Sindaco di seguire personalmente questa fase, proprio per evitare quello che oggi, purtroppo, stiamo rischiando. Lei, Sindaco, sa molto bene che la criticità che oggi abbiamo è quella che alcuni Sindaci hanno più volte ribadito, e sa benissimo che il consenso delle Comunità locali è necessario per ottenere i fondi della Comunità Europea. Mancano, ormai, soltanto più una trentina di giorni, grossomodo, alla presentazione di questo progetto.
Mi auguro veramente che si possa avere una risposta definitiva non soltanto nei confronti delle Comunità che hanno manifestato (che è stata una risposta giusta e corretta), ma anche perché penso che non ci si possa fermare dietro le richieste di pochi, ma si debba valutare principalmente l'interesse del Paese nel suo complesso.
È giusto rispettare gli interessi di tutti, ma è altrettanto sacrosanto difendere questo Paese, che ha già sbagliato moltissimo riguardo il sistema dell'approvvigionamento energetico, e oggi questo Paese sta pagando grandi conseguenze rispetto a questo.
Sono convinto che, da parte del Sindaco, ci sia piena consapevolezza dell'importanza di questo tracciato. Sarebbe utile poter vedere, di nuovo, Torino al centro di una vocazione nuova che questo tracciato può sicuramente darle.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ventriglia.

VENTRIGLIA Ferdinando
Faccio soltanto due domande al Sindaco, ma vorrei che mi rispondesse.
In base alla relazione che ha fatto, la prima domanda è questa: Sindaco, fa più danno uno striscione che le ricorda il suo programma elettorale o la pantomima del tavolo? Perché la pantomima del tavolo sarà servita a qualche Sindaco della bassa Val di Susa a farsi bello, ma avrà due effetti, come ormai sanno tutti: forse, salverà il finanziamento europeo su un progetto farlocco, ma, soprattutto, non farà che spostare il problema di uno o due anni, creando maggiori aggravi per 2,5 milioni, se andrà bene.
Seconda domanda: alla comunità fa più danno uno striscione che fa scappare i suoi mezzi alleati - e quello non è forse un danno, ma un vantaggio - o l'uscita dalla legge obiettivo, il che significa riconsegnare l'opera al gioco dei veti delle microcomunità, dei ricatti dei tribuni di quart'ordine (tra cui a qualcuno riesce anche a farsi eleggere Sindaco), dei no-global e magari dei suoi Consiglieri, quando entrano e escono dalle riunioni di maggioranza? Vorrei che il Sindaco rispondesse a queste due domande.
Poche parole a fronte delle tante che ha fatto il tavolo.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cantore.

