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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo alla discussione congiunta dell'interpellanza n. mecc. 200703646/02, presentata in data 5 giugno 2007, avente per oggetto: "Progetto mobilità interna Comune di Torino" e dell'interpellanza n. mecc. 200703783/02, presentata in data 11 giugno 2007, avente per oggetto: "Circolare Vaciago: preludio al collocamento in disponibilità del personale?" CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola, per la risposta, all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Ripeto quanto in parte ho già detto. Il progetto di mobilità del lavoro è seguito (anche se il Consigliere Carossa non ritiene questa una garanzia; per carità, si è liberi di non ritenerla), in ogni passaggio, dalle e con le Organizzazioni Sindacali e mi risulta che lo stesso questionario sia stato concordato con le medesime Organizzazioni Sindacali. Il progetto si divide in due fasi: una prima di mobilità volontaria verso i settori considerati in carenza, ovvero che hanno già registrato una carenza da tempo, misurata non sulla base di uno schema ideale di composizione di uffici, ma perché sono, effettivamente, in difficoltà. Questo è l'aspetto numericamente - io spero - più rilevante di questo progetto di mobilità e quindi ne consegue un contestuale sondaggio sulla volontà dei lavoratori per quanto riguarda la mobilità volontaria. Se la mobilità volontaria esaurirà i fabbisogni individuati e le criticità manifestate finora, il progetto di mobilità sarà concluso, ma è probabile che così non sia. Se, a fine anno o verso fine anno, permarranno carenze, saranno discusse con le Organizzazioni Sindacali le linee d'azione che si renderanno necessarie, tenendo in assoluta priorità le preferenze individuate dai lavoratori. Per il momento, quindi, l'unico criterio è la volontarietà; il criterio successivo sarà quello della preferenza, sulla base di quanto espresso nel tanto discusso questionario. Ma intanto vorrei far rilevare una cosa: queste due azioni, assieme (la mobilità volontaria e, se sarà necessario, quella preferenziale), tutte concordate con le Organizzazioni Sindacali, pur con tutti i limiti che possono eventualmente aver dato origine all'opinione poco fa espressa dal Consigliere Carossa, permettono di costruire un piano della mobilità interna, discusso e concordato con le Organizzazioni Sindacali che, come detto anche nell'interpellanza, nelle sue linee generali, oggi è in parte assente, ovvero, per effetto di un sistema della mobilità molto elaborato e molto complesso, che prevedeva, fino a poco tempo fa, una serie di meccanismi piuttosto complicati, del tipo, per esempio: "Se tu me ne dai uno, io te ne devo restituire un altro". Non esiste un piano, concordato con le Organizzazioni Sindacali, che riguardi, in linea generale, l'intera macchina e che poi studi i vari e particolari aspetti: questa è l'occasione per averlo e io lo ritengo un fatto positivo. La consultazione dei lavoratori è stata, come ho detto, discussa con le Organizzazioni Sindacali, è permanente e, per quanto ho potuto verificare, mi sembra che venga fatta nel rispetto del CIA. Da cosa nasce tutto questo? La Finanziaria del 2007, dice due cose importanti: la prima è che, a differenza degli anni passati (laddove il blocco del turnover ha portato ad usare pesantemente l'impiego di personale precario, poi, per fortuna, il Comune di Torino ha scelto forme un po' meno precarie di altre), c'è la possibilità di stabilizzare il personale precario. Contemporaneamente, però, le spese di personale rientrano nel Patto di Stabilità interno e, in sostanza, la Finanziaria ci dice che noi dobbiamo risparmiare l'1%, in spese di personale, rispetto alla spesa dell'anno 2004. Nel programma elettorale c'era un punto che credo davvero di avere fin qui difeso personalmente con molta energia, anche se devo dire che ho incontrato un consenso vasto: nonostante le pesanti difficoltà di Bilancio, si trattava di decidere se raggiungere, o meno, un obiettivo politico contenuto nel programma. Noi abbiamo scelto di avviarci lungo la strada