Servizio Centrale Consiglio Comunale

2011 06670/002

CITTÀ DI TORINO

 

INTERPELLANZA: "EX-ISVOR - PERMESSO DI COSTRUIRE CONVENZIONATO PER LA REALIZZAZIONE DI UN INTERVENTO IN AREA TE DI PRG COMPRESA TRA CORSO D'AZEGLIO, CORSO DANTE, VIA MARENCO E VIA MONTI (EX ISVOR) APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE IL 24 LUGLIO 2010" PRESENTATA DAI CONSIGLIERI CAROSSA, RICCA E CARBONERO IN DATA 22 NOVEMBRE 2011.

 

I sottoscritti Consiglieri Comunali,

 

PRESO ATTO CHE

 

-        con deliberazione di Consiglio Comunale del 23 luglio 2010 (mecc. 2010 00968/009 -pubblicata il 13 agosto 2010), l'Amministrazione ha approvato il Permesso di Costruire Convenzionato per la "realizzazione di un intervento in 'area TE' di P.R.G. compresa tra corso Massimo d'Azeglio, corso Dante, via Marenco e via Monti (ex ISVOR)" in capo alla società Torino Zerocinque Trading S.p.A. sull'area ex-ISVOR di corso Dante in Torino in area "TE" (Terziario), su una superficie fondiaria di mq. 16.980, per una SLP complessiva di mq. 33.960, pari ad un aumento della capacità insediativa di oltre 650 abitanti;

-        la Giunta della Circoscrizione 8 con deliberazione del 29 aprile 2010 (mecc. 2010 02103/091) ha espresso parere negativo nel merito alla trasformazione prevista dal Permesso di Costruire Convenzionato sull'area ex ISVOR;

-        tra le obbligazioni previste dal Permesso di Costruire Convenzionato la società Torino Zerocinque Trading S.p.A. si impegna alla realizzazione delle citate opere per un importo complessivo di Euro 4.400.000,00 (quattromilioquattrocentomila/00) così suddivise:

-     realizzazione di parcheggio pubblico interrato della superficie di mq. 5.030 corrispondente ad un importo pari ad Euro 2.500.000,00;

-     realizzazione di una piazza pedonale da assoggettare all'uso pubblico corrispondente ad un importo pari ad Euro 600.000,00;

-        a realizzare tutte le opere edilizie occorrenti (escluse le decorazioni e l'arredo mobile) per l'esecuzione di un edificio di pubblico interesse da destinare ad asilo nido per un valore corrispondente di circa Euro 1.300.000,00;

-        a corrispondere a titolo di monetizzazione degli standards non reperibili per mq. 5.404 un contributo di Euro 2.885.736 (mq 5.404 x Euro/mq 534) alla trasformazione nell'area ex ISVOR;

-        il reperimento del residuo degli standards non rintracciati nell'area di intervento è ottenuto attraverso la cessione delle aree ritenute di interesse dalla Città, come disposto dall'articolo 6 punto 6 delle N.U.E.A. del P.R.G., ubicate in strada del Barrocchio pari a circa 4800 mq. complessivi (indice 1 mq SLP/mq SF);

-        nella seduta del 5 maggio 2011 la Commissione Edilizia, esaminato il progetto, ha espresso parere contrario alla soluzione proposta in quanto "ritiene la stessa assolutamente incompatibile con il prestigio dell'ambito urbano dell'area interessata dall'intervento e dequalificante la valenza architettonica dell'edificio vincolato storico da conservare".