CANTORE Daniele
Vorrei riprendere una riflessione rispetto all'uscita dall'Aula del Gruppo di Rifondazione Comunista, legittima quando un Gruppo sceglie di non partecipare a un dibattito; non vorrei (anzi, ne sono sicuro) che questa uscita fosse determinata dal fatto che, probabilmente, Rifondazione Comunista non la pensi come il resto della maggioranza, e certamente non annuncia la vittoria dopo il presunto accordo che è stato fatto a Roma. Io penso che questo sia un segnale importante.
Il Consigliere Angeleri diceva che, probabilmente, questa discussione è inutile; forse, diventerà utile se lei, Sindaco, senza volerla gravare di responsabilità che non le competono, risponderà ad alcune domande che voglio farle e ad alcuni input che vorrei darle rispetto ad alcuni interlocutori della sua parte politica e che non fanno parte del Consiglio Comunale, né di quello Provinciale, né di quello Regionale.
Vorrei farle una premessa. Le parla uno che è Valsusino di origine, che vanta di esserlo e che ha sempre ritenuto che il Movimento "No TAV" in Valsusa non fosse soltanto una strumentalizzazione dei Sindaci o di pochi esagitati, ma un sentimento nella gente e ho percepito questo due anni fa. Le voglio dire, inoltre, con estrema franchezza, che tutti hanno sbagliato in questa vicenda: in passato, i governi Prodi e Berlusconi, le Giunte Ghigo e Bresso e che ho visto, con favore, l'arrivo dell'architetto Virano che ha avuto un approccio a questa vicenda molto laico.
Penso si debbano riconoscere anche gli sbagli del passato e nel passato di sbagli ne sono stati fatti tantissimi, soprattutto quello di non coinvolgere in modo adeguato la popolazione.
Mi faccio questa domanda e la pongo anche a lei. Pensa che questo accordo, stipulato a Palazzo Chigi, oggi risponda a questo coinvolgimento e, soprattutto, che la Presidenza, da una parte, della Comunità Montana Bassa Valle e, dall'altra, dell'Alta Valle di Susa, siano veramente convinte di quanto hanno sentito a Roma? Oppure annuncino di aver portato a casa metà del risultato (perché questo è quanto dicono Ferrentino e Carena), perché non si realizzerà il tracciato indicato in origine? Devo dire, però, che non ho sentito con altrettanta fermezza la convinzione da parte di costoro ad andare su questo nuovo tracciato dell'Alta Velocità (o quale nome essa avrà).
Devo dirle che mi rendo conto che, come è già stato detto, in termini economici e di tempi, è difficile realizzare un tracciato e quindi chiedo a lei quali garanzie vi siano in questo senso.
Le dico anche che mi è capitato sabato sera (non sempre passo le serate così), di vedere a confronto il Presidente Ferrentino e il Presidente Bresso con il grande sconcerto del conduttore Riotta. Lo sconcerto di Riotta penso fosse quello di qualsiasi telespettatore, nel senso che la Bresso diceva: "Finalmente abbiamo trovato una soluzione e il tracciato alternativo. Ci sono ancora alcuni piccoli passi da fare nel coinvolgimento delle popolazioni, ma andremo avanti e sono convinta che questo progetto sarà approvato dalla Comunità Europea e avremo i finanziamenti", mentre Ferrentino (il quale, se non vi fosse stato il cambiamento del sistema elettorale - che, peraltro, giudico negativo e che per Ferrentino è stato un disastro - magari, sarebbe senatore o deputato, e che, nonostante questa lotta anti-TAV sembrasse giunta ad una soluzione, adesso, ogni giorno, deve vedersela con i suoi cittadini e i movimenti "No TAV"), nella sua beata ingenuità ed essendo rimasto - poverino - Presidente della Comunità Montana diceva: "Noi abbiamo portato a casa un risultato che è quello di aver cambiato il tracciato, su questo verificheremo che cosa è possibile fare".
L'impressione era, nuovamente, di una vicenda che non vedeva la luce e che aveva protagonisti che hanno usato spesso le Istituzioni (come hanno fatto molti Sindaci della Valle di Susa) contro la realizzazione della TAV. Lei ricorderà che gli slogan erano "No TAV, senza 'se' e senza 'ma'". Oggi, ho l'impressione che questi Sindaci siano stati obbligati a un dialogo e a un confronto, ma che, di fatto, facciano soltanto finta di aver capito. Questa impressione è certamente negativa, ma anche pericolosa per la realizzazione della TAV.
Ritengo, ma come Daniele Cantore il mio parere conta nulla, che di fronte a questo nuovo tracciato, nessuno in Val di Susa possa opporsi, perché, di fatto, non si passa più sotto il Musiné dove c'era il problema amianto. Anch'io mi ero posto questi problemi, perché penso che qualsiasi cittadino consapevole non debba fare allarmismo, ma debba porsi delle domande.
Il tracciato di Venaus che poneva anch'esso problemi per l'amianto, ma anche ambientali non c'è più; adesso c'è un nuovo tracciato e la linea storica sarà tutta interrata. È vero, ci sarà un disagio di alcuni anni, però, dobbiamo pensare ai nostri figli che non vedranno più i paesi della Val Susa spezzati in due dalla ferrovia.
Penso che questo sia un tracciato possibile, eppure, nonostante ciò, ho l'impressione, anzi quasi la certezza, che alcuni suoi Colleghi di partito, le Istituzioni in Valle di Susa, guidate dai due "grandi" Presidenti delle Comunità Montane, faranno di tutto per far finta di non aver capito e non aiuteranno il dialogo con le popolazioni.
Questa è una preoccupazione, le ripeto, seria, perché se le Istituzioni, che posso anche aver compreso nel momento di contrarietà, si sono mobilitate, oggi, di fronte al fatto che sono state coinvolte in un tavolo che ha accolto dei loro suggerimenti, se in Valle di Susa non faranno da filtro nei confronti dei cittadini, troveremo, di nuovo, non soltanto i movimenti "No TAV", ma la stessa popolazione non convinta di questa operazione. Questo è ciò che percepisco oggi e, mentre, in passato, potevo avere delle perplessità, oggi, dico che, questa è un'operazione strumentale a livello politico e amministrativo, perché un Sindaco deve essere portatore delle esigenze della propria popolazione, ma deve anche spiegare alla propria popolazione quando ci sono dei cambiamenti in positivo, e questo non mi pare sia stato trasmesso al territorio.
Questa settimana, in Valle di Susa ci sono delle assemblee, ce ne saranno altre e la speranza nemmeno taciuta dal Presidente Ferrentino è che non si faccia in tempo ad individuare il tracciato e che, quindi, la Comunità non possa riconoscerci i finanziamenti.
Mi rivolgo a lei, perché, di fronte a questo atteggiamento istituzionale, secondo me, ci vuole, non soltanto la convinzione politica e amministrativa (che, peraltro, lei e la sua Giunta, anche se non tutta la sua maggioranza, in quest'Aula hanno sempre dimostrato, e lo dico con grande franchezza), ma bisogna anche che si giochi a carte scoperte con gli altri enti istituzionali.
Non possiamo più permetterci una Valle di Susa governata da Sindaci che, a questo punto, non soltanto sono staccati dalla nazione, ma anche dal loro territorio.
Perché, come altresì ho detto prima che era vero che gran parte della popolazione guardava con sospetto la realizzazione dell'Alta Velocità, oggi, mi pare che, anche l'atteggiamento dei Valsusini sia cambiato, ossia che molti abbiano capito cos'è avvenuto in questi mesi e sia maturata una diversa coscienza. Oggi, mi pare che questi Sindaci non rappresentino più i loro cittadini.
Certamente non è responsabilità sua, però è suo l'impegno, Sindaco, di guardare anche nei confronti dei suoi Colleghi primi cittadini, perché se perdurerà questo atteggiamento, avremo, se andrà in porto l'operazione e se sono giuste le perplessità emerse anche in quest'Aula, una Valle che non risponderà e io penso che non ci sia niente di peggio che avere una Valle che non risponda e tutti gli sforzi compiuti risulterebbero essere stati vani.
Bisogna che, con chiarezza, si spieghi alla popolazione Valsusina la situazione e l'intenzione, di fronte a questa ipotesi di nuovo tracciato, di andare avanti, al di là, mi permetto di dire (non li ho criticati prima, li critico adesso) dei loro Presidenti delle Comunità Montane e dei loro Sindaci che, se in passato potevano essere, ripeto, rappresentanti di una parte della popolazione, oggi, sono rappresentanti di se stessi o meglio sono rappresentanti di una logica politica e di movimento che avrebbe dovuto premiarli in qualche elezione che non è avvenuta.
Ritengo, quindi, che, con grande chiarezza (lei può farlo meglio di noi) si debba dire a questi signori che, oggi, non hanno più alibi per intralciare questa grande realizzazione per il Paese.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Carossa.