della stabilizzazione. Abbiamo stabilizzato, al 1° gennaio, circa 600 ex contrattisti in formazione lavoro (così numerosi perché, come ho detto, il Comune, negli anni passati, aveva scelto forme di lavoro meno precarie rispetto ad altri Comuni) e, con un accordo siglato nei giorni scorsi con le Organizzazioni Sindacali, entro il 1° dicembre si stabilizzeranno circa 160 ex tempi determinati, per un totale di 760 unità in un anno. Prego, poi, chi avesse voglia di farlo, di andare a verificare il rapporto tra quantità di personale e quantità di nuovo personale stabilizzato, per scoprire che Torino ha una percentuale abbondantemente più alta rispetto a molte altre grandi Città. Tuttavia, è una scelta politica, ma è anche una scelta organizzativa, perché vuol dire portare, dentro la macchina comunale, persone più giovani (nel caso dei CFL, anche con un buon livello di conoscenza di professionalità, già acquisito attraverso gli studi fatti) e rinnovare i quadri della nostra Amministrazione, che, come tutte le altre, per effetto del blocco del turnover, è una macchina che, negli anni, è invecchiata. Fatto questo, bisogna risparmiare quell'1%: circa 9 milioni e mezzo di Euro rispetto al 2006. Come si ottiene questo risultato? Innanzitutto, stabilizziamo del personale precario, riducendo il ricorso ad altro personale precario, che, però, non verrà azzerato. In alcuni casi, si continueranno ad utilizzare contratti a tempo determinato, qualche CFL (ovviamente molti meno di prima), eccetera. Ma questo apporto si ridurrà, il che è un altro fatto, io credo, positivo sia sul piano organizzativo che sul piano politico. Politico! E lo dico a persone che, come me, hanno insistito affinché, nel programma di questa Amministrazione, la lotta - uso un termine forte - al lavoro precario (questo è stato un argomento molto discusso)... CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La inviterei a concludere. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Ho quasi finito, ma l'argomento è importante, ci tengo a spiegarlo bene! CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Infatti siamo arrivati ben oltre i 5 minuti. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Pazienza! Una volta tanto mi prendo un po' di tempo in più, perché l'argomento lo merita. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Bene. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Quindi, ricorreremo meno al lavoro precario, avendo stabilizzato una quota molto importante di precari. Secondo. Se non attraverso le stabilizzazioni, si ridurranno a non molte unità le sostituzioni del personale che va in pensione, che scopre, in particolare, alcuni settori, dove il personale è anche un po' più anziano; pensiamo, ad esempio, all'Anagrafe. Questo provoca degli squilibri nella struttura e la necessità, quindi, di coprire la carenza di personale in settori che risultano più scoperti e che sono particolarmente delicati, e ne cito alcuni: Anagrafe, Servizi Sociali, Tributi, prossimamente il Catasto, visto l'argomento dell'interpellanza del Consigliere Carossa. Per fare questo, bisogna rinnovare i meccanismi di mobilità interna, ma questo viene fatto seguendo due direttrici: 1) la direttrice della mobilità volontaria; 2) la direttrice della mobilità preferenziale, concordata con le Organizzazioni Sindacali, in modo da determinare insieme un piano generale della mobilità, che, come gli stessi interpellanti hanno riconosciuto, finora non c'era. Io spero che, alla fine, questo secondo aspetto si riduca a numeri piccoli e che, quindi, non si debba fare chissà che. È del tutto evidente che non sono comunque argomenti di competenza diretta del Consiglio Comunale, perché non costituiscono materia di deliberazioni, ma sono, ovviamente, materia di dibattito e, per concludere quanto si diceva prima, se c'è bisogno di approfondire la discussione o di chiarire ulteriormente i punti, per tutto ciò che io non ho potuto chiarire, credo che non ci sia nessun problema a chiedere agli uffici di venire in Commissione e chiarire ancora meglio, ma l'asse generale, il contorno, la logica politica che sta