| Interventi |
| "Documento Unico di Programmazione (DUP) - Periodo 2016-2018 (articolo 170, comma 1, del D. Lgs. n. 267/2000). Approvazione" "Bilancio di Previsione Finanziario 2016-2018 - Approvazione" "Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267 - Testo Unico delle Leggi sull'Ordinamento degli Enti Locali. Applicazione dell'articolo 172, lettera e), concernente servizi pubblici a domanda individuale anno 2016" PORCINO Giovanni (Presidente) Passiamo all'esame congiunto della proposta di deliberazione n. mecc. 201602103/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 aprile 2016, avente per oggetto: "Documento Unico di Programmazione (DUP) - Periodo 2016-2018 (articolo 170, comma 1, del D. Lgs. n. 267/2000). Approvazione". della proposta di deliberazione n. mecc. 201601502/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 aprile 2016, avente per oggetto: "Bilancio di Previsione Finanziario 2016-2018 - Approvazione". e della proposta di deliberazione n. mecc. 201601420/024, presentata dalla Giunta Comunale in data 29 aprile 2016, avente per oggetto: "Decreto Legislativo 18 agosto 2000 n. 267 - Testo Unico delle Leggi sull'Ordinamento degli Enti Locali. Applicazione dell'articolo 172, lettera e), concernente servizi pubblici a domanda individuale anno 2016". PORCINO Giovanni (Presidente) Per quanto riguarda la proposta di deliberazione n. mecc. 201602103/024, comunico che in data 20/05/2016 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. Per quanto riguarda la proposta di deliberazione n. mecc. 201601502/024, comunico che in data 20/05/2016 le competenti Commissioni hanno rimesso il provvedimento in Aula. Per quanto riguarda la proposta di deliberazione n. mecc. 201601420/024, comunico che in data 20/05/2016 la competente Commissione ha rimesso il provvedimento in Aula. La parola, per l'illustrazione, all'Assessore Passoni. PASSONI Gianguido (Assessore) Quest'anno abbiamo redatto l'ultimo Bilancio di Previsione della tornata amministrativa e, ovviamente, è un Bilancio che sarà governato dalla prossima Giunta e dal prossimo Consiglio, ma non per questo motivo ci siamo sottratti dal redigere un documento così importante facendo scelte e cercando di non fare un Bilancio solo tecnico (cioè, cercando di consegnare soltanto il livello minimo di sussistenza dei servizi), ma dando anche una programmazione al lavoro di questa Giunta e cercando di dare priorità a tre settori: il sociale, l'istruzione e la cultura. Naturalmente, abbiamo cercato di costruire di conseguenza tutto il resto. Fare un Bilancio politico significa cercare di mantenere la qualità della vita e l'ambizione del livello dei servizi che la Città ha conquistato; abbiamo cercato di farlo, sapendo che sarà un Bilancio che avrà una vita nella prossima tornata amministrativa. Questo è l'anno della riforma della contabilità pubblica, del Decreto Legislativo n. 118 - che, ormai, conoscete abbastanza bene -, è stato inserito un nuovo schema di Bilancio, la previsione di cassa per il primo esercizio di trasferimento, la diversa attribuzione di funzioni tra Giunta e Consiglio Comunale che avrà il nuovo Consiglio, i nuovi piani dei conti integrati ed anche il DUP, che sostituisce la vecchia documentazione della Relazione Previsionale e Programmatica. Qualcosa è stato illustrato in Aula ed altro lo avete viste e lo vedrete dai documenti che abbiamo fornito, specialmente in materia di classificazione di entrate e spese. Naturalmente, è stato un enorme lavoro per gli Uffici e per il Comune. Segnalerei la grande abnegazione e la grande capacità di lavoro dei nostri Uffici, che, spesso, hanno surrogato anche l'inadeguatezza attuale dello strumento informatico, che il CSI non è stato in grado di fornire in modo compiuto. Il documento del Bilancio certifica questo trend di contenimento delle risorse pubbliche nazionali: abbiamo circa 5 milioni di Euro in meno sui trasferimenti IMU-TASI, aggiunti ad altre fonti di riduzione della spesa che arrivano a circa 20 milioni di Euro. L'ANCI lo ha confermato nella rigida e forte dialettica avuta con il Governo, legata al fatto che il blocco delle entrate fiscali - peraltro necessitato in questo anno di crisi - non ha però potuto compensare quella che, invece, è stata ancora una riduzione delle risorse complessive dai Comuni, che dal 2010 hanno perso quasi 18 miliardi di Euro; naturalmente, far quadrare il Bilancio con questa modalità e con questa difficoltà non è stata un'impresa facile. A ciò aggiungiamo il fatto che, quest'anno, l'FCDE, cioè il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, ha richiesto uno stanziamento pari al 55% - l'anno scorso era del 36% - delle somme difficilmente esigibili ed incassabili nell'entrata, impegnando con ciò 56 milioni di Euro nelle risorse destinate al contenimento ed al mantenimento degli equilibri di Bilancio, contro i 28 milioni del 2015. Inoltre, quest'anno sono venuti meno il trasferimento compensativo IMU fabbricati "D", alcune altre entrate una tantum dello Stato e, infine, la TASI, la cui abolizione verrà percepita pienamente dai cittadini il 16 giugno, non dovendo più corrispondere l'imposta sulla prima casa, e che, al momento, ha copertura integrale da parte dello Stato. Quindi, abbiamo fatto alcune scelte fondamentali: vogliamo continuare a mantenere alta l'offerta dei servizi sociali, educativi e culturali, sostanzialmente nello stesso identico budget del 2015; non abbiamo aumentato la pressione fiscale, ma, anzi, in alcuni casi è stata ridotta (mi riferisco alla tassa rifiuti); vogliamo sostenere la programmazione culturale, intensificare lo sforzo di programmazione del patrimonio pubblico e proseguire le operazioni di riduzione dell'indebitamento e di riqualificazione complessiva. Il Bilancio pareggia in 1.238.000.000 di Euro, le entrate saldano in 829.000.000 di Euro (un milione di Euro in meno rispetto all'anno scorso), mentre le extratributarie aumentano di 5 milioni di Euro per effetto di operazioni interne ai movimenti dei fondi. Le entrate tributarie hanno una riduzione complessiva anche per effetto dei 114 milioni di Euro, mentre l'FCDE ed il gettito IMU crescono leggermente, a compensare le entrate tributarie sottratte dallo Stato. La tassa di soggiorno incassa un milione di Euro in più. Le partecipate hanno, come l'anno scorso, un contributo importante, perché le entrate sono circa 21 milioni di Euro. Ricordo la riduzione fatta ed ottenuta sul personale, che è passato da 11.800 persone a 9.950; ricordo inoltre che esiste il blocco del turn over, che l'indice