CAROSSA Mario
Troppo facile sarebbe ironizzare non tanto sull'assenza di una parte di alcuni Consigliere in questa Sala, ma sul fatto che tanti Sindaci, come diceva, giustamente, il Consigliere Cantore, negli anni trascorsi, hanno detto tutto e il contrario di tutto contro la TAV e adesso non sanno più nemmeno cosa fare.
La mia è certamente una provocazione, ma verrebbe da dire che, se la TAV - come auspico - sarà realizzata, i Sindaci dovranno dimettersi, poiché non rispondono più a quanto promesso alla popolazione. Dovranno dimettersi e dovranno essere indette nuove elezioni, perché tutti questi Sindaci sono stati eletti dichiarando guerra alla TAV.
Detto questo, personalmente non sono così ottimista sull'esecuzione effettiva della linea.
Le dichiarazioni odierne del Ministro Antonio Di Pietro mi lasciano, quanto meno, perplesso, non soltanto per come le esprime, ma anche per come sono state tradotte. Egli dice: "Dobbiamo cercare di continuare il dialogo con il territorio, tentando di differenziare la posizione fra i sacrosanti interessi della popolazione locale (a cui stiamo cercando di andare incontro con ogni mezzo), senza guardare l'aspetto finanziario, e gli interessi meno nobili e legittimi di chi strumentalizza le popolazioni locali a fini di mero ostruzionismo politico o di opposizione preconcetta". Sono esattamente le stesse parole, riguardanti la TAV, pronunciate da ministri del centrodestra, all'epoca del Governo Berlusconi.
Non so che cosa potranno rispondere i Sindaci, i Presidenti delle Comunità Montane e le popolazioni che, legittimamente o meno (non lo so, e nemmeno mi interessa), hanno sempre protestato contro la TAV, a queste dichiarazioni di un Ministro della Repubblica.
È questo il primo motivo per cui non sono così ottimista: al di là dei giri di parole di cui, effettivamente, l'architetto Virano è maestro, non vedo gran che di nuovo. Non vedo, per esempio, gran che di nuovo sul fatto che, negli anni scorsi, una delle contestazioni dei No TAV riguardava il fatto che i lavori sarebbero durati circa 10-12-15 anni, provocando inquinamento e problemi per quanto riguarda il livello di smeriglio e per il passaggio di camion. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Sì, ho sbagliato.
Questi problemi non sono superati ed è per questo motivo che non sono assolutamente ottimista. In quest'Aula, poi, tutti sostengono che la TAV, ormai, abbia risolto il problema: personalmente, non lo credo affatto. Non è il Sindaco a sostenerlo, quanto molti suoi colleghi.
Al di là delle parole (perché tutti, più o meno bene, possiamo dire di tutto e di più sulla TAV, addirittura potremmo cambiarle nome), credo che si debba cercare di lavorare seriamente.
Ricordo soltanto - e si tratta di un'amara constatazione - che siamo in presenza del solito modo italico di portare avanti i lavori.
In Francia (ed il Sindaco lo sa meglio di me), i lavori sono già enormemente avanti: qui, invece, non abbiamo ancora fatto nulla, abbiamo soltanto parlato.
Non vorrei che le parole continuassero.
L'ultimo appello che rivolgo al Sindaco (che, nel suo ruolo, può essere effettivamente influente in questo - anche se, forse, per altre cose, lo carichiamo di troppi problemi -) è di non prendere in giro la popolazione della Val Susa: il fatto di sentir parlare esattamente delle stesse cose e degli incentivi economici (perché, poi, sono quelli), che sono stati rifiutati dal Val Susa alcuni anni or sono, mi sembra, infatti, una presa in giro.
Evitiamo, quindi, di prendere in giro le popolazioni (che, in questo caso, possono essere della Val Susa, mentre in altri casi, possono essere di altre zone del Piemonte).
È un invito che rivolgo a lei, signor Sindaco: lei, questo, lo può fare, essendo molto influente nell'ambito del suo Partito (e lo sa benissimo). Anche se qualcuno ha cercato di metterla da parte, lei, da buon moncalierese, ha la testa dura e la capacità di ribellarsi a queste cose, quindi continuerà ad essere molto influente.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Buquicchio.

BUQUICCHIO Andrea
Nel sistema trasportistico, c'è chi desidera la modernizzazione del nostro Paese (e, quindi, sviluppo e modifiche migliorative) e chi (fortunatamente, nella generalità complessiva della popolazione italiana, è un'esigua minoranza del Nord Italia, e sono persone che mi suscitano una certa meraviglia) non auspica la realizzazione dell'opera, adducendo motivazioni che non posso che definire squisitamente strumentali.
Mi spiego meglio.
Quando c'è un larghissimo consenso sulla volontà realizzativa di una determinata opera (e su quest'opera c'è, se consideriamo l'arco costituzionale di tutti i Partiti, fatta eccezione per qualcuno che, in questo caso, rappresenta un'esigua minoranza, e che, pur non opponendosi, nutre dei dubbi), ci troviamo di fronte al gioco delle parti, il gioco della maggioranza e della minoranza.
La minoranza, in questo caso, non potendo invocare una mancanza di volontà di azione sulla realizzazione dell'opera, gioca sulle presunte divisioni interne della maggioranza stessa (che non voglio analizzare, poiché sarebbe sciocco).
Alle dichiarazioni di illustri rappresentanti di alcuni Partiti, che si leggono su tutti i giornali, secondo cui il Ministro Di Pietro non deve illudersi sulla realizzazione dell'opera, rispondo che, secondo me, sono altri a non doversi illudere, perché, pur non sapendo io se l'opera si farà o meno (sarei un preveggente, se potessi saperlo in anticipo), so certamente che stiamo lavorando per creare tutte le condizioni idonee a che l'opera possa essere realizzata. Rispondo anche che non riesco a comprendere quale sia il gioco di chi, pur facendo parte della maggioranza, si esprime in questo modo.
Consigliere Carossa, non è vero che è cambiato assolutamente nulla: credo che sia cambiato tanto.
Qualcuno diceva - probabilmente il Capogruppo di Forza Italia Cantore - che errori ne sono stati fatti, da tutti: l'ultimo di questi è stato l'attacco alla popolazione inerme a Venaus. Lo dobbiamo dire.
Ricordo che il Comune di Torino, la Provincia e la Regione avevano proposto al Governo lo stralcio della legge obiettivo ed il recepimento dell'Osservatorio: credo che questo sia un grande passo in avanti nei confronti di quello che deve essere il dialogo con la popolazione.
Consentitemi di dire che non è corretto, né esatto, sostenere che siamo fermi a 2 (o non so a quanti) anni fa, perché, invece, sono stati fatti grandi progressi.
Ma i dubbi dove risiedono? Beh, è ovvio che, così come diceva qualcuno dai banchi della maggioranza, da parte di chi è stato eletto sull'onda emotiva di un determinato dissenso non è facile cambiare atteggiamento politico; ma chi comprende la politica (e tutti, in quest'Aula, la comprendete) sa bene che l'atmosfera è cambiata e che non ci sono più le condizioni per strumentalizzare e cavalcare un diniego tout court, perché la gente ha recepito l'elementare concetto della democrazia, secondo cui un'esigua minoranza non può, assolutamente e in alcun modo, condizionare la volontà e il bene della popolazione in generale.
In questo caso, non parliamo soltanto di popolazione numericamente intesa, parliamo anche di volontà politica della maggioranza dei Partiti.
La situazione non è assolutamente critica e non dobbiamo essere pessimisti. Questa mattina, Consigliere Carossa, ero presente quando il Ministro Di Pietro ha rilasciato quelle dichiarazioni (che, sicuramente, sono state riportate in modo un po' confuso) e il concetto era proprio questo: ribadire che abbiamo fatto di tutto per interloquire con le popolazioni, non abbiamo imposto nulla e abbiamo cercato di raggiungere degli obiettivi, in termini di cambiamento, che sono palesi.
Questo (e ne approfitto per rispondere anche al Consigliere Ghiglia) è conciliabile ed è compatibile con quanto richiesto dall'Unione Europea, cioè che vengano identificati, specificati e progettati due punti, cosiddetti invarianti, che sono quelli a cui il Sindaco faceva riferimento prima: il buco del tunnel (che non è più quello di Venaus) ed il nodo di Orbassano. Il tracciato tra questi due punti invarianti può essere modificato e può ancora essere oggetto di discussione tra le popolazioni e i vari Sindaci.
Non ritengo che il lavoro dell'Osservatorio sia stato inutile, al contrario ha svolto un ruolo di mediazione, a volte - magari per incomprensioni - un po' in conflitto con la Conferenza dei Sindaci, che richiedevano maggiori dati per potersi esprimere e svolgere la loro attività. Oggi, tutto questo è superato, il clima è migliore, per cui dobbiamo lavorare tutti insieme per poter giungere a quella scadenza.
Questo non è più il momento di litigare e chi intende ancora farlo rappresenta la minoranza. In democrazia vale il consenso generale e mi permetto di dire, da semplice esponente di un Partito (perché il Primo Cittadino, più volte, l'ha rimarcato, non per mettere il dito nella piaga, ma per rassicurare tutti), che ci sono situazioni che possono essere risolte non a maggioranza variabile, ma a stragrande maggioranza di determinati consessi e, in questo momento, ciò non deve poter rappresentare, da parte dell'opposizione, motivo di strumentalizzazione. Sarebbe grave, perché non si farebbe il bene del Paese.
Mi auguro, quindi, che ci siano le condizioni perché, fra un mese, si arrivi alla definizione di quel progetto di massima e che l'Unione Europea voglia recepire i grandi sforzi fatti e ci voglia inserire nel piano di finanziamento.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Giorgis.