alle spalle di tutto ciò è quella che vi ho descritto. È una logica che io credo importante, che ottiene risultati positivi: stabilizzazioni, meno ricorso al personale precario, piano concordato di mobilità interna. I modi con cui si attua si possono discutere. È importante che questo sia chiaro e mi spiace che tutti questi elementi, in particolare il fatto che questa settimana abbiamo siglato un accordo così importante con tutte le Organizzazioni Sindacali, siano passati in secondo piano rispetto ad una vicenda che io penso abbia, anzi, ha senz'altro una ratio profonda e può produrre risultati positivi. Produce ovviamente anche delle polemiche, e quelle polemiche hanno, purtroppo, coperto un atto politico e organizzativo molto importante che abbiamo concluso (per fortuna, nonostante le difficoltà, in questi giorni), che è, appunto, la stabilizzazione del personale precario. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Io prima le chiedevo di essere più veloce, non perché ritenessi non importante la questione, ma perché mi pare che (com'è anche giusto che sia) lei abbia inserito nella sua risposta elementi che vanno anche al di là delle cose che sono state chieste dagli interpellanti. Ovviamente, per inquadrare l'argomento in un contesto più ampio, l'argomento necessita di una discussione e di un approfondimento in Commissione. La parola al Consigliere Cassano. CASSANO Luca Ringrazio l'Assessore per le risposte fornite e mi permetto una premessa di tipo politico, perché chiedere chiarezza e un approfondimento attraverso lo strumento dell'interpellanza, per quel che ci riguarda, non vuol dire entrare in contrapposizione con la sacrosanta azione, che quest'Amministrazione ha operato, di stabilizzazione dei 766 precari. Per noi la centralità della trasparenza e della chiarezza nel rapporto verso i dipendenti comunali è fondamentale, indipendentemente dalla sacrosanta stabilizzazione di cui lei parlava. Quindi, per quel che ci riguarda, non accettiamo che gli argomenti vengano messi in contrapposizione, e questo mi sembra un errore, dal punto di vista politico, che io mi permetto di annotare. Per noi non c'è una contrapposizione tra i due elementi. Lo chiedevamo a livello nazionale e lo chiedevamo a livello locale; lei, con fatica, è riuscito ad articolare una proposta che tiene conto della stabilizzazione di questi lavoratori, ma, per quel che ci riguarda, questo non può farci chiudere gli occhi rispetto alle esigenze e ai correttivi che l'Amministrazione può operare, nella trasparenza e nella chiarezza, nei confronti dei lavoratori pubblici. Lo dico perché questo è il secondo episodio di questo tipo! Ce ne fu uno analogo rispetto alla selezione delle P.O. per l'Assistenza; lo ricordo perché noi facemmo un'interpellanza allora e ne discutemmo, perché sostanzialmente venne detto ai lavoratori che la partecipazione alle selezioni per il suddetto incarico avrebbe costituito automaticamente la disponibilità, attraverso lo strumento di una lettera del Direttore Generale della Città, ad essere trasferiti presso questi servizi, che, caso vuole, nell'elenco che lei forniva, sono tra quelli in cui si verifica una carenza di personale. Quindi, è il secondo episodio che le Organizzazioni Sindacali e i lavoratori di questa Amministrazione subiscono ed evidentemente c'è una modalità di comunicazione con i lavoratori che andrebbe rivista, perché ricordo l'audizione del Direttore Generale in Conferenza dei Capigruppo in cui disse che non c'era nulla di impositivo, ma si trattava di una disponibilità aleatoria che veniva richiesta ai lavoratori. Però, le parole hanno un senso, e questo questionario, come la lettera di allora, viene spedito e i lavoratori, molto spesso, non hanno tutti gli strumenti interpretativi, nel momento in cui il capo della macchina comunale invia lettere di questo tipo, per capire quale sia la discrezione. Ed è proprio questo il tema centrale. Ricordo (esco un po' fuori dal seminato) la mobilità obbligatoria consequenziale agli obiettivi, una delle bandiere che il Direttore Generale, quando ricopriva incarichi di responsabilità all'interno delle