di turn over del 25% è tuttora in vigore e che, naturalmente, vi sono altre varie economie sui servizi e sull'acquisto di beni e servizi. Sono tutte attività che la Città ha assunto con difficoltà, ciononostante nei 5 anni sono state alcune centinaia le persone assunte a vario titolo nel comparto vigilanza, nel comparto educativo, nei comparti amministrativi ed anche grazie all'assunzione di enti in discioglimento come la vicenda CSEA. Nell'emendamento vedrete l'inserimento nel DUP (come, peraltro, era prassi fare nel documento programmatico della Relazione Previsionale e Programmatica) del piano assunzioni di Palazzo Civico, che prevede circa 130/100 risorse l'anno assunte nei prossimi 4 o 5 anni; ricordo anche che la Città ha il bando aperto per concorsi da assistenti sociali, educatori socioassistenziali, assistenti domiciliari ed altre figure professionali, tra cui giardinieri ed istruttori impianti sportivi. Quest'anno, il Bilancio tiene conto della situazione di generale difficoltà che il Paese sta attraversando, ma naturalmente coniugare prudenza finanziaria e capacità di contenimento della spesa, rispondendo intanto alla crescente domanda di servizi, è una funzione essenziale che abbiamo mantenuto come linea guida. Va peraltro detto che, in generale, gli indici di economia, che abbiamo consuetudinariamente abituato l'Aula a ricevere in questa Relazione, sono timidamente positivi. La Banca d'Italia registra il fatto che, nei primi mesi dell'anno, c'è un riavvio della manifattura ed una ripresa dei servizi, anche nel comparto edile. Altri rapporti in base ad OCSE hanno riferito e confermato all'Italia la capacità di intraprendere percorsi di fuoriuscita dalla crisi attraverso un programma di riforme e, naturalmente, si stima e si immagina una programmazione del PIL pro capite di circa 0,6 punti percentuali nei prossimi sei anni. Fiducia nell'Unione Europea: il Vicepresidente della Commissione Europea ed il Commissario per gli Affari Monetari hanno confermato la capacità di usare maggiore flessibilità. Ricordo che la flessibilità può consentire dentro il PIL di utilizzare le risorse della crescita per immaginare politiche espansive, oltre all'uso dei tassi di interesse della Banca Centrale Europea come modalità di ricrescita economica. Nel Bilancio di quest'anno ci sono alcune tendenze di conferma alla prudenza. Anche quest'anno il Bilancio non è stato pareggiato utilizzando oneri di urbanizzazione di alcun genere, che sono interamente destinati alla spesa per investimenti; lo si sarebbe potuto fare, ma si continua a scegliere di non farlo. È il quarto anno consecutivo ed è la prima tornata amministrativa degli ultimi 40 anni in cui questa operazione viene confermata tutti gli anni. Sul fronte delle imposte sulla casa ho detto che la TASI è stata abolita, mentre, per quanto riguarda l'IMU, le aliquote sono invariate con importanti modificazioni; devo dire che alcune sono state ottenute anche mediante un rapporto dialettico positivo con le confederazioni esterne e con l'opposizione. Ricordo, per esempio, quella avuta tramite la discussione con Confedilizia e con una petizione presentata e sostenuta anche da Consiglieri di minoranza del centrodestra, i quali hanno condiviso con noi la strada di ridurre la pressione fiscale per la riclassificazione e la ricontrattazione dei contratti di natura locativa privata, abitativa o commerciale, abbassando di un punto o di due punti la pressione IMU per coloro che scelgono questa strada. È successo anche in altri campi: per esempio, per le attività culturali o per le start-up - questione posta più volte in Aula in passato - è stato necessario e possibile giungere ad una ricontrattazione e, pertanto, ottenere, anche tramite l'adesione a convenzioni in campo culturale, una riduzione significativa della pressione fiscale sugli immobili. Unito a ciò, ricordo le dimensioni della questione governativa sull'IMU, che prevede che si riduca del 25% l'aliquota per gli immobili locati che hanno il concordato e del 50% della base imponibile per gli immobili dati in comodato a certe condizioni ai parenti di primo grado. Naturalmente, la Città ha mantenuto anche la sua aliquota agevolata al 7,6‰ in caso di riconoscimento di questa aliquota. Per quanto riguarda la tassa rifiuti, devo dire che questa parte della fiscalità è sempre oggetto di grandi discussioni; ricordo a tutti, anche a coloro che sulla scorta del momento elettorale se ne dimenticano, che per Legge la tassa rifiuti deve coprire il 100% del sevizio di igiene ambientale ed i costi e gli oneri accessori compresi, pertanto la capacità dell'Ente di contenere questi costi è stata notevole. Si ha circa l'1% in meno di tassa per i cittadini, oltre a mantenere tutte le agevolazioni e gli sconti del 45, 30 e 20% per i redditi ISEE fino a 24.000 Euro. Quest'anno entra a regime, oltre allo sconto del 20% già attivato due anni fa per gli ambulanti mercatali dell'umido e per le attività di commercio fisso con rifiuti di carattere umido e, quindi, alimentare, anche lo sconto specifico, con la riduzione del 30% della tariffa, per coloro che nei mercati attivano processi di recupero dei contenitori in legno e cartone ed impiegano contenitori riutilizzabili, aderendo alla funzione regolamentare che il Consiglio ha approvato circa due mesi fa. Sono cose già discusse dal Consiglio, ma le ricordo perché fanno parte delle coperture finanziarie ricercate dentro un Bilancio comunque difficile. Anche quest'anno la pressione fiscale è invariata, ma aumenta la capacità di recupero dell'evasione con circa 7.000.000 di Euro in più dell'anno scorso; naturalmente, ciò grazie ad un'attività dispositiva che ricorre a personale anche straordinario per ricercare, collaborando con l'Agenzia Entrate, tutti gli strumenti di equità fiscale che passano attraverso il riconoscimento del recupero dell'evasione, e, dall'altra parte, la Città, anche grazie al Consiglio Comunale e all'apporto che è stato dato, ha approvato una modifica al Regolamento delle entrate che permette di rateizzare fino a 60 mesi il rientro fiscale delle persone che non per evasione, ma per incapacità di pagare devono ricorrere ad una maggiore rateazione. Pertanto, abbiamo lasciato un dispositivo fiscale che sull'equità, da una parte, pensa e colpisce in qualche modo gli evasori cercando di recuperare la base imponibile, ma, dall'altra parte, consente a chi rientra nei piani di recupero della propria morosità di avere la massima rateazione delle somme richieste, allineandosi alle disposizioni di Legge in campo