La stessa Commissione nella successiva seduta del 16 giugno 2011, riesaminato il progetto, visti i nuovi elaborati del 15 giugno 2011, esprimeva parere favorevole alla sua approvazione;

 

RILEVATO CHE

 

-        negli elaborati progettuali disaminati dalla Commissione Edilizia nel corso della seduta del 16 giugno 2011 e per i quali è stato espresso parere favorevole non trova collocazione l'edificio di pubblico interesse da destinare ad asilo nido così come previsto dalle obbligazioni poste a carico alla società Torino Zerocinque Trading S.p.A. e contemplate dal Permesso di Costruire Convenzionato;

-        la Soprintendenza, con nota datata 18 ottobre 2011, nel comunicare che l'ultimo provvedimento emesso dall'Ente di Tutela sull'ex stabilimento industriale prima del vincolo diretto ed indiretto posto sull'immobile risale al 22 febbraio 2011 protocollo 3768;

-        è pertanto da ritenere che l'Ente di Tutela non ha avuto modo di disaminare gli elaborati progettuali per i quali la Commissione Edilizia nella seduta del 16 giugno 2011 ha espresso parere favorevole;

-        la stessa Soprintendenza nella comunicazione del 24 settembre 2010 e nella successiva nota del 22 febbraio 2011 - entrambe notificate alla società Torino Zerocinque Trading S.p.A. ed alla Città di Torino - evidenzia che: "per il corpo di Corso Dante, gli studi effettuati e le riprese fotografiche evidenziano senza possibilità di equivoci un distacco tra la struttura portante e la facciata, risolta come "pelle" superficiale. Non si avanzano pertanto, seppure a malincuore, osservazioni contrarie alla scomposizione delle parti interne con solai inflessi e al mantenimento della sola pellicola di facciata, che costituisce sulla città l'affaccio della fabbrica e quindi la sua immagine.

Le fasi realizzative del cantiere potranno svilupparsi secondo le modalità delineate nello studio statico/progetto strutturale, in modo tale da poter ripristinare l'immagine della facciate a lavori eseguiti";

-        alla luce delle considerazioni espresse dall'Ente di Tutela è pertanto da ritenere che l'intervento contemplato in progetto sul corpo di fabbrica di corso Dante per il quale è previsto il "… mantenimento della sola pellicola di facciata" non può essere considerato come restauro e risanamento conservativo in senso proprio in quanto tutti gli elementi costituenti il corpo di fabbrica in parola - fatto salvo della sola facciata - non verranno mantenuti e pertanto la superficie corrispondente (circa 8.380 mq) essere considerati a tutti gli effetti come aree che generano servizi e come tali da includersi nei conteggi;

-        all'interno del lotto oggetto di intervento (in relazione al quale è stato rilasciato il Permesso di Costruire Convenzionato) si trova il tratto di via Chiabrera - compreso fra corso Dante e via Monti - concessa, a titolo precario e temporaneo a far data dal 16 gennaio 1905, in uso attraverso una convenzione di "Dismissione di terreno ad uso pubblico" dal Comune di Torino alla FIAT la realizzazione dei fabbricati industriali;

-        in data 17 novembre 1950, il Consiglio Comunale di Torino concedeva nuovamente l'occupazione del tratto di via comunale, sempre a titolo oneroso, "in via precaria e per la durata di anni 19 a partire dal 1 gennaio 1950, e sarà revocabile in qualsiasi momento, anche prima della scadenza ad esclusivo giudizio della Città con semplice preavviso di mesi sei da dare anche con lettera d'ufficio e senza che competano alla Società concessionaria indennità o compensi di sorta";

-        non esistono atti pubblici o provvedimenti di cessione di tale tratto demaniale alla FIAT e tale situazione non poteva essere ignorata dagli uffici comunali che hanno istruito per anni i progetti di trasformazione urbanistica dell'area;

-        nel 2005 con atto pubblico del notaio Marocco, la Fiat Gestioni Immobiliari S.p.A. ha ceduto l'area ex Isvor alla Società Torino Zero Cinque Trading, dichiarandosi proprietaria anche del tratto di proprietà comunale (come anche evidenziato e confermato dalla stessa recente sentenza del TAR al ricorso dei cittadini);

