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| "Verità per Giulio Regeni" CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Passiamo all'esame della proposta di ordine del giorno n. mecc. 201601489/002, presentata dal Sindaco Fassino e dai Consiglieri Onofri, Paolino, Centillo, Curto, Trombotto, Nomis in data 31 marzo 2016, avente per oggetto: "Verità per Giulio Regeni". CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Ricca. RICCA Fabrizio Non entro nel merito del documento, perché chiaramente è un invito condivisibile, però è una cosa assai rara, dal mio punto di vista, che il Sindaco sia il primo firmatario di una proposta di ordine del giorno che dovrebbe invitare qualcuno a fare qualcosa ed il Sindaco - sia da Sindaco della Città di Torino, che da Presidente dell'ANCI - ha la piena autonomia di poterlo fare senza che ci sia un Consiglio Comunale a dare il "la"; per questo motivo gli chiedo - infatti, se questo non avvenisse, lo considererei come una marchetta elettorale - di ritirare la firma dal documento e di lasciare sul documento le firme dei Consiglieri, così come avviene sempre. Se questo non avvenisse, considererò questa proposta di ordine del giorno come una marchetta elettorale, lascerò l'Aula e non parteciperò né al voto, né alla discussione. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Curto. CURTO Michele Lasciando stare quelle che considero provocazioni preelettorali del centrodestra - che trovo legittime -, invece vorrei rivolgermi al Sindaco, perché ritengo importante che abbia assunto la decisione… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Consigliere Viale, vuole intervenire anche lei sull'ordine dei lavori? CURTO Michele Presidente, io sono educato e posso attendere, ma mi stavo rivolgendo al Sindaco. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Chiedo scusa. CURTO Michele Considero significativo che il Sindaco abbia deciso di firmare questa proposta di ordine del giorno, perché stiamo parlando di un fatto importante e che riguarda la vita civile della nostra Città e della nostra comunità. Quindi, chiederei al Sindaco - ed è tutt'altro che una provocazione, è proprio un invito -, visto che non abbiamo avuto modo di confrontarci, se è disponibile a presentare l'atto. L'atto è abbastanza normale, cioè è la posizione di Amnesty International, mentre io, invece, vorrei ascoltare il Sindaco per poi poter aprire una discussione. Considero - lo ripeto, ma non sono parole banali, lo è nella sostanza - importante la scelta del Sindaco Fassino ed abbiamo ceduto volentieri a lui la prima firma, perché noi, invece, lo riteniamo un fatto significativo e, quindi, vorrei ascoltare l'illustrazione dell'atto da parte del Sindaco. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Viale. VIALE Silvio Sono abbastanza frastornato da tutto questo teatrino, perché la vicenda è nota, è internazionale e dubito che vi siano posizioni differenti. Ho letto il testo, ognuno lo scrive come meglio crede, e ritengo che la soluzione migliore sia che i Capigruppo dell'opposizione e di tutti i Gruppi firmino la proposta di ordine del giorno e la si approvi. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Se non la si condivide, è un altro discorso, ma se, invece, si fa a gara a chi condivide di più la questione… Credo che le firme siano di maggioranza, io non l'ho firmato, ma bastano i Consiglieri che lo hanno firmato, per cui credo che i Consiglieri degli altri Gruppi che vogliono aderire possano farlo, perché non è una proposta di ordine del giorno della maggioranza. Peraltro, la materia è talmente chiara ed evidente che è univoca. Poi si può giocare su alcuni punti, ma, come sempre; ecco perché non capisco. Se la posizione del Consigliere Marrone è contraria, questo è un altro discorso. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Sindaco. SINDACO Siccome stiamo discutendo una materia di un'estrema delicatezza, come tutti ci rendiamo conto, convengo con il Consigliere Viale, perché, francamente, non vedo come tra noi ci possano essere posizioni diverse, se non quella di chiedere la verità sulla morte di Giulio Regeni; una verità, come ha detto il Presidente del Consiglio, non di comodo, ma vera. La mia formulazione non è retorica: vorrei capire dagli esponenti dell'opposizione quali sono le ragioni per cui non si potrebbe firmare tutti insieme questa proposta di ordine del giorno, visto che mi pare che la materia sia del tutto condivisibile da tutti. L'oggetto è semplicissimo: chiediamo che la morte di Giulio Regeni non venga archiviata senza che si individui il responsabile e si vada fino in fondo per accertare tutte le responsabilità a tutti i livelli in cui eventualmente questa responsabilità sia individuabile. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola al Consigliere Marrone. MARRONE Maurizio Chiamati dal Sindaco in questa inusuale anticipazione di quella che è la replica rispetto all'illustrazione, perché, di fatto… SINDACO (Intervento fuori microfono). MARRONE Maurizio È per capire, però capirà anche che mi mette nelle condizioni di entrare nel merito, altrimenti non riusciamo a spiegarci. Dovendo riassumere, ma mi spiegherò meglio, il problema è che voi non chiedete la verità su Regeni, ma chiedete la verità per Regeni. Può sembrare una sfumatura, ma non è così. Siamo in una città che, all'indomani di questo brutto evento, ha visto un proprio Museo, senza il minimo coinvolgimento della Città stessa, dell'Amministrazione Comunale o di una qualsiasi istituzione pubblica democraticamente legittimata a governare, intitolare una sala, avendo già deciso al buio, senza alcun elemento di reale approfondimento - mi riferisco al Museo Egizio, signor Sindaco -, che, evidentemente, ci trovavamo di fronte ad un martire. Fatta un'adeguata premessa, cioè che, ogni volta che muore un italiano all'estero, è giusto provare cordoglio, è giusto esprimerlo ed è giusto approfondire, proprio perché è giusto approfondire io ravviso nelle premesse, più che nell'impegnativa, di questo atto di indirizzo un'intera sessione di annoveramenti di presunte violazioni dei diritti umani da parte del ferocissimo regime egiziano. C'è scritto questo; leggetelo, lo avete firmato, lo avete presentato ed avete imposto alla Conferenza dei Capigruppo il fatto che non passasse in Commissione, forse per far coincidere la votazione come unico atto di indirizzo con l'esposizione di uno striscione a Palazzo Civico, perché tanto qui noi valiamo solo per premere un bottone, senza ragionare minimamente sul contenuto, senza ragionare sul fatto che ci sono tanti elementi di quella vicenda che vanno veramente approfonditi per capire se è davvero una vittima di una fazione governativa, se lo è di una fazione deviata dei Servizi, ma senza responsabilità politiche, o se, addirittura come è stato paventato, sia stato identificato erroneamente come un agente governativo e, quindi, invece colpito ed ucciso da forze paramilitari di opposizione. In quel grande caos, proprio perché è una vicenda delicata, non bisogna agitarlo come una bandiera. Quando si chiede la verità, non si decide qual è la verità prima dell'approfondimento dei fatti e voi, invece, state facendo questo. Quando si mette una bandiera si fa questo, perché chiedere la verità per qualcuno è diverso dal chiedere la verità su qualcuno e su cosa gli è successo. Non dimentichiamo che c'è anche un elemento da approfondire, perché le cronache hanno parlato di un eventuale legame tra Regeni ed un'agenzia di intelligence inglese, per cui c'è da approfondire tutto il contesto in cui questo è avvenuto e, in questa sede, io voglio ribadire a verbale che dietro non dico il vostro atto di indirizzo, ma tutta la campagna mediatica internazionale, a cui cerca di collegarsi qualche iniziativa di protagonismo - non dico sua, signor Sindaco - da parte di qualche Consigliere o di qualche Consigliera del suo Gruppo Consiliare, nel momento in cui abbiamo le milizie dell'Isis con il bandierone nero che sconfinano dal Sinai, è sbagliato il fatto di rovesciare una campagna di fango e soprattutto di attacco pregiudiziale, senza il benché minimo preventivo accertamento dei fatti, contro l'unico regime che, magari, non sarà in tutto in linea e democratico secondo i canoni occidentali, ma è anche l'unico regime democraticamente eletto e laico - sottolineo "laico" - di tutto il Maghreb del Nordafrica; è l'unico baluardo - insieme neanche a tutta la Libia, ma solo ad una parte della Libia - contro l'avanzata del Califfato nelle istituzioni di tutto il Nordafrica, in un momento in cui, oggettivamente, rischiamo di ritrovare di fronte alle nostre coste un intero continente islamizzato e sotto governi che sono ierocratici. Raccomando un'estrema cautela, perché un conto è chiedere la verità e un conto è (con le premesse - perché io ho letto quel documento in Conferenza dei Capigruppo - in cui si giudica già colpevole il Governo egiziano, prima ancora di effettuare l'approfondimento che si finge di chiedere) andare invece a decidere preventivamente chi sono i martiri - e questo ci può stare - e, conseguentemente, chi sono i cattivi. Sinceramente non ritengo di avere la verità in tasca, non ne ho gli elementi, però mi permetto di dire che in quest'Aula non li ha nessuno e, quindi, mi permetto anche di non dire preventivamente che c'è uno Stato canaglia, perché l'Egitto non è uno Stato canaglia… (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Invece c'è scritto. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Visto che chiede, glielo cito anche, perché, altrimenti, sembra che siamo dei visionari. Nel "Considerando" si dice: "Che i dati forniti dal Centro El Nadeem per la riabilitazione delle vittime della violenza e della tortura, una delle più autorevoli organizzazioni per i diritti umani egiziane, attiva dal 1993 e di cui il Ministero della Salute ha ordinato recentemente la chiusura, dicono che l'omicidio di Giulio Regeni non è affatto un caso isolato: secondo El Nadeem - questo centro che, di sicuro, è molto ben noto ad una parte, ma non a tutta quest'Aula - nel 2015 vi sono stati 464 casi di sparizione forzata e 1.676 casi di tortura". Una porcata come questa, in cui si dice che l'Egitto di Al-Sisi è come il Cile di Pinochet, non la voto e mi piacerebbe che non la votasse la Sala Rossa. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Grazie, Consigliere Marrone; la sua proposta è chiara. Sono iscritti a parlare i Consiglieri Trombotto, Nomis, Liardo e Sbriglio. La parola al Consigliere Trombotto. TROMBOTTO Maurizio Diversamente da chi mi ha preceduto, come Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia Libertà sosterremo pienamente con il nostro voto questa proposta di ordine del giorno, che fa seguito ad un'interpellanza che avevamo depositato e che è stata discussa questa mattina sullo stesso argomento, in cui si chiedeva all'Amministrazione Comunale una formalizzazione della propria posizione in modo pieno e forte. Da questo punto di vista, ci riteniamo soddisfatti dell'iniziativa ed il fatto, al contrario di quello che diceva il Consigliere Marrone, che questo atto rechi come prima firma quella del Sindaco dà ancora maggiore forza, vigore ed importanza alla proposta di ordine del giorno. Dopodiché, Consigliere Marrone, con lei ho condiviso una battaglia - siamo stati degli antesignani e ci siamo trovati isolati all'interno di questa Sala Rossa - contro un altro regime, quello dell'Arabia Saudita, rispetto all'ipotesi che fosse un ospite d'onore nell'edizione del Salone del Libro del 2016 e, nonostante nessuno l'abbia poi riconosciuto, l'abbiamo vinta. Ora, qui noi siamo di fronte ad un altro regime, e mi spiace, Consigliere Marrone, che lei faccia dei distinguo tra l'Arabia Saudita e l'Egitto. Siamo di fronte ad una Giunta militare, che ha fatto venir meno un Governo che poteva o meno piacere, in quanto retto dai fratelli musulmani, ma che era stato eletto democraticamente; siamo di fronte ad un Governo ed una Giunta militare che procede ad arrestare i giornalisti. Dalle ultime notizie, sono più di venti i giornalisti in carcere (come numero, il secondo solo dopo la Cina). Siamo di fronte a delle sparizioni, così come sono state indicate opportunamente all'interno del documento e siamo di fronte ad un omicidio di un nostro connazionale. Una Città importante, una Città Medaglia d'Oro della Resistenza come è la Città di Torino non può e non poteva tacere su un argomento di questo genere. Quindi, io invito tutti coloro che lo ritengono di votare e di approvare questa proposta di ordine del giorno. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Sbriglio. SBRIGLIO Giuseppe Io ho ascoltato attentamente gli interventi del Consigliere Marrone e del Consigliere Trombotto. Devo dire che, da un'analisi attenta di questo documento, premesso che io ho seguito con attenzione questa vicenda anche in base a delle notizie diffuse... CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Lei sta intervenendo sul merito e non sull'ordine dei lavori. SBRIGLIO Giuseppe È una premessa sull'ordine dei lavori. Molte di queste informazioni ci arrivano e le sentiamo tramite Al Jazeera e tramite altri mezzi di informazione, però, proprio perché siamo all'interno di un'Istituzione e dobbiamo cercare su questi temi di avere il più possibile un voto unanime, io chiederei ai presentatori di valutare nella premessa se sia opportuno mantenere i dati non oggettivi, ovvero da "ad oggi" in poi e il "Considerando" e io metterei anche un punto interrogativo sull'"Aderendo", perché sono tutti elementi sui quali, magari, tra qualche mese, avremo la certezza che corrispondono a verità, ma, purtroppo, non essendoci stato un Tribunale o qualche organo competente che abbia accertato questi fatti, in questa fase, probabilmente, non è opportuno metterli con un atto documentato. Anche se tutte le fonti sono chiare e nette, però si tratta di indizi precisi e concordanti, sui quali però non è ancora stata data verità. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Quando, però, chiedete di intervenire sull'ordine dei lavori, vi invito ad attenervi a ciò che chiedete. La parola, sull'ordine dei lavori, al Consigliere Liardo. LIARDO Enzo Vista la delicatezza della materia, che anche il Sindaco richiamava, che sicuramente ci vede tutti d'accordo, mi spiace aver visto vicino al suo banco i Colleghi della maggioranza a voler eventualmente modificare la proposta di ordine del giorno. Sarebbe opportuno - questa è una proposta che io mi permetto di fare - che queste eventuali modifiche siano fatte anche con gli esponenti della minoranza, proprio per avere un voto unanime. Basterebbe un minimo di sospensione; secondo me, varrebbe la pena votare un documento condiviso, proprio per quello che richiamava il Sindaco. CUNTRÒ Gioacchino (Vicepresidente) Io farei intervenire ancora la Consigliera Nomis, che aveva chiesto di intervenire e poi convocherei la Conferenza dei Capigruppo. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Deve fare delle proposte? Io la farei in contemporanea convocando la Conferenza dei Capigruppo, in modo tale che se viene condivisa, magari, c'è la sottoscrizione. (INTERVENTO FUORI MICROFONO). Rinuncia o vuole intervenire sul merito? (INTERVENTO FUORI MICROFONO). |