Poste Italiane, utilizzò, anche in maniera efficace, raggiungendo gli obiettivi individuati dall'azienda. Quindi, da parte nostra, c'è anche una preoccupazione che quel modello venga poi applicato, in un Ente Pubblico, al Comune di Torino. Aggiungo una considerazione: la difficoltà nel coprire le richieste di personale in alcuni servizi dovrebbe farci riflettere, perché, evidentemente, per anni (o confermava l'Assessore), abbiamo utilizzato anche lavoratori con Contratto di Formazione Lavoro a tempo determinato, per andare a coprire quei servizi presso i quali i dipendenti nelle disponibilità dell'Amministrazione avevano difficoltà ad essere trasferiti, forse perché conoscevano anche le condizioni difficili di lavoro e l'ambiente. Probabilmente, l'Amministrazione dovrebbe soffermarsi per ragionare anche su quali siano i motivi che inducono i lavoratori nel loro complesso a non essere disponibili al loro trasferimento presso alcuni servizi. Questo è, probabilmente, anche un fatto da approfondire. Lei parlava di una posizione a favore delle Organizzazioni Sindacali, ma io ho qua un comunicato di un Sindacato della Città di Torino che invita i lavoratori non disponibili ad essere trasferiti a non compilare il questionario; quindi, delle due l'una, Assessore: o l'informativa nei confronti delle Organizzazioni Sindacali è avvenuta in maniera parziale o non del tutto efficace, oppure questo accordo non c'è stato. Ultima vicenda è sicuramente quella dei criteri. Noi, come lei ricordava, Assessore, non mettiamo in discussione la mobilità all'interno del Comune di Torino. Chiarezza (l'elemento centrale su cui noi ci soffermiamo, anche nella nostra interpellanza) vuole che siano resi noti ai lavoratori, per mezzo delle Organizzazioni Sindacali, i criteri con i quali queste mobilità saranno effettuate. Al di là delle accuse di eccesso di visibilità che il Capo dell'Amministrazione Comunale si è permesso di fare nei confronti del nostro Partito (ma questo rientra, probabilmente, nella dialettica politica, quindi, da oggi in poi, noi considereremo la dialettica nei confronti del Direttore Generale come una dialettica politica e non come quella che si adotta nei confronti di un dirigente della Pubblica Amministrazione), questa vicenda sollevata dalla nostra interpellanza sicuramente apre la riflessione sui rapporti tra l'Amministrazione Comunale (e il Direttore Generale) e le Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, perché non è pensabile che questa questione emerga solo perché una forza politica solleva il caso. Evidentemente, c'è un malessere diffuso; questo questionario ha lasciato e lascia questioni aperte non indifferenti ed è il motivo per cui le Organizzazioni Sindacali (cito la Funzione Pubblica della CGIL), contrariamente a quanto mi è parso di capire dal suo intervento, stanno invitando i loro iscritti, se non interessati ai progetti di mobilità, a non compilare il questionario. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Cerutti. CERUTTI Monica Il Consigliere Cassano ha già dato le indicazioni alle quali mi associo, però, anch'io volevo ribadire che non si vuole assolutamente sminuire l'importanza delle stabilizzazioni, che sono un valore politico importante nel quale crediamo tutti. Vorrei riprendere l'ultima questione. Poiché l'Assessore diceva che questo discorso della mobilità era stato concordato con le Organizzazioni Sindacali, aggiungo una nota in più: le Organizzazioni Sindacali danno indicazioni diverse ai lavoratori, tra loro, e ciò contribuisce alla non chiarezza dal punto di vista dei lavoratori, che non sanno bene, in questo momento, che cosa fare e quindi mi sembra che si sia venuta a creare una situazione che non è, comunque, particolarmente positiva (poi non sto a ripetere considerazioni già fatte). Tra l'altro, una battuta: speravo che si parlasse di altra mobilità per quanto riguarda il Comune, visto che dobbiamo istituire da tempo il Mobility Manager e quindi la lettera si riferisse ad un altro tipo di mobilità... Seconda questione e ultima: l'aspetto degli esuberi. Io credo che sia necessario un approfondimento in