-        nella sentenza del TAR,, la cessione del tratto di strada demaniale viene considerata "in buona fede" e come palese disinteresse della Città a rivendicare la proprietà pubblica. In effetti, il Comune di Torino, inspiegabilmente, non si è attivato per rivendicare diritti demaniali su oltre 2.000 mq. di proprietà comunale;

-        è in corso di completamento l'intervento di riqualificazione edilizia dell'edificio di corso Massimo d'Azeglio angolo via Monti posto a confine dell'area ex Isvor ove è prevista la ricollocazione degli studi medici di accertamento ed i laboratori di analisi costituenti il "Centro Diagnostico Fiat Sepin" attualmente ubicato in via Marochetti 11.

Tale struttura determina un forte richiamo di utenze in quanto posta a servizio di dipendenti del Gruppo Fiat ed altri numerosi enti convenzionati (IBM, La Stampa, Cassa Autonoma di Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani, ecc.);

-        nel corso della seduta del Consiglio della Circoscrizione tenutasi in data 19 gennaio 2010 nella quale veniva illustrato anche ai cittadini residenti il progetto di riqualificazione dell'area ex Isvor e nel merito all'aggravio del carico antropico e del traffico veicolare del "Borgo Valentino" conseguenti all'intervento, l'Assessore all'epoca in carica dichiarava che "… le valutazioni definitive sul traffico saranno consegnate a progetto approvato";

 

INTERPELLANO

 

Il Sindaco e l'Assessore competente per conoscere:

1)      la definitiva ubicazione dell'edificio di pubblico interesse da destinare ad asilo nido la cui realizzazione risulta contemplata dall'articolo 6 del Permesso di Costruire Convenzionato di cui alla deliberazione di Consiglio Comunale del 23 luglio 2010 (mecc. 2010 00968/009) (pubblicata il 13 agosto 2010);

2)      se sussistono fondate motivazioni che hanno consentito alla Commissione Edilizia di esprimersi con pareri fortemente discordanti sui contenuti dei progetti disaminati rispettivamente nelle sedute del 15 maggio e del 16 giugno 2011;

3)      se la documentazione tecnica oggetto di disamina della Commissione Edilizia e dalla stessa approvata in data 16 giugno 2011, sia stata sottoposta all'approvazione dell'Ente di Tutela così come richiamato nella nota della Soprintendenza notificata alla Società Torino Zero Cinque Trading S.p.A. ed alla Città di Torino in esito alla notifica di vincolo;

4)      se nei conteggi posti a supporto della documentazione progettuale oggetto di approvazione, in conformità alle considerazioni espresse dalla Soprintendenza del 24 settembre 2010 e nella successiva nota del 22 febbraio 2011 - entrambe notificate alla società Torino Zerocinque Trading S.p.A. ed alla Città di Torino - la superficie del corpo di fabbrica di corso Dante per il quale è previsto il "… mantenimento della sola pellicola di facciata" è stata considerata a tutti gli effetti come area che genera servizi e come tale negli stessi inclusa;

5)      se nel merito alla cessione del tratto di strada demaniale non si reputi necessario avviare un approfondimento relativo a questa "anomala donazione" della Città ad una società privata;

6)      se non si ritiene di comunicare al Consiglio Comunale per quale motivo non è stato proposto l'annullamento di un atto pubblico che determina un rilevante danno patrimoniale in termini di valore dell'area e di capacità edificatoria tenendo conto che il sedime stradale di che trattasi doveva essere ceduto con regolare provvedimento amministrativo;

7)      quali iniziative intende intraprendere l'Assessorato competente nel merito all'aggravio del carico antropico e del traffico veicolare del "Borgo Valentino" conseguenti all'intervento riguardante il complesso insistente sull'area ex Isvor nonché quelle dovute al nuovo centro diagnostico di imminente attivazione.  

 

F.to: Mario Carossa

Fabrizio Ricca

Roberto Carbonero