GIORGIS Andrea
È difficile aggiungere qualcosa, dopo l'intervento del Consigliere Buquicchio.
Mi limiterò a ringraziare il Sindaco per le comunicazioni e ad esprimere un apprezzamento per il pacato intervento del Capogruppo Cantore. Ritengo che la sua ricostruzione sia stata puntuale, prendendo atto, con molta onestà, di una gestione piuttosto superficiale e sbagliata della vicenda Alta Capacità, non tralasciando, vorrei aggiungere, il fatto che il dispiegamento di forze in Val di Susa non ha prodotto praticamente nulla.
Successivamente, per fortuna, al dispiegamento di forze si è sostituito un tentativo di concertazione, è stato istituito l'Osservatorio e sono stati fatti significativi passi in avanti. La soluzione che abbiamo trovato, come è stato detto dallo stesso Capogruppo Cantore, appare ragionevole e, quindi, praticabile, anche dal punto di vista del coinvolgimento delle Valli interessate.
Per quanto mi riguarda, dal punto di vista delle considerazioni politiche, non aggiungo altro, auspicando, con molta forza, che, adesso, anche i residenti della Val di Susa si rendano conto di quanto sia strategica questa opera e che ci sono le condizioni affinché possa essere realizzata nel pieno rispetto delle esigenze di tutela della salute e di impatto ambientale, che abbiamo sempre ritenuto necessario soddisfare.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Gallo Domenico.

GALLO Domenico
Vorrei esordire, per la seconda volta rispetto alla discussione sul tema della Torino-Lione, ricordando che cosa prevedeva il programma del Sindaco. Il Consigliere Ventriglia, insieme ai suoi Colleghi, oggi ha esposto uno striscione, facendo un'insolita chiassata sul balcone di Palazzo Civico, con lo slogan "TAV subito".

GHIGLIA Agostino
(Intervento fuori microfono).