nazionale. Nel campo degli investimenti, il documento di Bilancio esprime note positive. Si è enfatizzato e concretizzato un piano investimenti basato sull'incremento degli investimenti in quasi tutti i campi, non soltanto da parte dello Stato per il Passante Ferroviario, la Metropolitana ed altre opere (ad esempio, i 5 milioni di Euro della Regione Piemonte), ma anche perché è stato effettivamente previsto nel piano degli investimenti un leggero incremento delle manutenzioni straordinarie contingibili ed urgenti destinate al miglioramento della qualità della vita in città ed anche all'incremento occupazionale nei settori interessati da queste attività economiche. Per esempio, per gli interventi sul suolo sono stati stanziati 27 milioni di Euro, che è tre volte lo stanziamento medio degli ultimi anni. In sostanza, possiamo dire che continua la diminuzione del debito della Città; quest'anno sono altri 90 milioni di Euro in meno dentro un piano di ammortamento ordinario, incrementato ed incentivato anche da quello che la Legge prevede, cioè dagli incrementi di estinzione anticipata obbligatoria o facoltativa, che sono frutto delle politiche di Bilancio. Il fatto che, complessivamente, il debito ordinario e di funzionamento sia diminuito di circa 500 milioni di Euro non è certificato soltanto dai dati di Bilancio, ma anche dall'osservazione degli Enti esterni e dallo stato patrimoniale dell'Ente che certifica questo dato. Le agenzie di rating lo hanno certificato e anche operatori esterni, naturalmente, dentro una questione che non riguarda la banalizzazione dell'argomento, ma l'alta vigilanza di una vicenda, quella del debito, che naturalmente dev'essere seguita ancora per molti anni dentro però una politica salda, ferma e lineare di rientro. Questo Bilancio - lo dico tutti gli anni - è frutto del lavoro e della professionalità di persone che hanno accompagnato la stesura difficilissima. Ringrazio, ovviamente, tutti coloro che hanno lavorato, non soltanto gli Uffici del Bilancio, la dottoressa Tornoni e il dottor Rosso e tutto lo staff in particolare, non soltanto i Colleghi della Giunta ed il Sindaco, non soltanto il Presidente della Commissione e i Consiglieri di I Commissione, che hanno lavorato con noi in questi anni, a questo punto potremmo dire non solo al Bilancio, ma a tutti i Bilanci dell'Ente in particolare, e naturalmente ringrazio anche i Revisori dei Conti, Collegio uscente e Collegio entrante, a cui diamo il benvenuto peraltro in questa seduta, anche se è in carica già da qualche settimana, per il difficile e complicato lavoro che lo aspetta e per una funzione che ha enorme rilevanza ed importanza allorché ad esso è conferita una funzione fondamentale sulla vigilanza e sulla verifica, in particolare dopo l'armonizzazione contabile, di ogni documento che abbia rilevanza per il Bilancio dell'Ente. Non ho mai nascosto all'Aula e all'opinione pubblica le sfide e le difficoltà, questo ci tengo a dirlo, perché il Bilancio della Città è stato ed è tuttora una sfida enorme, lo sarà ancora per anni, lo è fare l'Assessore al Bilancio di una Città piccola-medio grande, lo è tuttora e lo sarà ancora per parecchi lustri. Coniugare tutti i giorni rigore e crescita, cambi normativi, vigilanza, attenzione e controlli, naturalmente, è un elemento di una certa importanza e peso e penso che, con l'aiuto di chi ha lavorato in Consiglio e negli Uffici, si sia fatto un lavoro comunque straordinario. Penso che la conduzione del Bilancio degli ultimi anni sia avvenuta negli anni più difficili finanziariamente degli ultimi 40 anni. Più difficili, nel senso che il contesto normativo, la criticità nelle risorse nazionali, il continuo variare del quadro fiscale hanno sostanzialmente reso molto complesso gestire i conti pubblici; tuttavia, si è cercato di farlo con un punto di vista essenziale, cioè senza lasciare nessuno indietro e soprattutto senza sottrarci alle scelte necessarie, ma con un grande occhio alla complessità tecnica e anche al complessivo quadro di Bilancio dei bisogni dei cittadini. Lasciamo, quindi, un Bilancio trasparente - ci tengo a dirlo -, perché la complessità dei dati di Bilancio non deve essere scambiata per mancanza di trasparenza e su questo vorrei essere molto chiaro. Trasparenza vuol dire che i conti quest'anno sono più intelligibili, abbiamo sempre relazionato per iscritto anche al Consiglio agevolando il lavoro, abbiamo sempre dato i dati di sintesi per rendere più accessibile il Bilancio, abbiamo reso possibile e accessibile tutto ciò che poteva essere a disposizione del Consiglio e dei cittadini per dare la possibilità di apprezzare problemi, criticità e soluzioni trovate, naturalmente dentro i limiti che la norma ci ha dato. Un Bilancio in ordine, conti trasparenti e un settore comunale che ha grande professionalità per oggi e per il futuro. Concludo con un invito a tutti noi e lo faccio con parole di Enrico Berlinguer, che per me è stato ed è tuttora un faro nella politica civica di questo Paese: "Ci si salva e si va avanti se si agisce tutti insieme e non uno per uno". Anche nel Bilancio vale questo, non solo in tutti i settori della vita, e anche in politica. Questa frase è stata un riferimento in questi anni, in cui oneri e onori nel gestire il Bilancio sono stati a carico del sottoscritto e di chi con me ha lavorato e credo di averlo fatto con persone che hanno messo sempre entusiasmo, passione e competenza. Grazie e buon lavoro a tutti. PORCINO Giovanni (Presidente) Grazie, Assessore. La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Avrei atteso volentieri di sentire alcune voci certamente ben più autorevoli di quella del sottoscritto all'interno di questa Aula, trattandosi dell'ultimo Consiglio e dell'ultimo Bilancio di questo mandato amministrativo e trattandosi del Bilancio Previsionale 2016, che apre - chiude da un lato, ma apre da un altro, indubbiamente - un nuovo mandato e un nuovo quinquennio. Mi stupisco, quindi, dell'assenza di interventi e, diligentemente, con lo stesso spirito che in ultimo richiamava l'Assessore Passoni, mi offro da carneade ad aprire un momento di pausa, affinché Colleghe e Colleghi più autorevoli riflettano sull'utilità probabilmente di intervenire anche in questo momento, di non sottovalutare questa fase e di non immaginare che la stessa sia semplicemente un simulacro di un vuoto momento privo di reale e concreta determinazione ed importanza nel dibattito. Detto questo, è un Bilancio tecnico, c'è stato detto come un mantra e ripetuto in tutte le Commissioni Consiliari, dove la