Commissione, proprio per comprendere meglio come possano essere valutati gli esuberi. Da note giornalistiche ho potuto apprendere che gli esuberi sono concentrati in alcuni settori, in particolare, nelle Circoscrizioni; se così fosse, vorrei comprendere la ratio, perché dalle parole dell'Assessore, mi è sembrato di capire che i settori nei quali abbiamo particolari difficoltà siano gli Uffici dell'Anagrafe e i Servizi Sociali. A me arrivano informazioni diverse, secondo le quali gli esuberi siano proprio nelle Circoscrizioni. Quindi, vorrei comprendere meglio quale sia la situazione e quindi credo sia necessario un approfondimento, anche per una valutazione politica che si inserisca nel dibattito attuale sulle Circoscrizioni e le loro competenze. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola al Consigliere Tronzano. TRONZANO Andrea La risposta dell'Assessore non mi lascia né soddisfatto né insoddisfatto. Sono soltanto qua per comprendere meglio, quindi, mi sembra quanto mai opportuna anche la richiesta del Consigliere Carossa di portare l'argomento in Commissione. Farò alcune riflessioni, senza la pretesa di avere la verità in tasca, perché il problema del personale è un problema assolutamente delicato, importante e difficile da risolvere e soltanto i lustri garantiscono successo e non gli anni. Innanzitutto, siamo in un momento delicato, che deriva dalla discussione in cui il Direttore Generale ha dovuto affrontare le questioni contingenti personali che sono successe nelle settimane scorse, quindi quanto mai, l'opportunità consigliava di evitare una circolare con questi toni perentori in questo momento, ad esempio. Questa poteva essere una piccola attenzione verso il personale che poteva essere dovuta anche rispetto alla posizione della politica nei confronti del Direttore Generale, che è stata quanto mai garantista: assolutamente nessuno ha attaccato il Direttore Generale, però, sicuramente il problema del Direttore Generale, rispetto al dipendente pubblico (che, se fosse incorso nelle situazioni in cui è incorso il Direttore Generale, sarebbe stato sospeso), implicava quanto meno un'attenzione particolare nell'uscire con questionari di questo genere o, comunque, con circolari con parole alquanto perentorie. La cito soltanto per il verbale: "Ovviamente, rientra nel diritto di ciascuno lavoratore non rispondere al questionario, ma ciò equivale alla completa indifferenza nella scelta di future sedi lavorative". Questo mi sembra, quanto mai scomodo per un dipendente o, comunque, quanto mai risibile. In secondo luogo, la questione del "benessere organizzativo" che ho citato nell'interpellanza (sulla quale non ho sentito naturalmente risposta, ma questo non è importante), si riferisce ad una direttiva del Ministero della Funzione Pubblica del 24 marzo 2004. In questo caso, non so a che punto possa essere il Comune di Torino, però mi piacerebbe saperlo e, secondo me, questo è uno degli argomenti da discutere in questa futura I Commissione sul personale. Inoltre, direi che è anche importante considerare che la macchina dei dipendenti pubblici è una macchina che può funzionare a meraviglia, ma può anche subire notevoli intoppi, se non gestita benissimo, se non gestita bene o se portata alla paura, se nei dipendenti si rivela qualche sintomo di paura. In questo senso, mi viene da dire che i sindacati, probabilmente, non hanno comunicato a sufficienza e quindi non rappresentano più la categoria dei dipendenti pubblici, perché se questa circolare, se questo questionario hanno creato questa perplessità, questa paura diffusa nel personale, sicuramente vuol dire che qualche mancanza di comunicazione è avvenuta. Insisto ancora dicendo che, sulla formazione, bisogna assolutamente agire, perché, come diceva bene il Consigliere Carossa, per evitare umiliazioni dovute allo spostamento del posto di lavoro o del ruolo, sicuramente la formazione è un punto cardine. Inoltre, sottolineo che la carenza di personale sembra ci sia soltanto dove non vuole andare nessuno, quindi questo è un problema che occorre tenere in considerazione. Chiudo, citando (e questa è