GALLO Domenico
Quello esposto era "Sì TAV" e sotto c'era "TAV subito".
Evidentemente, non avete neanche letto il programma del Sindaco, perché diceva: "I risultati del lavoro dell'Osservatorio medesimo permetteranno di definire il rapporto e con il pieno coinvolgimento della popolazione locale, se vi sono ragioni ambientali, trasportistiche o economiche che consigliano una revisione dell'attuale progetto, ovvero il suo superamento, oppure se vi sono le condizioni per avviare i lavori con le eventuali modifiche suggerite, coniugando, in tal modo, i diritti locali con gli interessi generali". Questo era previsto nel programma del Sindaco, che porto sempre con me quando discutiamo di questi argomenti, tanto per informare i Consiglieri del Gruppo di Alleanza Nazionale.
Per quanto riguarda il merito, c'è un grosso contrasto, non è "TAV subito", ma è la TAV dopo un processo di consultazione e di elaborazione di progetti compatibili con l'ambiente e con le necessità del trasporto italiano.
Ritengo che la novità più importante sul tema della linea Torino-Lione sia che il Governo ha compreso che non si può fare un'opera di queste dimensioni senza il consenso dei cittadini.
È questo l'aspetto democratico della vicenda, perché è necessario il consenso ed il coinvolgimento delle comunità locali, cari Colleghi dell'opposizione, cosa che voi non avete saputo fare con il vostro Governo. In sostanza, il metodo del dialogo ha funzionato, a differenza del metodo dell'arroganza messa in atto dal Governo Berlusconi.
Infatti, vorrei ricordare (per la cronaca e per la storia di questa città e di questo paese della Val di Susa) che, tra il 5 e il 6 dicembre 2005, il Governo Berlusconi inviò le forze dell'ordine nel presidio di Venaus, per porre fine all'occupazione dei terreni circostanti i futuri cantieri. In quell'azione della Polizia vi furono dei feriti, che non erano estremisti di sinistra o di un'altra parte politica, erano anziani che protestavano contro quell'opera.
Quindi, l'azione del Governo Berlusconi ha prodotto solamente feriti e, sul piano politico, nessun risultato.
Dal nostro punto di vista, mercoledì scorso, i Sindaci della Valle hanno raggiunto un importante risultato: la cancellazione del progetto targato LTF-RFI che prevedeva l'uscita del maxitunnel di base a Venaus, l'attraversamento della Val Cenischia e la corsa, quasi tutta all'interno delle montagne, fino alle porte di Torino. In sostanza, quel progetto non esiste più.
Si apre un momento positivo di discussione con i Sindaci e con le popolazioni locali e, soprattutto, cambia il ruolo dell'Osservatorio, che non ha più soltanto il compito di valutare e raccogliere i dati, ma anche di predisporre un piano progettuale. Si tratta, quindi, di un soggetto che potrà incidere direttamente sul tracciato, a stretto contatto con i Sindaci e le popolazioni, per poter approdare ad un progetto condiviso.
Credo che questo sia un esempio di democrazia elementare e partecipata riguardo una scelta che è sicuramente importante e complessa e che deve trovare, come punto principale, il consenso delle popolazioni locali. Ritengo che tutti lo debbano riconoscere, perché, se in 5 anni si è prodotto il nulla, perlomeno un anno di lavoro serio ha prodotto la via del dialogo.
Un altro aspetto importante della discussione avviata attraverso l'Osservatorio è il potenziamento della linea storica, che prima sembrava "defunta", mentre, oggi, rappresenta l'oggetto che rende possibile un accordo con le popolazioni locali. Il Consigliere Cantore ha fatto una ricostruzione positiva ed esatta della vicenda TAV per quanto riguarda la Val di Susa e ritengo che la linea storica potrebbe dare risposta alle reali necessità del traffico merci in questo Paese.
Sono un ferroviere e posso constatare sulla mia pelle che cosa sta vivendo, oggi, l'impresa Ferrovie dello Stato.
È una situazione veramente drammatica sul piano dell'organizzazione, sull'efficienza e sulla qualità del servizio. Su quell'opera dobbiamo investire miliardi di Euro, mentre c'è una situazione veramente preoccupante sul piano dell'organizzazione complessiva delle Ferrovie dello Stato che è sotto gli occhi di tutti. Quando si spendono tanti soldi bisogna fare il progetto migliore, il progetto condiviso. Credo che proprio il potenziamento della linea storica sia uno degli strumenti necessari per poter realizzare un progetto compatibile con l'ambiente e che possa trovare il consenso delle comunità locali. Questa è stata sempre la nostra posizione.
Noi non ci siamo mai opposti alla TAV. Ci siamo opposti al mega progetto TAV, quel progetto che prevedeva un'opera faraonica, un'opera costosa (si parla di 20 miliardi di Euro), per la quale occorrono 20 anni di lavoro. E' uno squarcio delle montagne in maniera così prolungata. Oggi, invece, siamo davanti ad un'ipotesi diversa e credo che anche su questa opera nuova, dovranno pronunciarsi le popolazioni locali. Credo che il loro consenso sia, per noi ancora una volta, fondamentale. Quindi, cari Consiglieri dell'opposizione, almeno di quella che oggi ha manifestato a Palazzo Civico, TAV subito, no! Bisogna continuare in questo processo di dialogo che ha portato ad un risultato positivo.
Credo che queste opere non si facciano con le chiassate, mandando le forze dell'ordine a colpire i manifestanti. Bisogna che ci sia una concertazione, passatemi questo termine, capace di produrre risultati positivi e, soprattutto, il consenso fondamentale per un'opera di grande importanza, che deve essere compatibile con l'ambiente, così come era scritto nel programma del Sindaco.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Bonino.

BONINO Gian Luigi
Devo ringraziare il Sindaco per le comunicazioni fatte su questo argomento che, per molti anni, ci ha divisi e ci ha tenuti impegnati. La forza politica a cui appartengo, da sempre in tempi non sospetti, è stata favorevole al tracciato dell'Alta Velocità. Un Paese come il nostro non poteva essere tagliato fuori da quello che è l'ammodernamento delle strade di comunicazione e l'ammodernamento delle comunicazioni con il resto d'Europa. Sarebbe stato e sarebbe una grave perdita per la nostra economia e per il futuro delle generazioni che verranno nel nostro Paese.
Abbiamo sempre sostenuto che il tracciato dell'alta velocità andava visto con l'accordo delle popolazioni. Non può passare sulla testa delle popolazioni che vivono in quella valle e che devono subire per forza la traumatica vicenda della costruzione della nuova linea ferroviaria. Questo non ci è stato negli anni passati. C'é stata, da parte di molti, la creazione di forti tensioni e ci sono stati degli errori - come è stato già ricordato da altri Consiglieri - da tutte le parti. Credo che oggi si sia intrapresa finalmente la strada giusta.
Il Sindaco ha ricordato il nuovo tracciato e il lavoro svolto dall'osservatorio che credo sia stato un lavoro di grande importanza, un lavoro che - possiamo anche dire con grande pazienza - ha ricucito alcuni strappi e sta tentando di dare un volto definitivo al percorso dell'Alta Velocità nella Valle di Susa, tale che sia accettato dall'Unione Europea e che ci consenta di accedere ai fondi così come è nella nostra speranza.
Voglio sottolineare, perché mi hanno bene impressionato, i toni pacati con cui il Consigliere Cantore ha voluto affrontare questa vicenda, sottolineando il fatto che gli errori sono stati commessi da tutte le parti ed oggi, finalmente, ci avviamo ad un percorso che ci pare essere definitivo. Non possiamo dimenticare che in questa valle molti hanno giocato sull'equivoco. Molta parte della popolazione è stata tratta in inganno da false tensioni che sono state ad arte costruite. Oggi bisogna che ci sia da parte dell'osservatorio, da parte di tutti noi, un dialogo aperto nei confronti delle popolazioni della Valle di Susa, che faccia capire ai cittadini - non agli estremisti, a coloro che hanno, a suo tempo, fomentato alcune situazioni di disagio - la bontà dell'opera che si va a creare: il fatto che questo varrà per le altre generazione, il fatto che l'opera non deve essere un'opera di forte impatto ambientale, ma sarà un'opera tollerabile per la valle e per i suoi abitanti.
Credo che il lavoro che abbiamo fatto sia fondamentale e credo che il compito di una grande città come quella di Torino, che, comunque, è coinvolta nella vicenda della TAV, sia quello di non tacere, ma di seguire con attenzione, con molta prudenza la vicenda. Mi dispiace per gli avvenimenti della giornata, per gli striscioni e anche per i Consiglieri della maggioranza che hanno abbandonato l'Aula. Credo che, su un discorso come questo, sarebbe stata necessaria la tolleranza, la prudenza, la presenza di tutti e la possibilità per tutti di poter esprimere liberamente la propria opinione, anche se poteva essere diversa dalla mia o da quella di altri Consiglieri. Questo significa anche fare democrazia, significa anche aiutare la realizzazione di questa opera, essenziale per il futuro della nostra economia.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Cerutti.