pressoché totalità degli Assessori si è resa disponibile nell'illustrare il Bilancio per la parte di propria competenza, con un'unica eccezione alquanto singolare, quella dell'Assessore Lo Russo, che ha invece ritenuto prima di ignorare, di fatto, la Commissione e, dopo, su mia richiesta esplicita, di leggere pedissequamente e velocemente il testo (bizzarrie, evidentemente, dei comportamenti umani e delle infantilità di alcuni rappresentanti pro tempore della comunità torinese). Quindi, ringrazio il Sindaco e la Giunta per la disponibilità che, con questa unica eccezione, vi è stata nell'illustrare per l'appunto il Bilancio per i comparti di propria competenza e nel rispondere puntualmente alle domande. Come dicevo e come è stato ripetuto, è un Bilancio tecnico, ma è evidente che è anche un Bilancio di continuità, che non discende né potrebbe discendere da quelle che sono state le determinazioni che sono state assunte in questi anni da parte di coloro che hanno avuto il privilegio di governare la Città. Lo dico, perché rappresentando, ahimè, per l'ennesima volta, da solo una forza politica, per la quale io non ho neanche più intesa di ricandidarmi, ma, dovendo per l'ennesima volta rappresentare qui in solitudine questa forza politica, che ha fatto una scelta diversa da quella di altre forze che fino all'ultimo hanno ritenuto di condividere completamente l'esperienza di governo, Sinistra Ecologia Libertà ha fatto un altro tipo di scelta e, quindi, di conseguenza, è evidente che non potrà esservi un voto favorevole da parte mia - avrei dell'imbarazzo a dire, a questo punto, da parte nostra - nei confronti di questa proposta di Bilancio. Credo anche che non ci sarà proprio il voto, nel senso che io starò qui in Aula, seguirò con attenzione il dibattito e la discussione, se ci saranno, ma correttezza vuole, a questo punto, che non ci sia una partecipazione al voto, perché, proprio per la scelta che è stata assunta da parte del governo di questa Città, è bene che con responsabilità sia questo stesso governo ad approvare il documento. Io chiedo solo, intanto, una risposta molto precisa e molto puntuale, credo di poterlo fare anche da parte del Consigliere Ventura, Presidente della III Commissione, con il quale abbiamo condiviso la presentazione di un emendamento, anzi una proposta di mozione collegata al Bilancio che è stata approvata da parte di quest'Aula, perché immagino che, al di là della dialettica e delle opinioni giustamente diverse, sia difficile trovare magari una contrarietà rispetto al fatto che si voglia andare a sanare una situazione - unica credo - che si è venuta a determinare rispetto al pregresso del licenziamento, dell'interruzione del rapporto di lavoro di due lavoratrici (inizialmente erano tre), con un soggetto che in questi anni ha svolto importanti servizi - non entro nel merito di come possa o meno averli svolti - per la città e quindi per l'intera comunità, quale è l'ENPA, che ha interrotto il rapporto di lavoro con due lavoratrici in conseguenza dei tagli lineari del 10% del Bilancio che ci siamo lasciati alle spalle. Il Presidente Ventura ha chiesto informalmente poco fa delle conferme - gli sono state date - sul fatto che, all'interno di uno degli emendamenti di Giunta, sia stato inserito anche questo aspetto; chiederei solo sommessamente all'Assessore di esplicitare, in modo tale che vi sia una consapevolezza comune e diffusa all'interno di quest'Aula dell'emendamento nel quale è stata inserita la correzione di posta che soddisfi la mozione approvata. Passo ad un altro aspetto, rispetto al quale avevo condiviso con il Consigliere Bertola una richiesta di comunicazioni in Aula del Sindaco, che, poi, la Conferenza dei Capigruppo ha ritenuto di rinviare alla Commissione competente, la quale però non l'ha mai calendarizzata (eravamo ovviamente alla fine di questo mandato amministrativo). Lo dico, perché il tema a cui adesso giungo è strettamente collegato al dibattito di quest'oggi ed è la manifestazione automobilistica che nel prossimo mese di giugno - se non erro - si terrà all'interno del Parco del Valentino. Come Presidente della Commissione Ambiente in questo anno e mezzo circa, potrei fare delle valutazioni rispetto al fatto che all'interno di un parco, seppur con una presenza significativa di sedime stradale asfaltato, si tenga una manifestazione con questo tipo di caratteristiche, ma le tralascio e vengo, invece, a quello che è il collegamento diretto con la discussione di quest'oggi, cioè il fatto che la Città di Torino abbia ritenuto di esonerare gli organizzatori di questa manifestazione dal versamento nelle casse della Città di circa - se non erro - 250.000 Euro. È una cifra modesta o una cifra importante? Probabilmente, non è una cifra così significativa rispetto al Bilancio complessivo della Città, ma assume sicuramente una sua significatività nel momento in cui la si rapporta alla situazione di difficoltà, richiamata anche in precedenza dall'Assessore nella propria relazione, rispetto sia al quadro più ampio al di fuori della cinta daziaria di questa città, ma anche, in conseguenza di questo, rispetto alle difficoltà di costruzione di un Bilancio in pareggio anche per il 2016. Quindi, visto che non c'è stata la possibilità di discuterne nelle comunicazioni del Sindaco e visto che non c'è stata la possibilità di discuterne in Commissione, chiederei - non è una pretesa, ma una richiesta e, ovviamente, l'Assessore non è obbligato a rispondere - quali siano state le motivazioni che hanno indotto l'Amministrazione ad esonerare per 250.000 Euro - se non sbaglio, ripeto - gli organizzatori dalla possibilità, anzi dal dovere di versare questa cifra. Un altro punto che introduco, perché è un elemento di collegamento rispetto a ciò che ci lasciamo alle spalle e ciò che si dovrà affrontare in tempi anche non così lunghi, riguarda la vicenda che io ritengo sia stata una delle più importanti di questi ultimi anni all'interno di questa città, e lo sarà, a maggior ragione, nei prossimi anni, cioè la vicenda della cosiddetta Cavallerizza Reale. La Città di Torino, in questi anni, ha ritenuto di procedere ad una serie di dismissioni immobiliari e ha proceduto con la creazione di una società di cartolarizzazione, nel cui patrimonio ha conferito diversi immobili (in particolar modo, mi riferisco alla deliberazione del 2009). Fortunatamente, vi sono state due aste, due bandi di gara che sono andati deserti nonostante delle - perlomeno - informali manifestazioni di interesse. Immagino che l'Assessore, il Sindaco e