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CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Passiamo all'esame della proposta di deliberazione n. mecc. 200701474/08, presentata dalla Giunta Comunale in data 13 marzo 2007, avente per oggetto: "Dismissione straordinaria asset immobiliari - linee di indirizzo". CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) La parola all'Assessore Viano. VIANO Mario (Assessore) Come i Consiglieri sanno, avendo discusso ampiamente nell'ambito delle Commissioni dedicate all'argomento, la finalità generale del provvedimento è di attuare le indicazioni contenute nel Bilancio di Previsione per l'esercizio finanziario in corso e di reperire, attraverso questa attività, le risorse necessarie a finanziare la parte assolutamente prevalente del Piano degli Investimenti per l'esercizio finanziario 2007. Il quadro degli oneri finanziari che gravano sulla parte corrente, in relazione al debito cumulato dall'Amministrazione, oltre che nel rispetto delle normative generali in proposito, è tale da indurre ad ogni attenzione per contenere al minimo indispensabile l'ulteriore indebitamento ed, anzi, valorizzare al massimo le risorse patrimoniali disponibili per finanziare l'attività di investimento ordinario e straordinario. Quindi, questa deliberazione, questa attività si colloca nel quadro generale (che, peraltro, ha già avuto, negli anni scorsi, significative attuazioni) di razionalizzare e valorizzare il patrimonio immobiliare, contenendo i sottoutilizzi e prevedendo la dismissione di quella parte del patrimonio che non è funzionale allo svolgimento delle attività istituzionali e che, d'altra parte, non risponde a finalità sociali individuate in modo espresso. Per quanto riguarda le modalità con cui procedere a questa fase di alienazione, l'indicazione contenuta nella deliberazione, in questo senso, non conformandosi integralmente - per questo motivo è stato presentato apposito gruppo di emendamenti - nella forma, cioè non nell'intento, non nella scelta di procedere all'alienazione, ma nelle modalità con cui procedere alle alienazioni stesse, si propone di procedere attraverso la costituzione di un fondo immobiliare, ai sensi della Legge n. 86 del '94 e successive modifiche ed integrazioni (che, tra l'altro, ha introdotto significative agevolazioni fiscali per promuovere sostanzialmente il ricorso a tale modalità). La ragione fondamentale per cui si è ritenuto opportuno scegliere questa modalità è riconducibile all'obiettivo di aprire quanto più possibile il mercato immobiliare, nella fattispecie, agli investitori internazionali, ritenendo che sia una delle leve attraverso cui, in generale, realizzare quell'apertura e quella presenza sulla scena internazionale che è condizione per accedere ad iniziative e ad investimenti essenziali a compensare quelle cadute di produzione di ricchezza che, storicamente, erano realizzate in prevalenza dall'attività produttiva industriale. Si tratta, allora, di allargare a segmenti di attività economica non direttamente manifatturiera, ma più orientata alla produzione di servizi al terziario: in questo senso, l'apertura internazionale è condizione anche per quanto concerne l'uso e la valorizzazione del patrimonio immobiliare e condizione indispensabile per il perseguimento degli obiettivi proposti, in generale, nella pianificazione strategica e, in particolare, in sede di Bilancio di Previsione 2007. Per quanto riguarda, invece, la selezione degli immobili che sono stati inclusi nel pacchetto di alienazione, ci si è rivolti, in larga prevalenza, ad immobili storicamente usati per usi istituzionali, per ospitare attività dirette dell'Amministrazione, attività che, in larga misura ed in rapporto alla dismissione e riconversione del patrimonio provenente dal trasferimento degli Uffici Giudiziari, è possibile liberare e mettere in campo per recuperare risorse fresche di investimento, senza oneri per l'Amministrazione, al di là, certamente, della dismissione degli stessi, che è attività che, in generale, occorre limitare nella misura massima possibile, ma che, in questo caso, può contribuire significativamente ad