CERUTTI Monica
Inizio rivolgendomi al Consigliere Ventriglia, in quanto aveva posto delle domande al Sindaco. Chiaramente non rispondo al posto suo, però censuro l'atto iniziale di Alleanza Nazionale che mi risulta essere poco istituzionale rispetto questa sede. Nello stesso tempo, non penso che il tavolo politico sulla Torino-Lione, appunto il tavolo tecnico, sia una pantomima, in quanto il Consigliere Ventriglia non poneva le due questioni in alternativa fra loro. Il 13 giugno si è arrivati ad un risultato positivo e, tra l'altro, ad un riconoscimento anche di tutto quello che è stata l'attività del movimento. Lo dico senza retorica, proprio perché spesso nelle nostre riunioni si tende a dire che i risultati sono stati raggiunti grazie al movimento, prendendo quasi in giro l'attività che, invece, è stata anche molto seria e motivata.
Penso che il risultato raggiunto il 13 giugno sia proprio la rinuncia al progetto attuale di LTF e RFI, cioè quello che era il progetto finora portato avanti. Nello stesso tempo è stato condiviso il lavoro dell'osservatorio tecnico, per cui è stata stabilita una proroga del suo funzionamento, che non era una cosa così certa. Come Sinistra Democratica riteniamo che il fare partecipativo non significhi non fare, perché spesso si dice che la partecipazione determini necessariamente un non fare. Mi auguro che la stagione delle grandi opere rappresentate dalla legge obiettivo del passato Governo, sia definitivamente chiusa e che si possa aprire una nuova stagione delle opere utili, concordate, condivise e sostenibili. In questo, penso che dobbiamo ragionare effettivamente su come si costruiscano delle scelte condivise; in particolare, le scelte infrastrutturali non devono essere la premessa, ma la conseguenza delle scelte trasportistiche.
Si deve ancora fare chiarezza su ciò che si vuole, in qualche modo, mettere in atto. Sicuramente scelte infrastrutturali che devono essere sostenibili ambientalmente e, quindi, definire la qualità stessa dello sviluppo di cui tanto ragioniamo. Nel breve termine, quindi nel rispetto della situazione attuale, auspico che il tavolo continui la sua attività. Non sarebbe spiegabile, in questo momento, una forzatura e il tavolo non ha licenziato nessuna ipotesi di tracciato.
La possibilità, invece, di definire una soluzione condivisa, potrà legittimare ulteriormente e accreditare il lavoro di questo organismo.
Il Governo, chiaramente, potrà presentare, sul bando dell'Unione Europea, un dossier di candidatura, lasciando, poi, la definizione del vero e proprio progetto, anche perché su questo, per esempio, non abbiamo, attualmente, una valutazione di impatto ambientale. Nel serio lavoro di approfondimento che dobbiamo fare come Amministrazione torinese per ciò che ci compete più da vicino, dovremmo anche risolvere, definitivamente, il nodo di Torino con l'utilizzo dell'interporto di Orbassano (cercando di comprendere dove vogliamo andare). Penso che su questo sia necessario avviare un processo democratico di partecipazione, perché saranno sicuramente coinvolti cittadini torinesi della prima cintura che, finora, non sono stati coinvolti nelle scelte.
Ritengo che con il 13 giugno, senza retorica, si sia giunti ad un risultato positivo, definendo un approccio serio e responsabile da parte di tutti i partecipanti al tavolo politico, che, tra l'altro, hanno segnato un passo avanti rispetto agli errori finora compiuti che riconosceva, appunto, lo stesso Consigliere Cantore.
Auspico che, effettivamente, vi sia una svolta, nella quale democrazia e partecipazione siano le vere protagoniste.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Consigliere Ravello.