l'Amministrazione siano a conoscenza dell'iniziativa che è in corso di proposta di un referendum abrogativo di quella parte della deliberazione del 2009, che ha determinato la cartolarizzazione della Cavallerizza Reale. Lo dico, perché, sicuramente, l'Assessore al Bilancio, nonché al Patrimonio, è stato uno dei protagonisti, se non il protagonista in assoluto nelle determinazioni che, perlomeno in questi ultimi due anni, l'Amministrazione Comunale ha voluto assumere nei confronti di questo immobile, che è parte integrante della storia di questa città, e non solo di questa città. Qui non mi aspetto una risposta da parte dell'Assessore, sarebbe bello averla da parte del Sindaco, ma immagino che non ci sarà, rispetto ad una forte determinazione completa da parte dell'Amministrazione nell'evitare in modo assoluto che questo complesso possa essere oggetto di speculazione edilizia, di speculazione immobiliare, di utilizzi di destinazione d'uso che non siano totalmente confacenti e coerenti con l'idea di un grande polo culturale per questa città e, quindi, evitando ipotesi, quali quelle di alberghi, o di residenze temporanee, se queste ultime non sono per l'appunto coerenti con il disegno della costruzione del più grande polo culturale della storia della Città di Torino e, di conseguenza, non solo della Città di Torino. Lo dico, perché, evidentemente, nel momento in cui si ragiona di Bilancio, si ragiona di scelte, ma si ragiona soprattutto di scelte strategiche e non semplicemente e solo di capienze di singoli capitoli, soprattutto quando questi riguardano, magari, meramente dei trasferimenti e delle contribuzioni. Non voglio portare via altro tempo al dibattito, auspicando, come ho detto all'inizio di questo intervento, che il dibattito ci sia effettivamente e credo che, al di là della relazione da parte dell'Assessore, l'Aula (perlomeno il sottoscritto) gradirebbe che anche il Sindaco intervenisse nel momento, perché il momento della discussione di un Bilancio Previsionale non è solo un momento di celebrazione, ma un momento importante e, quindi, credo che anche il Sindaco possa e debba, a mio giudizio, esprimere un'opinione verso un documento di questa natura. Grazie e buon lavoro a coloro che siederanno nuovamente, o per la prima volta, o che ritorneranno a sedere su questi banchi, auspicando - consentitemi, così lo dico chiaramente e senza fraintendimenti - che la prossima volta sullo scranno del Sindaco sieda una donna. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Greco Lucchina. GRECO LUCCHINA Paolo Intervengo brevemente, solo perché mi ritrovo in alcune delle cose dette dall'Assessore Passoni. Intanto, ci tengo a ringraziare tutti i Commissari della I Commissione per il lavoro svolto e, in maniera particolare, il Presidente Altamura per la gestione della Commissione stessa. È vero, qualcuno di noi da questa parte ha riconosciuto, per onestà intellettuale, che alcune cose erano state fatte, in maniera particolare mi riferisco alla riduzione costante dell'indebitamento complessivo dell'Ente; è vero anche che gli oneri di urbanizzazione, nonostante si potesse agire in deroga, evidentemente non sono stati utilizzati per parte corrente ed è vero anche che abbiamo ridotto la spesa del personale ed anche il numero di unità stesso degli impiegati. Detto questo, io credo che non sempre sia stato garantito l'equilibrio tra entrate e spese; questo è stato più volte denunciato dai banchi della minoranza, soprattutto quando facevamo ricorso alle anticipazioni di tesoreria. È vero che abbiamo fatto grande fatica, perché i mancati trasferimenti dagli Enti sovradimensionati, evidentemente, ci hanno imposto di ricorrere a tutti quelli che erano gli strumenti in possesso dell'Amministrazione Comunale per garantire evidentemente un efficientamento nelle casse dell'Ente stesso. Detto questo, io ci tenevo a dire che, visto che questo è anche un documento di programmazione per chi verrà, a mio modo di vedere deve, in ogni caso, avere due obiettivi. Non mi stancherò mai di dirlo: continuare nel rigore della spesa, perché io credo che, tra gli obiettivi della prossima Amministrazione Comunale, debbano essercene in maniera particolare due, il primo è di tornare a quella che deve essere una manutenzione ordinaria della città in toto e il secondo è quello di iniziare a ridurre la pressione fiscale. Torino ha vissuto un momento di disagio sociale; a Torino aumentano i poveri e, quindi, probabilmente, un segnale forte da parte dell'Amministrazione Comunale nei confronti di tutta la città ci deve essere. Pur riconoscendo, come ho detto, il lavoro svolto dall'Assessore Passoni in maniera sempre puntuale - lo ringrazio oggi anche della sua relazione -, credo che questi debbano essere i due obiettivi che l'Amministrazione Comunale che verrà si dovrà prefiggere. Detto questo, faccio il mio augurio di buon lavoro a chi verrà, tenuto conto di quello che è stato il lavoro svolto dalla Giunta in questo caso ed, evidentemente, dal Consiglio Comunale nella Commissione che abbiamo frequentato. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Altamura. ALTAMURA Alessandro Colgo l'occasione per ringraziare i Consiglieri che hanno lavorato in Commissione Bilancio alla struttura e, come ha già ricordato l'Assessore Passoni, per il supporto in condizioni anche particolarmente complesse. Non è stato detto, ma credo che, soprattutto negli ultimi 24 mesi, nonostante la grande novità contabile dell'armonizzazione finanziaria e gli interventi sulla fiscalità locale, come è già stato ricordato anche attraverso una dialettica particolarmente vivace a livello nazionale, grazie anche a molti interventi del Sindaco Fassino, che ringrazio, si sono mantenuti trend consolidati e non in decrescita rispetto a quello che, nei cinque anni, era già un taglio netto - vado a memoria - di 300 milioni in meno da parte dello Stato alla nostra Città. Ha fatto bene l'Assessore Passoni a ricordare gli aspetti legati al lavoro svolto dal Consiglio, che non è mai stato marginale, soprattutto nella Commissione; basta verificare i numeri di convocazioni e le ore in cui si sono sviluppate le discussioni e gli approfondimenti, ligi proprio alla proposta che avevamo fatto all'inizio del mandato, che la Giunta ha condiviso, anche rispetto a mandati precedenti. Abbiamo anche elaborato una strategia, per cui gran parte delle informazioni riuscivano ad arrivare in anticipo. A questo punto, devo cogliere l'occasione per ringraziare anche la dottoressa Tornoni e il dottor Rosso, tutto lo staff e tutti gli Uffici