Servizio Centrale Consiglio Comunale
2010 06575/002
CITTÀ DI TORINO
I sottoscritti Consiglieri Comunali
- in esito allo scandalo esumazioni, AFC ha inteso verificare procedure e posizioni del personale, e particolarmente del personale coinvolto come testimone o come indagato nell'ampio procedimento penale che ha investito l'azienda, i suoi responsabili e l'intera Amministrazione Comunale, Sindaco incluso;
- nel corso di tali verifiche, l'attenzione si è appuntata sulla posizione di un dipendente, I.U., peraltro particolarmente generoso di dichiarazioni alla Procura in merito al procedimento cimiteri, dipendente che si sospettava di truffa ai danni dell'azienda attraverso perdurante assenteismo, per un ammontare di danno, valutato da AFC stessa, di Euro 595,84 pari a 54,95 ore non lavorate;
RILEVATO CHE
- verso il dipendente in questione non è stata attivata la procedura prevista per il licenziamento "per giusta causa", attraverso la contestazione formale di addebiti ed inadempienze contrattuali, ma al contrario veniva offerta l'opzione delle dimissioni spontanee incentivate da una generosa "buona uscita" pari a 46mila Euro, corrispondenti a circa tre anni di retribuzione, opzione successivamente accettata dall'interessato;
- precedentemente alla proposta di accordo bonario, l'azienda avrebbe affidato ad una società privata di investigazioni, la "White Wolf" di Livorno, l'incarico di verificare, attraverso tecniche di sorveglianza e pedinamento, la fondatezza dei sospetti circa l'operato del detto dipendente;
SOTTOLINEATO CHE
- mentre l'incarico al "private eye" veniva conferito ufficialmente per una sorveglianza complessiva dei siti cimiteriali, soggetti ad una serie di atti vandalici e di furti, in realtà, come emerge dagli atti del procedimento penale attivato d'ufficio nei confronti di I.U., l'intera attività investigativa è stata concentrata esclusivamente sull'interessato, in violazione clamorosa della Legge 300/1970 (Statuto dei lavoratori);
- tali attività investigative ad personam sono state avviate, come si legge nel verbale dell'udienza tenutasi il giorno 11 marzo 2010, con un tempismo particolare (richiesta di prestazione pervenuta a mezzo fax da AFC alla White Wolf in data 18 ottobre 2007, pedinamenti iniziati il giorno dopo), tale da far pensare ad accordi informali già in essere riguardanti la sorveglianza del singolo;
RILEVATO ANCORA CHE
- l'incarico alla società di investigazioni sarebbe costato all'Azienda la somma di Euro 100.000,00; e non è dato sapere come è stato appostato in bilancio;
- l'azienda si è sobbarcata un ulteriore onere, sotto forma di parcella ad un consulente del lavoro, incaricato ad hoc per accertare il danno contestato derivante da assenteismo;
- mentre commissionava tali attività, l'Azienda si apprestava ad offrire all'interessato la generosa buona uscita;
- tale attività si è esercitata contestualmente ad un'indagine, promossa dalla Procura, volta a perseguire i responsabili degli atti vandalici ai cimiteri, a rischio di improprie sovrapposizioni tra attività di sicurezza privata e lavoro di investigazione della Procura;
- il dipendente, risultato poi assolto per difetto di querela da parte della medesima azienda che, nel frattempo, avrebbe offerto la buona uscita ed avrebbe fatto pedinare lo stesso dipendente;
Il Sindaco e l'Assessore competente per sapere:
1) da un punto di
vista di economicità della spesa, trattandosi di azienda a controllo pubblico, se
non sia censurabile l'operato degli amministratori di AFC i quali, per
recuperare un danno dichiarato di 600,00 Euro, ne hanno spesi 146.000,00, in un
clima torbido di sotterfugi e di illegalità (quale quella del pedinamento a
carico di un dipendente);
2) da un punto di
vista di opportunità, se non sia stato quantomeno imprudente chiamare in causa
una società di investigazioni (col il motivo ufficiale di assicurare,
sostanzialmente, una guardiania ai siti cimiteriali), mentre sugli episodi di
vandalismo e di furto era in corso un'indagine ufficiale della Procura della
Repubblica;
3) da un punto di
vista di gestione trasparente del personale, perché nei confronti di un
dipendente, sospettato di truffa, l'Azienda abbia offerto dimissioni bonarie
con un incentivo così sostanzioso e, contestualmente, avviato attività di
pedinamento, salvo poi non sporgere querela formale, quando per questi casi è
prevista una procedura chiara per il "licenziamento per giusta
causa";
INTERPELLANO INFINE
il Sindaco per sapere se possa fornire adeguate garanzie che in questi casi le Aziende partecipate, quale che sia la specifica fattispecie contestata o il profilo dei dipendenti interessati, procedano secondo legge senza ricorrere ad espedienti che potrebbero produrre ulteriori contenziosi, visto che risulta agli interpellanti che la difesa del dipendente di AFC di cui sopra abbia già inoltrato all'Azienda una richiesta di risarcimento.
Daniele Cantore
Andrea Tronzano
Cristiano Bussola
Raffaella Furnari
Rocco Lospinuso
Tiziana Salti