RAVELLO Roberto Sergio
Prego il Sindaco di non confondere la mia franchezza con ineducazione, ma non mi sento, come hanno fatto altri Colleghi, di ringraziarla per le comunicazioni che ci ha dato sulla TAV. Ripeto, non mi scambi per un maleducato; mi piace solo essere franco.
Le ho ritenute un atto semplicemente dovuto. Anche alla luce di tutte le evoluzioni del ruolo che la Città di Torino gioca sulla partita TAV, mi sarei aspettato un intervento di sua sponte, piuttosto che il consueto richiamo da parte dei Gruppi dell'opposizione a venire a riferire alla massima autorità cittadina, su temi particolarmente importanti e all'ordine del giorno.
Detto questo, in merito all'uscita dei Colleghi di Rifondazione Comunista, io do un'altra interpretazione rispetto alla sua, signor Sindaco, perché, guardi, se sono felice di aver partecipato a questa iniziativa così sovversiva e violenta, a questa chiassata, sono meno felice di aver fornito, perché, ingenuamente, non ci avevo pensato, a Rifondazione Comunista, il pretesto per non partecipare ad un dibattito particolarmente scomodo per lei, Rifondazione Comunista, per lei, signor Sindaco, e per tutta la maggioranza, che è la coalizione alla quale appartenete.
E rispetto, invece, al ricordo del Collega Gallo Domenico, sui fatti di quel fatidico dicembre in Val Susa, devo dire che a me è rimasto impresso qualcos'altro. A me sono rimasti più impressi i poliziotti e i giovani carabinieri assediati da alcuni violenti venuti da Torino e, in particolare, dai soliti centri sociali (adesso non vorrei sembrarvi un fanatico, o un visionario, ma è quanto è successo); i poliziotti assediati, come mi viene giustamente ricordato, anche dal Presidente del Consiglio Provinciale (spero senza fascia, ma non ricordo), piuttosto che tutto quello che è rimasto impresso alla mente del Consigliere Gallo.
Io voglio solo fare una domanda al signor Sindaco: vorrei capire qual è stato il suo impegno, perché mi sfugge - le chiedo scusa, ma mi sfugge - qual è stato l'impegno del Sindaco del capoluogo, della città più importante del Piemonte, che, molto spesso, si è dichiarato un sostenitore del TAV e che, molto spesso, ha dimostrato di possedere quell'autorevolezza necessaria per modificare anche il pensiero, altrove, al di là di Torino. Qual è stato l'impegno del Sindaco nel cerare di fare breccia su quello che è stato un muro di ideologia, più che di ragioni, eretto nella Val Susa; qual è stato l'impegno del Sindaco, che è stato, persino, mi passi la battuta, capace di spazzare via le nebbie da Caselle, per cercare di soffiare sulle nebbie che hanno obnubilato la mente di alcuni Sindaci della Val Susa che, ancora adesso, vanno orgogliosamente a dire ai giornali che l'Italia perderà i contributi europei e la TAV non si farà mai.
Io non voglio un Sindaco di Torino che sia semplicemente un passacarte che venga qui a riferire quanto da altri è stato deciso. Io voglio un Sindaco di Torino, un Sindaco del capoluogo, che sia capace di portare sul tavolo le ragioni della città che rappresenta e dei suoi concittadini. Questo mi aspetto da lei.

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
La parola al Sindaco, per la replica.

SINDACO
Non posso sottrarmi. Intanto, inizio proprio da queste cose e vorrei rassicurare, in ordine, non soltanto di importanza istituzionale, ma di intervento, prima il Consigliere Rocco Buttiglione per interposto Antonello Angeleri, poi il Consigliere Carossa e, in ultimo, lei, Consigliere Ravello, per garantire sul mio impegno.
Poi risponderò più dettagliatamente al Consigliere Carossa, che ha fatto una domanda precisa sulle compensazioni, ma, per intanto, vorrei rassicurare sul mio impegno.
Io credo che, se c'è una cosa sulla quale nessuno può dire che non abbia avuto un impegno politico, amministrativo e financo ideologico, perché ho sostenuto dibattiti... (INTERVENTO FUORI MICROFONO) ...Potrei citarle, anzi, guardi, le farò dono del mio libro-intervista (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ah, grazie. Allora... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, quello... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). No, perché questo... non le saranno sfuggiti due capitoletti dal titolo: "La mozzarella superveloce" e "L'acqua minerale ad Alta Velocità" che, in tono giornalistico (perché chi l'ha scritto è un giornalista sportivo), cercano di spiegare le ragioni economiche per cui è importante l'Alta Velocità e cercano anche, di dare una motivazione per spiegare perché l'Alta Velocità è a favore dei consumatori e dei ceti più deboli e non a favore dei ceti più abbienti, che la mozzarella possono comprarsela a qualunque prezzo, anche se venisse in aereo, quella originale di Battipaglia. Gli altri, invece, se dovessero pagare i costi ambientali sulla mozzarella medesima, la dovrebbero pagare ad un prezzo molto più alto, quindi, se il prezzo del consumo dell'ambiente viene calcolato sul prezzo del prodotto, delle due l'una: o, se non se lo può permettere, non la consuma, oppure, se il costo ambientale viene accolto da una infrastruttura di trasporto, come è l'Alta Velocità, il prezzo può essere quello dettato dalle normali regole di mercato alle quali tutti possono accedere.
Mi scuso per questa digressione, rimando al capitoletto del mio libro, sperando che questo serva di... (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Ma, vede, era proprio questo che volevo dire: cerco di evitare di prendere iniziative politiche in Val di Susa, perché è tale il mio impegno a favore della TAV che, in alcuni casi, potrebbe apparire, addirittura, provocatoria, la mia presenza a iniziative pubbliche in Val di Susa.
A me importa discutere, ma non provocare, perché mi interessa realizzare l'opera. Vorrei evitare, a mia volta, per citare il Consigliere Gallo Domenico, di fare delle "chiassate" e di non fare dei confronti seri.
Se c'è una cosa sulla quale non ho nulla da rimproverarmi è sul mio impegno, come, peraltro, su quello degli altri vertici istituzionali del Piemonte.
Passo alle risposte. Sull'Unione Europea possiamo discutere finché vogliamo, ma sappiate che ritiene sufficienti gli impegni assunti dal Governo in ordine alle modalità di presentazione della domanda: non ci sono fonti più autorevoli. L'Unione Europea chiede che vi sia una connessione con la rete europea ed una con quella ad Alta Velocità italiana. Questo interessa all'Europa, ed è anche comprensibile, perché è importante che non ci sia un progetto che sfalsi il sistema di rete europea e che siano garantite la connessione con la parte italiana e con quella europea, poi se si vuol far volare il treno per aria, è sufficiente pagarselo e farlo volare per aria! Scusate la banalizzazione, ma è per far capire meglio. Mi auguro che non ci siano intoppi, però, dai parlamentari europei e dagli esponenti dell'Unione Europea, abbiamo avuto pubbliche rassicurazioni che gli impegni presi dal Governo sono sufficienti per entrare nella graduatoria dei progetti sottoponibili al finanziamento.
Per quanto riguarda i Sindaci, vorrei dire che apprezzo molto l'intervento ragionato del Consigliere Cantore. Nell'incontro al Tavolo istituzionale - non lo dico per polemica - i Sindaci più "arrabbiati", fra virgolette, sono stati quelli della Val Sangone (di cui mi è nota l'appartenenza politica solo di una parte; l'altra probabilmente ha un'appartenenza locale) ed è comprensibile, perché, essendo stati meno coinvolti nell'intero processo, nel momento in cui si sono trovati davanti ad una serie di informazioni e di elementi che non possedevano, hanno avuto la tendenza a rinchiudersi per timore di essere espropriati dal livello di partecipazione, così come giustamente ha ribadito più volte anche il Consigliere Cerutti.
Detto questo, parliamoci chiaro: il lavoro fatto dall'Osservatorio sta permettendo di distinguere il grano dall'oglio. Il grano è rappresentato dai problemi di impatto che la cantierizzazione, la realizzazione del progetto e la sua gestione possono avere sui luoghi che attraversano; l'oglio, dalle pregiudiziali: posizioni politiche legittime, ma che come tali devono essere trattate come tutte le posizioni politiche, cioè in democrazia e pertanto, alla fine della fiera, se non c'è unanimità, quando si vota prevale la maggioranza.
È inutile nascondersi: ci sono Sindaci - non facciamo i nomi - che da tempo sono a favore dell'opera; ci sono Sindaci che hanno delle perplessità, ma nella sostanza sono favorevoli; ci sono Sindaci che sono favorevoli, ma vogliono negoziare; infine, ci sono Sindaci che sono contrari per legittime ragioni politiche. Il lavoro dell'Osservatorio sta permettendo di dividere i problemi più o meno seri, come l'impatto sul territorio, dalle posizioni politiche, consentendo quindi di giungere ad una discussione e ad una decisione che regoli le diverse questioni, com'è giusto che avvenga: i problemi devono essere il più possibile minimizzati, compresa, Consigliere Carossa, la questione economica. Al Tavolo, nessuno - ma proprio nessuno - ha parlato di compensazioni, soprattutto se per queste si intende la logica delle "mance", mentre si è parlato di compensazioni ambientali intese come costruzione di piani di ripristino ambientale e di valorizzazione ambientale delle zone interessate dal progetto.
Questi sono i problemi veri e bisogna cercare di minimizzarne l'impatto, tentando di fare un'opera di riqualificazione e di ricostruzione ambientale; mi auguro che, alla fine, le posizioni politiche convergano tutte in un "sì" convinto, ma se questo non fosse possibile, laddove si dovrà votare, varranno le leggi della maggioranza, anche se non credo che dovremmo preoccuparci di votare, perché non siamo direttamente coinvolti, come lo sono teoricamente i Parlamenti e ne approfitto per ricordare che il Parlamento francese, quello italiano e quello europeo si sono già pronunciati. Quindi, se non ci sarà chiesto di votare su delle proposte di mozione, nel procedimento legislativo non c'è nulla che ci richieda dei passaggi.
Per quanto riguarda l'assenza di Rifondazione Comunista, al di là della motivazione che, ripeto, faceva riferimento ad un fatto ben preciso che, come ho già avuto modo di dire, anch'io stigmatizzo, non è un mistero per nessuno che Rifondazione Comunista, anche nella fase programmatica, abbia assunto una posizione autonoma. Non è un mistero che su questo tema vi sia la posizione diversa di Rifondazione Comunista rispetto a quella del resto della maggioranza che governa e rientra in quella legittimità di posizioni politiche diverse che, alla fine, devono entrare nel gioco della democrazia.
Per quanto riguarda i Verdi, mi risulta che l'assenza del Consigliere Zanolini sia dovuta ad impegni privati...