per gran parte delle richieste di approfondimenti e gran parte delle richieste dei dati di sintesi, per gran parte del lavoro che ho cercato di svolgere - e ringrazio anche la mia Vicepresidente, che è qui presente in Aula - per fare in modo che un principio einaudiano a me caro, "conoscere per deliberare", fosse patrimonio di tutti i Consiglieri della Commissione Bilancio; su questo devo dire che l'Assessore Passoni mi ha dato una grande mano e lo ringrazio. Andando, però, alla discussione generale, credo che non si possa evitare una serie di passaggi che riguarda tutti e cinque gli anni che ci stiamo lasciando alle spalle, e anche l'aspetto legato non tanto a un Previsionale, che - come è stato detto -, in condizioni difficili e complicate anche da una campagna elettorale già iniziata e da comizi elettorali già convocati, ci metta nella condizione di aver seguito - con molta difficoltà, è evidente - un percorso su cui si è lavorato sia per quanto riguarda la Giunta (e il numero degli emendamenti presentati e discussi già in Commissione lo dimostra), sia da parte del Consiglio (con proposte di emendamento che sono state accolte anche dall'Assessore Passoni). Lo ringrazio in particolare se, compatibilmente con quanto avverrà il 5 giugno, alcuni punti che sono stati segnati, richiesti e reiterati, anche rispetto al Previsionale dell'anno scorso, potranno trovare gambe per camminare, indipendentemente dagli aspetti - che lei ha già ricordato - legati ad alcune disfunzioni, legati al CSI in particolare, e, più in generale, agli aspetti di controllo e trasparenza del Bilancio, che anche a lei stanno particolarmente a cuore, visto che li ha più volte ricordati. 1.238 milioni di Euro è una cifra che ovviamente va analizzata per singole voci, va verificata per quanto è stato fatto l'anno scorso; forse non abbiamo avuto modo di approfondire e probabilmente è stato anche un piccolo dispiacere mio personale il Bilancio di mandato; su quello alcuni punti sicuramente emergono come estremamente positivi. La stragrande maggioranza dei punti che abbiamo citato in Commissione, compresa la schizofrenia - che è stata già ricordata - da parte del Governo centrale rispetto a cambi continui sulla fiscalità locale, sugli stessi acronimi, sulle cancellazioni di alcune tasse e ovviamente su quello che mette in difficoltà quotidianamente i cittadini, è già stato detto dall'Assessore Passoni in Commissione ed è stato detto in quest'Aula oggi, lo riprendo anche io, perché in effetti uno degli aspetti più importanti che abbiamo cercato di far comprendere, anche attraverso una documentazione molto più voluminosa rispetto ad altre volte, ci ha permesso di far entrare meglio nella discussione l'aspetto legato all'armonizzazione finanziaria. I punti legati agli aspetti del welfare sono già stati ricordati e sono molto importanti, perché è importante garantire un livello essenziale dei servizi, in particolare dei servizi alla persona, in particolare dei più deboli, di qualità riconosciuta a livello locale e nazionale, che ci permetta anche di rispondere - questo è stato detto e ribadito più volte, anche dallo stesso Sindaco Fassino - a una crisi così lunga come raramente in questo Paese forse riusciamo a ricordare, una crisi che ha origini e radici lontane, ma che soprattutto negli ultimi anni ha lasciato segni indelebili nella vita delle famiglie torinesi, dei cittadini torinesi, donne e uomini e soprattutto tanti giovani. Credo che su questo punto dovremo fare molto di più, in collaborazione con il Governo, proprio perché l'aspetto legato al lavoro è uno di quegli aspetti che rappresenta, a tutti gli effetti, una grande criticità di questo Paese, anche se i piccoli segnali positivi e di ottimismo, che ci fanno pensare e sperare che forse una involuzione, in senso positivo, del trend che si era consolidato ovviamente di decrescita dei posti di lavoro, in qualche modo, possono farci sperare che nei prossimi anni questo trend stesso possa cambiare. I parametri della flessibilità, soprattutto a livello europeo, e la possibilità di intervenire con le prossime leggi e con i prossimi DEF per riuscire a ridare linfa e ossigeno alle imprese, abbassando e abbattendo il cuneo fiscale, è uno degli elementi importanti su cui io credo che si dovrà giocare una partita molto seria, non fatta di slogan, ma fatta soprattutto di fatti e di conquiste che questo Paese merita per ritornare a correre insieme al gruppo di Paesi europei che guida la piccola ripresa, ovviamente anche grazie all'impegno che è stato preso da Draghi, dalla Banca Centrale Europea, spesso anche in controtendenza rispetto ad altri Paesi europei e in particolare alla Germania. I numeri che ha citato l'Assessore Passoni sono oggettivi, trasparenti e positivi. Lo stesso rating della nostra Città resta il rating che ha anche il nostro Paese Italia. Bene gli aspetti legati all'aver mantenuto gli oneri di urbanizzazione dedicati agli investimenti. È evidente che non possiamo immaginare che oneri di urbanizzazione, che anni fa portavano circa 40 milioni di Euro annui, possano essere equiparabili, infatti siamo intorno ai 12 milioni di Euro, ma questo è anche sicuramente frutto di una grave crisi economica e finanziaria che ha colpito anche il lavoro, in particolare il lavoro e l'edilizia. Altri due punti su cui secondo me bisogna fare una valutazione oggettiva, che fa capire come questa Amministrazione e questo Sindaco abbiano ben lavorato, anche in funzione di linee di indirizzo nazionali che non tutte le Città italiane hanno seguito, sono le dismissioni nelle nostre partecipazioni. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare che in questi cinque anni si è fatto un grandissimo sforzo di razionalizzazione, che non viene rappresentato da una parola - tra l'altro di origine inglese - come spending review, ma che nella realtà rappresenta un quadro generale di riferimento che è stato ben illustrato, soprattutto nella discussione generale che abbiamo fatto in Commissione, e che rappresenta anche quella tipologia di intervento che permette a una Città come la nostra di poter legittimamente, credo anche con orgoglio - parola che io condivido -, rappresentare quella diminuzione importante, sensibile, decisa e consolidata nel suo trend di diminuzione del debito, mantenendo la grande qualità dei servizi, soprattutto dei servizi alla persona. Visto che oggi la discussione è congiunta sul Documento Unico di Programmazione, sul Bilancio Previsionale e sulla deliberazione riguardante i servizi a domanda individuale, io credo che la discussione generale sia particolarmente complessa, viste anche le argomentazioni e viste anche le technicality che abbiamo dovuto affrontare ed approfondire in modo specifico nelle Commissioni competenti, però è altrettanto vero che il lavoro di supporto che hanno fatto tutti gli Uffici - lo ribadisco, mi sento di doverlo fare - è stato fondamentale. Stessa cosa si può dire per il Collegio dei Revisori. Voglio ringraziare in modo particolare il Collegio dei Revisori e il suo Presidente uscenti, l'ho già ringraziato in Commissione e lo ringrazio anche oggi che è qui con noi; il lavoro che è stato svolto su quest'ultima relazione è stato eseguito in termini temporali particolarmente compressi, quindi, a maggior ragione, la complessità e le difficoltà erano evidenti a tutti, pertanto non posso che aggiungere, a quello che è stato già fatto dall'Assessore, il mio personale ringraziamento e soprattutto il mio in bocca al lupo per il lavoro che dovrete svolgere nei prossimi anni. Secondo me ci sono ancora due punti su cui vale la pena fare una valutazione generale. Come è stato detto più volte, ci siamo sobbarcati tutti insieme una lunga attraversata nel deserto, soprattutto nei primi anni, rispetto a un Bilancio che aveva enormi difficoltà nella sua gestione, dettate dai continui cambi di strategie, soprattutto a livello governativo, e anche la difficoltà di rimettere in rotta un percorso di un'Amministrazione, che rappresenta la terza o quarta città italiana come importanza, con un debito significativo non solo in grande diminuzione, ma con - un dato di fatto inconfutabile - opere, non solamente investimenti, già completate o in fase di completamento. Credo che questa sia la strada maestra tracciata da questa Amministrazione. Credo che ci sia un lavoro di coordinamento della Giunta e del Sindaco, il quale lo ha svolto con grande attenzione, spesso sobbarcandosi un lavoro ulteriore rispetto ai suoi Assessori. Credo che la capacità di attrazione di questa Città sia stata un elemento fondante della nuova strategia; molti lo dicono e lo ricordano, spesso citiamo il Comitato Rota, citiamo le relazioni annuali che vengono fatte rispetto al cambio di pelle che la Città ha fatto in questi anni. Da "one company town" oggi ha diversificato, ma diversificare significa anche avere la possibilità di attrarre investimenti da un lato, nuove prospettive di crescita e di lavoro dall'altro lato, e la scommessa sulla cultura e sul turismo è una scommessa vincente, sancita da dati nazionali e internazionali inconfutabili. Allo stesso tempo, credo che le opere che stanno proseguendo, anche faticosamente - cito per tutte la grande scommessa della Linea 2 - sono gli elementi che ci devono far guardare con una prospettiva positiva al prossimo orizzonte, mantenendo la linea del rigore, dell'equilibrio dei conti, della trasparenza e della serietà che questa Amministrazione ha dimostrato, con mille difficoltà, mantenendo inalterati qualitativamente e quantitativamente l'impegno di tutta la struttura. A questo punto, ringrazio anche la struttura del Consiglio Comunale e tutti gli Uffici, ad iniziare dal dottor Penasso, dalla dottoressa Piccolini e tutti quanti coloro che hanno lavorato in questi anni. Per me è anche un piacere poterli ringraziare, perché, in tante avventure e anche con diversi ruoli, li ho avuti a fianco con professionalità, serietà e correttezza come raramente si incontrano nelle Amministrazioni. Il ringraziamento ovviamente va a tutto il Consiglio Comunale ed ai Colleghi che hanno lavorato in questi anni al Bilancio. La prospettiva che i prossimi Bilanci possano essere migliori non è così campata per aria, anzi, io ritengo che i numeri siano quelli che sono stati detti; la stessa diminuzione del personale, oltre alla diminuzione del debito, ci fanno sperare che il lavoro che è stato fatto, pur difficilissimo, abbia seminato basi solide e su quelle basi si può costruire un'ulteriore alternativa a questa Città. PORCINO Giovanni (Presidente) La parola al Consigliere Bertola. BERTOLA Vittorio Intervengo molto brevemente, perché, trattandosi di un Bilancio tecnico, abbiamo visto tutti anche in Commissione le presentazioni spesso molto succinte, dato che tutto sommato il contenuto politico - siamo tutti d'accordo - sarà rinviato alle scelte di chi verrà dopo e di chi avrà in mano l'Amministrazione Comunale dopo le elezioni. Volevo però soltanto effettivamente ringraziare tutte le persone che in queste settimane hanno lavorato a predisporre il Bilancio in queste condizioni un po' particolari. Effettivamente è uno sforzo che abbiamo molto apprezzato anche noi. Dopodiché, spero di avere il tempo, a fine seduta, per ringraziare più genericamente tutte le persone con cui abbiamo lavorato in questi anni. PORCINO Giovanni (Presidente) Non ho altri Consiglieri iscritti. La parola al Sindaco. SINDACO Farò poche considerazioni, perché credo che la Relazione dell'Assessore Passoni fosse chiara ed esaustiva. Tuttavia, essendo questo il Bilancio dell'ultimo anno di tornata amministrativa, è giusto che anche il Sindaco esprima qualche valutazione. In primo luogo, esprimo un ringraziamento all'Assessore Passoni, che in questi anni ha guidato l'Assessorato al Bilancio e tutta la gestione finanziaria della nostra Città con rigore, oculatezza e gestendo una situazione che per molte ragioni, dovute da un lato alla crisi economica e sociale, dall'altro alle spending review di cui siamo stati oggetto e ancora per effetto di altri fattori, non è stata certo semplice, ma che è stata guidata con mano sicura e rigore. Credo che questa mano sicura e questo rigore si ritrovino anche nel Bilancio del 2016. È un Bilancio che conferma le scelte di fondo che noi abbiamo fatto e che mi paiono essere state ispirate - come l'Assessore, concludendo il suo intervento, ha sottolineato - dal tenere insieme, da un lato, un forte rigore nella gestione dei conti e, insieme a questo, però, anche una politica di equità sociale e di sviluppo. Mi pare che il Bilancio vada in questa direzione. È un Bilancio che prevede oltre 100 milioni di investimenti per un Piano straordinario di manutenzione della Città, sono 110 milioni se non ricordo male, per fare un intervento straordinario di manutenzione ordinaria e straordinaria, che negli anni scorsi è stata ovviamente contenuta per effetto dei problemi di Bilancio e dei vincoli che incidevano sulle politiche di Bilancio, però pensiamo che questo tema di intervento straordinario sulla rete viaria, sull'edilizia scolastica, sull'edilizia sportiva, sui