naturalmente una provocazione, ma a mio giudizio merita una risposta da parte dell'Assessore) l'articolo 33 del Decreto Legislativo n. 165, che prevede il personale in disponibilità, se supera le dieci unità. In alcuni Settori si è già registrato l'esubero di personale, addirittura di 45 unità; questo articolo specifica che, se siamo sopra le dieci unità, il personale può essere messo in disponibilità. Questo vuol dire praticamente cassa integrazione. Senza allarmare nessuno, però, qui ci vogliono risposte perentorie e certe, da parte dell'Amministrazione, perché questo potrebbe essere il preludio, viste le frasi abbastanza pesanti utilizzate in questa circolare. Come ho detto prima, sicuramente questo merita una risposta. Questa è sicuramente una provocazione, Assessore, però merita anche la massima attenzione. Quindi termino, dicendo che la Commissione sul personale, a mio giudizio, è fondamentale e potremmo istituirla al più presto in una delle prossime sedute. COPPOLA Michele (Vicepresidente) La parola, per una breve replica, all'Assessore Borgogno. BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Se ci sarà questa riunione di Commissione, dato che a luglio, dopo che per un anno non mi sono più mosso da questa città, forse riesco ad andar via per qualche giorno, spero che concordiamo poi la data. A proposito del Sindaco e di eccesso di visibilità, c'è un fatto, di cui, tra l'altro, mi è testimone chi ha scritto articoli su questo argomento. L'argomento è delicato: l'interpellanza reca la data del 5 giugno, cioè successiva alla Conferenza dei Capigruppo in cui si è stabilito l'ordine del giorno per oggi, però è oggi, e io l'interpellanza l'ho avuta il 7. Io ho letto che c'era una questione sollevata dal Consiglio Comunale su questo argomento su La Stampa del giorno 6. Per carità, è tutto legittimo, è tutto assolutamente legittimo, però credo che, nel trattare le questioni delicate, dal mio punto di vista e da ex Consigliere Comunale, spesso sia utile comprendere meglio le cose, non perché così si eviti di fare, ma perché così si riesca a dare il giusto spazio, il giusto peso a tutto. Lo dico: credo che, dal punto di vista politico, non chi ha fatto l'interpellanza, ma l'Amministrazione, in questi giorni, abbia avuto più difficoltà a valorizzare sul piano della comunicazione un fatto importante, per effetto di una polemica che ci sta tutta, che è assolutamente legittima, ma che si è sovrapposta ad un fatto, per me molto importante, e che non ha avuto purtroppo adeguata visibilità. Le due cose non sono contrapposte, infatti si tengono: l'una è in parte causa dell'altra. Ed è in parte causa dell'altra, al punto che, al di là di ciò che si pensi del ruolo, della natura e della funzione delle Organizzazioni Sindacali, questa vicenda, per me, deve portare a costruire, dopo anni, un piano di mobilità interna concordato con le Organizzazioni Sindacali! Non è una cosa da poco! CAROSSA Mario (Intervento fuori microfono). BORGOGNO Giuseppe (Assessore) Abbia pazienza, Consigliere Carossa. La concertazione e la contrattazione sono due cose stabilite da norme e si svolgono mettendo insieme chi sta da una parte e dall'altra del tavolo. Si spera che raggiungano risultati apprezzabili per tutti,sopratutto per l'Ente in cui queste due cose si collocano! Le Organizzazioni Sindacali a me risulta che siano state talmente coinvolte (voglio dire anche questo, tanto ormai le polemiche...) da avere, qualcuna di loro, fornito, ai giornali che ne hanno parlato, un documento in cui viene impropriamente usato il termine "esuberi" (perché non si tratta di esuberi, ma si tratterà semmai di eccedenze in alcuni servizi e di carenze da riequilibrare in un altro). È un documento che io stesso ho visto dopo averlo letto sui giornali, quindi le Organizzazioni Sindacali erano certamente informate e certamente hanno partecipato ad una discussione; che poi l'abbiano interpretata in un modo o in un altro, è un altro paio di maniche! Ma questo dimostra (uso un argomento polemico, volutamente polemico) che evidentemente un passaggio con le Organizzazioni Sindacali, che per me deve preludere