arricchire il panorama di attività e di iniziative che, in città, possono trovare piena esplicazione. Si tratta, infatti, in larga misura, di immobili scarsamente o comunque non utilizzati in termine di saturazione, si tratta di immobili sottoutilizzati che, in questo modo, immettiamo sul mercato per utilizzi più intensi, più intensivi, e quindi offrendo l'opportunità di realizzare quell'attrazione di nuove iniziative ed imprese che rappresenta l'obiettivo essenziale della fase attuale dell'Amministrazione. Per quanto riguarda il valore complessivo del patrimonio che è sostanzialmente incluso in questo pacchetto di dismissioni, abbiamo evidenziato ed abbiamo ampiamente discusso in sede di esame di Commissione, come, in ogni caso, qualsiasi valutazione effettuata dal conferente, in questo caso la Città di Torino, abbia un valore meramente indicativo, in quanto la normativa - leggo un passaggio dell'integrazione proposta attraverso l'emendamento di Commissione - che disciplina i fondi di investimento prevede espressamente, per quanto attiene alla modalità di valorizzazione dei beni immobiliari, che la valutazione degli asset apportati sia effettuata da esperti indipendenti. Abbiamo tuttavia richiesto agli Uffici del Patrimonio, di concerto con il Politecnico, di effettuare una valutazione, che ha un valore, appunto, assolutamente e soltanto indicativo in questa fase della procedura, che è stato stimato in oltre 147 milioni di Euro. La procedura indicata dalla deliberazione, per la quale si richiede l'autorizzazione del Consiglio a procedere, prevede che, sostanzialmente, attraverso bando pubblico, si invitino tutti i soggetti che hanno i requisiti previsti dalla norma ad avanzare le loro proposte, a presentare la loro offerta. Le offerte dovranno contenere in maniera assolutamente obbligatoria l'indicazione del valore attribuito agli asset immobiliari, la qualificazione del proponente nella gestione di fondi analoghi, il piano di valorizzazione e l'indicazione della misura della compartecipazione alle plusvalenze offerta ai conferenti. A questa fase preliminare seguirà, a valle di un provvedimento formale del Consiglio Comunale, un secondo atto, oltre a questo che autorizza l'avvio della procedura, con cui si prenderà atto della prima fase della procedura e si autorizzerà, qualora si riscontrino le condizioni, a procedere concretamente alla dismissione, attraverso il conferimento al fondo, del patrimonio indicato; questa fase sarà espressamente prevista dal bando, con cui si diramerà l'invito alla presentazione delle proposte e appoggerà la determinazione a procedere sulla base della valutazione di una perizia di congruità, che sarà predisposta dagli Uffici, che potranno valersi anche del supporto di esperti esterni qualificati. In conclusione, la deliberazione, oltre a dare atto che il presente provvedimento costituisce modifica - ai sensi e per gli effetti dell'articolo n. 31, comma 5, dello Statuto - delle linee programmatiche, a suo tempo approvate (non per quanto riguarda il contenuto, ma la forma attraverso cui procedere alla dismissione), prevede l'approvazione delle linee di indirizzo per la dismissione, così come analiticamente indicate nella premessa, rinviando a successivo provvedimento (come richiamavo) l'autorizzazione al proseguimento della procedura ed alla cessione al fondo degli immobili. In buona sostanza, autorizza l'avvio della procedura con cui la Giunta potrà acquisire tutti gli elementi economici-finanziari e legati alla governance del fondo, così come offerti dai vari proponenti, per una valutazione conclusiva sull'opportunità di procedere su questa strada. Nel caso si ritenga che nessuna delle proposte presentate sia da considerarsi congrua, l'Amministrazione si riserva, in modo esplicito (questa previsione è contenuta nel bando, in modo che tutti coloro che partecipano siano perfettamente consapevoli di questa eventualità), di procedere in altro modo, nel perseguimento della massima valorizzazione possibile del patrimonio stesso. CASTRONOVO Giuseppe (Presidente) Come concordato in Conferenza dei Capigruppo, il dibattito non inizierà oggi, ma lunedì prossimo. |