parchi, sui giardini e sul verde sia necessario e io credo che l'aver appostato in Bilancio 110 milioni di Euro per un'operazione di manutenzione straordinaria dell'intera città sia una scelta che va fortemente apprezzata e corrisponde a una domanda delle aspettative che la città ci ha posto. In secondo luogo, in questo Bilancio abbiamo tenuto ferma la priorità di perseguire politiche di inclusione e di coesione sociale. Questa è una Città che ogni anno spende circa 50 milioni per i Servizi Educativi e 50 milioni per il Sistema Socioassistenziale e anche nel 2016 queste dimensioni di intervento sono confermate, con l'obiettivo, appunto, di garantire che gli effetti della crisi sulle famiglie e sulle persone, in particolare quelle a reddito più basso, che sono quelle più esposte, siano contrastate e contenute con un intervento delle nostre politiche, sia sul fronte educativo, sia sul fronte socioassistenziale, che sia capace di accompagnare le famiglie e di non lasciarle sole. È confermato l'investimento che questa Città realizza ormai ogni anno sul fronte culturale, che assomma a circa 30 milioni di Euro sulla cultura, e noi sappiamo che questa è una scelta giusta, perché si è dimostrata capace di offrire alla città delle ricadute straordinarie, in termini di capacità attrattiva della città, in termini di flussi turistici e in termini di innalzamento della qualità della vita dei cittadini. Anche quest'anno abbiamo proseguito e proseguiamo nell'azione di riduzione progressiva del debito e sottolineo che aver portato il debito della Città ai livelli dei primi anni del 2000 significa un'opera davvero straordinaria, considerate le ristrettezze in cui abbiamo dovuto agire e i contemporanei tagli di trasferimenti delle risorse statali al nostro Bilancio. Mi pare che tutto questo confermi la volontà di non frenare e di non arrestare - come abbiamo fatto in questi anni - una politica di trasformazione della città. Sono in corso molti cantieri aperti o sono alla vigilia di essere aperti, opere per le quali abbiamo predisposto tutti gli strumenti urbanistici necessari per far decollare i lavori significativi. Permettetemi di dire - lo dico senza alcun elemento polemico, ma è un tema che attraversa il dibattito - che quando si parla della trasformazione di Torino si tende a dire che queste trasformazioni sarebbero concentrate nel centro della città. Sottolineo che tutte le principali trasformazioni che la città ha in corso o ormai stanno per decollare, perché hanno gli strumenti urbanistici adottati, sono tutte in zone esterne al centro della città, perché portare la Linea 1 a piazza Bengasi significa portarla al confine con Nichelino; promuovere e sviluppare la Cittadella Sportiva alla Continassa significa realizzarla al confine con Venaria; realizzare, come stiamo realizzando (c'è il cantiere aperto), il Parco della Falchera significa farlo in prossimità dell'autostrada Torino- Milano; recuperare il Palazzo del Lavoro di Italia '61 significa farlo al confine con Moncalieri. Quindi, non c'è una sola di queste trasformazioni che non sia collocata in aree esterne e io credo che sia giusto e corrisponde non soltanto a un'esigenza di riqualificazione e rigenerazione di territori urbani periferici, corrisponde a un'idea che in realtà è l'idea che ha ispirato il Piano Regolatore fin dalla sua formazione, cioè di un'idea policentrica capace di distribuire investimenti e funzioni su un territorio vasto e anche funzioni di rango. Questo naturalmente non significa affatto che la crisi sociali abbia lo stesso impatto in qualsiasi territorio. È evidente che nelle zone esterne al centro, le zone cosiddette "di periferia", dove abita la popolazione con reddito più basso e i ceti più popolari, la crisi ha un impatto maggiore. In questo senso, certo che c'è un problema di attenzione, di intervento e di cura delle periferie, ma sul fronte sociale; questo non significa che la Città, nelle sue politiche, abbia abbandonato le periferie, sono due concetti radicalmente diversi. Quindi, io penso che, anzi, proprio perché siamo consapevoli che la crisi ha un impatto diverso socialmente, come sempre avviene, noi ci siamo fatti carico di promuovere e sviluppare più investimenti nei territori esterni al centro, esattamente come una delle modalità con cui affrontare una crisi sociale che sui ceti meno abbienti evidentemente ha un impatto maggiore. Detto questo, vorrei anche sottolineare altri due aspetti di questo Bilancio, che, secondo me, per la tecnicalità sono alla fine sottovalutati: il Bilancio 2016, come già in parte il 2015, ha dovuto essere redatto in un mutamento di quadro normativo radicale, il che non è un aspetto marginale. Poi, siccome è caratterizzato da un alto tasso di tecnicalità, non è un tema che appartiene al dibattito politico o mediatico di tutti i giorni, però questo dato c'è e io credo che questo sia un punto che non può essere eluso, nel senso che i vincoli che regolano gli equilibri finanziari sono diventati via via più stringenti e noi siamo stati in grado, con vincoli molto più stringenti, di mantenere l'equilibrio finanziario della Città e di fare le scelte che ho appena richiamato nella direzione di una politica di equità, di sviluppo e, al tempo stesso, di rigore. La seconda considerazione che vorrei fare è che di fatto noi andiamo verso un Bilancio che, salvo le cifre assolutamente limitate e contenute, non si fonda più sui trasferimenti statali. Quindi, anche questa è stata una difficoltà maggiore, perché in periodi precedenti si poteva contare su trasferimenti statali anche cospicui, che via via si sono ridotti, fino a diventare marginali. Questo sottolinea secondo me la capacità di conduzione della nostra politica finanziaria e anche l'equilibrio con cui si è fatto fronte a questa situazione. Infine, credo che consegniamo alla prossima tornata amministrativa un Bilancio, una condizione finanziaria della Città solida, stabile e sana. Solida perché abbiamo ridotto l'indebitamento e quello che è rimasto è strutturato a medio termine. Stabile perché tutte le voci fondamentali di spesa e di entrata sono consolidate e strutturate. Infine, sana perché non c'è nessuna posta di entrata che sia affidata a casualità o a poste straordinarie caratterizzate da volatilità; tutto il Bilancio è strutturato con voci di entrata replicabili e strutturate. Io credo che questo dia certezza alla condizione finanziaria della nostra Città e anche al prosieguo di una politica che, come è stato in questi anni, vuol tenere insieme rigore, equità e sviluppo. |