ad un percorso comune che porti ad un piano concordato, c'è stato. Perché io prima ho insistito, oltre all'aspetto di comunicazione, sul fatto che queste due cose si tengono? Perché nel nostro Ente, anche tra le Organizzazioni Sindacali, c'è chi pensa che la mobilità interna si debba continuare a fare come si faceva un po' di tempo fa, ovvero con il cosiddetto "scambio". Tra l'altro, se sono già poco appetibili alcuni servizi più delicati, più faticosi, più laboriosi, più esposti al pubblico, quel meccanismo di sostituzione ha reso ancora più difficile coprire le carenze nei settori più delicati e più colpiti dai pensionamenti, perché ha personale che si è mosso meno, magari è anche un po' più anziano, eccetera. Per effetto della riduzione dell'1% della spesa rispetto al 2004, della stabilizzazione dei precari, della copertura, quindi delle carenze in alcuni servizi che ne risultano (perché bisogna poi spendere meno), quel meccanismo di mobilità non è più possibile! Ne va costruito un altro che, per il momento, è quello volontario e, finora, e penso anche in futuro (cito un'ultima cosa detta dal Consigliere Cassano), la mobilità obbligatoria, allo stato, non è stata considerata. È stata considerata quella volontaria, insieme ad un percorso di mobilità preferenziale da concordare con le Organizzazioni Sindacali, che è cosa ben diversa da quella obbligatoria. Ma quella mobilità che c'era fino a un po' di tempo fa, non ce la possiamo più permettere; dobbiamo seguire altre strade che, ovviamente, devono portarci ad avere un piano della mobilità: su questo non c'è alcun dubbio, anche per effetto di alcune scelte positive, realizzate positivamente, come la stabilizzazione dei precari. Ultimissima questione: posso dire che trovo un po' - uso la parola che mi viene in mente, con assoluta franchezza - antipatico collegare la discussione su questa circolare del Direttore Generale, con altre vicende che riguardano il Direttore Generale e che non c'entrano niente con questa circolare e con il fatto di avere anche competenza sulle questioni del personale? È un po' antipatico, per due ragioni: la prima, perché sono un garantista, ma per davvero, e se lo sono in assoluto, lo sono ancora di più per ciò che riguarda le determinazioni del Consiglio Comunale, che sono determinazioni politiche. Mancherebbe soltanto che, mentre è sospesa la discussione su una mozione, presentata non so se da un Gruppo o da più Gruppi, sul Direttore Generale e su altri aspetti o un'altra vicenda che lo riguardi, uno si dovesse autosospendere. Perché? Il Consiglio discuterà, farà, ma sono due cose totalmente diverse. Il Direttore Generale è nel pieno delle sue funzioni e fa ciò che deve fare, cioè anche questo lavoro. E oltre a fare questo lavoro, credo che verrà (se la Commissione glielo chiederà), e io credo che sia utile a tutti, me compreso) a discutere, approfondire e chiarire, laddove ce ne fosse bisogno, anche gli argomenti che erano contenuti nell'interpellanza che abbiamo discusso oggi, la cui cornice politica, al di là dell'attuazione, è quella che ho descritto prima, e ha degli aspetti enormemente positivi. Fare un piano concordato per la mobilità è un fatto positivo e nuovo; stabilizzare i precari lo è altrettanto. Prego soltanto di considerare, dato che purtroppo non è stato possibile in questi giorni, che entrambe le cose sarebbero dei successi dell'Amministrazione, del suo programma e, consentitemi una battuta, persino in una chiave di sinistra! COPPOLA Michele (Vicepresidente) Chiedo aiuto ai Colleghi che sono intervenuti prima, anche perché l'inizio della discussione dell'interpellanza aveva il Presidente del Consiglio Comunale a presiedere i lavori e non me. Avete chiesto un approfondimento in Commissione? (INTERVENTI FUORI MICROFONO). Bene, quindi la consideriamo discussa per l'Aula e l'inviamo nella Commissione Consiliare competente, che è presieduta dal Consigliere Cuntrò. CAROSSA Mario (Intervento fuori microfono). COPPOLA Michele (Vicepresidente) In audizione con il dottor Vaciago, certo. Facciamo presente, quindi, al Presidente Cuntrò di audire anche il City Manager. |