COPPOLA Michele (Vicepresidente)
Mi scusi, Sindaco, in effetti dopo l'inizio del Consiglio è arrivata all'Ufficio di Presidenza una lettera del Consigliere Zanolini, nella quale informa il Presidente che per indifferibili motivi di famiglia si assenterà dal 14 al 30 giugno.
Non ho giustificato l'assenza del Consigliere Zanolini durante l'appello nominale e non ho letto la lettera, perché mi è arrivata dopo l'apertura della seduta.

SINDACO
In ogni caso, a me non sembra che l'elemento determinante della vicenda TAV sia la presenza del Consigliere Zanolini alla discussione di oggi, con tutto il rispetto per il Consigliere Zanolini che, com'è noto, era il mio medico militare ed ha contribuito alla guarigione delle bolle che si formavano quando facevo le marce! Finito questo non smentibile siparietto, rispondo alla questione più politica. Sui Verdi, posso dire che al Tavolo era presente il Ministro Pecoraro Scanio, che ha fatto proprio, come tutto il resto del Governo, quanto ho detto prima.
Per quanto riguarda le risposte più politiche, devo dire al Consigliere Ventriglia che non è tanto la scritta che c'era sullo striscione (perché se non ci fosse stato quel simbolo, mi sarei sentito di sottoscriverla) quanto il fatto che lo striscione era il preambolo dei toni degli interventi attraverso i quali il suo Gruppo ha posto le questioni - ma lo dico sommessamente - e che mi sono sembrati più toni da propaganda politica (anche questa legittima) che non da chi effettivamente è interessato alla realizzazione di quest'opera.
È inutile fare le comunicazioni se poi, invece di ragionare su quello che si mette sul tavolo, si ripetono delle cose in modo apodittico. Aver tolto il progetto dalla legge obiettivo è stata, insieme all'Osservatorio, una delle condizioni per cui si è arrivati a fare qualche passo in avanti. Se si vuole smentire questo, lo si può fare, ma non esiste prova contraria. Esiste, invece, una prova del fatto che quando la Regione era governata dal centrodestra, con il progetto nella legge obiettivo, siamo andati a finire a Venaus e di là non venivamo fuori; da quando il sottoscritto, la Bresso e Saitta, con la proposta dell'osservatorio, accolta dal Governo Berlusconi, soprattutto dal Sottosegretario Letta in prima battuta, abbiamo preso in mano la situazione, abbiamo cominciato a fare dei passi in avanti.
Per l'opinione pubblica, che giustamente è interessata che si realizzi un'opera di carattere storico per la nostra Città, la nostra Regione, il nostro Paese, credo sia molto facile giudicare chi ha aiutato la TAV a progredire e chi, invece, l'aveva portata in un vicolo cieco.
- "Elenco atti rimessi all'esame delle Commissioni Consiliari".
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